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Art. 1957 Codice Civile — Anno 2024

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125 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Garanzia bancaria: vendita titoli e tutela del garante
Una risparmiatrice, che aveva prestato una garanzia bancaria per un finanziamento a una società, si è opposta alla vendita dei propri titoli di investimento da parte della banca per coprire il debito insoluto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la necessità di rispettare il principio di autosufficienza del ricorso e di formulare in modo specifico e concreto le censure, specialmente in materia di tutela del consumatore.
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Eccezioni fideiussione: quando sono inammissibili?
L'appello di un garante contro un istituto di credito è stato respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei tribunali di merito. Le eccezioni fideiussione sollevate dal garante, tra cui la liberazione per concessione di ulteriore credito (art. 1956 c.c.) e l'usura, sono state respinte per errori procedurali, tardività e per essere tentativi di riesaminare i fatti, non consentiti in sede di legittimità.
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Clausola a prima richiesta: non è garanzia autonoma
Una banca ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che una garanzia con clausola a prima richiesta dovesse essere qualificata come contratto autonomo di garanzia, e non come fideiussione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che, nonostante la presenza della clausola a prima richiesta, è necessario valutare l'intero contenuto del contratto per determinarne la natura, e che tale clausola non esclude automaticamente l'applicazione delle tutele previste per il fideiussore, come l'art. 1957 c.c.
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Impugnazione ratio decidendi: quando il ricorso è nullo
Un fideiussore contestava la validità di una garanzia basata su schemi anticoncorrenziali. Il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non ha specificamente contestato una delle ragioni autonome (ratio decidendi) della sentenza precedente, che si basava sulla mancata produzione di prove. La Cassazione, confermando la decisione, ribadisce l'importanza di una corretta impugnazione ratio decidendi per evitare la nullità del ricorso.
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Danno da illecito antitrust: non è mai presunto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33858/2024, ha rigettato il ricorso di un fideiussore che chiedeva il risarcimento per un contratto di fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali. La Corte ha stabilito che il danno da illecito antitrust non è mai presunto (in re ipsa), ma deve essere sempre specificamente provato dal danneggiato, sia nella sua esistenza che nel suo ammontare, in base ai principi generali della responsabilità civile.
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