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Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Lavoro Civile

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243 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

Indennità di sostituzione: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dirigente medico che chiedeva il pagamento di differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori. La decisione si fonda sul principio della 'doppia conforme', poiché il ricorrente non ha dimostrato la diversità delle ragioni di fatto tra la sentenza di primo grado e quella d'appello, entrambe a lui sfavorevoli. La Corte ha inoltre ribadito che la questione relativa all'indennità di sostituzione era già stata esaminata e decisa nel merito dalla corte d'appello.
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Contestazione disciplinare: la forma e la sostanza
Una dipendente pubblica ha impugnato una sanzione disciplinare sostenendo la mancanza di una formale contestazione disciplinare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'interpretazione da parte del giudice di merito di una nota datoriale come valida contestazione non è sindacabile in sede di legittimità, se non per violazione dei canoni ermeneutici. La sostanza della comunicazione prevale sul formalismo, purché il diritto di difesa del lavoratore sia garantito.
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Perdita di chance: illegittima promozione e risarcimento
Una lavoratrice è stata indotta ad abbandonare un concorso a causa di una promozione illegittima, successivamente annullata. La Cassazione ha confermato la responsabilità del datore di lavoro per la perdita di chance, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente che mirava a una nuova valutazione dei fatti. L'ente pubblico dovrà quindi risarcire la dipendente per l'opportunità persa.
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Indebito condizionamento: la Cassazione decide sul caso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un medico che chiedeva un risarcimento danni, sostenendo di essere stato vittima di un indebito condizionamento da parte di un'Azienda Sanitaria che lo avrebbe spinto a dimettersi. L'ordinanza chiarisce importanti aspetti procedurali, come il calcolo dei termini di impugnazione durante la sospensione per l'emergenza Covid-19, e di merito, confermando che la scelta del professionista è stata libera e non coartata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la regola della "doppia conforme", non potendo la Cassazione riesaminare i fatti già valutati concordemente nei primi due gradi di giudizio.
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Atto costitutivo: prova e compenso per medici di gruppo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni medici che chiedevano un compenso per l'attività svolta in forma di medicina di gruppo. La Corte ha stabilito che una semplice lettera di comunicazione non è sufficiente a provare la costituzione dell'associazione, essendo necessaria la trasmissione formale dell'atto costitutivo. L'onere della prova di tale trasmissione ricade sui medici, e la contestazione della sua assenza da parte dell'Azienda Sanitaria in appello è stata ritenuta una mera difesa, e non un'eccezione inammissibile.
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Disconoscimento conformità copia: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito a causa di vizi nella notifica delle cartelle esattoriali originarie. In particolare, contestava la conformità delle copie degli avvisi di ricevimento prodotte in giudizio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ribadendo un principio fondamentale: il disconoscimento conformità copia di un documento non può essere generico, ma deve essere specifico e circostanziato, indicando precisamente gli elementi di difformità rispetto all'originale. Una contestazione vaga è giuridicamente inefficace.
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Licenziamento per giusta causa: prova indiziaria basta?
Un lavoratore, licenziato per furto di carburante, ricorre in Cassazione dopo la conferma del provvedimento in appello. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il licenziamento per giusta causa può fondarsi su prove indiziarie e che il giudice di merito ha l'esclusiva valutazione dei fatti. Viene inoltre ribadito il principio della "doppia conforme" che impedisce un nuovo esame del merito.
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Licenziamento disciplinare: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di navigazione contro la sentenza che dichiarava illegittimo il licenziamento disciplinare di un dipendente. Il licenziamento, motivato dalla mancata presentazione all'imbarco, era già stato giudicato sproporzionato dalla Corte d'Appello, che aveva condannato l'azienda al pagamento di un'indennità risarcitoria. La Cassazione ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso, confermando la decisione di merito e sottolineando l'irrilevanza delle questioni sul regime del rapporto di lavoro, già accertato come a tempo indeterminato in un precedente giudizio.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
La Cassazione analizza un caso di compensazione spese legali. A seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di un ente previdenziale, la Corte rigetta il ricorso incidentale dei pensionati, confermando che la 'complessità della materia' è un valido motivo per compensare le spese, esercitando un potere discrezionale del giudice.
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Azione di regresso INAIL: quando inizia la prescrizione
La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Istituto, confermando che l'azione di regresso INAIL si prescrive in tre anni dalla liquidazione dell'indennizzo se non viene avviato un procedimento penale per lesioni colpose. Un'azione per sole violazioni antinfortunistiche non sposta il termine.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa previdenziale privata ai propri pensionati in assenza di una specifica norma di legge. Trattandosi di una prestazione patrimoniale imposta, essa ricade nella riserva di legge prevista dalla Costituzione. Di conseguenza, è stato confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione decennale.
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Reinserimento medico: diritto automatico all’incarico
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reinserimento medico convenzionato, dopo un periodo di incompatibilità, non equivale a una nuova candidatura ma al ripristino del rapporto preesistente. L'Azienda Sanitaria Locale non può imporre condizioni o richiedere di attendere la formazione di nuove graduatorie. Di conseguenza, il medico ha diritto immediato all'incarico e al risarcimento per il ritardo. La Corte ha anche chiarito che l'onere di provare l'indisponibilità delle ore lavorative spetta all'Azienda e non al medico.
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Prescrizione contributi agricoli: quando decorre?
Un'azienda agricola ha impugnato un avviso di addebito per contributi non versati, sollevando la questione della prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione contributi agricoli: il termine non decorre dalla data di presentazione della denuncia della manodopera (Dmag), ma dalla scadenza fissata dalla legge per il pagamento. La Corte ha ritenuto inammissibili le altre censure relative al ricalcolo dei contributi, confermando che non è possibile richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti già esaminati nel merito.
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Principio pro rata: la Cassazione sui diritti quesiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10980/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa Previdenziale, confermando la tutela dei diritti pensionistici maturati da un professionista. La Corte ha ribadito la validità del principio pro rata, che impedisce modifiche peggiorative retroattive al calcolo della pensione per i periodi antecedenti al 2007. Inoltre, ha precisato che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Principio pro rata: no a tagli retroattivi sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato la tutela dei diritti pensionistici acquisiti, applicando il principio pro rata. Un ente previdenziale non può ridurre retroattivamente la quota di pensione maturata da un iscritto prima del 2007, anche se la modifica è introdotta da un proprio regolamento per garantire l'equilibrio finanziario. La decisione ribadisce che le modifiche peggiorative non possono incidere sui periodi contributivi già consolidati.
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Obbligo contributivo geometri: basta l’iscrizione?
Un professionista contestava una richiesta di pagamento della sua cassa di previdenza, sostenendo di svolgere l'attività in modo sporadico. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice iscrizione all'albo professionale determina l'obbligo contributivo geometri, indipendentemente dall'esercizio effettivo e continuativo della professione, in virtù di un principio di solidarietà.
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Perdita di chance: risarcimento anche con probabilità 33%
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno da perdita di chance per due medici, esclusi da un incarico dirigenziale a seguito di una selezione pubblica viziata. L'Azienda Sanitaria aveva illegittimamente ammesso un candidato i cui requisiti di anzianità erano dubbi. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione del danno basata su una probabilità di successo del 33%, chiarendo la distinzione tra la prova della sussistenza di una chance concreta e la sua successiva quantificazione equitativa.
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Sgravio contributivo: quale norma si applica?
Un'azienda assume una lavoratrice part-time iscritta alle liste di mobilità e richiede lo sgravio contributivo previsto dalla L. 223/1991. L'ente previdenziale contesta, sostenendo l'applicazione di un beneficio minore. La Cassazione dà ragione all'azienda, chiarendo che l'incentivo alternativo richiede un'assunzione a tempo pieno, condizione non presente nel caso di specie. Pertanto, lo sgravio contributivo più favorevole era l'unico applicabile.
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Compenso incentivante: ricorso inammissibile
Un dipendente pubblico ha richiesto un compenso incentivante per il suo ruolo di responsabile unico di una concessione. Dopo il rigetto in primo grado e in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su vizi procedurali, tra cui la commistione di diversi motivi di ricorso e la richiesta di rivalutare atti amministrativi, come le ordinanze commissariali, che non sono equiparabili a norme di legge e quindi non soggette al principio 'iura novit curia'.
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Contributo di solidarietà: Cassazione nega autonomia Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cassa di previdenza privata non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già maturate. Tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale specifica e non può derivare dalla sola autonomia regolamentare dell'ente, anche se finalizzata a garantire l'equilibrio finanziario. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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