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Art. 2 Costituzione — Anno 2025

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384 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Costituzione

Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalle Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate è illegittima. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non rientra nei poteri autonomi degli enti previdenziali, neanche per finalità di bilancio. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro la sentenza che aveva giudicato illecito il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che tali prelievi, essendo prestazioni patrimoniali imposte, possono essere introdotti solo da una legge dello Stato e non in virtù dell'autonomia gestionale delle Casse.
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Esimente art 598: quando l’offesa in giudizio non è reato
Un professionista ha citato in giudizio un ospedale e il suo avvocato per un presunto danno alla reputazione, causato da un documento prodotto in un precedente processo. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando l'applicazione dell'esimente art. 598 c.p. Questa norma protegge le parti e i difensori da accuse di diffamazione per scritti e discorsi pronunciati in un procedimento, a condizione che le espressioni siano pertinenti all'oggetto della causa. La Corte ha chiarito che tale valutazione di pertinenza deve essere effettuata "ex ante", cioè al momento della produzione dell'atto, e non in base alla sua successiva valutazione di decisività da parte del giudice.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto con un mero atto regolamentare dell'ente, ma necessita di una base legale specifica, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. La sentenza ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, le Casse non hanno il potere di imporre tali prelievi, che configurano una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La prescrizione per la restituzione è decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica norma di legge e non può essere introdotto in via regolamentare dall'ente, il cui potere autonomo è limitato ad altri aspetti gestionali. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Rettifica rendita catastale: onere della prova
Un contribuente contesta la rettifica della rendita catastale del suo immobile proposta dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che i giudici di merito non possono ignorare le prove documentali, come perizie e mappe catastali, fornite dal cittadino. La sentenza sottolinea il vizio di 'omesso esame' quando prove decisive non vengono valutate, cassando la decisione precedente e rinviando il caso a un nuovo esame.
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Demolizione immobile abusivo: quando non si ferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo di 91 anni, invalido e indigente, contro la demolizione del suo immobile abusivo, che costituiva la sua unica abitazione. Nonostante le gravi condizioni personali, la Corte ha stabilito che la piena consapevolezza dell'illegalità della costruzione e l'inerzia nel cercare una soluzione abitativa alternativa, anche dopo una sospensione di due anni concessa in precedenza, prevalgono sul principio di proporzionalità. La sentenza ribadisce che il diritto all'abitazione non può essere invocato per sanare un illecito consapevole, rendendo esecutiva la demolizione immobile abusivo.
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Liberazione del fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una garante, stabilendo i principi per la liberazione del fideiussore. La Corte chiarisce che la banca ha un dovere di buona fede e non può concedere nuovo credito al debitore in difficoltà senza l'autorizzazione del garante. Inoltre, la società che acquista crediti in blocco deve provare specificamente l'inclusione del singolo credito nel pacchetto ceduto.
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Onere della prova correntista: la Cassazione decide
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per addebiti ritenuti illeciti su due conti correnti, uno dei quali molto datato. A causa della mancanza di una documentazione completa, in particolare degli estratti conto, la richiesta è stata respinta nei primi due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'onere della prova correntista non può essere aggirato. Il cliente non può pretendere che la banca fornisca documenti risalenti a oltre dieci anni prima, né può chiedere una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) per colmare le proprie lacune probatorie.
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Riparazione ingiusta detenzione: silenzio e colpa grave
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che concedeva un indennizzo per ingiusta detenzione, stabilendo che la tardiva rivelazione di un alibi cruciale da parte dell'interessato costituisce una colpa grave. La sentenza distingue tra il legittimo diritto al silenzio e una reticenza colposa che contribuisce causalmente al protrarsi della detenzione, escludendo così il diritto alla riparazione ingiusta detenzione.
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Decreto di espulsione: nullo per vizi di forma
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione, stabilendo che il giudice di merito aveva omesso di pronunciarsi su vizi formali decisivi sollevati dal ricorrente: la mancanza di firma da parte di un soggetto autorizzato e la notifica dell'atto in copia semplice. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione di questi aspetti procedurali fondamentali.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale privata contro la decisione che riteneva illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha confermato che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere imposto solo dalla legge e non da un regolamento interno dell'ente, in virtù del principio costituzionale della riserva di legge. Di conseguenza, è stato confermato il diritto del pensionato al rimborso delle somme trattenute, con una prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, richiede una base legale che le delibere della cassa non possono fornire, violando la riserva di legge. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Responsabilità dello Stato: risarcimento per sgombero
Un'ordinanza della Cassazione ha confermato la responsabilità dello Stato, specificamente del Ministero dell'Interno, per il grave ritardo nell'esecuzione di un ordine di sgombero di un immobile occupato abusivamente. Nonostante la presenza di una situazione sociale complessa, la Corte ha stabilito che l'autorità pubblica ha il dovere di fornire i mezzi necessari per attuare i provvedimenti giudiziari, condannando il Ministero al risarcimento del danno patrimoniale subito dalla proprietaria per la mancata disponibilità del bene.
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Revoca incarico dirigente: illegittima se pretestuosa
Un dirigente sanitario ha subito la revoca anticipata del suo incarico, ufficialmente legata alla nomina di un nuovo vertice aziendale, seguita a breve dal suo collocamento in quiescenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca dell'incarico del dirigente sanitario era illegittima e che il successivo pensionamento non può sanare l'illegittimità dell'atto. La normativa che vieta di attribuire nuovi incarichi a personale in pensione non si applica al mantenimento di un contratto già in essere. Di conseguenza, il dirigente ha diritto a una nuova valutazione in merito alla reintegra o al risarcimento del danno.
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Efficacia retroattiva contratto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una struttura sanitaria che richiedeva il pagamento di prestazioni e interessi di mora a un'Azienda Sanitaria Locale. Il punto cruciale era l'efficacia retroattiva del contratto, stipulato a fine anno per prestazioni già rese. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'efficacia retroattiva contratto, ma ha negato il diritto agli interessi di mora perché la struttura non aveva emesso un'apposita fattura, come previsto da una specifica clausola contrattuale. Sono stati respinti sia il ricorso principale della struttura che quello incidentale dell'ASL.
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Diritto di voto nel concordato: il conflitto di interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22843/2025, ha stabilito che il diritto di voto nel concordato fallimentare non può essere escluso sulla base di una mera inimicizia personale tra il creditore e il proponente. Un conflitto di interessi, per giustificare l'esclusione, deve essere oggettivo e preesistente alla votazione. La Corte ha inoltre confermato che il creditore, il cui voto decisivo sia stato illegittimamente 'sterilizzato', ha sempre l'interesse ad agire per opporsi all'omologazione del concordato, a prescindere da una valutazione di convenienza economica dell'alternativa fallimentare.
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Postergazione finanziamento soci: fornitura è prestito?
La Corte di Cassazione ha confermato che una fornitura di beni da parte di un socio di maggioranza a una società controllata in crisi finanziaria può essere riqualificata come un finanziamento. Di conseguenza, il credito derivante da tale fornitura è soggetto a postergazione finanziamento soci, ovvero viene rimborsato solo dopo tutti gli altri creditori. La Corte ha ritenuto che continuare a fornire merci senza richiedere il pagamento di debiti pregressi significativi equivale a sostenere finanziariamente la società, alterando la natura commerciale del rapporto.
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Delega di funzioni: quando non esonera il datore?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un datore di lavoro per violazioni della sicurezza, nonostante una delega di funzioni a un preposto. La Corte ha stabilito che la delega è inefficace se il datore di lavoro mantiene per sé un ruolo specifico di vigilanza, come quello di responsabile del servizio di prevenzione e protezione sul cantiere, conservando così la responsabilità penale per gli infortuni.
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