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Art. 1957 Codice Civile — Anno 2025

133 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Contratto autonomo di garanzia: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'erede di un garante in un caso relativo a un contratto autonomo di garanzia. L'appellante contestava l'interpretazione del contratto data dai giudici di merito, ma il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che per contestare l'interpretazione di un contratto in Cassazione, è necessario denunciare la violazione di specifiche norme di ermeneutica contrattuale, cosa non fatta nel caso di specie.
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Cessione del credito: prova e legittimazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per canoni di leasing non pagati. Il ricorso del debitore e del fideiussore viene respinto, ma la Corte sottolinea un principio fondamentale sulla cessione del credito: il cessionario deve fornire prova documentale della propria titolarità, non essendo sufficiente la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per tale motivo, pur respingendo il ricorso principale, dichiara inammissibile il controricorso della banca cessionaria.
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Fondo patrimoniale revocabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due coniugi contro l'azione revocatoria avviata da un creditore. La Corte ha confermato che la costituzione di un fondo patrimoniale, effettuata dopo aver prestato una fideiussione, è un atto revocabile se rende più incerta o difficile la riscossione del credito. Per la Corte, la consapevolezza del debitore di arrecare pregiudizio (scientia damni) può essere presunta dalle circostanze, rendendo il fondo patrimoniale revocabile anche se non vi è un'intenzione fraudolenta specifica.
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Giudicato interno: appello e limiti del giudice
Una società finanziaria ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello che aveva annullato delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello non poteva pronunciarsi sulla validità delle fideiussioni. La condanna dei fideiussori in primo grado non era stata appellata, formando così un giudicato interno che precludeva ogni ulteriore esame sulla questione, in virtù dell'effetto devolutivo dell'appello.
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Nullità parziale fideiussione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due fideiussori che, per difendersi da un'azione revocatoria, avevano eccepito la nullità delle garanzie prestate. La Corte ha chiarito che, avendo i ricorrenti sostenuto solo la nullità totale e non quella parziale nei gradi di merito, non potevano introdurre tale nuova prospettazione in sede di legittimità. La decisione sottolinea l'importanza di una corretta e tempestiva formulazione delle difese processuali, evidenziando come la questione della nullità parziale fideiussione debba essere specificamente allegata e provata, non potendo essere sollevata per la prima volta in Cassazione.
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Lite temeraria: la condanna salta con motivazione apparente
Un garante, condannato in primo e secondo grado al pagamento di un debito e a un risarcimento per lite temeraria, si rivolge alla Corte di Cassazione. I giudici supremi confermano la validità del debito ma annullano la sanzione per lite temeraria. La motivazione addotta dalla Corte d'Appello è stata ritenuta 'apparente', cioè talmente generica da equivalere a una sua totale assenza, violando così il dovere del giudice di fornire una spiegazione concreta e puntuale della propria decisione.
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Obbligo di astensione: quando un giudice deve astenersi
Una società immobiliare e i suoi fideiussori ricorrono in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che confermava un decreto ingiuntivo. Tra i motivi, spicca la presunta violazione dell'obbligo di astensione di un giudice. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che tale obbligo sorge solo se il giudice ha già deciso il merito in un grado precedente e che la questione va sollevata con istanza di ricusazione, non con l'impugnazione. La sentenza ribadisce inoltre la necessità di specificità nei motivi d'appello e i limiti del sindacato sulla gestione delle consulenze tecniche d'ufficio.
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Fatto notorio: la Cassazione chiarisce l’onere probatorio
Una società cessionaria di crediti bancari ha impugnato una sentenza d'appello che aveva dichiarato parzialmente nulla una fideiussione per violazione di norme antitrust, qualificando il provvedimento sanzionatorio della Banca d'Italia come 'fatto notorio'. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un provvedimento amministrativo non costituisce un fatto notorio e deve essere prodotto in giudizio dalla parte che lo invoca. Inoltre, ha precisato che l'onere della prova sulla persistenza dell'intesa illecita grava su chi eccepisce la nullità.
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Contratto autonomo di garanzia: eccezioni opponibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti delle eccezioni sollevabili dal garante in un contratto autonomo di garanzia. In particolare, è stato stabilito che il garante non può opporre al creditore la nullità della clausola sugli interessi ultralegali del contratto principale, quando tale nullità deriva dalla sola mancanza della forma scritta. Questa invalidità, infatti, non rientra tra le eccezioni opponibili, come l'illiceità della causa o la contrarietà a norme imperative, che permetterebbero al garante di rifiutare il pagamento.
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Estinzione garanzia appalti: la decisione della Cassazione
In un caso di appalto pubblico, la Cassazione ha chiarito le condizioni per l'estinzione della garanzia fideiussoria. A seguito della risoluzione del contratto per grave inadempimento dell'appaltatore, la stazione appaltante ha tentato di escutere la polizza. Tuttavia, la Corte ha stabilito che l'inerzia della pubblica amministrazione, che non ha concluso la redazione dello stato di consistenza dei lavori entro sei mesi dalla comunicazione di risoluzione, comporta l'estinzione della garanzia. La decisione si fonda sul principio di buona fede e sull'applicazione dell'analogia iuris, per evitare che il garante resti vincolato a tempo indeterminato. Si tratta di un'importante sentenza sull'estinzione garanzia appalti.
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Onere della prova del danno: il dovere del creditore
Un istituto di credito ha citato in giudizio un notaio per un errore in una relazione ipotecaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della banca, confermando che il creditore ha l'onere della prova del danno e deve dimostrare di aver agito con ordinaria diligenza per evitare o limitare il pregiudizio, ad esempio escutendo tempestivamente i garanti del finanziamento. La mancata azione del creditore ha interrotto il nesso di causalità tra l'errore del professionista e il danno finale.
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Fideiussore consumatore: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, confermando la qualifica di 'fideiussore consumatore' per un garante persona fisica. La sentenza ha ribadito che la nullità di una clausola abusiva, come la deroga all'art. 1957 c.c., può essere rilevata in qualsiasi momento e che l'onere di provare la trattativa individuale spetta alla banca. È stato inoltre escluso che un cambiamento di giurisprudenza su norme sostanziali possa essere limitato dal principio del 'prospective overruling'.
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Fideiussione omnibus: eccezioni e onere della prova
La Corte di Cassazione esamina un ricorso relativo a una fideiussione omnibus. Il caso riguarda l'opposizione a un decreto ingiuntivo da parte dei fideiussori di una società. La Corte analizza i limiti delle eccezioni opponibili dal garante, in particolare riguardo alla mancata contestazione degli estratti conto da parte del debitore principale. Vengono accolti i motivi relativi all'errata applicazione della capitalizzazione annuale degli interessi e all'omessa pronuncia sulla responsabilità per illegittima segnalazione in Centrale Rischi, cassando la sentenza con rinvio.
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Onere della prova conto corrente: la Cassazione decide
La Cassazione chiarisce l'onere della prova in conto corrente in caso di estratti conto mancanti: se vi sono domande contrapposte, si parte da saldo zero. Inammissibile l'eccezione di estinzione della garanzia ex art. 1957 c.c. se non sollevata tempestivamente nei gradi di merito.
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Riscossione coattiva fideiussore: la norma è retroattiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di garanzie e recupero crediti. È stato confermato che la procedura di riscossione coattiva fideiussore, utilizzata per crediti derivanti da fondi di garanzia pubblici, è legittima anche se il credito è sorto prima dell'entrata in vigore della norma che la prevede esplicitamente. La Corte ha chiarito che tale norma ha natura interpretativa e non innovativa, applicandosi quindi retroattivamente. Di conseguenza, il ricorso del garante, che contestava la legittimità di una cartella esattoriale, è stato respinto.
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Obblighi banca fideiussione: buona fede e doveri
La Corte di Cassazione ha stabilito che la banca viola i suoi obblighi nella fideiussione se concede ulteriore credito a un debitore in difficoltà finanziarie senza informare il garante. Questo comportamento, contrario al principio di buona fede, rende la garanzia inefficace. La Corte ha precisato che la violazione dell'art. 1956 c.c. può essere rilevata anche d'ufficio e non è strettamente legata a una tempestiva eccezione di parte, cassando la sentenza d'appello e rinviando per un nuovo esame.
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Cessione crediti: come provare la titolarità del credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29807/2025, si è pronunciata sulla prova della titolarità in una cessione crediti in blocco. Nel caso esaminato, un debitore e il suo garante contestavano l'esistenza stessa del contratto di cessione. La Corte ha stabilito che, in tale ipotesi, la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente, ma può costituire un valido elemento di prova se unita ad altri documenti, come una dichiarazione scritta dalla banca cedente. La valutazione di tali prove spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e i ricorrenti sono stati condannati per abuso del processo.
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Inammissibilità ricorso cassazione: requisiti formali
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in materia di fideiussione bancaria. Sebbene l'appello fosse stato presentato tempestivamente, a causa della nullità della notifica all'avvocato sospeso, è stato respinto per un vizio di forma: la mancata esposizione sommaria dei fatti. La sentenza sottolinea come questo requisito non sia mero formalismo, ma essenziale per consentire alla Corte di decidere. Viene quindi confermata l'inammissibilità del ricorso cassazione.
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Fideiussioni specifiche e nullità: la Cassazione decide
Una garante ha contestato la validità di due fideiussioni specifiche sostenendo che replicassero uno schema ABI anticoncorrenziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: la presunzione di nullità derivante dal provvedimento della Banca d'Italia del 2005 si applica esclusivamente alle fideiussioni omnibus. Per le fideiussioni specifiche, spetta al garante fornire la prova completa della violazione antitrust, senza poter beneficiare di alcuna prova privilegiata.
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Ricorso Cassazione Liquidazione: termine di 30 giorni
Una società in liquidazione ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che apriva la sua liquidazione giudiziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato oltre il termine perentorio di 30 giorni. La sentenza chiarisce che il termine ricorso cassazione dimezzato, previsto dal Codice della Crisi d'Impresa, si applica per garantire la celerità dei procedimenti, anche quando la sentenza d'appello riforma una precedente decisione di rigetto.
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