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Art. 2697 Codice Civile — Anno 2024

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5108 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Servitù di elettrodotto: usucapione e indennità
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, esamina un caso di servitù di elettrodotto acquisita per usucapione. Un proprietario terriero si oppone alla presenza di una cabina elettrica sul suo fondo, ma la Corte d'Appello riconosce l'avvenuta usucapione a favore della società elettrica. La Cassazione non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza, sollevando una questione fondamentale: la natura 'coattiva' della servitù, e quindi il diritto a indennità e spostamento, dipende dalla sua funzione di pubblica utilità o da come viene costituita?
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Usucapione respinta: quando la restituzione la esclude
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un ripostiglio. La Corte ha stabilito che la domanda del proprietario era una legittima azione di rivendicazione e che la precedente riconsegna del bene da parte del ricorrente costituiva una rinuncia tacita all'usucapione, confermando la decisione della Corte d'Appello che negava l'acquisto della proprietà per possesso prolungato.
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Estratto di ruolo: quando è impugnabile? La Cassazione
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa (art. 12, co. 4-bis, D.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è preclusa, e la contestazione diretta del ruolo o della cartella è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e qualificato (es. impossibilità di partecipare a gare d'appalto), condizione non provata nel caso di specie.
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Superminimo assorbibile escluso dalla pensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un superminimo assorbibile non rientra nella base di calcolo della pensione integrativa. Nel caso esaminato, un ex dirigente non ha potuto includere tale emolumento nella sua pensione perché non ha fornito la prova della sua natura fissa e continuativa, e il contratto prevedeva il suo assorbimento nei futuri aumenti retributivi. La decisione sottolinea l'importanza dell'onere probatorio a carico del lavoratore.
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Specificità del ricorso: Cassazione e inammissibilità
La Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante il riconoscimento di contratti di piccola colonia. La decisione sottolinea il principio della specificità del ricorso: i motivi di impugnazione non possono limitarsi a criticare la valutazione dei fatti del giudice di merito, ma devono individuare precise violazioni di legge. La mancanza di tale specificità ha determinato l'esito del giudizio.
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Cancellazione elenchi agricoli: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11644/2024, ha stabilito che in caso di cancellazione dagli elenchi dei lavoratori agricoli a seguito di un disconoscimento da parte dell'INPS, spetta al lavoratore dimostrare in giudizio l'effettiva esistenza, durata e natura del rapporto di lavoro. La Corte ha inoltre precisato che gli atti di cancellazione dell'INPS non richiedono la motivazione prevista dalla L. 241/1990, poiché si tratta di atti ricognitivi di un rapporto obbligatorio basato sulla legge.
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Trasferimento sede estero: non estingue la società
La Corte di Cassazione ha stabilito che il trasferimento della sede estero di una società e la sua cancellazione dal registro delle imprese italiano non ne comportano l'estinzione. La società continua a esistere e a rispondere dei propri debiti. Di conseguenza, l'amministratore non può essere ritenuto personalmente responsabile per le passività fiscali dell'ente, poiché manca il presupposto dell'estinzione societaria previsto dalla legge.
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Usucapione lastrico solare: possesso deve esser pubblico
La Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'usucapione di un lastrico solare. Con l'ordinanza n. 11639/2024, ha stabilito che il possesso, per essere valido ai fini dell'usucapione, deve essere pubblico, ovvero visibile a una generalità di persone e non solo al proprietario. Un possesso esercitato in modo nascosto e non percepibile dall'esterno è considerato clandestino e non idoneo a far maturare l'usucapione del lastrico solare. La Corte ha inoltre cassato la sentenza d'appello per aver deciso su un appello incidentale condizionato, nonostante la condizione non si fosse verificata.
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Prova usucapione: coltivare non basta per possedere
Una famiglia chiedeva di essere dichiarata proprietaria per usucapione di un compendio immobiliare utilizzato da decenni. La Corte di Appello aveva respinto la domanda, ritenendo non raggiunta la prova usucapione, poiché la mera coltivazione e abitazione non erano sufficienti a dimostrare un possesso con l'intenzione di essere proprietari, a fronte di atti di gestione compiuti dai titolari formali. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e sottolineando che la valutazione delle prove è compito del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Possesso ad usucapionem: il taglio della legna
La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere la proprietà di un fondo per usucapione non è sufficiente compiere attività come il taglio della legna. È necessario dimostrare un possesso ad usucapionem, ovvero un potere sul bene esercitato in modo palese e inequivocabile come se si fosse il proprietario (uti dominus), manifestando un'opposizione concreta al diritto del titolare effettivo. La mera coltivazione o manutenzione, infatti, può essere compatibile con la semplice tolleranza del proprietario e non costituisce, da sola, prova sufficiente.
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Distanze legali vedute: no alla demolizione automatica
Una proprietaria viene condannata a demolire un balcone e una scala per violazione delle distanze legali vedute. La Cassazione annulla la decisione, specificando che la demolizione è una misura estrema e il giudice deve prima valutare soluzioni alternative meno invasive per eliminare l'affaccio illegale, rispettando il principio della domanda.
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Usucapione: la dichiarazione di detenzione la esclude
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due soggetti che rivendicavano la proprietà di un terreno per usucapione. La decisione si fonda su una loro precedente ammissione in un altro giudizio, dove si erano qualificati come meri detentori e non possessori. Questa dichiarazione è stata ritenuta decisiva per escludere l'esistenza dell'animus possidendi, requisito essenziale per l'usucapione, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Estratti conto mancanti: l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11577/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di onere della prova nei contenziosi bancari. Anche in presenza di estratti conto mancanti, la domanda di un correntista per la restituzione di somme indebitamente addebitate non può essere automaticamente respinta. La Corte ha chiarito che il giudice deve valutare tutti i mezzi di prova disponibili e, se necessario, utilizzare criteri alternativi come quello del 'saldo zero' per ricostruire il rapporto dare/avere tra le parti. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva rigettato la domanda proprio per la documentazione incompleta, è stata cassata con rinvio.
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Concessione abusiva credito: quando la banca è responsabile?
Due acquirenti, dopo aver ricevuto un prestito ponte da una banca per l'acquisto di un immobile da una società poi fallita, hanno accusato l'istituto di concessione abusiva di credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha chiarito che il solo stato di insolvenza del soggetto finanziato non è sufficiente a provare l'abuso; è necessario dimostrare anche una violazione specifica delle regole di valutazione del merito creditizio da parte della banca.
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Obbligo contributivo: la Cassazione decide su somme
La Corte di Cassazione si è pronunciata sull'obbligo contributivo relativo a somme erogate da un'azienda ai propri dipendenti alla cessazione del rapporto. La sentenza chiarisce la distinzione tra importi transattivi legati al TFR, esenti da contribuzione, e le mensilità aggiuntive, che avendo natura retributiva sono soggette a contributi anche se non materialmente corrisposte. Dichiarando inammissibili sia il ricorso dell'Ente Previdenziale che quello dell'azienda, la Corte ha confermato la decisione di merito che aveva correttamente qualificato la natura delle diverse erogazioni.
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Recesso contratto preliminare: le tutele del compratore
Una società venditrice di un immobile non garantiva la sua libertà da ipoteche prima del rogito. I promissari acquirenti hanno esercitato il diritto di recesso dal contratto preliminare e la Corte di Cassazione ha confermato il loro diritto a ricevere il doppio della caparra versata. La Corte ha stabilito che la presenza di ipoteche, la cui cancellazione non è assicurata, costituisce un grave inadempimento del venditore che legittima il recesso del compratore.
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Riserve appalti pubblici: quando iscriverle per non perdere
Una società di costruzioni ha perso la sua richiesta di maggiori compensi nei confronti di un Comune a causa dell'iscrizione tardiva delle riserve. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11547/2024, ha confermato che l'onere di dimostrare la tempestività delle riserve appalti pubblici spetta all'appaltatore e che la riserva va iscritta non appena si percepisce la potenzialità dannosa di un fatto, anche se di natura continuativa, per non incorrere in decadenza.
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Improcedibilità ricorso: sentenza incompleta depositata
Un lavoratore ricorre in Cassazione contestando una precedente sentenza, ma il suo appello viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema stabilisce l'improcedibilità del ricorso perché l'appellante ha depositato solo il dispositivo della sentenza impugnata, e non la copia integrale autentica, violando un requisito essenziale.
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Cessione d’azienda debiti: la Cassazione decide
Una società è stata dichiarata fallita per un debito ereditato tramite un trasferimento d'azienda, originariamente mascherato da conferimento in natura. La Cassazione ha confermato che in una cessione d'azienda debiti fraudolenta, l'acquirente risponde anche se i debiti non sono registrati nei libri contabili, specialmente quando manca una reale distinzione tra le parti. La conoscenza effettiva del debito da parte dell'acquirente diventa quindi decisiva.
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Crollo muro comune: la guida su chi paga i danni
La Corte di Cassazione interviene sul caso del crollo di un muro comune, crollato a seguito di una pioggia torrenziale. Alcuni comproprietari avevano in precedenza eseguito lavori di ricarica del terreno, aggravando il carico sulla struttura. La Corte ha stabilito che l'onere di provare la sicurezza di tali interventi spetta a chi li ha eseguiti. Non è possibile ridurre la propria responsabilità attribuendo parte della colpa a cause naturali se l'intervento umano ha creato una situazione di criticità. Di conseguenza, la sentenza che aveva limitato la responsabilità al 20% è stata annullata con rinvio, ribadendo che chi modifica una struttura comune deve garantirne la stabilità, pena l'accollo totale delle spese di ripristino.
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