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Art. 186 Codice della Strada — Sezione Settima Penale

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752 provvedimenti

Altri anni per Art. 186 Codice della Strada

Guida in ebbrezza: ricorso inammissibile per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in ebbrezza. Vengono respinte le censure relative a vizi procedurali, alla mancata applicazione della 'particolare tenuità del fatto' e al diniego delle attenuanti generiche, sottolineando come l'elevato tasso alcolemico e l'abuso di stupefacenti siano elementi decisivi per confermare la gravità della condotta.
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Rifiuto Alcoltest: ricorso inammissibile e condanna
Un automobilista ha impugnato in Cassazione la propria condanna per rifiuto alcoltest, lamentando vizi di motivazione e violazioni di legge. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando come i motivi proposti fossero una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in Appello. Di conseguenza, la condanna è stata confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Attendibilità alcoltest: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato. L'imputato contestava l'attendibilità dell'alcoltest citando la 'curva di Widmark' e il tempo trascorso dal sinistro. La Corte ha confermato la validità della prova, rafforzata da chiari sintomi fisici, e ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8534/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il caso verteva sull'affidabilità dell'etilometro. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'esito positivo dell'alcoltest è prova sufficiente, e spetta all'imputato l'onere della prova etilometro, ossia dimostrare con elementi concreti il suo malfunzionamento o la mancanza delle revisioni periodiche, non essendo sufficienti contestazioni generiche.
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Attenuanti generiche: quando la richiesta è decisiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. Il motivo? La mancata concessione delle attenuanti generiche non può essere contestata se la difesa non le ha specificamente richieste durante il processo di primo grado. La sentenza ribadisce l'importanza delle formalità processuali.
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Motivi d’appello in Cassazione: un caso di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un conducente condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi d'appello sono stati respinti perché uno era generico e non autosufficiente, mentre l'altro, relativo all'identificazione del guidatore, non era stato sollevato nel precedente grado di giudizio, violando il principio del divieto di nuove deduzioni in sede di legittimità.
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Sospensione condizionale: diniego e precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, al quale era stata negata la sospensione condizionale della pena. La Corte ha confermato che il giudice di merito può legittimamente negare il beneficio sulla base di una prognosi negativa fondata sui precedenti penali, senza dover analizzare tutti gli elementi dell'art. 133 c.p., ritenendo sufficiente indicare quelli prevalenti in senso ostativo.
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Porto di coltello giustificato: no se si guida ubriachi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo, condannato per porto di coltello e guida in stato di ebbrezza. Secondo la Corte, non sussiste un porto di coltello giustificato dalla condizione di senza fissa dimora, dato che l'arma era a lama aperta sul sedile e l'imputato guidava ubriaco e senza patente. La pena è stata ritenuta congrua.
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Guida in stato di ebbrezza: bere dopo l’incidente?
Un motociclista, condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente notturno, ha fatto ricorso sostenendo di aver bevuto solo dopo il sinistro. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, giudicando la versione difensiva implausibile e confermando la condanna. L'ordinanza sottolinea come il tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti sia inammissibile in sede di legittimità.
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Prescrizione reato: la Cassazione sulla Riforma Orlando
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente sosteneva l'avvenuta prescrizione reato, ma la Corte ha applicato la 'Riforma Orlando' (L. 103/2017), che sospende il termine di prescrizione tra la sentenza di primo grado e quella d'appello per i reati commessi tra il 2017 e il 2019. Di conseguenza, il reato non era ancora prescritto al momento della pronuncia d'appello.
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Matricola etilometro errata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente contestava l'affidabilità del test alcolemico a causa di una discordanza nella matricola dell'etilometro tra lo scontrino e il verbale. La Corte ha qualificato l'errore come un semplice refuso, irrilevante a fronte della congruenza della misurazione con lo stato di alterazione fisica del conducente. È stato ribadito che la prova del malfunzionamento dell'apparecchio spetta all'imputato, che deve allegare elementi specifici.
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Pene sostitutive: i precedenti penali contano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con incidente. La Corte ha confermato il diniego delle pene sostitutive, sottolineando come la decisione del giudice si basi sulla valutazione della personalità dell'imputato, inclusi i suoi precedenti penali, e sulla sua affidabilità. La presenza di un incidente stradale, inoltre, preclude per legge l'applicazione del lavoro di pubblica utilità.
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Tenuità del fatto guida in ebbrezza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore contro un'assoluzione per guida in stato di ebbrezza. La decisione si basa sulla corretta applicazione del principio di particolare tenuità del fatto, poiché il giudice di merito aveva adeguatamente motivato la sua scelta considerando il lieve superamento del tasso alcolemico, l'assenza di passeggeri e di incidenti, e il fatto che si trattasse di un controllo di routine.
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Particolare tenuità del fatto e guida in ebbrezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro una sentenza di assoluzione per il reato di guida in ebbrezza. L'assoluzione era stata concessa per la particolare tenuità del fatto, basandosi sulle modalità della condotta e sul lieve superamento del limite alcolemico. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito, se congruamente motivata e priva di vizi logici, non è sindacabile in sede di legittimità, poiché il ricorso si limitava a esprimere un dissenso sulla valutazione discrezionale dei fatti.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e difesa tecnica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato. La legge, a seguito della riforma del 2017, richiede l'obbligatoria difesa tecnica di un avvocato per questo grado di giudizio, escludendo la facoltà per l'imputato di agire da solo. La Corte ribadisce la legittimità costituzionale di tale norma, sottolineando l'elevato livello di specializzazione richiesto.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico eccezionalmente alto (3,73 g/l). Il ricorrente contestava l'affidabilità del test e sosteneva di aver assunto farmaci contenenti etanolo. La Corte ha stabilito che le argomentazioni erano mere ripetizioni di quelle già respinte in appello e che spetta all'imputato fornire prove concrete per invalidare l'accertamento, confermando l'obbligo del guidatore di garantire la propria idoneità psico-fisica prima di mettersi al volante.
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Ricorso inammissibile per guida in stato di ebbrezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano una mera riproduzione di censure già esaminate e rigettate in appello. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non concedere le attenuanti generiche, valorizzando l'alto tasso alcolemico e l'orario notturno a fronte della sola incensuratezza. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Esito positivo alcoltest: prova sufficiente per condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha stabilito che l'esito positivo dell'alcoltest, con valori di 1,15 g/l e 1,12 g/l, costituisce piena prova della violazione, anche in assenza di altri evidenti sintomi di ubriachezza. La decisione è stata rafforzata dal fatto che l'imputato aveva causato un incidente stradale. La semplice affermazione di aver assunto farmaci è stata ritenuta insufficiente per invalidare il test.
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Guida in stato di ebbrezza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 2,0 g/l. La richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa delle circostanze aggravanti, come l'orario notturno e il periodo festivo, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una conducente condannata per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. L'ordinanza ribadisce che l'alcoltest è prova sufficiente e che per l'aggravante non serve un nesso causale diretto, ma un collegamento materiale tra lo stato di alterazione e il sinistro.
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