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Art. 1341 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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164 provvedimenti

Altri anni per Art. 1341 Codice Civile

Applicazione Legge Leasing: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7527/2024, ha stabilito che la disciplina introdotta dalla Legge n. 124/2017 si applica anche agli effetti non ancora esauriti dei contratti di leasing risolti prima della sua entrata in vigore. La Corte ha rigettato il ricorso di una società immobiliare, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato chiarito che non si tratta di un'applicazione retroattiva della norma, bensì di un'interpretazione storico-evolutiva che tiene conto del nuovo 'tipo' negoziale introdotto dal legislatore, superando la precedente distinzione tra leasing di godimento e traslativo. I motivi relativi alla presunta eccessività della clausola penale sono stati dichiarati inammissibili.
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Onere della prova in appello: chi produce i documenti?
Una società ottiene un'ingiunzione di pagamento per un abbonamento non pagato. Il cliente si oppone e, in appello, il Tribunale gli dà ragione perché la società non ha ri-depositato il contratto. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che l'onere della prova in appello grava sull'appellante, che deve fornire tutti gli elementi a sostegno della sua impugnazione, inclusi i documenti già prodotti in primo grado dalla controparte.
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Polizza auto e alluvione: quando la clausola esclude
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il caso di un'auto danneggiata da un allagamento a seguito di una tempesta. Nonostante la polizza auto coprisse le tempeste, una clausola specifica escludeva i sinistri avvenuti in occasione di alluvioni e inondazioni. La Corte ha dato ragione alla compagnia assicurativa, stabilendo che la clausola di esclusione definisce l'oggetto del contratto e non è vessatoria, distinguendo nettamente tra l'evento scatenante (sinistro) e il danno conseguente.
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Clausola claims made: la Cassazione ne conferma validità
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena validità di una clausola claims made in un contratto assicurativo, ribaltando una decisione di merito. La Corte ha chiarito che tale clausola non è una decadenza vessatoria, ma definisce l'oggetto del rischio assicurato, legando la copertura alla data della richiesta di risarcimento e non solo a quella del fatto dannoso. Di conseguenza, una richiesta pervenuta oltre il termine previsto dalla polizza non è coperta.
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Clausole vessatorie: firma non basta per la validità
Una consumatrice ha citato in giudizio un servizio di spedizioni per il ritardo nella consegna di alcuni pacchi. L'azienda si è difesa invocando una clausola limitativa della responsabilità presente nelle condizioni generali di contratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inefficaci tali clausole vessatorie, poiché la loro approvazione scritta era avvenuta tramite un richiamo generico a quindici clausole, senza una specifica indicazione del loro contenuto. Questa modalità non è stata ritenuta idonea a richiamare l'attenzione della contraente sul contenuto sfavorevole. La Corte ha invece respinto la richiesta di risarcimento per danno non patrimoniale avanzata dal coniuge della donna, non ritenendo provata una lesione grave di diritti costituzionalmente protetti.
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Patrocinio a spese dello Stato: rinvio in Cassazione
Una società agricola e i suoi garanti ricorrono in Cassazione contro una banca e un'assicurazione per un caso di leasing. La Corte, prima di decidere nel merito, rileva un problema procedurale cruciale: il patrocinio a spese dello Stato dichiarato dai ricorrenti potrebbe essere stato revocato prima del ricorso. Data la complessità e le implicazioni della questione sull'ammissibilità, la causa viene rinviata a pubblica udienza per un esame approfondito.
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Clausola vessatoria: quando la trattativa non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4140/2024, ha cassato la decisione di una Corte d'Appello che aveva ritenuto valida una clausola penale in un contratto tra un consumatore e un'impresa edile. L'ordinanza chiarisce che per escludere la natura di clausola vessatoria non è sufficiente la mera presenza di avvocati, ma il professionista deve provare l'esistenza di una trattativa specifica, individuale ed effettiva sulla singola clausola, che abbia dato al consumatore la concreta possibilità di incidere sul suo contenuto. La valutazione generica e apodittica della Corte territoriale è stata ritenuta insufficiente.
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Clausola penale: come si calcola il risarcimento?
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa alla risoluzione di un contratto per l'installazione di apparecchi da gioco. A seguito dell'inadempimento dell'esercente, la società fornitrice ha richiesto l'applicazione della clausola penale. La Suprema Corte, pur rigettando la maggior parte dei motivi di ricorso, ha accolto quello relativo all'errato calcolo del periodo di inadempimento, rideterminando l'importo della penale sulla base delle stesse dichiarazioni iniziali della parte attrice, in applicazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Esclusione rischio assicurativo: la clausola è valida
Una società di costruzioni, dopo aver danneggiato un cavo sotterraneo, si è vista negare la copertura dalla propria compagnia assicurativa. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della clausola di esclusione rischio assicurativo per danni a impianti sotterranei, stabilendo che tale clausola non è vessatoria. Secondo la Corte, questa clausola definisce l'oggetto del contratto (cosa è assicurato) e non costituisce una limitazione della responsabilità dell'assicuratore, respingendo così il ricorso della società.
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Foro convenzionale esclusivo e cause connesse
Una struttura alberghiera ha citato in giudizio due diverse compagnie telefoniche per disservizi. Una delle compagnie ha eccepito l'incompetenza territoriale basandosi su un foro convenzionale esclusivo, ma solo per la propria posizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in presenza di cause connesse, l'eccezione deve riguardare tutti i convenuti per essere valida. Avendola formulata in modo incompleto, l'eccezione è stata respinta, confermando la competenza del tribunale adito inizialmente.
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Clausola rischio cambio: non è un derivato autonomo
Un'impresa contestava un contratto di leasing contenente una clausola rischio cambio legata a una valuta estera. La Corte d'Appello aveva considerato la clausola "immeritevole" come se fosse un derivato autonomo. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che tale pattuizione è una legittima "clausola valore" interna al contratto principale e non uno strumento finanziario a sé stante. Il giudizio di meritevolezza non può basarsi sulla convenienza economica. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce la corretta divisione della competenza per fideiussione antitrust in un'opposizione a decreto ingiuntivo. Il tribunale ordinario che ha emesso il decreto mantiene la competenza sull'opposizione, mentre la sezione specializzata imprese giudica solo la domanda riconvenzionale di nullità per violazione delle norme antitrust, con possibile separazione e sospensione dei giudizi.
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Prescrizione manleva assicurativa: la decisione della Corte
In un complesso caso di danni da infiltrazioni, un'impresa appaltatrice ha richiesto la manleva alle proprie assicurazioni. La Cassazione interviene sulla questione della prescrizione manleva assicurativa, stabilendo che il termine va calcolato separatamente per ogni singola fonte di responsabilità (contrattuale ed extracontrattuale). La Corte cassa la sentenza d'appello che aveva erroneamente unificato la decorrenza della prescrizione, rinviando per una nuova valutazione.
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Leasing traslativo: Cassazione su clausole e ricorso
Un imprenditore ha presentato ricorso in Cassazione dopo che la Corte d'Appello aveva confermato le ingiunzioni di pagamento per canoni di leasing non saldati. L'appello, fondato sulla presunta nullità delle clausole sul foro competente e della penale in un contratto di leasing traslativo, è stato respinto. La Suprema Corte ha dichiarato i motivi principali inammissibili per vizi procedurali (mancanza di autosufficienza) e perché in contrasto con la giurisprudenza consolidata (Cass. S.U. 2061/2021), confermando così la decisione impugnata e l'ordine di pagamento.
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Assorbimento dei motivi: ricorso inammissibile
Una società di costruzioni ha citato in giudizio la società di leasing per i costi di recupero di un escavatore rubato. Le sue richieste sono state respinte sia in primo che in secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo il principio dell'assorbimento dei motivi e ribadendo che non può riesaminare i fatti del caso, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Eccezione di incompetenza: tutti i fori alternativi
Una professionista ottiene un decreto ingiuntivo contro la propria compagnia assicurativa, la quale solleva un'eccezione di incompetenza territoriale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della professionista, stabilendo che l'eccezione è inammissibile. La Corte chiarisce che la parte che eccepisce l'incompetenza deve contestare la sussistenza di tutti i fori alternativi previsti dalla legge, non solo quello della propria sede. La mancata contestazione completa rende l'eccezione tamquam non esset, radicando la competenza presso il giudice adito.
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Clausola foro esclusivo: la Cassazione fa chiarezza
Una società di franchising ha citato in giudizio un affiliato per mancati pagamenti. L'affiliato ha contestato la competenza del tribunale indicato nel contratto, sostenendo l'invalidità della clausola foro esclusivo. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della clausola, chiarendo che un riferimento specifico e una doppia sottoscrizione sono sufficienti per la sua efficacia, anche se elencata insieme ad altre clausole non vessatorie. Di conseguenza, è stata affermata la competenza del tribunale scelto dalle parti nel contratto.
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Competenza territoriale: clausola nel codice di rete
Una società del settore energetico ha citato in giudizio un distributore di gas per abuso di dipendenza economica. Il distributore ha eccepito l'incompetenza del tribunale adito, indicando come foro esclusivo quello della propria sede, come previsto nel suo "codice di rete". La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola che deroga alla normale competenza territoriale è inefficace se non contenuta in un contratto scritto e specificamente approvata per iscritto dalla controparte, anche nei settori monopolistici. La Corte ha quindi affermato la competenza del tribunale originariamente scelto dall'attrice.
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Clausola Riparatore Convenzionato: È Legittima?
Un'assicurata ripara l'auto vandalizzata presso un'officina non convenzionata e l'assicurazione applica uno scoperto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola riparatore convenzionato, che prevede un indennizzo pieno solo per le officine affiliate e uno ridotto per le altre, è legittima. Non costituisce né una restrizione della libertà contrattuale né crea un significativo squilibrio per il consumatore, ma rappresenta un incentivo premiante.
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Improcedibilità ricorso: sentenza non notificata
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato da due debitori avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul mancato deposito, da parte dei ricorrenti, della copia notificata della sentenza impugnata, un onere processuale inderogabile ai sensi dell'art. 369 c.p.c. quando si afferma che la notifica è avvenuta. Questo errore formale ha precluso l'esame nel merito dei motivi di ricorso, confermando la costante giurisprudenza sull'importanza degli adempimenti procedurali.
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