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Art. 1957 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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240 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Concessione abusiva del credito: il garante si salva dal debito
Una banca ha richiesto il pagamento di oltre un milione di euro a un fideiussore per i debiti di una società poi fallita. Il fideiussore si è difeso contestando la concessione abusiva del credito da parte dell'istituto finanziario, che avrebbe continuato a finanziare la società nonostante la crisi evidente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fideiussore, stabilendo che quest'ultimo può difendersi dimostrando che la banca ha agito con colpa. La condotta negligente della banca, infatti, riduce o annulla il debito del garante. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Fideiussione omnibus: la richiesta scritta salva il creditore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da due garanti contro la decisione d'appello che li aveva condannati al pagamento di un debito bancario. I garanti eccepivano la decadenza del creditore dalla garanzia per non aver agito tempestivamente in giudizio contro il debitore principale fallito. La controversia ruotava attorno a una fideiussione omnibus contenente la clausola di "pagamento a semplice richiesta scritta". La Cassazione ha stabilito che le contestazioni sull'interpretazione del contratto e sulla natura consumeristica della garanzia erano inammissibili. La prima perché si limitava a contrapporre una diversa lettura del testo senza dimostrare violazioni dei criteri interpretativi; la seconda perché sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, i garanti perdono la causa e devono pagare le spese processuali.
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Decadenza della fideiussione: vince il creditore contro i garanti
Una società finanziaria, cessionaria del credito di una banca, ha impugnato la sentenza che dichiarava la decadenza della fideiussione prestata da due garanti. I giudici di merito avevano ritenuto tempestiva l'eccezione dei garanti, facendo decorrere il termine semestrale per agire dalla semplice presentazione della domanda di concordato preventivo del debitore principale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di decadenza della fideiussione non può decorrere da un fatto non ancora iscritto nel registro delle imprese, in quanto privo di pubblicità dichiarativa e quindi non conoscibile dal creditore. Inoltre, la Corte ha chiarito che i giudici devono indagare la reale volontà delle parti per verificare se una successiva dichiarazione costituisca una lecita rinnovazione del contratto e non una vietata convalida di un atto nullo. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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Fideiussore consumatore: la Cassazione ferma la banca in ritardo
Due garanti si oppongono a un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca per il pagamento di un debito societario. Il Tribunale rigetta l'opposizione qualificando le garanzie come contratti autonomi. La Corte d'Appello riforma parzialmente la decisione solo per le fideiussioni omnibus, ma omette di pronunciarsi sulla decadenza del termine per agire (stabilito in 36 mesi) e sulla nullità delle clausole abusive sollevata da uno dei garanti. Quest'ultimo, essendo socio di minoranza senza cariche amministrative, rivendica la qualifica di fideiussore consumatore. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei garanti, stabilendo che il giudice d'appello avrebbe dovuto esaminare la decadenza del credito e valutare la nullità di protezione a tutela del consumatore. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Contratto autonomo di garanzia: banca bloccata dal ritardo
Una società appaltatrice impugna la decisione che la obbligava a rimborsare il garante, il quale aveva pagato una banca a seguito dell'inadempimento di un appalto di servizi informatici. La Corte d'Appello aveva ritenuto inammissibile il ricorso, escludendo l'applicazione del termine di decadenza semestrale previsto dalla legge sul presupposto che si trattasse di un contratto autonomo di garanzia. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società appaltatrice. I giudici chiariscono che la qualificazione come contratto autonomo di garanzia non esclude automaticamente l'applicazione del termine di decadenza per l'azione del creditore, a meno che le parti non lo abbiano espressamente escluso nel contratto. La causa viene quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Contratto autonomo di garanzia: consumatore tutelato contro l’azienda
Un padre presta garanzia per il figlio pilota in un contratto di pilotaggio con una società sportiva. A seguito dell'inadempimento del pilota, la società richiede il pagamento del residuo al garante tramite decreto ingiuntivo. Il garante si oppone eccependo la nullità della garanzia per mancanza del limite massimo e la vessatorietà della clausola a prima richiesta ai sensi del Codice del Consumo. La Cassazione stabilisce che il contratto autonomo di garanzia è soggetto alla tutela del consumatore se il garante agisce per scopi personali. La qualità di consumatore va valutata sul garante e non sul debitore principale. La Corte accoglie parzialmente il ricorso, rinviando alla Corte d'Appello per verificare se la clausola sia stata oggetto di effettiva trattativa individuale.
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Fideiussione: la qualifica di consumatore spetta al garante
Tre garanti di una società ricevevano cartelle di pagamento da un istituto bancario pubblico, subentrato nel credito. I garanti si opponevano eccependo la decadenza del creditore. La Corte d'appello accoglieva l'opposizione ritenendo i garanti consumatori. La Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che per ottenere la tutela del Codice del Consumo spetta al fideiussore dimostrare la propria qualifica di consumatore. Chi firma una garanzia per una società in cui ha quote o ruoli amministrativi non può essere considerato tale, poiché agisce per un interesse professionale e non personale. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Azione revocatoria trust: Debitori e Creditori perdono in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi principali presentati da due debitori e il ricorso incidentale di una società creditrice in una causa di azione revocatoria trust. I debitori avevano contestato l'inefficacia di un trust istituito per segregare beni, ritenuto pregiudizievole per il creditore. La Cassazione ha respinto i ricorsi dei debitori perché sollevavano questioni nuove non trattate nei gradi precedenti. Ha dichiarato inammissibile anche il ricorso della società creditrice per tardività. La decisione di inefficacia del trust, stabilita in appello, è rimasta quindi valida. La società creditrice è stata condannata a pagare le spese legali alla società trustee.
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Fideiussione ABI nulla? Donazione revocata per un errore processuale
Due garanti di un contratto di leasing donano un immobile alle figlie. La società creditrice agisce in revocatoria per rendere inefficace la donazione. I garanti si difendono sostenendo la **nullità parziale fideiussione ABI**, in quanto il loro contratto conteneva clausole anticoncorrenziali. La Corte di Cassazione, tuttavia, dichiara il loro ricorso inammissibile. La decisione non entra nel merito della nullità, ma si basa su un vizio formale: i garanti non hanno specificato in modo chiaro e puntuale la loro richiesta di nullità parziale negli atti di appello. Di conseguenza, la revocatoria della donazione è confermata e i garanti perdono la causa.
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Contratto autonomo di garanzia: Garanti condannati a pagare
Due privati cittadini garantiscono per una società edile verso un Comune. La società fallisce e l'Assicurazione, che aveva emesso le polizze, paga il Comune. L'Assicurazione chiede poi il rimborso ai garanti, i quali si oppongono sostenendo che la garanzia (fideiussione) fosse scaduta. La Corte di Cassazione ha dato torto ai garanti, qualificando l'accordo come un contratto autonomo di garanzia. Questa tipologia di contratto, a differenza della fideiussione, non permette al garante di usare le difese del debitore principale, inclusa la scadenza dei termini per agire legalmente. Di conseguenza, i garanti sono stati condannati a rimborsare l'Assicurazione.
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Fideiussione e Fusione: Garante Paga per la Nuova Società
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di fideiussione omnibus e fusione societaria. Un fideiussore aveva garantito i debiti di una società, la quale è stata poi assorbita da un'altra tramite fusione. Il garante sosteneva che la sua obbligazione non dovesse estendersi ai debiti della nuova entità, più grande e diversa. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: la fusione per incorporazione comporta una successione universale. La società che risulta dalla fusione prosegue in tutti i rapporti giuridici, inclusi i debiti e le garanzie. Di conseguenza, la fideiussione omnibus rimane valida ed efficace anche nei confronti della società incorporante. Il fideiussore è stato condannato a pagare.
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Fideiussione: Clausola nulla non basta, serve l’eccezione di decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di fideiussione. Due garanti si erano opposti a un pagamento, sostenendo che una clausola del loro contratto fosse nulla. La Corte ha chiarito che la semplice nullità della clausola non è sufficiente a liberare il garante. È indispensabile che il garante sollevi formalmente e tempestivamente una specifica 'eccezione di decadenza del fideiussore'. In pratica, non basta che la regola sia stata violata; il garante deve denunciarlo attivamente nel modo corretto. Non avendolo fatto, i garanti sono stati condannati a pagare, perdendo la causa nonostante la clausola abusiva.
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Nullità Fideiussione ABI: Contratto identico non basta, la prova spetta al garante
Una garante si opponeva al pagamento di un debito, sostenendo la nullità della fideiussione ABI perché basata su un'intesa anticoncorrenziale sanzionata nel 2005. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: non è sufficiente dimostrare che le clausole del contratto, stipulato anni dopo, siano identiche a quelle dello schema vietato. Chi invoca la nullità ha l'onere della prova, ovvero deve dimostrare che l'accordo illecito tra le banche fosse ancora in atto al momento della firma della garanzia. In assenza di tale prova, la fideiussione resta valida e il garante è tenuto a pagare.
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Fideiussione Assicurativa: Garanzia e non Assicurazione, Debitore Perde
La Corte di Cassazione chiarisce la natura della fideiussione assicurativa. Un'azienda e il suo garante si opponevano alla richiesta di rimborso di una compagnia assicuratrice, la quale aveva pagato un loro debito. Essi sostenevano che il diritto della compagnia fosse estinto per prescrizione breve, tipica dei contratti di assicurazione. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: la fideiussione assicurativa, pur essendo stipulata con un'assicurazione, ha la funzione di garanzia tipica della fideiussione. Di conseguenza, si applicano le regole della fideiussione, inclusa la prescrizione ordinaria (più lunga), e non quelle del contratto assicurativo. L'azienda e il garante sono stati quindi condannati a rimborsare la compagnia.
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Nullità Fideiussione Omnibus ABI: Principio valido, ricorso perso
La Corte di Cassazione affronta il tema della nullità fideiussione omnibus ABI. Due garanti avevano firmato un contratto conforme a uno schema bancario standard, poi giudicato un'intesa anticoncorrenziale. I garanti chiedevano di annullare l'intero contratto. La Corte, pur confermando il principio della nullità parziale (solo le clausole illecite sono nulle, non l'intera garanzia), ha dichiarato il ricorso inammissibile. I garanti, infatti, non avevano sollevato la questione e allegato i fatti necessari nei precedenti gradi di giudizio. Questo errore procedurale ha impedito alla Cassazione di esaminare il merito della loro richiesta, portando alla loro sconfitta.
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Fideiussione a prima richiesta: la lettera della banca basta
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due garanti che contestavano un debito bancario. Essi sostenevano che la garanzia fosse estinta perché la banca non aveva avviato un'azione legale entro sei mesi, come previsto dall'art. 1957 c.c. Tuttavia, il loro contratto conteneva una clausola di 'fideiussione a prima richiesta'. La Corte ha stabilito che questa clausola prevale sulla norma generale. Pertanto, la semplice richiesta di pagamento scritta inviata dalla banca ai garanti è sufficiente per interrompere la decadenza e mantenere valida la garanzia. I garanti sono stati condannati a pagare il debito, confermando che la fideiussione a prima richiesta obbliga al pagamento immediato su semplice intimazione del creditore.
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Nullità parziale fideiussione: Garante paga anche con clausole nulle
La Corte di Cassazione affronta il tema della fideiussione omnibus contenente clausole nulle perché contrarie alla normativa antitrust. I garanti di un'azienda insolvente sostenevano che tali clausole rendessero nullo l'intero contratto di garanzia. La Corte ha invece ribadito il principio della nullità parziale fideiussione: solo le clausole specifiche sono invalide, ma il contratto nel suo complesso resta valido. Di conseguenza, i garanti sono stati condannati a pagare il debito. La sentenza chiarisce che spetta al garante fornire la prova, quasi impossibile, che non avrebbe firmato il contratto senza quelle clausole specifiche, confermando la solidità della garanzia a favore della banca.
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Nullità della fideiussione: garanti perdono per errori processuali
Alcuni fideiussori, soci di un'azienda, si opponevano al pagamento di circa 400.000 euro a una banca, sostenendo la nullità della fideiussione. Essi lamentavano la presenza di clausole anticoncorrenziali e abusive, oltre a un comportamento scorretto della banca. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente le loro richieste, dichiarando il ricorso inammissibile. La decisione non è entrata nel merito delle accuse, ma si è basata su errori procedurali dei fideiussori: hanno presentato prove fondamentali troppo tardi e non hanno dimostrato la loro qualifica di 'consumatori' nei tempi e modi corretti. Di conseguenza, i garanti sono stati condannati a pagare l'intero debito e le spese legali.
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Fideiussione e qualifica di consumatore: socio perde la tutela
La Cassazione ha esaminato il caso di due soci che avevano firmato una fideiussione per garantire i debiti della loro società. I garanti sostenevano la nullità del contratto per violazione della normativa antitrust. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo un punto fondamentale sulla fideiussione e qualifica di consumatore. Poiché i garanti erano legati da un rapporto societario e imprenditoriale con l'azienda debitrice, non potevano essere considerati 'consumatori'. Di conseguenza, non potevano beneficiare delle tutele speciali previste per questi ultimi, che consentono di contestare un contratto anche in presenza di un decreto ingiuntivo diventato definitivo. La loro garanzia, essendo legata alla loro attività professionale, è stata ritenuta valida.
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Interpretazione fideiussione: salvi i garanti nonostante la clausola
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sull'interpretazione della fideiussione. La presenza di una clausola di 'pagamento a prima richiesta' non trasforma automaticamente la garanzia in un contratto autonomo, rendendo inapplicabile la tutela dell'art. 1957 c.c. Se lo stesso contratto richiama esplicitamente tale articolo, anche solo per estenderne i termini (in questo caso a 36 mesi), significa che le parti volevano mantenere il carattere accessorio della garanzia. Di conseguenza, se il creditore non agisce contro il debitore principale entro il termine pattuito, i fideiussori sono liberati dal loro obbligo. La Corte ha quindi dato ragione ai garanti, annullando la decisione precedente che li obbligava al pagamento.
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