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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Responsabilità legale rappresentante: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5269/2024, ha confermato la responsabilità legale rappresentante di un'associazione sportiva dilettantistica per i debiti IVA dell'ente. La Suprema Corte ha stabilito che la responsabilità personale e solidale, prevista dall'art. 38 c.c., si applica anche ai debiti tributari e deriva dall'effettiva gestione dell'associazione nel periodo di riferimento, rigettando le doglianze del contribuente relative a vizi di motivazione e violazione del contraddittorio.
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Responsabilità legale rappresentante: guida completa
Il legale rappresentante di un'associazione sportiva dilettantistica è stato ritenuto personalmente responsabile per i debiti fiscali dell'ente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la responsabilità legale rappresentante per debiti tributari deriva dalla carica stessa, che presume un ruolo di gestione. Per evitare la responsabilità, spetta al rappresentante dimostrare la propria estraneità alla gestione dell'associazione nel periodo in cui è sorto il debito.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione chiude
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un ricorso tributario. A seguito dell'adesione di una società contribuente alla definizione agevolata delle controversie, l'Agenzia delle Entrate ha richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte ha accolto l'istanza, confermando che il presupposto del contendere è venuto meno e disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Prescrizione quinquennale interessi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che la prescrizione per interessi e sanzioni tributarie è quinquennale e non decennale. La Corte ha chiarito che il termine più lungo di dieci anni si applica solo quando il debito è accertato da una sentenza passata in giudicato. Nel caso di specie, mancando una pronuncia giurisdizionale irrevocabile, la prescrizione quinquennale interessi e sanzioni rimane la regola generale, in applicazione degli articoli 2948 c.c. e 20 d.lgs. 472/97.
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Estinzione del giudizio per rottamazione dei ruoli
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata (rottamazione dei ruoli). Tale adesione implica una rinuncia al ricorso, rendendo superflua la prosecuzione del contenzioso tributario. La Corte ha anche escluso l'obbligo per i ricorrenti di versare un ulteriore contributo unificato, dato che il caso si è concluso con l'estinzione e non con una decisione di merito sfavorevole.
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Edificabilità concreta: quando il terreno è tassabile
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI sostenendo la non edificabilità di un terreno. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la valutazione sull'edificabilità concreta spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata. La Corte ha chiarito che la valutazione può basarsi su elementi come la relazione di un tecnico comunale e che la consulenza di parte ha solo valore di allegazione difensiva, non di prova autonoma.
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Fatture false: l’onere della prova e le presunzioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa di ingegneria contro l'Agenzia delle Entrate in un caso di fatture false. La Corte ha stabilito che, di fronte a presunzioni gravi, precise e concordanti fornite dal Fisco (come l'assenza di una struttura operativa del fornitore), l'onere di provare l'effettività dell'operazione ricade sul contribuente. La mera esibizione di fatture e prove di pagamento non è considerata sufficiente per superare la presunzione di fittizietà dell'operazione.
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Cessione di cubatura: il valore al momento dell’atto
L'Agenzia delle Entrate contestava il calcolo di una plusvalenza su una vendita immobiliare, sostenendo che il valore derivante da una cessione di cubatura dovesse essere considerato solo dopo il rilascio del permesso di costruire. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cessione di cubatura è un atto con effetti traslativi immediati. Di conseguenza, il suo valore economico deve essere incluso nel costo iniziale del bene dal momento dell'accordo, riducendo così la plusvalenza tassabile.
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Impugnabilità estratto ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4995/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti che avevano impugnato degli estratti di ruolo per contestare cartelle di pagamento mai notificate. La Corte ha applicato la nuova normativa (art. 12, c. 4-bis, d.P.R. 602/1973), che limita l'impugnabilità dell'estratto di ruolo, richiedendo al contribuente di dimostrare un interesse ad agire concreto e attuale, non essendo più sufficiente la mera mancata notifica della cartella. La decisione conferma che questa nuova, più restrittiva, disciplina si applica anche ai giudizi pendenti.
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Dichiarazione integrativa: i termini per la correzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4790/2024, ha rigettato il ricorso di una società, chiarendo i termini per la presentazione della dichiarazione integrativa. La Corte ha ribadito che la correzione di errori a favore del contribuente deve avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione dell'anno successivo. Una presentazione tardiva non sana l'errore ai fini della compensazione con una pretesa fiscale, ma lascia aperta la via della richiesta di rimborso. La sentenza affronta anche le norme sulla sottocapitalizzazione, ritenendole applicabili anche alle società che svolgono attività di trading di partecipazioni.
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Liquidazione spese legali: limiti e decoro professionale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4758/2024, interviene su un caso di accertamento Tasi. Pur rigettando il ricorso principale di un Comune sulla natura di un contratto di cessione d'uso, la Corte accoglie il ricorso incidentale del contribuente. Il focus della decisione è la liquidazione spese legali: i giudici di merito avevano liquidato una somma irrisoria (€ 500), ben al di sotto dei minimi tariffari. La Cassazione cassa la sentenza su questo punto, riaffermando che il compenso legale, pur derogabile, non può mai essere simbolico o lesivo del decoro della professione forense.
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Valore venale aree fabbricabili: onere della prova
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IMU sostenendo di aver ceduto il diritto d'uso su un terreno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4724/2024, si è concentrata su un aspetto cruciale: la determinazione del valore venale aree fabbricabili. Pur respingendo il ricorso del Comune sulla titolarità dell'imposta, ha accolto quello del contribuente, stabilendo che la motivazione del giudice di merito sul valore dell'immobile era solo apparente. La Corte ha affermato che le delibere comunali creano solo una presunzione di valore, che il contribuente può superare con prove contrarie. Il giudice è tenuto a valutare tali prove e non può respingerle con motivazioni generiche. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione del valore imponibile.
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Giudicato esterno: limiti in materia tributaria
Una società è stata qualificata come 'non operativa' dall'Agenzia delle Entrate per il 2010. La società ha impugnato l'accertamento, sostenendo l'esistenza di un giudicato esterno favorevole relativo agli anni 2007 e 2008. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo due principi fondamentali: primo, l'eccezione di giudicato esterno deve essere sollevata nei gradi di merito e non per la prima volta in Cassazione; secondo, nel diritto tributario, per le imposte periodiche, una sentenza su un anno non si estende automaticamente agli anni successivi se riguarda questioni di fatto (come l'operatività) che devono essere accertate annualmente.
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Valore venale aree fabbricabili: motivazione e stima
Un contribuente contesta avvisi di accertamento IMU sostenendo di aver ceduto il diritto d'uso dei terreni. La Corte di Cassazione, pur respingendo il ricorso del Comune su questo punto, accoglie il ricorso del contribuente su un aspetto cruciale: la determinazione del valore imponibile. La Corte ha stabilito che la motivazione della sentenza d'appello sul valore venale aree fabbricabili era meramente apparente, non avendo verificato se la stima del Comune rispettasse i criteri di legge. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Liquidazione spese legali: sotto il minimo è illegittima
Un comune ha perso un ricorso in Cassazione su accertamenti Tasi. La Corte ha però accolto il ricorso incidentale del contribuente, annullando la parte della sentenza d'appello relativa alla liquidazione spese legali. La somma di 500 euro è stata ritenuta illegittima perché notevolmente inferiore ai minimi tariffari, ledendo il decoro professionale dell'avvocato. Il caso è stato rinviato per una nuova quantificazione.
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Accertamento bancario: onere della prova e documenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4662/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di accertamento bancario. La Corte ha stabilito che la valutazione delle prove fornite dal contribuente per superare la presunzione legale è di competenza del giudice di merito. Inoltre, ha chiarito che il divieto di utilizzare in giudizio documenti non esibiti in fase amministrativa opera solo se vi è stata una specifica richiesta da parte degli uffici, richiesta che l'Agenzia non ha dimostrato di aver fatto.
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Notifica agli eredi: valida senza nuovo accertamento
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica agli eredi di una cartella di pagamento per debiti tributari del defunto, anche se l'avviso di accertamento originario era stato notificato solo a quest'ultimo. Secondo la Corte, l'amministrazione finanziaria non deve ricominciare la procedura, ma può proseguirla notificando agli eredi gli atti successivi. È sufficiente che la cartella indichi chiaramente che la pretesa deriva dalla successione, permettendo agli eredi di esercitare il proprio diritto di difesa. Il ricorso dell'agente della riscossione è stato quindi accolto, cassando la precedente decisione di merito.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una società e i suoi soci impugnavano avvisi di accertamento per costi indeducibili derivanti da fatture per operazioni ritenute inesistenti. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, hanno aderito alla definizione agevolata, pagando il debito. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, poiché l'adesione alla sanatoria equivale a una rinuncia al ricorso.
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Esenzione ICI coniugi: ricorso del Comune inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una contribuente che beneficiava dell'esenzione ICI per l'abitazione principale, nonostante il coniuge godesse della stessa agevolazione in un'altra città. La decisione non entra nel merito del diritto alla doppia esenzione ICI coniugi, ma si fonda su motivi procedurali: il Comune non ha superato l'ostacolo della 'doppia conforme', avendo i giudici di primo e secondo grado emesso sentenze identiche basate sulla mancata prova, da parte dell'ente, dei fatti contestati.
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Inagibilità immobile IMU: prova e oneri del contribuente
Una società ha richiesto la riduzione dell'IMU per un immobile ritenuto inagibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tardiva comunicazione di inagibilità e la percezione di un cospicuo risarcimento per il ripristino dell'immobile sono elementi che giocano a sfavore del contribuente. La sentenza sottolinea come l'onere della prova per l'inagibilità immobile IMU spetti interamente al contribuente, che deve agire tempestivamente.
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