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Art. 1957 Codice Civile — Anno 2025

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133 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17696 del 2025, ha chiarito la natura del contratto autonomo di garanzia negli appalti pubblici. Ha stabilito che, a differenza della fideiussione, il garante è tenuto al pagamento a semplice richiesta del beneficiario, senza che quest'ultimo debba provare l'effettivo danno subito. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente assimilato la polizza a una garanzia reale generica.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo ammissibile l'azione revocatoria contro la costituzione di fondi patrimoniali da parte di alcuni fideiussori. La Corte ha stabilito che, per l'esercizio dell'azione revocatoria fondo patrimoniale, non è necessaria la prova dell'opponibilità dell'atto ai creditori, essendo sufficiente il pericolo di danno (eventus damni) derivante dalla maggiore difficoltà nel soddisfare il credito. Inoltre, è stata negata la qualifica di consumatori ai fideiussori che avevano stretti legami funzionali con la società debitrice.
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Garanzia autonoma: differenze con fideiussione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi garanti contro un istituto bancario. Il caso verteva su un'opposizione a un decreto ingiuntivo per debiti su conto corrente e finanziamenti. La Corte ha affrontato diverse questioni, tra cui l'esercizio dello ius variandi, l'anatocismo e l'ammortamento alla francese. Il punto cruciale della decisione è stata la qualificazione dei contratti di garanzia come una **garanzia autonoma** e non come fideiussione, escludendo così l'applicazione di tutele specifiche, incluse quelle derivanti dalla normativa antitrust sui modelli ABI.
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Contratto autonomo di garanzia: No nullità ABI
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un garante che contestava la validità di alcune garanzie prestate per contratti di leasing. La Corte ha stabilito che il contratto autonomo di garanzia, a differenza della fideiussione omnibus, non è soggetto alla nullità derivante dagli schemi ABI anticoncorrenziali. Inoltre, ha confermato la validità della clausola con cui il garante rinuncia alla protezione dell'art. 1957 c.c. (termine semestrale per agire contro il debitore principale) e ha respinto la richiesta di applicazione delle norme sul leasing traslativo per mancata prova della risoluzione dei contratti e della restituzione dei beni.
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Eccezioni inammissibili: la Cassazione fa chiarezza
Due garanti hanno presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che confermava il loro debito fideiussorio. Hanno sollevato questioni relative alla tutela del consumatore e contestazioni generiche sugli estratti conto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le eccezioni inammissibili erano state sollevate per la prima volta in Cassazione (questioni nuove) o erano formulate in modo troppo generico e prive di prove specifiche, confermando così le decisioni dei gradi precedenti.
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Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
Una coppia costituisce un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. Una società finanziaria, divenuta creditrice a seguito di una cessione, agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace tale fondo. La coppia si oppone, sollevando questioni sulla legittimità della società cessionaria e su presunti vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando un principio fondamentale: l'azione revocatoria è un accessorio del credito e si trasferisce automaticamente al nuovo creditore. Inoltre, ha ribadito che i vizi procedurali devono essere eccepiti tempestivamente nei gradi di merito, altrimenti non possono essere fatti valere in Cassazione.
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Fideiussore consumatore: la Cassazione chiarisce
Due persone fisiche, garanti di un mutuo fondiario contratto da una società, si sono opposte a un precetto di pagamento. La Corte di Cassazione, accogliendo uno dei motivi di ricorso, ha stabilito un principio fondamentale: la qualifica di 'fideiussore consumatore' va valutata in base allo scopo personale del garante, non in base all'attività commerciale del debitore principale. Pertanto, anche chi garantisce un'impresa può beneficiare delle tutele del Codice del Consumo contro le clausole vessatorie. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Fideiussione affitto d’azienda: quali limiti?
Una società cooperativa ha citato in giudizio l'affittuaria di un'azienda e il suo fideiussore per inadempimenti contrattuali, tra cui il mancato pagamento dei canoni e danni al complesso aziendale. La Corte di Cassazione, intervenendo sul caso, ha chiarito i limiti della **fideiussione affitto d'azienda**, stabilendo che la garanzia, se non diversamente specificato, copre le obbligazioni predeterminate come i canoni, ma non si estende automaticamente a eventi futuri e incerti come il risarcimento per danni ai beni aziendali. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso principale solo per la non corretta liquidazione delle spese legali d'appello, cassando la sentenza su quel punto e rideterminando gli importi.
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Clausola fideiussione consumatore: nullità e tutele
La Corte di Cassazione conferma la nullità della clausola di deroga all'art. 1957 c.c. in una fideiussione stipulata da un consumatore. Tale clausola fideiussione consumatore è ritenuta vessatoria perché crea un significativo squilibrio a danno del garante. La pronuncia estingue la garanzia e, di conseguenza, determina il rigetto di un'azione revocatoria basata sul medesimo credito, ormai dichiarato inesistente con efficacia di giudicato.
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Azione revocatoria: onere della prova e fideiussione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due garanti che si opponevano a un'azione revocatoria avviata da un istituto di credito. I garanti avevano costituito un fondo patrimoniale e sostenevano la nullità della fideiussione sottostante per violazione di norme antitrust. La Corte ha stabilito che l'onere di provare tale nullità e la sua incidenza sul contratto spettava ai debitori, i quali non avevano fornito prove adeguate. Inoltre, ha ribadito che per l'esercizio dell'azione revocatoria è sufficiente una semplice 'ragione di credito', non essendo necessario un suo accertamento definitivo. Il ricorso è stato giudicato come un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Azione revocatoria: si può eccepire la nullità del credito?
Una banca agisce in revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale da parte dei suoi fideiussori. Questi ultimi si difendono eccependo la nullità delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, stabilisce un principio fondamentale: nell'ambito di un'azione revocatoria, il giudice ha il dovere di esaminare l'eccezione di nullità del titolo da cui deriva il credito. Anche se per agire è sufficiente un credito controverso, la validità del suo titolo giuridico è un elemento costitutivo che può e deve essere verificato se contestato.
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Irrogazione sanzioni: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del legale rappresentante di un'associazione sportiva dilettantistica avverso un atto di irrogazione sanzioni tributarie. L'associazione aveva indebitamente usufruito di un regime fiscale agevolato. La Corte ha chiarito che la mancata produzione del processo verbale di constatazione (PVC) non invalida l'atto, in quanto prova e non atto presupposto. Inoltre, ha confermato che la procedura specifica prevista dal D.Lgs. n. 472/1997 garantisce adeguatamente il diritto al contraddittorio del contribuente, senza necessità di un ulteriore contraddittorio preventivo.
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Irrogazione sanzioni tributarie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del legale rappresentante di un'associazione sportiva dilettantistica, confermando la legittimità delle sanzioni fiscali irrogate. L'ordinanza chiarisce importanti aspetti procedurali sull'irrogazione sanzioni tributarie, stabilendo che la mancata produzione del verbale di constatazione (PVC) non invalida l'atto e che la procedura speciale prevista dall'art. 16 del D.Lgs. 472/1997 garantisce un adeguato contraddittorio, diverso da quello per gli avvisi di accertamento.
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