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Art. 1418 Codice Civile

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1847 provvedimenti

Spese condominiali: serve l’unanimità per l’esonero
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un accordo transattivo che prevedeva l'esonero di un condomino dalle spese condominiali e la gestione autonoma dei suoi locali commerciali. La decisione sottolinea che ogni deroga ai criteri legali di ripartizione delle spese richiede il consenso unanime di tutti i partecipanti al condominio. Una delibera approvata a semplice maggioranza non può autorizzare l'amministratore a firmare accordi che violino l'obbligo di contribuzione proporzionale, rendendo nulla sia la delibera stessa che la successiva transazione.
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Somministrazione Fraudolenta: Lavoro Precario Diventa Posto Fisso
Una lavoratrice impiegata per 29 mesi continuativi presso la stessa azienda con successivi contratti di somministrazione ottiene la conversione del rapporto in tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha stabilito che un utilizzo così prolungato per mansioni stabili viola il requisito essenziale della temporaneità, configurando una somministrazione di lavoro fraudolenta. Anche in assenza di limiti di durata espliciti nella vecchia normativa, l'intento di eludere la legge per coprire un fabbisogno permanente rende nullo il contratto di somministrazione. La Corte ha quindi confermato il diritto della lavoratrice a un posto fisso direttamente con l'azienda utilizzatrice.
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Mutuo oltre l’80%? Non è nullo: la Cassazione salva la banca
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul mutuo fondiario. Una coppia di mutuatari sosteneva la nullità del proprio contratto di finanziamento perché la banca aveva erogato una somma superiore alla soglia legale. La Corte, richiamando una precedente decisione delle Sezioni Unite, ha chiarito che il superamento del limite di finanziabilità mutuo fondiario non rende il contratto nullo. Questa regola è una norma di condotta per la banca, la cui violazione non invalida il rapporto. Di conseguenza, il ricorso dei debitori è stato respinto e il loro obbligo di rimborsare il prestito è stato confermato. La banca vince e il contratto di mutuo resta valido ed efficace.
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Fideiussione: valutazione merito creditizio del garante non serve
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di fideiussioni. Un garante aveva contestato la validità del suo impegno, sostenendo che la banca non avesse effettuato la dovuta valutazione del suo merito creditizio. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che l'obbligo di verifica del merito creditizio, previsto dal Testo Unico Bancario, si applica solo ai contratti di credito al consumo e tutela chi riceve il finanziamento, non chi lo garantisce. La funzione della fideiussione è proprio quella di offrire una garanzia patrimoniale. Di conseguenza, la mancata valutazione del merito creditizio del garante non rende nullo il contratto, che resta pienamente valido ed efficace.
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Spese condominiali: stop all’esonero a maggioranza
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una delibera assembleare e della relativa transazione che prevedevano l'esonero di un condomino dalle spese condominiali attraverso una gestione separata dei suoi locali commerciali. La decisione ribadisce che la ripartizione degli oneri secondo i criteri legali può essere modificata solo con il consenso unanime di tutti i proprietari. In assenza di un effettivo scioglimento del condominio, basato sull'autonomia strutturale dei locali, ogni accordo a maggioranza che escluda un partecipante dalla contribuzione alle spese comuni viola norme imperative.
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Fondo patrimoniale e azione revocatoria: la guida
Due garanti di un contratto di leasing hanno costituito un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni immobili dopo l'inadempimento della società garantita. La banca creditrice ha agito con azione revocatoria per rendere inefficace tale atto. La Corte di Cassazione ha confermato la revocabilità del fondo patrimoniale, respingendo le eccezioni sulla competenza territoriale e sulla presunta nullità del contratto di leasing originario, in quanto quest'ultimo rappresentava solo un presupposto del credito e non l'oggetto diretto del giudizio.
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Alea contrattuale e volumi indicativi negli appalti
Una società appaltatrice di servizi di ristorazione ha agito contro un ente ospedaliero lamentando una drastica riduzione dei volumi di servizio rispetto a quanto previsto nel capitolato. La Cassazione ha confermato che, se il contratto definisce tali volumi come puramente indicativi, lo scostamento rientra nella normale alea contrattuale a carico dell'impresa. La Corte ha rigettato le richieste di risarcimento per perdita di utile e mancato ammortamento, sottolineando che l'interpretazione letterale del contratto prevale su quella basata sulla buona fede se il testo è chiaro e non ambiguo.
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Meritevolezza contrattuale e patti di riacquisto
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una clausola inserita in un contratto di cessione d'azienda che obbligava il venditore a riacquistare l'attività al medesimo prezzo originario al termine della locazione. Il ricorrente sosteneva la nullità del patto per difetto di meritevolezza contrattuale e indeterminatezza dell'oggetto. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'aleatorietà del valore futuro dell'azienda non inficia la validità dell'accordo, poiché il rischio era equamente distribuito tra le parti al momento della firma e lo scopo perseguito era lecito e meritevole di tutela.
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Licenziamento del dirigente: guida alla legittimità
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento del dirigente intimato per ragioni di riorganizzazione aziendale. Nonostante il lavoratore avesse subito una precedente dequalificazione, i giudici hanno ritenuto che la soppressione della posizione lavorativa fosse effettiva e non ritorsiva. Il ricorso è stato rigettato poiché le contestazioni riguardavano valutazioni di merito e questioni nuove non deducibili in sede di legittimità. La Corte ha inoltre chiarito che il pagamento di indennità per conto di terzi non implica automaticamente l'assunzione dell'obbligo retributivo da parte del pagatore.
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Vincolo di inedificabilità e risoluzione vendita
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un acquirente che chiedeva la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare a causa di un presunto vincolo di inedificabilità assoluta. Il terreno, acquistato da un ente locale, risultava inserito in un piano di assetto idrogeologico. Tuttavia, i giudici hanno accertato che l'acquirente aveva effettivamente ottenuto un permesso di costruire, poi decaduto per sua inerzia, dimostrando che il vincolo non era ostativo. La Corte ha inoltre ribadito che le prescrizioni dei piani idrogeologici hanno natura normativa e sono assistite da una presunzione legale di conoscenza, escludendo l'applicabilità dell'art. 1489 c.c. in presenza di oneri facilmente conoscibili.
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Canone telecomunicazioni: validità accordi privati
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della validità del canone telecomunicazioni pattuito tra un ente locale e un operatore di rete. Fino all'entrata in vigore del D.L. 135/2018, gli accordi negoziali per l'uso di aree pubbliche o private erano pienamente validi, poiché il divieto di imporre oneri riguardava solo le imposizioni unilaterali della PA. Solo dal 2019 il divieto è stato esteso ai corrispettivi contrattuali, ma senza efficacia retroattiva.
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Nullità contratti appalto e associazione a delinquere
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità contratti appalto stipulati da un'impresa individuale coinvolta in un'associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta. Nonostante alcuni contratti non fossero stati oggetto diretto di indagine penale, la Corte ha applicato la prova presuntiva per dichiararli nulli. È stata inoltre confermata la prescrizione del diritto agli interessi, poiché le richieste inviate tramite raccomandata erano troppo generiche o prive di prova di ricezione.
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Autosufficienza del ricorso in Cassazione: guida
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pubblico contro una società di energia elettrica riguardante un recesso contrattuale. La decisione ribadisce che l'autosufficienza del ricorso è un requisito essenziale: il ricorrente deve indicare con precisione gli atti e i documenti su cui si fonda l'impugnazione, pena l'impossibilità per i giudici di esaminare il merito della causa.
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Frode alla legge e contratti di lavoro
Un lavoratore ha contestato la legittimità di diversi rapporti a termine e di somministrazione, denunciando una frode alla legge finalizzata a eludere le tutele del rapporto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha ritenuto di particolare rilevanza le questioni relative alla nullità per frode, disponendo il rinvio alla pubblica udienza.
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Somministrazione irregolare: quando scatta l’assunzione
La Corte di Cassazione ha confermato che la reiterazione eccessiva di contratti interinali per 23 mesi configura una somministrazione irregolare. Il giudice ha accertato la frode alla legge per elusione del requisito di temporaneità, dichiarando la sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con l'azienda utilizzatrice e condannandola al risarcimento dei danni.
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Somministrazione di lavoro abusiva: quando è frode
La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza di un rapporto a tempo indeterminato per una lavoratrice a causa di una somministrazione di lavoro abusiva. L'uso reiterato di contratti interinali per 20 mesi presso la stessa azienda, senza reali esigenze temporanee, configura una frode alla legge che supera i limiti formali dei contratti stessi.
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Indennità di preavviso dirigente: la validità.
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di indennità di preavviso dirigente può essere valida anche in contratti a tempo determinato se giustificata da un rapporto ultra-decennale. La sentenza analizza inoltre la risarcibilità delle ferie non godute per carichi di lavoro eccessivi e l'attenuazione del formalismo processuale in caso di errori materiali nel deposito degli atti.
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Garanzia fideiussoria immobili: i limiti normativi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'acquirente che chiedeva la nullità di un contratto di permuta per mancanza della garanzia fideiussoria immobili prevista dal D.Lgs. 122/2005. La Suprema Corte ha stabilito che tale tutela si applica solo agli immobili per i quali sia già stato richiesto il permesso di costruire, escludendo le vendite sulla carta effettuate prima di tale iter amministrativo. Inoltre, è stata confermata l'insussistenza di un termine essenziale e la perdita della qualifica di consumatore per chi partecipa attivamente alle pratiche di lottizzazione.
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Contestazione tassi bancari e preclusioni processuali
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni clienti bancari relativo alla contestazione tassi bancari applicati a un conto corrente. Il giudice di merito aveva erroneamente dichiarato tardiva la denuncia di tassi superiori a quelli pattuiti. La Suprema Corte ha invece rilevato che tale contestazione era già presente nell'atto di opposizione iniziale, annullando parzialmente la sentenza e ordinando un rinvio per il ricalcolo del debito.
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Rinuncia agli atti del giudizio: estinzione e spese
La Corte d'Appello ha dichiarato l'estinzione di un procedimento civile in materia bancaria a seguito della rinuncia agli atti del giudizio presentata dalla parte appellante. La decisione è scaturita dall'accordo tra le parti, comprese le società intervenute come cessionarie del credito, che hanno accettato la rinuncia concordando la compensazione delle spese legali. La sentenza conferma inoltre l'esclusione del raddoppio del contributo unificato in caso di estinzione.
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