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Art. 186 Codice della Strada — Sezione Settima Penale

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752 provvedimenti

Altri anni per Art. 186 Codice della Strada

Rifiuto accertamento alcol: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un motociclista condannato per il rifiuto di sottoporsi ai test per alcol e droga dopo un incidente. La Corte ha stabilito che un ricorso generico e ripetitivo non può essere accolto, confermando che il rifiuto accertamento alcol non può essere giustificato parzialmente. L'inammissibilità del ricorso ha inoltre impedito di dichiarare l'eventuale prescrizione del reato.
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Rifiuto etilometro: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per il reato di rifiuto etilometro. La ricorrente sosteneva di aver agito a causa di una crisi di panico e chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha stabilito che tali argomentazioni, essendo una mera riproposizione di motivi di merito già respinti in appello, non possono essere esaminate in sede di legittimità, confermando così la condanna.
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Tenuità del fatto: no se guidi ubriaco e causi un’incidente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Nonostante la richiesta di applicare la causa di non punibilità per tenuità del fatto, la Corte ha confermato la condanna, evidenziando che l'elevato tasso alcolemico e l'aver provocato un incidente, seppur autonomo, rendono il fatto tutt'altro che lieve e quindi incompatibile con il beneficio.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova legale dello stato di ebbrezza. Grava sull'imputato l'onere della prova etilometro, ovvero il compito di dimostrare con allegazioni specifiche eventuali vizi o malfunzionamenti dello strumento, non essendo sufficiente una contestazione generica sulla sua omologazione o taratura. In assenza di tali prove, la condanna è stata confermata.
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Lavori di pubblica utilità: no se causi un incidente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza. La Corte conferma che l'aggravante di aver provocato un sinistro stradale impedisce per legge la conversione della pena in lavori di pubblica utilità, rendendo la richiesta infondata.
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Particolare tenuità e guida pericolosa: no ai benefici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto dopo aver rifiutato di sottoporsi all'alcoltest. La decisione si basa sulla condotta di guida dell'imputato, giudicata concretamente pericolosa (zigzagava sulla strada e mostrava sintomi di alterazione alcolica), fattore che esclude la possibilità di considerare il reato di lieve entità.
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Incidente stradale in guida ebbrezza: l’ordinanza
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione. L'incidente consisteva nell'aver imboccato una via in senso vietato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la nozione di incidente stradale guida in ebbrezza è ampia e include qualsiasi evento che turbi la circolazione e crei pericolo, anche senza collisioni. Ha inoltre ribadito che la contestazione del funzionamento dell'etilometro deve essere specifica e non generica.
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Prelievo ematico guida ebbrezza: basta un solo test?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha stabilito che un singolo prelievo ematico è prova sufficiente per accertare il reato, a differenza del test con etilometro che richiede due misurazioni. La validità della prova non è stata scalfita dalle generiche contestazioni della difesa.
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Guida stato di ebbrezza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza a seguito di un sinistro. L'imputato contestava di essere stato il conducente, ma la Corte ha ritenuto tale obiezione una censura di merito non valutabile in sede di legittimità. La decisione si fonda su prove concrete raccolte dai giudici di merito, come l'assenza di altri soggetti sul luogo dell'incidente, l'intestazione del veicolo al ricorrente e la sua sottoscrizione del verbale di contestazione.
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Ricorso inammissibile guida in stato di ebbrezza: motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La decisione sottolinea che motivi non sollevati in appello, come dubbi sull'etilometro, non possono essere introdotti in Cassazione. Si chiarisce inoltre che la non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata correttamente esclusa a causa della condotta dell'imputato e dell'elevato tasso alcolemico, rendendo il ricorso inammissibile per guida in stato di ebbrezza.
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Rito abbreviato nullità: quando si sana il vizio
La Corte di Cassazione chiarisce che la scelta del rito abbreviato sana la nullità derivante dal mancato avviso all'imputato della facoltà di farsi assistere da un difensore durante l'alcoltest. Con questa ordinanza, si ribadisce che tale vizio procedurale, qualificabile come nullità a regime intermedio, non può essere fatto valere se l'imputato ha richiesto di definire il processo con il rito speciale, che implica l'accettazione degli atti d'indagine. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Fermo amministrativo veicolo terzo: annullato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza nella parte in cui disponeva il fermo amministrativo di un veicolo guidato da una persona in stato di ebbrezza. La decisione si basa sul principio che il fermo amministrativo veicolo terzo è illegittimo, in quanto la sanzione può essere applicata solo se l'auto è di proprietà del conducente responsabile del reato e non di un'altra persona.
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