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Art. 2697 Codice Civile — Anno 2025

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4903 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Compenso professionale ingegnere: la prova presuntiva
Un ingegnere ha richiesto un compenso professionale a una società immobiliare per la progettazione di impianti fotovoltaici. La società negava di aver mai conferito l'incarico. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al pagamento, stabilendo che l'esistenza del rapporto contrattuale può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come l'utilizzo del progetto da parte del committente e le testimonianze, anche in assenza di un contratto scritto. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione complessiva degli indizi fatta dai giudici di merito per accertare il diritto al compenso professionale ingegnere.
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Associazione in partecipazione e rapporto di lavoro
Un collaboratore, dopo la fine di una relazione sentimentale con un'imprenditrice, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato per l'attività svolta nella sua azienda, in parte regolata da un contratto di associazione in partecipazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato ritenuto che il lavoratore non abbia fornito prove sufficienti della subordinazione e che la contestazione sulla validità del contratto di associazione in partecipazione, sollevata solo in appello, costituisse una domanda nuova e quindi inammissibile.
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Diritto di precedenza nelle società a controllo pubblico
Una lavoratrice con contratto a termine presso un consorzio pubblico ha rivendicato il diritto di precedenza per un'assunzione a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le società a controllo pubblico devono seguire le procedure di selezione pubblica, le quali prevalgono sul diritto di precedenza previsto per i contratti di lavoro privati. La Corte ha chiarito che l'obbligo di reclutamento tramite procedure concorsuali impedisce l'assunzione diretta basata sulla precedenza.
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Opposizione esecuzione: interpretazione del titolo
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice nell'opposizione esecuzione, confermando la necessità di interpretare il titolo esecutivo per definirne l'esatta portata. In un caso nato da un verbale di conciliazione per la riparazione di luci esterne, la Corte ha stabilito che la cessazione del contratto di locazione non elimina l'interesse a impugnare per la regolamentazione delle spese legali, decise secondo il principio di soccombenza virtuale. La sentenza rigetta il ricorso degli ex inquilini, validando la decisione d'appello che aveva correttamente interpretato l'obbligo come limitato solo ad alcuni punti luce.
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Rimborso accise energia: diritto diretto del cliente
Un'azienda ha ottenuto la restituzione di un'addizionale sull'accisa per l'energia elettrica. La Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso accise energia direttamente dal fornitore, poiché la norma istitutiva del tributo è stata dichiarata incostituzionale. La Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, stabilendo che la caducazione della norma fa venir meno la causa del pagamento con effetto retroattivo.
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Prova trasferimento credito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito i requisiti per la prova trasferimento credito in casi di scissione societaria. Un debitore aveva contestato la pretesa del nuovo creditore, lamentando la mancanza di una specifica prova scritta. La Corte ha stabilito che, sebbene la scissione richieda prove documentali, l'inclusione di un singolo credito può essere dimostrata tramite presunzioni, come dichiarazioni della società scissa e pubblicazioni ufficiali, purché sia garantita la certezza del debitore. Il ricorso del debitore è stato quindi respinto.
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Autotutela sostitutiva: i limiti del Fisco
Una società immobiliare ha contestato un avviso di accertamento per IVA non versata su operazioni ritenute inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria, dopo aver annullato un primo atto, ne ha emesso un secondo tramite autotutela sostitutiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che l'autotutela sostitutiva è legittima anche senza la scoperta di nuovi elementi, a differenza dell'accertamento integrativo, e ha precisato le condizioni per il raddoppio dei termini di accertamento.
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Abuso del diritto IVA: l’operazione elusiva è sanzionata
La Corte di Cassazione ha confermato un avviso di accertamento per abuso del diritto IVA nei confronti di una società immobiliare. L'operazione contestata, una compravendita tra società collegate, è stata ritenuta priva di valide ragioni economiche e finalizzata unicamente a trasferire un credito IVA in modo indebito. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusa la richiesta di sospensione del processo e l'inapplicabilità delle sanzioni, stabilendo che le operazioni elusive sono sanzionabili.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di operazioni soggettivamente inesistenti, confermando che spetta all'amministrazione finanziaria l'onere di provare non solo la frode IVA, ma anche la consapevolezza o la colpevole negligenza del contribuente. La Corte ha ritenuto legittima la decisione dei giudici di merito che avevano valorizzato, a favore del contribuente, la regolarità contabile, i pagamenti effettivi, la congruità dei prezzi e l'assoluzione in sede penale, a fronte della mancata prova della sua malafede da parte del Fisco.
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Accertamento analitico induttivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società edile contro un avviso di accertamento basato sul metodo analitico induttivo. La Corte ha chiarito che tale metodo è legittimo anche in caso di inattendibilità parziale delle scritture contabili e che la violazione del contraddittorio preventivo non invalida l'atto se il contribuente non fornisce la 'prova di resistenza', dimostrando che l'esito sarebbe stato diverso.
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Iura novit curia e usura: il giudice deve conoscere i tassi
La Corte di Cassazione ha stabilito che i decreti ministeriali che fissano i tassi soglia anti-usura hanno natura normativa. Di conseguenza, in base al principio iura novit curia, il giudice è tenuto a conoscerli e applicarli d'ufficio, senza che la parte che denuncia l'usura abbia l'onere di produrli in giudizio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente addossato tale onere probatorio al debitore, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Onere della prova accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale basato su indagini bancarie. L'ordinanza stabilisce che per superare l'onere della prova, il contribuente non può limitarsi a fornire le registrazioni contabili, ma deve produrre documentazione specifica che dimostri l'origine e la destinazione di ogni movimentazione. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto sufficienti le annotazioni sul libro giornale, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questo rigido principio probatorio.
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Diritto di usufrutto: quando si estingue per non uso?
Un padre, dopo aver venduto la nuda proprietà di un'azienda agricola e aver trattenuto per sé il diritto di usufrutto, è stato citato in giudizio dalla figlia e dalla società acquirente, che sostenevano l'estinzione del diritto per non uso ventennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che anche atti di godimento parziali o sporadici, come visitare la proprietà, mantenere la residenza, accedere ai locali o costituire un'ipoteca sul diritto stesso, sono sufficienti a interrompere la prescrizione e a conservare il diritto di usufrutto.
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Nullità vendita bene culturale: la Cassazione decide
Un privato acquista un dipinto di valore storico-artistico, la cui proprietà originaria era di un ente ecclesiastico. La Corte di Cassazione interviene sulla vicenda, stabilendo che la vendita di un bene culturale appartenente a un ente ecclesiastico, se priva della necessaria autorizzazione ministeriale, è affetta da nullità assoluta. Di conseguenza, tutti i successivi passaggi di proprietà sono invalidi e non è possibile invocare l'acquisto per usucapione, poiché non si è mai costituito un possesso legittimo. La proprietà del bene, pertanto, rimane in capo all'ente ecclesiastico.
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Onere probatorio accertamenti bancari: la Cassazione
Una società tessile, a seguito di accertamenti bancari, veniva accusata di ricavi non dichiarati. La Cassazione, ribaltando la decisione regionale, ha stabilito che l'onere probatorio del contribuente non è soddisfatto dalle sole registrazioni contabili. È necessaria una documentazione originaria che provi la natura non imponibile dei versamenti e la destinazione dei prelievi, ribadendo la rigidità dell'onere probatorio in materia di accertamenti bancari.
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Accertamenti bancari: presunzione legale per tutti
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che gli accertamenti bancari sono legittimi nei confronti di qualsiasi contribuente, non solo di imprenditori o lavoratori autonomi. La presunzione legale che i versamenti su conto corrente costituiscano reddito si estende a tutti, e spetta al singolo cittadino l'onere di provare il contrario. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato un avviso di accertamento basato su indagini bancarie, ritenendole erroneamente illegittime in assenza di una provata attività d'impresa.
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Onere collaborativo cliente: se non collabori perdi
Una società ricorre in Cassazione contro la decisione che rigettava la sua richiesta di risarcimento nei confronti del precedente avvocato per presunta negligenza professionale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la tardiva costituzione in un giudizio di lavoro e la conseguente decadenza dalla prova testimoniale non erano imputabili al legale, bensì alla stessa società. Quest'ultima, infatti, non aveva adempiuto al proprio onere collaborativo cliente, omettendo di fornire tempestivamente le informazioni necessarie alla difesa nonostante le ripetute sollecitazioni del professionista.
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Compenso geometra: CTP e tariffe professionali
Un geometra impugna la riduzione del suo compenso professionale da parte della Corte di Appello. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il compenso per un Consulente Tecnico di Parte (CTP) va determinato secondo l'art. 2233 c.c., relativo ai professionisti iscritti ad albi, e non l'art. 2225 c.c. La Suprema Corte ha criticato l'errata applicazione della tariffa professionale, cassando la sentenza e rinviando per una nuova e corretta quantificazione.
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Avvocato comunitario: quando non ha diritto al compenso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava il compenso a un avvocato comunitario, qualificato come 'abogado' in Spagna, per attività professionale svolta in Italia. La Corte ha stabilito che l'esercizio stabile e continuativo della professione, e non meramente occasionale, richiede l'iscrizione in una sezione speciale dell'albo come 'avvocato stabilito', requisito mancante nel caso di specie. Questo rende la prestazione non remunerabile ai sensi dell'art. 2231 c.c. Inoltre, è stato ribadito che la contestazione del difetto di legittimazione passiva, come la rinuncia all'eredità da parte del convenuto, costituisce una mera difesa e può essere sollevata in qualsiasi fase del giudizio.
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Lavoro accessorio: piattaforma INPS KO non giustifica
L'amministratore di una società che gestisce una discoteca è stato sanzionato per aver impiegato undici lavoratori tramite il sistema del lavoro accessorio (voucher) senza la dovuta comunicazione preventiva. L'imprenditore si è difeso sostenendo che la piattaforma INPS era fuori servizio, ma la Corte di Cassazione ha confermato la sanzione. Secondo i giudici, un guasto tecnico non costituisce forza maggiore se l'azienda non prova di aver tentato ogni via alternativa per comunicare l'avvio della prestazione lavorativa, dimostrando così la propria colpa.
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