LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1 bis, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2024

Pagina 6 di 10

196 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1 bis, del d.P.R. n. 115 del 2002

Accertamento tributario e fallimento: la Cassazione
Una società in stato di fallimento ha impugnato un accertamento fiscale relativo a quote di ammortamento e costi non inerenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi fondamentali sull'accertamento tributario in caso di fallimento. In particolare, ha confermato che la giurisdizione per l'accertamento dei crediti tributari rimane in capo al giudice tributario anche durante la procedura concorsuale. Inoltre, ha ribadito l'ampio potere del giudice d'appello di riesaminare nel merito l'intera pretesa fiscale, superando le valutazioni del primo grado.
Continua »
Prova testimoniale appalto: la Cassazione decide
Una società edile ha citato in giudizio un'immobiliare per il saldo di un contratto di appalto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che, basandosi sulla prova testimoniale, ha ritenuto valido un prezzo a corpo inferiore a quello richiesto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando come il contratto d'appalto non richieda la forma scritta e come la valutazione dell'ammissibilità e attendibilità della prova testimoniale appalto rientri nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata.
Continua »
Appalto non genuino: quando è illecito? Analisi Cass.
Una lavoratrice ha citato in giudizio un'azienda sanitaria, sostenendo che il contratto di servizio con il suo datore di lavoro, una cooperativa sociale, fosse un appalto non genuino. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali inferiori, stabilendo che la cooperativa non possedeva un'organizzazione autonoma né si assumeva il rischio d'impresa, configurando così una fornitura illecita di manodopera. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non a contestare un errore di diritto.
Continua »
Appalto non genuino: quando è somministrazione?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'Azienda Sanitaria, confermando la condanna per un appalto non genuino. Il contratto con una cooperativa era una mera somministrazione di manodopera, mancando l'autonoma organizzazione del fornitore. La lavoratrice ha diritto alle differenze retributive.
Continua »
Prelazione agraria: onere della prova e requisiti
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della prelazione agraria, stabilendo che spetta a chi la esercita l'onere di provare in modo rigoroso tutti i requisiti soggettivi richiesti dalla legge, come la coltivazione del fondo da almeno due anni. La Corte ha chiarito che la semplice comunicazione di vendita (denuntiatio) da parte del proprietario non costituisce un'ammissione del diritto del richiedente e non lo esonera dal fornire le prove necessarie.
Continua »
Termini impugnazione opposizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di opposizione esecutiva. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, poiché i termini impugnazione opposizione non sono soggetti alla sospensione feriale, regola che si estende a ogni fase e grado del giudizio, inclusa la fase di legittimità.
Continua »
Ferie non godute: spetta l’indennità anche senza prove
Una dirigente medico, dopo le dimissioni volontarie, ha chiesto il pagamento dell'indennità per ferie non godute. L'azienda ospedaliera si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando il diritto della lavoratrice. La Corte ha stabilito che la prova dell'impossibilità di fruire delle ferie può essere fornita anche tramite testimoni, senza necessità di richieste o dinieghi scritti, e ha ribadito importanti principi procedurali sui motivi di ricorso.
Continua »
Responsabilità del professionista: l’obbligo di info
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del professionista (commercialista) per non aver adeguatamente informato i propri clienti sui rischi legati a una cessione di quote societarie. A causa di questa negligenza, i clienti hanno subito un danno economico e hanno legittimamente rifiutato di pagare la parcella, sollevando l'eccezione di inadempimento. La Corte ha stabilito che l'obbligo informativo va oltre il mero mandato e deriva dai principi di diligenza e buona fede, anche in presenza di tempi ristretti per l'esecuzione dell'incarico.
Continua »
Mansioni superiori: quando il ricorso è inammissibile
Una lavoratrice ha richiesto il riconoscimento di mansioni superiori e della relativa categoria contrattuale. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che il ricorso per cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di merito per rivalutare le prove, ma deve limitarsi a censure su errori di diritto. La decisione sottolinea come la valutazione dei fatti e delle prove spetti esclusivamente al giudice di merito, se la sua motivazione è logica e adeguata.
Continua »
Interpretazione transazione: la Cassazione decide
Un ex dipendente ha richiesto il pagamento del TFR, sostenendo che non fosse incluso in un precedente accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'interpretazione transazione spetta al giudice di merito, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme', ovvero quando due sentenze di grado inferiore giungono alla stessa conclusione sui fatti. La Corte ha stabilito che la somma 'onnicomprensiva' pattuita nell'accordo includeva anche il TFR, confermando la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Rapporto di lavoro subordinato: ricorso inammissibile
Un lavoratore ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che negava l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con una grande società di spedizioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la regola della "doppia conforme" e ribadendo che non è possibile un riesame dei fatti in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: l’importanza dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della mancata esposizione sommaria dei fatti di causa, come richiesto dall'art. 366 c.p.c. Il caso riguardava una richiesta di restituzione di somme indebitamente percepite da parte di un'amministrazione pubblica. La Corte ha ribadito che, per consentire una corretta valutazione, il ricorso deve essere autosufficiente e descrivere in modo chiaro e sintetico l'intera vicenda processuale, senza costringere i giudici a consultare altri atti.
Continua »
Tempo vestizione: quando è orario di lavoro?
La Corte di Cassazione conferma che il tempo vestizione, necessario per indossare la divisa aziendale prima del turno, costituisce orario di lavoro retribuito. L'ordinanza analizza il caso di alcuni infermieri, stabilendo che quando la vestizione è obbligatoria, funzionale alla prestazione e soggetta al potere direttivo del datore di lavoro, deve essere computata e pagata come tale. La Corte ha respinto il ricorso di un'azienda sanitaria, che contestava la decisione per vizi procedurali, confermando il diritto dei lavoratori alla retribuzione aggiuntiva.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso di una società che, pur avendo menzionato la data di notifica della sentenza d'appello, non ha depositato la relativa prova (relata di notifica). La Corte ha ribadito che tale adempimento è un onere inderogabile del ricorrente, la cui omissione impedisce la verifica della tempestività dell'impugnazione e comporta la sanzione processuale, senza possibilità di sanatoria.
Continua »
Errore di fatto: quando revocare una sentenza Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13510/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il caso riguardava un motociclista che, dopo una prima pronuncia di inammissibilità, sosteneva che la Corte avesse travisato i suoi motivi di ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'errata interpretazione dei motivi d'appello costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto percettivo, e quindi non può giustificare la revocazione della sentenza. Il ricorrente è stato anche condannato per abuso del processo.
Continua »
Produzione tardiva documenti: poteri del giudice
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per contributi omessi, lamentando una duplicazione della pretesa. L'ente previdenziale ha dimostrato un annullamento parziale del debito tramite la produzione tardiva documenti. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che nel rito del lavoro il giudice può ammettere prove indispensabili anche se tardive, esercitando i propri poteri istruttori d'ufficio per accertare la verità dei fatti.
Continua »
Consorzi obbligatori: la responsabilità del Comune
La Cassazione ha stabilito che nei consorzi obbligatori di enti locali, il singolo Comune risponde in solido con il Consorzio per le obbligazioni assunte da quest'ultimo nell'interesse dei consorziati. Il caso riguardava il mancato pagamento di una società per il servizio di gestione rifiuti. La Corte ha applicato per analogia la disciplina dei consorzi privati (art. 2615 c.c.), confermando la condanna solidale del Comune e del Consorzio.
Continua »
Appello incidentale: perché è obbligatorio?
Un consorzio, dopo aver venduto un impianto industriale, ha versato una somma all'acquirente per sanare dei vizi, con riserva di ripetizione. Vinta la causa in primo grado per la restituzione della somma, il consorzio ha visto la decisione ribaltata in appello. La Cassazione ha rigettato il ricorso del consorzio, sottolineando l'errore processuale di non aver proposto un appello incidentale su un'eccezione di decadenza respinta dal primo giudice, confermando l'importanza di tale strumento per la parte parzialmente soccombente.
Continua »
Simulazione vendita: la procura pubblica prevale
Un proprietario impugna la vendita del suo immobile, effettuata dal suo inquilino tramite procura, sostenendo una simulazione vendita per frodarlo. La Cassazione respinge il ricorso, affermando la prevalenza della procura notarile sulla scrittura privata non registrata per tutelare la buona fede del terzo acquirente, escludendo sia la simulazione che il conflitto di interessi.
Continua »
Lavoratore in CIGS: obbligo di disponibilità e preavviso
Un pilota di elicottero in CIGS è stato licenziato per giusta causa dopo essersi recato in vacanza all'estero senza informare l'azienda, rendendosi così indisponibile a una chiamata di servizio. Tale indisponibilità ha causato la perdita di una commessa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, sottolineando che il lavoratore in CIGS ha un inderogabile obbligo di disponibilità, la cui violazione, specialmente se causa un danno patrimoniale, costituisce un inadempimento grave che giustifica la risoluzione del rapporto.
Continua »