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Art. 2043 Codice Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

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92 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Esposizione all’amianto: prova e risarcimento
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un lavoratore soggetto a esposizione all'amianto durante l'attività professionale. La decisione si concentra sulla necessità di dimostrare il nesso causale tra l'ambiente di lavoro insalubre e il danno alla salute, ribadendo la responsabilità del datore di lavoro per la mancata adozione di misure di sicurezza adeguate.
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Giudicato esterno: limiti e valore nelle cause civili
Un ex esponente governativo, condannato dalla Corte dei conti per danno erariale in relazione a una compravendita immobiliare, ha citato in sede civile l'Amministrazione e una società strumentale. Il ricorrente lamentava una condotta negligente dei convenuti per non aver tutelato il patrimonio del debitore, impedendo il recupero delle somme. La Corte di Cassazione ha confermato che il giudicato esterno formatosi in sede contabile impedisce di riproporre la medesima questione in sede civile, poiché la responsabilità dell'Amministrazione era già stata esclusa dal giudice contabile.
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Revoca Gara Pubblica Giurisdizione: Danni? Decide solo il TAR
Un'azienda ha chiesto un risarcimento danni dopo che la Pubblica Amministrazione ha annullato una gara d'appalto a cui aveva partecipato. È sorto un conflitto su quale giudice dovesse decidere: quello civile o quello amministrativo. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla revoca gara pubblica giurisdizione: la competenza è sempre e solo del Giudice Amministrativo. Questa decisione vale sia per le richieste di indennizzo previste dalla legge, sia per quelle di risarcimento per comportamento scorretto. La revoca, infatti, è un atto di potere pubblico e tutte le conseguenze dannose che ne derivano devono essere giudicate dal tribunale specializzato in materia amministrativa.
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Arricchimento senza causa: la guida delle Sezioni Unite
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale riguardante l'azione di arricchimento senza causa. La Corte ha stabilito che tale rimedio è esperibile solo se l'azione principale fallisce per carenza originaria del titolo giustificativo. Resta invece esclusa se il rigetto della domanda alternativa dipende da prescrizione, decadenza o mancanza di prove sul danno subito.
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Giurisdizione Ordinaria: Danni da opere pubbliche
Un comune realizza dei lavori che causano danni strutturali e immissioni rumorose a un'abitazione privata. I proprietari agiscono in giudizio per ottenere il risarcimento e un'ordinanza che fermi i disturbi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso del comune, confermando la giurisdizione ordinaria. La Corte ha stabilito che quando la causa non contesta le scelte della Pubblica Amministrazione, ma lamenta i danni derivanti dalla cattiva esecuzione materiale dell'opera, la competenza spetta al giudice civile, in quanto si verte in tema di lesione di diritti soggettivi.
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Risarcimento danni pandemia: decide il giudice amministrativo
L'ordinanza delle Sezioni Unite della Cassazione affronta la questione della giurisdizione nelle cause di risarcimento danni promosse dai familiari delle vittime della pandemia contro lo Stato. I cittadini lamentavano omissioni e inadempienze nella gestione dell'emergenza sanitaria. La Corte ha stabilito che la competenza spetta al giudice amministrativo, poiché le doglianze non riguardano la violazione di un diritto soggettivo isolato, ma investono le modalità di organizzazione e gestione del Servizio Sanitario Nazionale, materia di giurisdizione esclusiva amministrativa.
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Responsabilità da provvedimento illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34712/2025, ha chiarito un importante principio in materia di responsabilità della Pubblica Amministrazione. Il caso riguarda una società agricola che aveva ottenuto un'autorizzazione regionale per un impianto, poi annullata a causa della successiva dichiarazione di incostituzionalità della legge regionale su cui si basava. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non distinguere tra la domanda di risarcimento per l'illegittimo esercizio del potere legislativo (non ammissibile) e la distinta domanda di risarcimento per la lesione del legittimo affidamento su un provvedimento amministrativo favorevole poi annullato. La sentenza è stata cassata con rinvio per esaminare la specifica questione della responsabilità da provvedimento illegittimo.
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Responsabilità vendita terreno inquinato: la Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione si sono pronunciate sulla responsabilità nella vendita di un terreno inquinato da parte di un ente locale a società costruttrici. La Corte ha rigettato la richiesta di risarcimento contro il Comune, confermando la valutazione dei giudici di merito secondo cui le acquirenti erano a conoscenza della situazione di rischio. Ha però accolto il ricorso contro le società di servizi pubblici che gestivano l'area, ritenendo che la domanda per responsabilità extracontrattuale fosse stata erroneamente dichiarata inammissibile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la decisione nel merito su questo specifico punto.
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Responsabilità del legislatore: la Cassazione decide
Una società agricola ha citato in giudizio una Regione per ottenere un risarcimento danni a seguito della dichiarazione di incostituzionalità di una legge regionale che aveva autorizzato un suo progetto. I tribunali di merito avevano negato la propria giurisdizione. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione sulla responsabilità del legislatore e la tutela dell'affidamento, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito, senza ancora decidere nel merito.
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Risarcimento danni PA: la giurisdizione è ordinaria
Una società immobiliare chiede il risarcimento danni alla PA dopo aver acquistato un immobile sulla base di un certificato di destinazione urbanistica errato. La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto di giurisdizione, stabilisce che la competenza è del giudice ordinario. La domanda non contesta un atto amministrativo, ma lamenta la lesione dell'affidamento causata dal comportamento scorretto dell'amministrazione, configurando un illecito civile.
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Giurisdizione giudice ordinario: il caso P.A. e danni
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. La Corte ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in un caso in cui alcuni cittadini chiedevano a un'amministrazione pubblica di eseguire lavori di consolidamento su un loro terreno, lasciato in stato di dissesto dopo l'esecuzione di opere pubbliche. La decisione si fonda sul principio che l'omissione della P.A. nel ripristinare il fondo costituisce un comportamento materiale che lede un diritto soggettivo, rientrando nella tutela generale contro i danni ingiusti (neminem laedere) e non nell'esercizio di poteri autoritativi.
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Risarcimento danni inerzia PA: la giurisdizione
Un cittadino chiede un risarcimento danni per l'inerzia di un Comune nel demolire un presunto abuso edilizio. Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono un doppio binario di giurisdizione: la domanda contro il Comune per il mancato esercizio del potere pubblico spetta al giudice amministrativo. Le domande contro i funzionari e il proprietario dell'immobile, invece, rientrano nella competenza del giudice ordinario.
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Limiti della giurisdizione: Cassazione e Consiglio Stato
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una decisione del Consiglio di Stato in materia di espropriazione. Il caso verteva su una richiesta di risarcimento per un'area espropriata decenni fa e utilizzata per scopi diversi da quelli originari. La Suprema Corte ha ribadito i severi limiti della giurisdizione, chiarendo che non può riesaminare il merito delle decisioni dei giudici amministrativi, neanche in caso di presunti errori nell'applicazione di norme come la prescrizione o il giudicato. Tali errori, infatti, non costituiscono un eccesso di potere giurisdizionale, ma rientrano nell'attività interpretativa propria del giudice speciale, e non sono quindi sindacabili in sede di legittimità.
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Giurisdizione professore universitario: a chi spetta?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha confermato la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie relative ai compensi per incarichi di supplenza conferiti a un professore universitario. Il caso riguardava un docente che aveva richiesto un adeguamento economico per incarichi svolti presso un ateneo diverso da quello di appartenenza. La Suprema Corte ha stabilito che, poiché il rapporto è intrinsecamente legato allo status di pubblico impiego non contrattualizzato, anche le pretese patrimoniali che ne derivano sono di competenza del giudice amministrativo, rigettando così il ricorso del professore.
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Responsabilità manutenzione corsi d’acqua: chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20084/2024, ha chiarito la ripartizione della responsabilità per la manutenzione dei corsi d'acqua. Nel caso specifico, alcuni agricoltori avevano subito danni a causa dell'esondazione di un torrente. La Corte ha confermato la responsabilità solidale del Consorzio di Bonifica e della Regione, stabilendo che le leggi regionali possono trasferire in modo effettivo i compiti di custodia e manutenzione ai consorzi, rendendoli co-responsabili per i danni derivanti da omessa manutenzione, anche se il corso d'acqua ha origine naturale.
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Risarcimento danni Agenzia Entrate: la giurisdizione
Una società ha richiesto il risarcimento danni all'Agenzia delle Entrate per una presunta condotta illecita, separatamente dall'impugnazione dell'avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione per tali cause spetta al giudice ordinario e non a quello tributario, poiché la domanda si fonda sulla lesione di un diritto soggettivo e sul principio generale del 'neminem laedere', esterno al rapporto tributario.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti del ricorso
Una società immobiliare ha impugnato una delibera regionale che bloccava l'edificabilità dei suoi terreni. Dopo la sconfitta al Consiglio di Stato, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un eccesso di potere giurisdizionale. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la critica all'interpretazione di un atto amministrativo da parte del giudice non costituisce un vizio di giurisdizione, ma un errore di giudizio non sindacabile in quella sede.
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Giurisdizione manleva P.A.: decide il giudice amministrativo
Una società appaltatrice ha citato in giudizio un Comune per danni derivanti da ritardi nei lavori. Il Comune ha a sua volta chiamato in causa Regione e Ministero, ritenendoli responsabili a causa dei loro provvedimenti. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha stabilito che la competenza a decidere sulla richiesta di indennizzo (manleva) del Comune rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, poiché il cuore della controversia riguarda la legittimità di atti espressione di potere pubblico. La questione, quindi, verte sulla giurisdizione manleva pubblica amministrazione e non su una semplice causa di forza maggiore.
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Giurisdizione giudice ordinario per danni da riscossione
Una società contesta una cartella di pagamento emessa da un consorzio pubblico per servizi non resi e chiede il risarcimento danni all'agente della riscossione. Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono la giurisdizione del giudice ordinario per l'intera controversia. La decisione si fonda sulla natura privatistica del credito e sull'assenza dei presupposti per la giurisdizione contabile, in quanto il danno lamentato è subito da un soggetto privato e non configura un danno erariale.
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Giurisdizione occupazione temporanea: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la controversia sull'indennità per l'occupazione temporanea di un terreno, non preordinata all'esproprio ma utilizzata come cava per lavori pubblici, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che la domanda originaria di opposizione alla stima dell'indennità, basata sull'art. 54 del Testo Unico Espropriazioni, radica la competenza della Corte d'Appello, a prescindere da come la domanda venga poi qualificata (es. risarcimento per illecito) nel corso del giudizio.
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