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Art. 1957 Codice Civile — Anno 2025

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133 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Fideiussione omnibus: appello inammissibile se tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori che lamentavano la nullità di una fideiussione omnibus per violazione della normativa antitrust. La Corte ha stabilito che l'eccezione di nullità e la relativa documentazione probatoria devono essere presentate nel primo grado di giudizio. Introdurre tali questioni per la prima volta in appello o in cassazione rende il ricorso inammissibile, poiché le preclusioni processuali non possono essere superate invocando il rilievo d'ufficio della nullità da parte del giudice.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo la nullità totale della sua fideiussione omnibus a causa di clausole in violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio della nullità parziale fideiussione. Secondo la Corte, solo le singole clausole illecite sono nulle, mentre il resto del contratto di garanzia rimane valido ed efficace. La decisione ha inoltre chiarito che, in presenza di una clausola "a prima richiesta", una semplice comunicazione stragiudiziale è sufficiente a impedire la decadenza del creditore dal suo diritto, senza necessità di un'azione giudiziaria entro sei mesi.
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Termine di decadenza: Cassazione chiarisce la polizza
Una società acquirente ha richiesto l'escussione di una fideiussione bancaria a seguito dell'inadempimento della società venditrice. La Corte di Cassazione ha chiarito che la data indicata nella polizza era un termine di efficacia della garanzia e non un termine di decadenza per l'esercizio del diritto. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che la scadenza della polizza non comporta la perdita del diritto di escuterla per inadempimenti verificatisi durante la sua validità.
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Deroga art 1957 cc: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sulla decadenza della fideiussione (deroga art 1957 cc) può essere modificata contrattualmente. Se le parti lo prevedono, anche implicitamente, una semplice richiesta di pagamento stragiudiziale inviata al garante è sufficiente per impedire l'estinzione della garanzia, senza la necessità per il creditore di avviare un'azione legale entro sei mesi dalla scadenza del debito principale. La decisione sottolinea la libertà delle parti di modellare gli obblighi della garanzia e l'importanza dell'interpretazione della loro volontà concreta da parte del giudice.
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Contratto autonomo di garanzia: limiti alle eccezioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un garante che contestava sia la legittimazione del creditore cessionario sia la validità del contratto per presunte clausole anticoncorrenziali. La decisione ribadisce che nel contratto autonomo di garanzia, il garante non può sollevare eccezioni che spettano al debitore principale, come quelle sulla cessione del credito. Inoltre, la richiesta di nullità deve essere specifica e provata, non generica.
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Clausola di solidarietà eredi: è valida in garanzia?
La Corte di Cassazione esamina la validità di una clausola di solidarietà eredi inserita in un contratto di garanzia. Un'erede si era opposta alla richiesta di pagamento integrale del debito, sostenendo la nullità della clausola che derogava al principio di divisione del debito ereditario. La Corte d'Appello aveva ritenuto la clausola legittima. Data l'importanza della questione, che contrappone autonomia contrattuale e norme imperative in materia di successioni (come il divieto di patti successori), la Suprema Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione nomofilattica, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Deroga art 1957 cc: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la semplice clausola di 'pagamento a semplice richiesta scritta' in un contratto di fideiussione non è di per sé sufficiente a configurare una deroga all'art. 1957 del codice civile. La Corte ha cassato la decisione d'appello che si era limitata a interpretare isolatamente tale clausola. Per accertare una valida deroga art 1957 cc, il giudice deve esaminare l'intero testo contrattuale per ricostruire la reale e comune volontà delle parti, evitando interpretazioni parziali e contraddittorie. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Approvazione estratto conto: limiti e contestazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8913/2025, interviene su un caso di diritto bancario, stabilendo importanti principi sui limiti dell'approvazione estratto conto. La Corte ha chiarito che l'approvazione tacita non preclude la contestazione della validità giuridica degli addebiti, ma solo della loro correttezza contabile. Inoltre, ha affermato che la nullità di una clausola di fideiussione per violazione della normativa antitrust può essere sollevata per la prima volta anche in appello, in quanto rilevabile d'ufficio. La sentenza di secondo grado è stata quindi cassata con rinvio.
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Contratto autonomo di garanzia: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di diritto bancario, analizzando due ricorsi collegati. La controversia riguardava la natura di un contratto autonomo di garanzia, l'efficacia di un piano di rientro per sanare la mancanza di forma scritta delle clausole sugli interessi e l'omessa pronuncia su un appello incidentale relativo al criterio del "saldo zero". La Corte ha accolto parzialmente il primo ricorso, stabilendo che una mera ricognizione di debito non può sostituire la forma scritta richiesta per i tassi d'interesse e ha censurato la corte d'appello per un errore procedurale. Il secondo ricorso è stato dichiarato inammissibile. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio.
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Liberazione fideiussore: quando la banca è esente?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori che chiedevano la liberazione dalla garanzia. Essi sostenevano che la banca avesse concesso nuovo credito al debitore principale nonostante il peggioramento delle sue condizioni economiche. La Corte ha stabilito che la richiesta di liberazione fideiussore richiede una prova rigorosa e specifica del peggioramento patrimoniale del debitore, prova che i ricorrenti non hanno fornito. Il ricorso è stato respinto in quanto basato su censure di merito e non su vizi di legittimità.
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Contratto monofirma: la Cassazione conferma la validità
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di una società e del suo garante contro una banca. La Corte ha confermato la validità del contratto monofirma, ritenendo sufficiente la sola sottoscrizione del cliente se il contratto è redatto per iscritto e una copia è consegnata. Ha inoltre chiarito che il disconoscimento di una copia deve essere specifico, indicando le differenze con l'originale. Infine, ha qualificato la garanzia prestata come un contratto autonomo, limitando le eccezioni opponibili dal garante.
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Opposizione a cartella: come qualificarla in giudizio
Un cittadino ha proposto opposizione a una cartella di pagamento, sostenendo che si trattasse di un'azione ordinaria. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'opposizione a cartella, anche se contesta la mancanza di un titolo esecutivo, va sempre qualificata come opposizione all'esecuzione. Questa qualificazione comporta l'applicazione di termini processuali più brevi e l'inapplicabilità della sospensione feriale, determinando il rigetto del ricorso per tardività.
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Cessione del credito: prova e legittimazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società cessionaria, affermando un principio chiave sulla cessione del credito: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è prova sufficiente del trasferimento. Quando il debitore contesta la titolarità, il nuovo creditore deve fornire prova specifica del contratto di cessione. Il caso nasce dalla garanzia prestata da una madre, qualificata come consumatore, per l'attività del figlio.
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Improcedibilità ricorso: deposito relata notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità di un ricorso a causa del mancato rispetto di un onere processuale fondamentale. I ricorrenti, dopo aver dichiarato che la sentenza d'appello era stata loro notificata, hanno depositato la relativa prova di notificazione (relata) ben oltre il termine perentorio stabilito dalla legge. La Corte ha ribadito che tale omissione non è sanabile e costituisce una violazione del principio di autoresponsabilità della parte, portando inevitabilmente a una declaratoria di improcedibilità del ricorso.
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Contratto autonomo di garanzia: oneri del ricorrente
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso presentato da alcuni garanti contro un istituto di credito. La Corte ha dichiarato inammissibili quasi tutti i motivi di ricorso, ribadendo l'importanza del principio di autosufficienza. In particolare, è stata respinta la censura sulla qualificazione del rapporto come contratto autonomo di garanzia e l'eccezione di nullità per violazione della normativa antitrust, poiché i ricorrenti non avevano fornito in modo adeguato gli elementi fattuali necessari fin dai primi gradi di giudizio. L'ordinanza sottolinea come l'interpretazione del contratto spetti al giudice di merito e non possa essere rivalutata in sede di legittimità se non per violazione dei canoni ermeneutici.
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Non contestazione: ecco quando e come funziona
Un fideiussore ha contestato tardivamente la legittimazione di una società cessionaria del credito. La Corte di Cassazione, applicando il principio di non contestazione, ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la qualità di una parte deve essere contestata tempestivamente, altrimenti si considera come ammessa, con conseguenze definitive sull'esito della causa.
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Appello incidentale: quando è obbligatorio proporlo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un fideiussore. La parte, risultata soccombente in primo grado e rimasta contumace in appello, avrebbe dovuto proporre appello incidentale per contestare la sentenza. Non avendolo fatto, la decisione è divenuta definitiva nei suoi confronti, precludendo il ricorso in Cassazione. Il caso evidenzia l'importanza strategica dell'appello incidentale nei processi civili.
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Contratto autonomo di garanzia: la clausola non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14704/2025, ha stabilito che la semplice presenza di una clausola di pagamento 'a semplice richiesta scritta' in una fideiussione non è sufficiente per qualificarla automaticamente come contratto autonomo di garanzia. La Corte ha cassato la decisione d'appello che si era basata unicamente su tale clausola, ribadendo la necessità per il giudice di esaminare l'intero testo contrattuale per comprendere la reale volontà delle parti e la 'causa concreta' dell'accordo, al fine di verificare se il vincolo di accessorietà tipico della fideiussione sia stato effettivamente derogato.
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Nullità fideiussione: la Cassazione fa chiarezza
Due garanti hanno impugnato una sentenza d'appello, sostenendo la nullità fideiussione per violazione della normativa bancaria (art. 106 T.U.B.), delle norme antitrust e per decadenza del creditore (art. 1957 c.c.). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la mancata prova da parte dei ricorrenti, la genericità dei motivi e il divieto di riesaminare i fatti in sede di legittimità.
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Deroga art 1957 cc: quando è clausola vessatoria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14687/2025, ha stabilito che la clausola di deroga all'art. 1957 c.c. in un contratto di fideiussione stipulato con un consumatore è vessatoria se non specificamente negoziata. Il caso riguardava un garante che si era opposto a un decreto ingiuntivo di una società finanziaria, eccependo la decadenza del creditore per non aver agito entro sei mesi. La Corte ha confermato la nullità della clausola, ribadendo che l'onere di provare la trattativa individuale spetta al professionista, e in assenza di tale prova la garanzia si estingue se il termine non viene rispettato.
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