LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Lavoro Civile

Pagina 4 di 13

243 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

Prescrizione danno pubblico impiego: 10 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25201/2024, ha respinto il ricorso di un ente pubblico, stabilendo che la prescrizione per il danno da reiterazione abusiva di contratti a termine nel pubblico impiego è decennale e non quinquennale. La Corte ha ribadito la natura contrattuale della responsabilità della P.A., escludendo la tesi della responsabilità precontrattuale. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale ventennale a tutela dei lavoratori precari del settore pubblico.
Continua »
Calcolo pensione pro rata: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della modifica peggiorativa dei criteri di calcolo della pensione operata da una Cassa di previdenza privata. L'ordinanza stabilisce che il principio del calcolo pensione pro rata tutela i diritti già maturati dai professionisti, impedendo l'applicazione retroattiva di norme che riducano l'importo del trattamento. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al ricalcolo della pensione si prescrive in dieci anni.
Continua »
Rinuncia ricorso Cassazione: niente raddoppio contributo
Una Cassa di Previdenza, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole, decide per la rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara estinto il processo e chiarisce un importante principio: la rinuncia, pur determinando l'inammissibilità del ricorso, non comporta la condanna al raddoppio del contributo unificato, a differenza del rigetto.
Continua »
Responsabilità solidale: anche sanzioni a carico?
Una società committente è stata ritenuta solidalmente responsabile per i contributi previdenziali non versati da una sua subfornitrice. La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità solidale si applica indipendentemente dalla qualificazione del contratto come appalto o subfornitura e non è soggetta al termine di decadenza biennale per le azioni degli enti previdenziali. Crucialmente, ha stabilito che la responsabilità si estende anche alle sanzioni civili per i debiti maturati prima del 10 febbraio 2012, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e rigettando quello dell'azienda.
Continua »
Responsabilità solidale appalti: il termine di decadenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28419/2024, ha stabilito che in caso di una serie di contratti di appalto continuativi tra committente e appaltatore, il termine di decadenza di due anni per l'azione di responsabilità solidale appalti del committente decorre dalla cessazione dell'intero rapporto e non dalla fine di ogni singolo contratto. La decisione mira a garantire una tutela effettiva al lavoratore, che potrebbe non conoscere le scadenze dei singoli contratti. La Corte ha rigettato il ricorso di una grande azienda committente, confermando la sua condanna al pagamento dei crediti retributivi dovuti dall'appaltatore ai propri dipendenti.
Continua »
Prescrizione contributi: decorrenza e dichiarazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27868/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di prescrizione contributi. Il caso riguardava un libero professionista che si opponeva a una cartella esattoriale per contributi non versati, sostenendo che il diritto dell'ente previdenziale fosse estinto. L'ente, invece, riteneva che il termine di prescrizione dovesse decorrere dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell'ente, confermando che la prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza fissata per il pagamento dei contributi, indipendentemente dalla data in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi. La mancata dichiarazione costituisce una mera difficoltà di fatto per l'ente, ma non un'impossibilità giuridica che possa sospendere il decorso del termine.
Continua »
Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
Una società di costruzioni ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello che la condannava al pagamento di differenze retributive e TFR a un ex dipendente. La società lamentava un'errata valutazione delle prove documentali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo i rigidi limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti e delle prove compiuta dal giudice di merito. La decisione chiarisce che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere un nuovo esame del merito della causa.
Continua »
Minimale contributivo: obblighi anche per assenze
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare il minimale contributivo sussiste anche in caso di assenze ingiustificate del lavoratore. In un caso riguardante la responsabilità solidale di un'azienda committente per i contributi non versati da una società appaltatrice, la Corte ha respinto il ricorso dell'azienda, chiarendo che l'obbligazione contributiva è autonoma rispetto all'effettiva prestazione lavorativa. Il verbale ispettivo è stato ritenuto una fonte di prova valida e si è ribadito che l'onere di dimostrare i requisiti per eventuali esenzioni spetta al datore di lavoro.
Continua »
Retribuzione turnisti: il divisore orario è sempre 173
Una nota azienda del settore ceramico ha contestato il metodo di calcolo della retribuzione per i suoi lavoratori turnisti in cassa integrazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il divisore convenzionale di 173 ore mensili, previsto dal CCNL, si applica a tutti i lavoratori, inclusi quelli con un orario inferiore. Questa decisione sulla retribuzione turnisti assicura un trattamento equo e impedisce penalizzazioni ingiustificate.
Continua »
Efficacia riflessa giudicato: limiti tra sanzioni e contributi
Una società di servizi ha impugnato una richiesta di contributi previdenziali, sostenendo l'esistenza di una precedente sentenza definitiva che escludeva la natura subordinata dei rapporti di lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la sentenza ottenuta contro l'Ispettorato del Lavoro non ha efficacia riflessa del giudicato nei confronti dell'ente previdenziale, in quanto quest'ultimo è titolare di un diritto autonomo e non era parte del primo processo.
Continua »
Ricorso inammissibile: oneri di specificazione
Un dipendente pubblico ha agito in giudizio per ottenere un'ulteriore progressione economica dopo aver già ottenuto una riclassificazione. La Corte d'Appello ha respinto la sua domanda e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La causa della decisione risiede nel mancato rispetto da parte del ricorrente del principio di autosufficienza, non avendo specificato né allegato adeguatamente gli atti processuali necessari a sostenere le proprie censure, rendendo impossibile per la Corte Suprema esaminare il merito delle questioni sollevate.
Continua »
Mansioni superiori: ricorso inammissibile in Cassazione
Un lavoratore ha ottenuto il riconoscimento per lo svolgimento di mansioni superiori e il relativo inquadramento. Il ricorso dell'azienda in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito di non poter riesaminare nel merito le prove, confermando la decisione dei giudici di primo e secondo grado e il diritto del lavoratore alla qualifica superiore e alle differenze retributive.
Continua »
Dequalificazione professionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'azienda pubblica al risarcimento del danno per dequalificazione professionale nei confronti di una dipendente. Dopo averle riconosciuto mansioni superiori, l'azienda l'aveva successivamente privata di responsabilità e risorse. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, ribadendo che la valutazione dei fatti spetta ai tribunali di merito e che l'onere di provare la legittimità del cambio di mansioni grava sul datore di lavoro.
Continua »
Obbligo di assunzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che rivendicava il suo diritto all'assunzione basato su un accordo sindacale. La decisione si fonda su vizi procedurali: il ricorrente si è limitato a contrapporre la propria interpretazione dell'accordo a quella del giudice, senza dimostrare una violazione specifica delle norme di ermeneutica contrattuale. Inoltre, il ricorso mancava del requisito di specificità, non avendo trascritto le clausole pertinenti. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di scegliere l'interpretazione migliore, ma di verificare la correttezza legale del ragionamento del giudice di merito. Di conseguenza, l'obbligo di assunzione non è stato riconosciuto.
Continua »
Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni ex dipendenti di un ente in liquidazione, che chiedevano il riconoscimento di crediti retributivi. Il ricorso per cassazione è stato respinto per vizi formali, tra cui la formulazione generica e cumulativa dei motivi e il tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La sentenza sottolinea l'importanza della specificità e del rispetto dei limiti del giudizio di cassazione.
Continua »
Obbligo di esclusiva medico: la Cassazione chiarisce
Un medico, assunto da un'Azienda Sanitaria, ha contestato la clausola contrattuale sull'obbligo di esclusiva, ritenendo applicabile una deroga prevista per gli incarichi in istituti penitenziari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le due discipline normative non interferiscono: l'esenzione valida per il rapporto con l'amministrazione penitenziaria non si estende al diverso rapporto di pubblico impiego con il Servizio Sanitario, che rimane soggetto alle proprie regole di incompatibilità.
Continua »
Doppia ratio decidendi: la Cassazione blinda la sentenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore per benefici legati all'esposizione all'amianto. La decisione si fonda sul principio della "doppia ratio decidendi": la sentenza d'appello si basava su due motivazioni autonome (prescrizione del diritto e assenza di prova dell'esposizione). Poiché il ricorrente non ha efficacemente contestato una delle due motivazioni, rendendola definitiva, l'intero ricorso è stato dichiarato inammissibile, in quanto l'altra motivazione da sola era sufficiente a sorreggere la decisione.
Continua »
Giurisdizione giudice amministrativo: il giudicato prevale
Un ex dipendente pubblico chiede di essere ammesso al passivo di un ente in liquidazione per un credito da retribuzione. La Cassazione respinge il ricorso, confermando che la giurisdizione del giudice amministrativo, una volta consolidata da un giudicato, prevale sulla procedura concorsuale. Il Tribunale fallimentare non può riesaminare un diritto già negato in via definitiva dall'organo giurisdizionale competente.
Continua »
Equiparazione retributiva: no agli arretrati senza atto
Un ex militare di un corpo ausiliario ha richiesto il pagamento di arretrati per l'equiparazione retributiva al personale delle Forze Armate. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'interpretazione degli atti amministrativi interni che dispongono l'adeguamento è una questione di fatto, non di diritto. Inoltre, né tali atti né i regolamenti contabili interni costituiscono norme di diritto idonee a fondare la pretesa economica.
Continua »
Error in procedendo: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un pensionato che chiedeva la riliquidazione della propria pensione. La decisione si fonda su un vizio procedurale, un cosiddetto 'error in procedendo', in quanto il ricorrente ha errato nel qualificare i motivi del ricorso, invocando l'omesso esame di un fatto decisivo anziché la nullità del procedimento per errata interpretazione della domanda. La Corte ha ribadito la necessità di rispettare il principio di specificità, che impone di indicare chiaramente gli errori processuali e di trascrivere gli atti pertinenti a sostegno della propria tesi.
Continua »