Una società di giochi ha citato in giudizio la titolare di un bar per inadempimento contrattuale, lamentando che quest'ultima, nel cedere l'attività, non avesse vincolato la nuova acquirente al subentro nel contratto di installazione di apparecchi da intrattenimento. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accertato l'inadempimento contrattuale della commerciante, condannandola al risarcimento dei danni. La commerciante ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'accordo prevedesse solo un obbligo di comunicazione e non di subentro forzoso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile poiché la ricorrente non ha depositato la copia autentica della sentenza d'appello completa della relata di notifica. Di conseguenza, la commerciante perde definitivamente la causa ed è condannata a pagare le spese processuali.
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