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Art. 2 Costituzione — Anno 2025

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384 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Costituzione

Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa previdenziale privata sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica previsione di legge, gli enti previdenziali non possono imporre autonomamente tali prelievi. Il ricorso della cassa è stato dichiarato inammissibile, consolidando l'orientamento secondo cui qualsiasi prestazione patrimoniale imposta richiede una base normativa statale. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10983/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati in assenza di una specifica base legale. La Corte ha ribadito che tali prelievi, qualificabili come prestazioni patrimoniali imposte, necessitano di una legge che ne definisca presupposti e limiti. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per le azioni di rimborso.
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Principio pro rata: la Cassazione sui diritti quesiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10980/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa Previdenziale, confermando la tutela dei diritti pensionistici maturati da un professionista. La Corte ha ribadito la validità del principio pro rata, che impedisce modifiche peggiorative retroattive al calcolo della pensione per i periodi antecedenti al 2007. Inoltre, ha precisato che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Licenziamento dirigente: quando è inammissibile il ricorso
Un dirigente impugnava il proprio licenziamento, motivato da una riorganizzazione aziendale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce i rigidi limiti del giudizio di legittimità, sottolineando che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti o contestare l'apprezzamento delle prove del giudice di merito, se non in casi specifici. Il licenziamento dirigente è stato ritenuto legittimo poiché basato su una reale e documentata riorganizzazione aziendale.
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Principio pro rata: no a tagli retroattivi sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato la tutela dei diritti pensionistici acquisiti, applicando il principio pro rata. Un ente previdenziale non può ridurre retroattivamente la quota di pensione maturata da un iscritto prima del 2007, anche se la modifica è introdotta da un proprio regolamento per garantire l'equilibrio finanziario. La decisione ribadisce che le modifiche peggiorative non possono incidere sui periodi contributivi già consolidati.
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Contributo di solidarietà: illegittimo sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro un suo iscritto, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulla pensione. La Corte ha ribadito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, in linea con la sua giurisprudenza consolidata. L'ente è stato anche condannato per abuso del processo.
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Contributo di solidarietà: inammissibile il ricorso
Una cassa di previdenza per professionisti ha impugnato una decisione che dichiarava illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il prelievo era illegittimo. Inoltre, ha sanzionato la cassa per abuso del processo, poiché il ricorso si basava su argomenti già ampiamente respinti dalla giurisprudenza consolidata.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo dichiara illegittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che lo condannava a restituire il contributo di solidarietà prelevato sulla pensione di un professionista. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato sull'illegittimità di tale prelievo e ha condannato l'ente per abuso del processo, avendo insistito su una questione già ampiamente decisa dalla giurisprudenza.
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Confisca allargata: quando è legittimo il sequestro?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La misura era stata disposta su beni di una persona gravemente indiziata di associazione di tipo mafioso, data la palese sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla motivazione se non nei casi in cui essa sia totalmente assente o meramente apparente.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un gruppo di medici, affermando il loro diritto al risarcimento del danno per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione. La decisione si basa sul tardivo recepimento da parte dell'Italia di direttive comunitarie. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il diritto al risarcimento spetta anche a chi si è iscritto ai corsi in anni accademici antecedenti al 1982-1983, ma a partire dal 1° gennaio 1983 e fino alla fine del corso. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva negato tale diritto, è stata annullata con rinvio per una nuova decisione sul merito.
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Nullità citazione: Cassazione annulla la sentenza
Un padre e un figlio citavano in giudizio la moglie di quest'ultimo per la revoca di una donazione immobiliare per ingratitudine. Le corti di merito avevano rigettato la domanda, dichiarando la nullità dell'atto di citazione iniziale e la conseguente decadenza dell'azione. La Corte di Cassazione, con la presente sentenza, ha ribaltato la decisione, affermando che la nullità citazione sussiste solo in caso di incertezza assoluta che impedisca alla controparte di difendersi. Poiché l'oggetto della domanda era sufficientemente chiaro, la citazione era valida fin dall'inizio, e la questione della decadenza è stata erroneamente valutata. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Credito litigioso: l’azione revocatoria è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato il caso di un'azione revocatoria promossa da una società creditrice per far dichiarare inefficace la vendita di due immobili effettuata dalla società debitrice. Il punto centrale della controversia era la validità di tale azione a fronte di un credito litigioso, ovvero un credito la cui esistenza era ancora oggetto di accertamento in un separato giudizio. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando l'orientamento consolidato secondo cui l'azione revocatoria è uno strumento di tutela ammissibile anche per crediti non ancora certi, liquidi ed esigibili, equiparando la posizione del titolare di un credito litigioso a quella del titolare di un credito sottoposto a condizione.
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Disservizio telefonico: risarcimento per professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10201/2025, ha stabilito che il disservizio telefonico sulla linea di uno studio professionale può causare un danno risarcibile non solo patrimoniale, sotto forma di perdita di chance, ma anche non patrimoniale per lesione della reputazione. La Corte ha chiarito che, per il danno da perdita di nuovi clienti, non è necessaria la prova di un calo di fatturato tramite documenti fiscali, potendo il giudice liquidare il danno in via equitativa. Viene così ribaltata la decisione della Corte d'Appello, che aveva negato il risarcimento.
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Nullità virtuale: contratto valido senza autorizzazione
Una società di pubblicità ha eseguito un servizio senza l'autorizzazione amministrativa necessaria. Il cliente si è rifiutato di pagare, sostenendo la nullità del contratto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il contratto è valido: la mancanza di un'autorizzazione viola una norma di comportamento, non una norma di validità del contratto. Pertanto, non si configura una nullità virtuale e il pagamento è dovuto.
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Contestazione in fatto: furto di fauna selvatica
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore in un caso di furto di fauna selvatica. La Corte ha stabilito che, per ritenere sussistente l'aggravante della destinazione a pubblica utilità e procedere d'ufficio, non è sufficiente indicare che la fauna è 'patrimonio indisponibile dello Stato'. La contestazione in fatto richiede una descrizione precisa della concreta destinazione del bene a un'utilità collettiva, per garantire il diritto di difesa dell'imputato. Di conseguenza, in assenza di una corretta contestazione, il reato è stato considerato furto semplice, non procedibile per mancanza di querela.
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Decreto di espulsione nullo senza informativa
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero entrato irregolarmente in Italia. La decisione si fonda sulla mancata fornitura, da parte delle autorità, della prescritta e completa informativa sul diritto di presentare domanda di protezione internazionale. Secondo la Corte, questa omissione costituisce un vizio insanabile che comporta la nullità del provvedimento espulsivo, a prescindere dal fatto che l'interessato avesse o meno manifestato l'intenzione di chiedere asilo.
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Compenso forfettario avvocato: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9739/2025, ha stabilito che il cliente che recede da un mandato legale per inadempimento deve corrispondere l'intero compenso forfettario pattuito con l'avvocato. Il caso riguardava un ex amministratore di società che, dopo aver interrotto il rapporto con i propri legali per non aver pagato una rata del compenso, si opponeva alla richiesta di saldo dell'intera parcella. La Corte ha respinto il ricorso, negando la qualifica di 'consumatore' all'ex amministratore e confermando la piena validità della clausola che prevedeva il pagamento integrale a titolo di risarcimento per l'inadempimento.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti previdenziali. La sentenza ha inoltre ribadito che il termine di prescrizione per la restituzione delle somme indebitamente trattenute è quello ordinario di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo la legge può istituire, in virtù della riserva prevista dall'art. 23 della Costituzione. L'ordinanza ribadisce inoltre che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non nel termine più breve di cinque.
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Contributo solidarietà: Cassazione su casse private
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti privatizzati. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute con prescrizione decennale.
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