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Art. 1957 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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240 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Sospensione processo esecutivo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza che negava la sospensione di un processo esecutivo. La Corte ha stabilito che tale rimedio è previsto solo per i provvedimenti che concedono la sospensione e che le norme sulla sospensione per pregiudizialità (art. 295 c.p.c.) non si applicano al processo esecutivo, governato da regole specifiche. La decisione chiarisce che il diniego di sospensione del processo esecutivo non è impugnabile con questo strumento.
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Fideiussione omnibus nulla: Cassazione sulla clausola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato una sentenza di merito che aveva negato la nullità di una fideiussione omnibus. La Corte ha ribadito che la clausola basata sullo schema ABI, che deroga all'art. 1957 c.c., è nulla per violazione della normativa antitrust. Di conseguenza, la banca creditrice perde il diritto di agire contro il garante se non intraprende un'azione giudiziaria contro il debitore principale entro sei mesi. Questa decisione rafforza la tutela del fideiussore contro le clausole vessatorie nei contratti bancari, specificando che una semplice lettera di messa in mora non è sufficiente a interrompere i termini di decadenza.
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Lettere di patronage: la garanzia dello Stato estero
La Cassazione ha confermato la condanna di due enti pubblici di uno Stato estero a risarcire un'agenzia di credito italiana. Le dichiarazioni rilasciate dagli enti, definite 'lettere di patronage', sono state interpretate non come mere rassicurazioni, ma come vere e proprie garanzie vincolanti per i debiti di una società pubblica locale, obbligando gli enti al pagamento.
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Clausola penale leasing: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18063/2024, ha rigettato il ricorso dell'erede di un fideiussore contro una società bancaria. La Corte ha stabilito che la clausola penale in un contratto di leasing traslativo, anteriore alla riforma del 2017, non è nulla ma può essere equamente ridotta dal giudice. Ha inoltre confermato la validità della rinuncia preventiva alla tutela ex art. 1957 c.c. da parte del fideiussore, chiarendo che tale clausola non necessita di approvazione specifica. L'ordinanza affronta anche questioni procedurali sulla competenza territoriale e sui vizi di motivazione, dichiarando i relativi motivi inammissibili.
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Legittimazione processuale: sentenza nulla senza motivi
Una fideiubente si oppone a un'esecuzione forzata. Durante il giudizio d'appello, una nuova società si costituisce in giudizio in sostituzione della banca originaria. La Corte d'Appello rigetta l'impugnazione senza spiegare perché la nuova società avesse il diritto di partecipare al processo. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per totale assenza di motivazione su questo punto cruciale, noto come legittimazione processuale, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Onere del creditore: inammissibile il ricorso vago
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due garanti contro la decisione della Corte d'Appello. Il caso verteva sul presunto mancato rispetto dell'onere del creditore di agire tempestivamente. La Cassazione ha basato la sua decisione sulla violazione del principio di autosufficienza, poiché il ricorso era formulato in modo generico e disorganico, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza delle censure senza dover consultare altri atti processuali.
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Azione revocatoria: quando è efficace contro i garanti?
La Corte di Cassazione conferma l'efficacia di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito contro alcuni fideiussori che avevano trasferito un ingente patrimonio immobiliare a una società, riducendo la propria garanzia patrimoniale. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso dei garanti, basati sulla presunta nullità delle fideiussioni e sull'inapplicabilità di alcune tutele legali, ritenendo le eccezioni tardive, infondate o superate dal giudicato formatosi su un precedente decreto ingiuntivo. La sentenza ribadisce i principi sulla prova della scientia damni e sui limiti delle eccezioni opponibili nell'ambito dell'azione revocatoria.
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Nullità fideiussione: quando il tempo è decisivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi garanti che chiedevano la nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. La Corte ha stabilito che la nullità fideiussione non può essere dichiarata se il contratto di garanzia è stato stipulato prima dell'esistenza dell'intesa anticoncorrenziale (in questo caso, un modello ABI del 2002 contro un contratto del 1996). Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo relativo alla capitalizzazione trimestrale degli interessi perché la questione era già stata decisa e non appellata tempestivamente, formando così un giudicato interno.
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Fideiussione Omnibus: quando la nullità va eccepita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17073/2024, ha rigettato il ricorso di un garante in un caso di fideiussione omnibus. La Corte ha chiarito che la nullità del contratto per violazione della normativa antitrust (schema ABI) non può essere eccepita per la prima volta in appello se i fatti a suo fondamento non sono stati allegati e provati in primo grado. Inoltre, è stato ribadito che spetta al garante l'onere di provare i presupposti per la liberazione dall'obbligazione ai sensi dell'art. 1956 c.c.
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Cessione del credito: la garanzia si trasferisce sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del credito secondo l'art. 58 del Testo Unico Bancario, anche una garanzia autonoma si trasferisce automaticamente al nuovo creditore. La Corte ha rigettato il ricorso di due garanti che, dopo aver costituito un fondo patrimoniale, sostenevano che la loro garanzia non fosse passata al cessionario. La sentenza ribadisce che il trasferimento delle garanzie è un effetto automatico della cessione, senza necessità di consenso da parte del garante.
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Decadenza fideiussione: il termine di sei mesi decorre
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un garante, stabilendo l'avvenuta decadenza fideiussione a carico di un istituto di credito. La Corte ha chiarito che il termine semestrale per agire, previsto dall'art. 1957 c.c., decorre dalla scadenza dell'obbligazione principale e non da un momento successivo, come la revoca degli affidamenti. La richiesta di pagamento della banca, inviata oltre un anno dopo la scadenza del debito, è stata ritenuta tardiva, con conseguente liberazione del fideiussore.
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Nullità contratto mutuo: Cassazione e TAN mancante
La Corte di Cassazione esamina un caso di presunta nullità contratto mutuo per mancata indicazione del Tasso Annuo Nominale (TAN). Un garante si era opposto a un decreto ingiuntivo, sostenendo che l'omissione del TAN rendesse nullo il contratto di finanziamento sottostante, nonostante la presenza dell'Indicatore Sintetico di Costo (ISC). La Corte d'Appello aveva dato torto al garante. La Cassazione, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione sulla determinazione delle condizioni economiche, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a un'altra Sezione per una decisione approfondita.
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Fideiussione omnibus: il socio non è sempre informato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16822/2024, ha esaminato il caso di una fideiussione omnibus prestata da un socio per i debiti della propria società. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del garante, stabilendo che la sua qualità di socio, anche di minoranza, gli conferiva la possibilità concreta di conoscere la situazione economica della società debitrice. Di conseguenza, la banca non ha violato i doveri di correttezza e buona fede nel concedere ulteriore credito senza un'autorizzazione specifica, non operando così la liberazione del fideiussore prevista dall'art. 1956 c.c.
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Inammissibilità ricorso cassazione: i requisiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso a causa della mancata esposizione sommaria dei fatti, in violazione del principio di specificità. La sentenza sottolinea che il ricorso deve permettere al giudice di comprendere la controversia senza consultare altri atti. Questo caso, nato da un decreto ingiuntivo per un mutuo e una fideiussione, dimostra come la violazione delle norme procedurali, in particolare l'art. 366 c.p.c., porti all'inammissibilità del ricorso per cassazione, impedendo l'esame del merito.
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Obblighi banca fideiussione: buona fede e doveri
La Corte di Cassazione ha stabilito che la banca viola i suoi obblighi nella fideiussione se concede ulteriore credito a un debitore in difficoltà finanziarie senza informare il garante. Questo comportamento, contrario al principio di buona fede, rende la garanzia inefficace. La Corte ha precisato che la violazione dell'art. 1956 c.c. può essere rilevata anche d'ufficio e non è strettamente legata a una tempestiva eccezione di parte, cassando la sentenza d'appello e rinviando per un nuovo esame.
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Responsabilità presidente associazione: Cassazione chiarisce
Una locatrice ha citato in giudizio un'associazione sportiva e il suo ex presidente per canoni di locazione non pagati. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ribadendo la responsabilità personale e solidale di chi agisce in nome dell'ente, secondo l'art. 38 c.c. L'ordinanza chiarisce i limiti processuali per sollevare eccezioni e per contestare la valutazione dei fatti in sede di legittimità, consolidando i principi sulla responsabilità presidente associazione.
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Recupero crediti garanzia pubblica: la Cassazione
Dei garanti si opponevano a una cartella esattoriale per un finanziamento aziendale assistito da garanzia pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il credito, una volta escussa la garanzia, assume natura pubblicistica. Di conseguenza, il recupero crediti garanzia pubblica tramite iscrizione a ruolo è legittimo non solo verso il debitore principale ma anche nei confronti dei garanti. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile l'introduzione di nuove eccezioni nel corso del giudizio.
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Cessione credito garanzia: la Cassazione decide
Un caso riguardante una cessione credito garanzia. Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo che il debito principale era estinto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la nullità della cessione non può essere eccepita per la prima volta in sede di legittimità se i fatti non sono stati allegati univocamente nei gradi di merito e che la valutazione delle prove è compito esclusivo del giudice di merito.
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Giudicato interno: quando blocca l’appello
Una garante si è opposta a un decreto ingiuntivo, eccependo la nullità di alcune clausole fideiussorie. La Corte d'Appello ha respinto il gravame ritenendo formato un giudicato interno sulla qualificazione del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile poiché i motivi non contestavano adeguatamente la formazione del suddetto giudicato interno, precludendo di fatto ogni ulteriore esame nel merito.
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Estinzione fideiussione: quando sollevare l’eccezione
In una controversia su un contratto di locazione, un garante ha eccepito l'estinzione della fideiussione solo in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'estinzione fideiussione ai sensi dell'art. 1957 c.c. costituisce un'eccezione in senso stretto, da sollevare tassativamente in primo grado. La Corte ha inoltre confermato che la confessione del debitore principale può essere liberamente valutata dal giudice come prova anche nei confronti del garante.
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