LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 240-bis Codice Penale — Sezione Sesta Penale

Pagina 7 di 14

263 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Confisca allargata stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che negava la confisca allargata stupefacenti su somme di denaro trovate in possesso di un'imputata condannata per spaccio di lieve entità. La sentenza stabilisce che la sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti giustifica il provvedimento, a condizione che la condotta non sia isolata ma indicativa di un'attività criminale continuativa.
Continua »
Confisca per sproporzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo indagato per spaccio di stupefacenti contro il sequestro di una somma di denaro. La decisione si fonda sulla natura del sequestro, finalizzato non solo al profitto del reato ma anche alla confisca per sproporzione, che non richiede un nesso di causalità diretto tra il bene e il crimine. La Corte ha ritenuto irrilevante la documentazione prodotta dall'indagato, poiché relativa a un conto corrente intestato a terzi.
Continua »
Confisca denaro: quando è illegittima senza motivazione
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di patteggiamento nella parte relativa alla confisca denaro. La Corte ha stabilito che la confisca, anche in caso di patteggiamento, deve essere specificamente motivata, dimostrando il nesso diretto tra il denaro e il reato contestato (detenzione di stupefacenti), non potendo basarsi su mere presunzioni di attività illecite precedenti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
Continua »
Confisca del denaro: la Cassazione fissa i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47677/2023, ha annullato parzialmente una decisione che disponeva la confisca del denaro trovato in possesso di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, per la legittimità della misura, è necessario un nesso di pertinenzialità diretto tra la somma e il reato specifico contestato (la detenzione), non potendosi presumere che il denaro sia provento di un diverso e non accertato reato di spaccio. La confisca del denaro è stata quindi annullata con rinvio, mentre è stata confermata quella relativa a numerosi telefoni cellulari, considerati strumentali all'attività illecita.
Continua »
Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto ricorre in Cassazione contro una misura cautelare e un sequestro preventivo per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le critiche al merito e le giustificazioni patrimoniali tardive non possono essere esaminate in sede di legittimità. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi e sull'impossibilità di rivalutare i fatti, confermando l'importanza di presentare tutte le prove e le difese nelle fasi di merito, come quella del riesame.
Continua »
Confisca denaro: no se è solo detenzione di droga
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di una somma di denaro a un soggetto condannato per sola detenzione di stupefacenti. La sentenza stabilisce che senza una specifica accusa di spaccio, la confisca del denaro è illegittima. Manca infatti il nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato di mera detenzione, per il quale il denaro non costituisce né strumento, né profitto. Di conseguenza, è stata ordinata la restituzione della somma all'imputato.
Continua »
Ricorso per Cassazione: i limiti del giudizio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46372/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro imputati per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, ribadendo i limiti del giudizio di legittimità. I motivi sono stati ritenuti generici e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti. Il ricorso per Cassazione di un quinto imputato è stato parzialmente accolto solo per un vizio di motivazione, con rinvio alla Corte d'Appello.
Continua »
Sequestro preventivo: quando i soldi sono sospetti?
Un individuo, indagato per detenzione di oltre 3kg di hashish, si è visto confermare un sequestro preventivo di circa 64.000 euro in contanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sottolineando l'illogicità della giustificazione fornita sulla provenienza del denaro (risparmi di famiglia) e confermando la sussistenza di un quadro indiziario sufficiente (fumus commissi delicti) per mantenere la misura cautelare reale.
Continua »
Confisca denaro da spaccio: limiti del patteggiamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45909/2023, ha annullato la confisca di 315 euro disposta da un GIP nell'ambito di un patteggiamento per detenzione di stupefacenti. L'imputato aveva concordato una pena di 9 mesi e 2.000 euro di multa. La Suprema Corte ha rilevato d'ufficio l'illegalità della confisca denaro da spaccio, poiché il reato contestato (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990) non la prevede specificamente, richiamando l'art. 240-bis c.p. che non è applicabile in questo caso. Di conseguenza, la confisca è stata eliminata e disposta la restituzione della somma.
Continua »
Confisca per sproporzione e droga: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di 7.510 euro. Il denaro, trovato nell'abitazione di una persona indagata per detenzione di stupefacenti, è stato ritenuto sproporzionato rispetto al reddito lecito (la sola pensione del defunto marito). La Corte ha chiarito che in caso di confisca per sproporzione, non è necessario provare il nesso diretto tra il denaro e il reato di spaccio, ma è sufficiente dimostrare la sproporzione e l'assenza di una giustificazione lecita sulla sua provenienza.
Continua »
Onere della prova nel sequestro: il caso risolto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino indagato per traffico di stupefacenti, contro il sequestro di una cospicua somma di denaro. La difesa sosteneva che il denaro fosse un regalo di nozze, ma non ha superato l'onere della prova. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale non 'apparente' ma logica e stringente, basata su plurimi elementi indiziari e sull'inverosimiglianza della giustificazione fornita, confermando così il provvedimento di sequestro.
Continua »
Confisca allargata evasione fiscale: retroattività
Un medico, indagato per gravi reati, subisce un sequestro finalizzato alla confisca allargata per una sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato. Egli sostiene che la ricchezza derivi da evasione fiscale accumulata negli anni. La Corte di Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale sulla retroattività del divieto di usare l'evasione fiscale come giustificazione (introdotto nel 2017), rimette la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva. L'ordinanza analizza i due orientamenti opposti in tema di confisca allargata evasione fiscale.
Continua »
Sequestro preventivo: quando è legittimo?
Un padre e un figlio ricorrono in Cassazione contro un sequestro preventivo di una cospicua somma in contanti, finalizzato alla confisca per sproporzione a seguito della condanna del figlio per reati di droga. Il figlio lamenta la violazione di precedenti decisioni cautelari, mentre il padre rivendica la proprietà del denaro. La Corte Suprema dichiara entrambi i ricorsi inammissibili, chiarendo i presupposti per reiterare un sequestro preventivo in presenza di nuovi elementi e confermando la valutazione del tribunale sulla titolarità del denaro.
Continua »
Sequestro preventivo: ne bis in idem e nuovi elementi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione. La Corte stabilisce che il principio del 'ne bis in idem' non opera se il nuovo provvedimento si basa su nuovi elementi di prova. Viene inoltre evidenziata una situazione anomala in cui il sequestro persiste dopo la condanna definitiva, demandando la soluzione al giudice dell'esecuzione.
Continua »
Sequestro preventivo: che fare se la condanna tace?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di sentenza di condanna non definitiva che non si pronuncia sulla confisca di un bene, il sequestro preventivo non cessa automaticamente. Il giudice deve valutare se persistono le esigenze cautelari che ne giustificano il mantenimento. Nel caso specifico, riguardante un'automobile, la Corte ha annullato l'ordinanza che rigettava la restituzione, poiché il Tribunale non aveva motivato adeguatamente sulla persistenza del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che giustifica il protrarsi della misura.
Continua »
Confisca allargata: quando è legittima per lo spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due individui condannati per un'articolata attività di spaccio di stupefacenti. La Suprema Corte ha confermato la legittimità della condanna e della confisca allargata dei beni, ritenendo che la Corte d'appello avesse correttamente valutato l'assenza dei presupposti per il "piccolo spaccio" e la palese sproporzione tra i redditi leciti dichiarati e il patrimonio accumulato, giustificando così la misura patrimoniale.
Continua »
Confisca di denaro: motivazione sempre necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza limitatamente alla confisca di denaro disposta nei confronti di un imputato per reati di droga. La decisione è stata motivata dalla carenza e ambiguità della motivazione del giudice di merito, che non ha adeguatamente provato né il nesso diretto tra il denaro e il reato (confisca diretta), né i presupposti per una confisca per sproporzione, come il divario tra la somma e il reddito dell'imputato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame sul punto.
Continua »
Dolo peculato: Cassazione annulla condanna per compenso
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna per peculato a carico di due commissari pubblici che si erano autoliquidati i compensi. La Corte ha ritenuto carente e illogica la motivazione della sentenza d'appello riguardo alla sussistenza del dolo peculato, ovvero l'intenzione criminale. Secondo i giudici, la sola assenza di una specifica indicazione del compenso nelle delibere di nomina non è sufficiente a dimostrare la volontà di appropriarsi indebitamente di fondi pubblici, rendendo necessario un nuovo esame del caso.
Continua »
Confisca del denaro: la Cassazione cambia rotta
Un individuo condannato per reati legati agli stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha respinto i motivi procedurali ma ha accolto quello relativo alla confisca del denaro. Citando un nuovo e fondamentale principio, la Corte ha stabilito che la confisca diretta del denaro richiede la prova rigorosa che la somma specifica sequestrata derivi dal reato, non essendo più sufficiente la sua natura fungibile. Di conseguenza, la confisca è stata annullata e la restituzione della somma ordinata.
Continua »
Sequestro preventivo terzo: la Cassazione cambia rotta
In un caso di sequestro preventivo di beni intestati a un figlio ma ritenuti nella disponibilità del padre indagato, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale. Il figlio, in qualità di terzo intestatario, non è limitato a dover provare solo la sua effettiva proprietà, ma ha il diritto di contestare tutti i presupposti della misura cautelare, inclusi il 'fumus commissi delicti' e il 'periculum in mora'. La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale che aveva negato questa possibilità, ritenendo l'approccio restrittivo una violazione del diritto di difesa. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione che tenga conto di tutti gli aspetti della legittimità del sequestro.
Continua »