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Art. 186 Codice della Strada — Sezione Settima Penale

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752 provvedimenti

Altri anni per Art. 186 Codice della Strada

Prescrizione reati stradali: la Legge Orlando vale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, il quale sosteneva l'estinzione del reato. La Corte ha stabilito che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica ancora la sospensione della prescrizione introdotta dalla c.d. Legge Orlando. Questa decisione è fondamentale per il calcolo della prescrizione reati stradali, confermando che il periodo di sospensione tra il primo e il secondo grado di giudizio va aggiunto al termine ordinario, impedendo così l'estinzione del reato nel caso specifico.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest è prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce piena prova della colpevolezza e spetta alla difesa dimostrare eventuali vizi dello strumento o della procedura. È stato inoltre confermato che la rinnovazione delle prove in appello è un'eccezione e non un diritto, potendo il giudice negarla se ritiene sufficienti gli atti già acquisiti.
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Tenuità del fatto e guida in stato di ebbrezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 2,95 gr/l. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta, poiché l'elevato tasso alcolemico e l'aver provocato un incidente stradale sono stati considerati elementi sufficienti a escludere la minima offensività della condotta.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente contestava l'affidabilità dell'etilometro, lamentando un'inversione dell'onere della prova. La Corte ha ribadito che l'accusa non è tenuta a depositare preventivamente i certificati di omologazione e revisione. Spetta invece alla difesa sollevare contestazioni specifiche e circostanziate sul cattivo funzionamento dell'apparecchio, non essendo sufficienti delle generiche doglianze. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'accertamento e la condanna.
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Guida in stato di ebbrezza: quando il ricorso è nullo
Una conducente, condannata per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato, ha presentato ricorso in Cassazione. Ha contestato la mancata ammissione di testimoni, l'errata valutazione delle sue condizioni di salute (anoressia) e ha richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la scelta di non ammettere nuove prove in appello è discrezionale, che la valutazione dei fatti non è sindacabile in sede di legittimità e che la tenuità del fatto non può essere eccepita per la prima volta in Cassazione.
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Consenso prelievo ematico: quando è valido?
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha contestato l'uso dei risultati di un test alcolemico su sangue, sostenendo una violazione procedurale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il consenso prelievo ematico, fornito dall'imputato dopo essere stato informato dei suoi diritti, rende i risultati pienamente utilizzabili nel processo, superando la natura invasiva dell'esame.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza dopo aver causato un incidente. La tesi difensiva, basata sulla presunta presenza di una macchia d'olio, non ha trovato riscontro, mentre gli indizi a carico dell'imputato, come l'alito vinoso, erano evidenti. La condanna al pagamento delle spese e di una sanzione è stata confermata.
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Rifiuto alcoltest: quando il ricorso è inammissibile
Un automobilista, condannato per rifiuto alcoltest dopo aver guidato in modo pericoloso nel parcheggio di un ristorante, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, giudicandolo generico e non specifico. La decisione ha confermato la valutazione dei giudici di merito sulla pericolosità della condotta e sulla gravità del comportamento, escludendo l'applicazione di benefici come la particolare tenuità del fatto e le attenuanti generiche.
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Guida in stato di ebbrezza: quando c’è incidente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. La Corte chiarisce che per 'incidente stradale' si intende qualsiasi evento che alteri la circolazione, inclusa la semplice uscita di strada del veicolo, senza necessità di coinvolgere terzi o causare danni. Viene inoltre ribadito che la Cassazione non può riesaminare le prove, come la valutazione dello stato di ebbrezza, se la decisione dei giudici di merito è logicamente motivata.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'onere della prova etilometro, ossia la dimostrazione di un suo malfunzionamento, grava sull'imputato. Non è sufficiente una generica contestazione o la richiesta dei certificati di revisione per invalidare l'accertamento; è necessario allegare elementi specifici che mettano in dubbio l'affidabilità dello strumento.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi, incentrati sulla presunta inattendibilità dell'etilometro, sull'erronea esclusione della particolare tenuità del fatto e sulla congruità della pena, sono stati giudicati generici e riproduttivi di censure già respinte. La Corte ha ribadito che un ricorso inammissibile non consente un nuovo esame del merito, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Onere della prova alcoltest: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il motivo del ricorso, basato su una generica contestazione della omologazione dell'etilometro, è stato ritenuto aspecifico. La Corte ha ribadito un principio consolidato: il risultato positivo del test è prova sufficiente, e spetta alla difesa l'onere della prova alcoltest, ovvero dimostrare vizi specifici dello strumento o della procedura.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ha presentato ricorso in Cassazione, contestando il corretto funzionamento dell'etilometro. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'esito positivo del test è prova sufficiente della colpevolezza. Spetta all'imputato l'onere della prova etilometro, ossia dimostrare con allegazioni specifiche e concrete eventuali vizi dello strumento, come la mancanza di omologazione o di revisione periodica. In questo caso, la testimonianza di un agente sulla regolare verifica annuale del dispositivo è stata ritenuta sufficiente a rigettare le doglianze generiche della difesa.
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Avviso avvocato guida ebbrezza: vale la testimonianza?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente sosteneva la nullità della procedura per la mancata prova scritta dell'avviso di farsi assistere da un legale. La Corte ha ribadito un principio consolidato: l'avviso avvocato per guida in ebbrezza può essere validamente provato tramite la sola testimonianza dell'agente di polizia, la cui attendibilità è valutata dal giudice di merito.
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Conversione pena detentiva: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto e di conversione pena detentiva in pecuniaria è stata respinta. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito, basata sulla gravità della condotta e sulla immeritevolezza del beneficio, ritenendo le censure del ricorrente semplici reiterazioni di argomenti già esaminati.
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Volume insufficiente alcoltest: test valido? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente contestava la validità della prova a causa della dicitura 'volume insufficiente alcoltest' sullo scontrino. La Corte ha stabilito che tale indicazione non invalida il test se l'apparecchio non segnala un errore esplicito e produce un risultato valido, specialmente se corroborato da altri elementi sintomatici dello stato di ebbrezza.
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Attenuanti generiche: quando è legittimo negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rifiuto di sottoporsi all'alcoltest. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava sia la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) sia le attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), motivando che la sola assenza di precedenti penali non è sufficiente a giustificare la concessione di quest'ultime, essendo necessari elementi positivi di valutazione.
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Guida in stato di ebbrezza: appello nullo e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un sinistro stradale. La Corte ha stabilito che le censure mosse dalla difesa, relative alla ricostruzione dei fatti e alla valutazione delle prove, non costituiscono un vizio di motivazione ma un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità. La motivazione della Corte d'Appello, che ha logicamente collegato l'incidente allo stato di alterazione del conducente, è stata ritenuta congrua e adeguata.
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Attenuanti guida in stato di ebbrezza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha confermato la correttezza della decisione dei giudici di merito sia nell'escludere la particolare tenuità del fatto, sia nel calcolare la pena, specificando che le attenuanti guida in stato di ebbrezza non possono prevalere sull'aggravante specifica e si applicano dopo l'aumento di pena previsto da quest'ultima.
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Guida sotto stupefacenti: test e stato di alterazione
Un automobilista è stato condannato per guida sotto stupefacenti. Nel suo ricorso in Cassazione, ha contestato la validità del test tossicologico, ritenendolo al di sotto della soglia di positività, e la prova del suo stato di alterazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che i parametri dei test di laboratorio ospedalieri sono diversi e più affidabili di quelli dei test rapidi. Inoltre, ha confermato che lo stato di alterazione era stato correttamente accertato sulla base delle osservazioni degli agenti intervenuti (apatia, sbalzi d'umore, riflessi rallentati).
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