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Art. 1957 Codice Civile — Anno 2024

125 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Inammissibilità ricorso Cassazione: specificità motivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di una società e dei suoi garanti contro un istituto di credito. La decisione sottolinea che l'inammissibilità ricorso cassazione deriva dalla genericità dei motivi, dalla mancata contestazione specifica delle ragioni della sentenza d'appello e dall'introduzione tardiva di questioni di fatto, anche in relazione a nullità rilevabili d'ufficio. Il caso riguardava un'apertura di credito, contestazioni sull'usura e la validità di una fideiussione.
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Responsabilità associazione non riconosciuta: la guida
La Cassazione ha confermato la responsabilità personale e solidale del presidente di un'associazione sportiva non riconosciuta per i debiti contratti con una banca. La firma sui contratti è stata ritenuta un atto sufficiente a far sorgere la responsabilità associazione non riconosciuta, assimilabile a una garanzia legale, indipendentemente da chi gestisse di fatto l'ente. Respinta anche l'eccezione sulla decadenza del creditore.
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Liberazione fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10888/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni fideiussori, chiarendo i presupposti per la liberazione del fideiussore ai sensi dell'art. 1956 c.c. e l'inammissibilità delle eccezioni di nullità antitrust sollevate tardivamente. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il peggioramento delle condizioni economiche del debitore e la consapevolezza della banca grava interamente sul garante.
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Fideiussione omnibus: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un garante basato su una fideiussione omnibus. La decisione si fonda sulla regola della "doppia conforme", sulla tardiva e generica eccezione di nullità del contratto e sulla mancata prova di specifiche contestazioni al credito bancario. Il ricorrente è stato inoltre condannato per abuso del processo a causa della manifesta infondatezza del ricorso.
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Nullità fideiussione antitrust: le regole in appello
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo garante, confermando la validità di una fideiussione. Il caso verteva sulla tardiva eccezione di nullità fideiussione antitrust, sollevata solo nelle fasi finali dell'appello. La Corte ha stabilito che tale eccezione, richiedendo l'allegazione di specifici fatti, non può essere introdotta per la prima volta in conclusionale, ribadendo i rigidi limiti alla produzione di nuove prove in appello.
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Garanzia del consumatore: la Cassazione decide
Un fideiussore di una società si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo di essere un consumatore. La Cassazione, con ordinanza 19573/2024, ha rigettato la sua qualifica di consumatore, confermando che l'onere della prova spetta al garante. Tuttavia, ha accolto il ricorso su un altro punto, stabilendo che per i contratti di leasing risolti per inadempimento prima della legge 124/2017, si applica l'articolo 1526 c.c. e non la nuova disciplina. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Produzione documentale appello: limiti e prove tardive
Un fideiussore ha impugnato un'ordinanza di pagamento, eccependo per la prima volta in appello la nullità della fideiussione sulla base di uno schema anticoncorrenziale, supportando la tesi con un documento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la produzione documentale in appello è inammissibile se la parte non dimostra l'impossibilità di averla prodotta prima per causa non imputabile. La decisione ha anche chiarito gli effetti del recesso del fideiussore.
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Onere di allegazione: quando la CTU è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24380/2024, ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi fideiussori contro un istituto di credito. La Corte ha stabilito che la richiesta di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) per verificare un conto corrente è inammissibile se le contestazioni del debitore sono generiche. È fondamentale rispettare l'onere di allegazione, ovvero indicare in modo preciso e dettagliato i fatti a sostegno delle proprie pretese, senza affidarsi alla CTU per colmare le proprie lacune assertive.
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Leasing traslativo: Cassazione chiarisce i limiti
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema del leasing traslativo, rigettando il ricorso di un'azienda utilizzatrice. La Corte ha chiarito che l'errata indicazione dell'ISC non causa la nullità del contratto, che la restituzione delle rate è subordinata alla riconsegna del bene e che le fideiussioni specifiche per un leasing non sono nulle in quanto non qualificabili come 'omnibus'.
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Fideiussione: Cassazione chiarisce onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un garante contro una condanna al pagamento di un debito derivante da una fideiussione. La Corte ha ribadito i principi sull'onere della prova a carico del fideiussore che invoca la liberazione per violazione della buona fede da parte del creditore e ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso che introducevano questioni nuove non dibattute nei precedenti gradi di giudizio o che mancavano del requisito di autosufficienza.
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Garanzia autonoma: quando è inapplicabile l’art. 1957
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due garanti contro un'azione di rivalsa di una compagnia assicurativa. La Corte conferma che la polizza in questione costituisce una garanzia autonoma e non una fideiussione, rendendo inapplicabile la tutela prevista dall'art. 1957 c.c. La decisione ribadisce che le norme della Banca d'Italia sul settore bancario non si estendono a quello assicurativo.
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Fideiussione nulla: i limiti del ricorso in Cassazione
Un garante ha contestato una fideiussione, sostenendo la sua nullità per conformità a un modello ABI anticoncorrenziale. Dopo il rigetto in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione dei fatti, come la non identità tra il contratto specifico e il modello ABI, la quale spetta esclusivamente ai giudici di grado inferiore. Una fideiussione nulla deve essere provata nei gradi di merito.
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Onere della prova fideiussore: Cassazione chiarisce
Un garante ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la nullità di una fideiussione bancaria per diverse ragioni, tra cui la violazione della normativa antitrust e l'applicazione di tassi usurari. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, ribadendo che l'onere della prova del fideiussore richiede allegazioni specifiche e prove concrete. Non è sufficiente un generico richiamo a violazioni normative o la richiesta di una consulenza tecnica d'ufficio per dimostrare l'illegittimità del contratto.
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Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
Un garante ha impugnato in Cassazione il rigetto della sua opposizione a un decreto ingiuntivo, sostenendo l'invalidità di una polizza fideiussoria. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha qualificato il contratto come un contratto autonomo di garanzia, e non una semplice fideiussione, rendendo inopponibili le eccezioni relative al rapporto principale. Tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli procedurali e quelli relativi a presunte violazioni normative (usura, schema ABI), sono stati giudicati inammissibili o infondati.
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Fideiussione omnibus: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a una fideiussione omnibus, presumibilmente conforme a uno schema ABI dichiarato anticoncorrenziale. I garanti sostenevano la nullità parziale del contratto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è sufficiente contestare l'interpretazione del contratto data dal giudice di merito. Per un ricorso in Cassazione, è necessario dimostrare la violazione di specifici canoni legali di ermeneutica. La decisione ribadisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare i fatti ma solo la corretta applicazione della legge.
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Contratto autonomo di garanzia: onere della prova
Un'ordinanza interlocutoria della Cassazione esamina un caso complesso relativo a un contratto autonomo di garanzia. La Corte d'Appello aveva richiesto al beneficiario della polizza la prova del danno subito per poterla escutere, discostandosi dalla natura 'a prima richiesta' del contratto. La Suprema Corte, riconoscendo la rilevanza e complessità delle questioni giuridiche sollevate, in particolare sull'onere della prova nel contratto autonomo di garanzia, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza decidere nel merito.
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Decadenza fideiussione: nullità ABI non basta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un garante che invocava la decadenza fideiussione a seguito della dichiarata nullità di alcune clausole del contratto, conformi allo schema ABI e in violazione della normativa antitrust. Secondo la Corte, la nullità della clausola che deroga ai termini dell'art. 1957 c.c. non estingue automaticamente l'obbligazione. Se il contratto contiene altre clausole, come quella di pagamento 'a prima richiesta', queste possono modificare le modalità con cui il creditore deve agire per evitare la decadenza, rendendo sufficiente una semplice richiesta scritta inviata entro sei mesi dalla scadenza del debito, senza necessità di un'azione giudiziale.
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Escussione garanzia: non estingue il contratto
Una società immobiliare non adempie a un contratto di permuta e i venditori procedono all'escussione della garanzia fideiussoria. La società sostiene che tale azione estingua ogni altra pretesa. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'escussione garanzia autonoma ha una funzione indennitaria per i danni subiti e non preclude al creditore di agire anche per l'adempimento o la risoluzione del contratto principale, fermo restando il dovere di tener conto delle somme già incassate.
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Competenza sezioni specializzate: il limite della Cassazione
In un caso di opposizione a un precetto basato su un mutuo e una fideiussione, la Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di giurisdizione. Ha stabilito che la competenza sezioni specializzate in materia di impresa si applica solo alla domanda di nullità della fideiussione per violazione di norme antitrust. Le altre domande, relative alla validità del contratto di mutuo (usura, anatocismo), non presentano una 'connessione qualificata' e devono essere decise dal tribunale ordinario, portando alla separazione dei giudizi.
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Competenza sezioni specializzate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28987/2024, chiarisce i limiti della competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa. In un caso di opposizione a precetto basato su plurime motivazioni, tra cui la nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust, la Corte ha stabilito che la competenza delle sezioni specializzate è limitata alla sola domanda antitrust. Non sussiste una 'vis attractiva' per le altre domande relative al rapporto principale (es. nullità del mutuo), che restano di competenza del giudice ordinario. La Corte ha quindi disposto la separazione delle cause, affermando che solo una connessione 'qualificata' e non meramente occasionale può giustificare lo spostamento di competenza.
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