Una holding finanziaria ha citato in giudizio una casa editrice e gli autori di un libro-intervista per diffamazione, sostenendo che il testo insinuasse origini illecite del suo patrimonio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'opera rientrava nell'esercizio del diritto di critica. Secondo la Corte, un libro-intervista che non si limita a riportare fatti ma li analizza per stimolare un dibattito, è protetto dalla scriminante del diritto di critica, anche in presenza di inesattezze minori che non alterano la verità sostanziale dei fatti narrati.
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