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Art. 133 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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Altri anni per Art. 133 Codice Penale

Graduazione della pena: rigettato il ricorso per furto
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. Il ricorrente contestava l'eccessiva severità della sanzione decisa nei primi due gradi di giudizio, chiedendo una riduzione. I Supremi Giudici hanno stabilito che la graduazione della pena appartiene alla valutazione discrezionale esclusiva del giudice di merito. La Cassazione non può ricalcolare la misura della sanzione quando il provvedimento precedente risulta motivato in modo logico e coerente. L'impugnazione è stata dichiarata inammissibile per la totale genericità delle censure e per la richiesta di un riesame non consentito, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una somma pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione e conferma pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un uomo condannato alla pena di tre mesi di arresto per violazione delle misure di prevenzione. L'imputato ha contestato unicamente il difetto di motivazione relativo alla commisurazione della pena stabilita dai giudici di merito. La Suprema Corte ha ritenuto il motivo d'impugnazione totalmente generico e privo di censure puntuali. Per questa ragione, i giudici hanno respinto l'impugnazione, confermando la condanna definitiva e imponendo all'imputato il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Circostanze attenuanti generiche: negate per fucile e droga rubati
Un imputato è stato condannato per detenzione illecita di un fucile rubato e di cocaina. Ha presentato ricorso in Cassazione lamentando che la Corte d'Appello non avesse considerato le sue richieste sul trattamento sanzionatorio, in particolare il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione delle circostanze attenuanti generiche è un giudizio di fatto dei giudici di merito, insindacabile in Cassazione se motivato correttamente. I giudici avevano negato tali sconti di pena per le modalità del fatto, l'ammissione generica degli addebiti e la pendenza di un altro procedimento penale a carico dell'imputato. La pena base, superiore al minimo, era giustificata dall'eterogeneità degli interessi illeciti.
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Circostanze attenuanti generiche: ricorso inammissibile per reato fiscale
Un Lavoratore, condannato per un reato fiscale, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena, sostenendo che la Corte d'Appello non avesse considerato la lievità dei suoi precedenti penali e il suo buon comportamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione delle circostanze attenuanti generiche è un giudizio di fatto, insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e non contraddittoria. La sentenza d'appello aveva motivato la decisione basandosi sui precedenti penali e sull'assenza di elementi positivi per mitigare la gravità dei fatti.
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Ricorso Penale Inammissibile: Condanna Confermata, Costi Aggiuntivi
Un Lavoratore è stato condannato per un reato e la sentenza è stata confermata in appello. Ha presentato un ricorso per cassazione, contestando la quantità della pena e il bilanciamento delle circostanze. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendo i motivi manifestamente infondati. La Corte ha confermato che i giudici precedenti avevano correttamente valutato i precedenti penali del Lavoratore e l'assenza di presupposti per concedere attenuanti generiche. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Circostanze attenuanti generiche: quando il diniego è legittimo
L'Imputato, condannato per il reato di ricettazione, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e contestando la gravità della pena inflitta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il diniego delle circostanze attenuanti generiche non richiede l'esame di ogni singolo elemento difensivo, essendo sufficiente richiamare i fattori decisivi. Nel caso specifico, la gravità delle modalità del fatto e la presenza di numerosi precedenti penali specifici giustificano pienamente la decisione dei giudici di merito. Inoltre, la quantificazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice e la motivazione risulta logica e coerente. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Rapina aggravata: volto coperto e coltello rendono la pena valida
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un imputato ritenuto colpevole del reato di rapina aggravata dall'uso di armi e dal travisamento del volto, nonché del porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere. L'autore del reato ha agito minacciando la vittima con un coltello e indossando un cappellino per occultare la propria fisionomia. Nel dichiarare inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, i giudici supremi hanno ribadito che la determinazione della misura della pena rientra nella piena discrezionalità del giudice di merito. La quantificazione della sanzione non richiede motivazioni minute quando rimane proporzionata alla gravità della condotta. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese legali e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Graduazione della pena: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte d'Appello ha confermato la condanna penale nei confronti di un individuo per aver fornito false dichiarazioni sulla propria identita personale con recidiva. L'imputato ha presentato ricorso per Cassazione contestando esclusivamente la severita della sanzione decisa dai giudici precedenti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici hanno chiarito che la graduazione della pena appartiene alla valutazione esclusiva del giudice di merito. La Cassazione non puo ricalcolare la misura della sanzione quando il giudice precedente ha motivato la scelta in modo logico e coerente con la legge. L'imputato deve quindi scontare la condanna inflitta e pagare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: precedenti e attenuanti, la Cassazione decide
Un cittadino ha presentato un ricorso contro una sentenza d'appello, contestando l'illogicità della motivazione sul trattamento sanzionatorio e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ritenuto che le motivazioni fossero già state esaminate e respinte dal giudice d'appello in modo logico e sufficiente. I plurimi precedenti penali del ricorrente hanno giustificato il diniego delle attenuanti. Il Ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Foglio di Via Violato: Niente Circostanze Attenuanti Generiche per Recidivo
Un individuo è stato condannato per aver violato un foglio di via obbligatorio, ritornando in un comune da cui era stato allontanato. Ha impugnato la sentenza lamentando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che il giudice non deve considerare tutti gli elementi, ma solo quelli decisivi. La condotta abituale e i numerosi precedenti penali dell'imputato giustificavano il diniego delle circostanze attenuanti generiche, evidenziando la gravità del reato. L'individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Conversione della pena detentiva negata: no ai reati in carcere
Un detenuto ha rivolto minacce agli agenti penitenziari per impedire la verifica del contenuto di un pacco ricevuto dopo un colloquio con i familiari. Successivamente, il condannato ha richiesto la conversione della pena detentiva in una sanzione sostitutiva meno grave. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la gravità del comportamento e la pericolosità del soggetto, evidenziata dalla recidiva. La valutazione sulla mancata conversione della pena detentiva si basa sul profilo sociale e individuale del condannato e non soltanto sulle sue condizioni economiche. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato il carcere e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Diniego Circostanze Attenuanti Generiche: Cassazione conferma condanna
Un Individuo è stato condannato per ricettazione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. L'Individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la graduazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche era giustificata da una motivazione logica. La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché non sia arbitraria o illogica. L'Individuo deve pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Patteggiamento: Ricorso Inammissibile per Attenuanti Negate
Un Lavoratore, condannato con patteggiamento per tentata rapina aggravata, detenzione di armi e ricettazione, ha presentato ricorso per Cassazione. Egli lamentava che il GIP non avesse valutato la possibilità di proscioglimento e che la pena fosse stata quantificata senza considerare le attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile. Ha ribadito che i motivi di ricorso contro una sentenza di patteggiamento sono limitati a vizi specifici, escludendo questioni come la mancata concessione di attenuanti generiche. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per rapina aggravata: la Cassazione conferma
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un individuo per rapina aggravata. L'imputato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, ma questo è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha riscontrato che alcuni motivi erano stati rinunciati e altri mancavano di specificità. La motivazione della dosimetria della pena è stata ritenuta corretta. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende a causa dell'**inammissibilità ricorso penale**.
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Attenuanti generiche concesse ma sconto parziale: condanna ferma
L'Imputato è stato condannato in appello per detenzione illecita di oltre due chilogrammi di hashish a oltre due anni di reclusione e una multa. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione della riduzione massima della sanzione nonostante il riconoscimento delle attenuanti generiche, oltre a contestare l'eccessiva severità della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il magistrato di merito non è obbligato a motivare il mancato sconto massimo di pena quando concede una riduzione consistente vicina al tetto legale, né sussiste contraddizione se le aggravanti giustificano una mitigazione inferiore. L'Imputato perde il ricorso e deve versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Trattamento sanzionatorio e recidiva: ricorso inammissibile
Un imputato ha presentato ricorso per Cassazione contestando il trattamento sanzionatorio stabilito dalla Corte di Appello. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e la misura della pena inflitta. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte d'Appello ha motivato adeguatamente la decisione evidenziando i precedenti penali del soggetto e la recidiva. Inoltre, la difesa non ha fornito elementi positivi di valutazione né ha contrastato in modo specifico il lieve scostamento dal minimo edittale. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Errore Procedurale vs. Giustizia
L'Imputato, condannato per violenza e lesioni personali, ha presentato ricorso in Cassazione dopo che la Corte d'Appello aveva ridotto la pena ed escluso la recidiva. Il ricorso lamentava una nullità assoluta per un impedimento dell'Imputato durante il primo grado e contestava il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l'impedimento non configurava una nullità assoluta, ma una nullità generale a regime intermedio, non più contestabile per decadenza. Ha inoltre confermato che la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche era adeguata.
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Ricorso Inammissibile: Quando l’impugnazione non basta
Tre individui sono stati condannati per reati legati agli stupefacenti, ai sensi dell'Art. 73 comma 5 del D.P.R. n. 309/1990. Hanno presentato ricorso in Cassazione contestando le pene inflitte. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, ritenendo le argomentazioni generiche e non sufficientemente specifiche. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali e una somma di 3.000 euro ciascuno a favore della Cassa delle ammende per aver presentato un ricorso inammissibile. Questo caso sottolinea l'importanza di motivare adeguatamente ogni ricorso.
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Intimidazione di un testimone: la Cassazione conferma la condanna
Un imputato ha minacciato un teste direttamente durante un'udienza in tribunale per condizionarne le dichiarazioni. I giudici di merito hanno qualificato la condotta come intralcio alla giustizia e hanno applicato una pena severa, considerando i precedenti penali e la recidiva. L'imputato ha proposto ricorso per Cassazione, contestando la qualificazione del fatto come semplice minaccia e lamentando l'eccessività della sanzione e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità non possono riesaminare le prove né rivalutare la gravità del fatto quando la motivazione risulta logica e coerente. L'intimidazione di un testimone commessa in aula conferma la pericolosità sociale del soggetto, giustificando pienamente la severità della condanna e il pagamento delle spese alla Cassa delle ammende.
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Violazione misura di prevenzione: Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Individuo per la violazione di una misura di prevenzione, nello specifico la sorveglianza speciale. L'Individuo aveva sostenuto che gli agenti avessero sbagliato abitazione durante il controllo e che la sua condotta fosse di minima offensività. La Suprema Corte ha respinto queste argomentazioni, evidenziando che l'errore sull'indirizzo era un refuso e che la reiterazione delle violazioni escludeva la minima offensività. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la conferma della condanna e il pagamento delle spese processuali.
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