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Art. 1418 Codice Civile

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1847 provvedimenti

Clausola di solidarietà successiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della clausola di solidarietà successiva inserita nei contratti di garanzia. Un'erede si era opposta al pagamento di un debito garantito dalla madre, sostenendo la nullità della clausola che estendeva la responsabilità solidale agli eredi. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale pattuizione non costituisce un patto successorio vietato. Gli eredi, infatti, non sono vincolati in modo assoluto, ma conservano la facoltà di tutelarsi rinunciando all'eredità o accettandola con beneficio di inventario.
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Commissione massimo scoperto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni fideiussori che contestavano la validità di contratti bancari per anatocismo, usura e illegittima applicazione della commissione di massimo scoperto. La Corte ha stabilito che, per i rapporti antecedenti al 2010, la commissione di massimo scoperto deve essere confrontata separatamente con la propria soglia specifica e non sommata al Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini della verifica dell'usura. Gli altri motivi del ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati per carenza di specificità e mancato confronto con la ratio della decisione impugnata.
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Contratto autonomo di garanzia: rinvio della Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un ricorso relativo a un contratto autonomo di garanzia. Il ricorrente, erede del garante originario, solleva questioni sulla natura del contratto, distinguendolo dalla fideiussione, e sulla sua possibile nullità per conformità a schemi ABI anticoncorrenziali. Tuttavia, la Corte non decide nel merito. Con un'ordinanza interlocutoria, rinvia la trattazione del caso, assegnando al ricorrente un termine per sanare un difetto di notifica del ricorso a una delle parti, considerata litisconsorte necessario.
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Fideiussione ABI: nullità parziale confermata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fideiussore che chiedeva la nullità totale di una garanzia basata sul modello ABI. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato: la nullità derivante dalla violazione della normativa antitrust è solo parziale e riguarda le singole clausole illecite, non l'intero contratto. Sono stati respinti anche i motivi relativi all'errata indicazione del TAEG, ritenuto un mero indicatore informativo, e alla prova della cessione del credito.
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Mutuo solutorio: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 185/2026, ha cassato la sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato nullo un contratto di mutuo solutorio. Quest'ultimo era stato stipulato per ripianare un'esposizione debitoria pregressa del cliente verso lo stesso istituto di credito. In linea con un recente pronunciamento delle Sezioni Unite, la Suprema Corte ha stabilito che il contratto è valido e si perfeziona nel momento in cui la somma viene messa a disposizione giuridica del mutuatario, ad esempio tramite accredito su conto corrente, anche se poi viene immediatamente utilizzata per estinguere il debito precedente.
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Mutuo solutorio: quando è valido? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni debitori che contestavano la validità di un contratto di mutuo utilizzato per estinguere un debito precedente con la stessa banca. La Corte ha confermato la piena legittimità del cosiddetto mutuo solutorio, stabilendo che il contratto è valido nel momento in cui la somma viene messa a disposizione giuridica del cliente, anche se poi immediatamente utilizzata per sanare esposizioni pregresse. Inoltre, ha ribadito che, ai fini del calcolo dell'usura, gli interessi di mora non si sommano a quelli corrispettivi, ma li sostituiscono.
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Ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato da due garanti. La decisione si fonda principalmente sul difetto di autosufficienza del ricorso, poiché gli appellanti non hanno specificato adeguatamente i motivi d'appello originari. La Corte ha inoltre ribadito la piena validità del cosiddetto "mutuo solutorio", chiarendo che non è nullo e che l'accredito su conto corrente costituisce una valida dazione di denaro.
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Sottrazione fraudolenta: trust fittizio e reati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per reati tributari, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta. La Corte ha confermato che l'istituzione di un 'sham trust' (trust fittizio) per proteggere il patrimonio dal fisco integra il reato di sottrazione fraudolenta, rendendo nullo l'atto e configurando i reati successivi di autoriciclaggio.
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Azione surrogatoria in Cassazione: i limiti di ammissibilità
Un creditore, il cui debitore (una società in liquidazione giudiziale) non aveva impugnato una sentenza sfavorevole, ha proposto ricorso direttamente in Corte di Cassazione tramite un'azione surrogatoria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'azione surrogatoria in Cassazione non può essere esercitata per la prima volta in quella sede, in quanto richiede accertamenti di fatto preclusi al giudice di legittimità.
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Sale and lease back: quando è nullo per patto commissorio?
Un'impresa contesta la validità di un'operazione di sale and lease back, sostenendo che mascheri un patto commissorio vietato dalla legge. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso, chiarendo che per dichiarare la nullità del contratto è necessario provare la presenza di specifici indici sintomatici, come un debito preesistente tra le parti e una sproporzione del prezzo. In assenza di tali prove, il contratto di sale and lease back è stato ritenuto valido e legittimo.
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Trasferimento illegittimo: il giudicato esterno decide
Una lavoratrice contesta il trasferimento da una sede all'altra, giustificato dall'azienda con ragioni organizzative. La Corte di Cassazione ha dichiarato il trasferimento illegittimo applicando il principio del "giudicato esterno": una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti, riguardante il licenziamento della dipendente, aveva già accertato l'illegittimità dello stesso trasferimento. Questa decisione è diventata vincolante, portando all'annullamento della sentenza d'appello e al rinvio del caso per una nuova valutazione basata su questo punto fermo.
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Manipolazione Euribor: Cassazione attende la UE
In una causa relativa a un contratto di leasing, una società ha contestato la validità delle clausole sugli interessi basate sull'Euribor, denunciandone l'indeterminabilità a causa della nota manipolazione del tasso. Dopo due sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La decisione è motivata dalla pendenza di una questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, chiamata a chiarire le conseguenze della manipolazione Euribor sui contratti stipulati con i clienti finali.
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Determinabilità tasso leasing: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34872/2025, ha accolto il ricorso di un'impresa contro un istituto di credito, stabilendo principi chiave sulla determinabilità del tasso leasing. La Corte ha chiarito che, affinché la clausola sugli interessi sia valida, non è sufficiente un rinvio a parametri generici e non oggettivamente individuabili. Il contratto deve permettere all'utilizzatore di determinare il costo effettivo dell'operazione con ordinaria diligenza e senza incertezze. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Clausola Euribor: Cassazione attende la Corte UE
Una società ha contestato la validità di 25 contratti di leasing, lamentando usura e l'applicazione di un tasso basato sull'indice Euribor manipolato. Dopo la conferma della legittimità dei contratti in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere il giudizio. La decisione è stata rinviata in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sulla validità della clausola Euribor in casi simili, ritenendo tale questione pregiudiziale per la risoluzione della controversia.
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Clausola floor nei leasing: quando è valida?
Una società utilizzatrice ha contestato la validità di una clausola floor inserita in un contratto di leasing per un capannone industriale, sostenendone la natura vessatoria e la qualifica di derivato implicito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza ha stabilito che la clausola floor non è vessatoria ai sensi dell'art. 1341 c.c. e non costituisce uno strumento derivato, ma una legittima pattuizione per regolare la variabilità del tasso. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, non avendo la ricorrente riportato adeguatamente i documenti essenziali alla decisione.
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Tasso leasing: quando il contratto è valido?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di leasing è valido anche se non indica esplicitamente il TAN (Tasso Annuo Nominale), a condizione che il tasso leasing sia chiaramente determinabile dagli elementi contrattuali. L'ordinanza analizza il caso di una società che contestava la validità del proprio contratto per indeterminatezza del tasso e per una clausola di indicizzazione Euribor nulla. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che la determinabilità del costo complessivo è sufficiente per la trasparenza. Inoltre, per ottenere un rimborso derivante da una clausola nulla, è necessario fornire la prova che tale clausola sia stata effettivamente applicata, causando un pagamento non dovuto.
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Giudicato interno: appello e limiti del giudice
Una società finanziaria ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello che aveva annullato delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello non poteva pronunciarsi sulla validità delle fideiussioni. La condanna dei fideiussori in primo grado non era stata appellata, formando così un giudicato interno che precludeva ogni ulteriore esame sulla questione, in virtù dell'effetto devolutivo dell'appello.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ex socio di una cooperativa edilizia che si opponeva al rilascio di un immobile venduto a un terzo acquirente. La Corte ha stabilito che il ricorso era proceduralmente viziato e mirava a un inammissibile riesame dei fatti. È stato confermato che l'onere di provare l'applicabilità della normativa speciale sull'edilizia pubblica gravava sul ricorrente, il quale non ha fornito tale prova. Inoltre, la Corte ha qualificato l'azione come lite temeraria, condannando il ricorrente al pagamento di un'ulteriore somma a titolo sanzionatorio.
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Cessione del credito PA: quando serve l’assenso scritto
Una società di factoring ha agito contro un'ASL per il pagamento di crediti sanitari ceduti da una casa di cura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cessione del credito PA è inefficace se il contratto originario richiede l'accettazione scritta dell'ente pubblico. Anche se le norme sulla contabilità di Stato non si applicano direttamente alle ASL, le parti possono volontariamente richiamarle nel contratto, rendendo la forma scritta un requisito di validità (ad substantiam) per l'assenso.
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Responsabilità associazione non riconosciuta: la guida
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità dell'associazione non riconosciuta e di chi agisce in suo nome. In un caso di lavoro con gruppi parlamentari, la Corte ha stabilito che chi firma un contratto di lavoro per l'associazione è personalmente e solidalmente responsabile per le obbligazioni che ne derivano, ai sensi dell'art. 38 c.c., indipendentemente dalla gestione quotidiana del rapporto.
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