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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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1850 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza basata su un "concordato in appello". L'appello contestava la durata di una pena accessoria, ma la Corte ha stabilito che non sussistono i presupposti per l'impugnazione, soprattutto perché il giudice d'appello aveva già corretto l'errore materiale, eliminando così l'interesse ad agire del ricorrente.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 39953/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è più possibile contestare la sua determinazione o la mancata assoluzione, a meno di vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti o al contenuto dell'accordo stesso.
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Prescrizione reato: l’adesione del PM allo sciopero
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per intervenuta prescrizione del reato. La Corte ha stabilito che l'adesione del Pubblico Ministero onorario a un'astensione collettiva non costituisce una causa di sospensione della prescrizione, a differenza di quanto erroneamente ritenuto dalla Corte d'Appello. Ricalcolando i termini, il reato risultava estinto prima della pronuncia di secondo grado, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza.
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Recidiva nel biennio: Cassazione chiarisce la prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista. La Corte ha chiarito che, ai fini della configurazione della recidiva nel biennio, è sufficiente la prova di una precedente violazione definitiva, anche se il reato penale è stato estinto per esito positivo della messa alla prova. L'estinzione del reato non cancella il fatto storico della condotta illecita.
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Ricorso inammissibile: niente prescrizione del reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, chiarendo che non è possibile dichiarare la prescrizione del reato maturata dopo la sentenza d'appello se l'impugnazione è manifestamente infondata. Il caso riguardava una contravvenzione per cui l'imputato invocava la prescrizione, ma i giudici hanno applicato la sospensione dei termini prevista dalla Riforma Orlando, confermando che l'inammissibilità del ricorso preclude l'analisi di cause di non punibilità sopravvenute.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per guida sotto l'effetto di stupefacenti (Art. 187 CdS). I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e non specificamente correlati alla sentenza d'appello, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché ritenuto assolutamente generico e privo di specificità. L'appellante si era limitato ad affermazioni assertive senza fornire un'analisi critica della sentenza impugnata, portando alla sua condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Questo caso sottolinea la necessità di formulare motivi di ricorso dettagliati e ben argomentati.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso avverso una condanna per tentato furto aggravato. La ragione risiede nel fatto che l'imputato ha presentato un ricorso in Cassazione personale, senza l'assistenza di un difensore abilitato, violando le norme procedurali. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono infondati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per tentato furto. I motivi, relativi alla recidiva e alla pena, sono stati giudicati manifestamente infondati, poiché la recidiva era stata disapplicata e la pena adeguatamente motivata. Tale decisione ha precluso anche la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato.
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Recidiva e giudicato: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la valutazione della recidiva, in un caso di ricettazione e violazione del diritto d'autore. La Corte ha stabilito che, essendosi formato un giudicato parziale sulla responsabilità, non può più essere dichiarata la prescrizione del reato. L'analisi della recidiva e giudicato ha confermato la pericolosità sociale dell'imputato, basata su 22 precedenti specifici.
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Ricorso concordato in appello: i limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un 'ricorso concordato in appello'. La decisione si fonda sul principio che, accettando l'accordo sulla pena, l'imputato rinuncia a contestare elementi come le aggravanti o l'entità della sanzione, a meno che questa non sia illegale. Il ricorso è limitato a vizi specifici dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello per reati di furto, contestava la pena per mancata valutazione di un'attenuante. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso contro la sentenza ex art. 599-bis c.p.p. sono tassativi e non includono la discrezionalità del giudice sulla pena, salvo illegalità della sanzione.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono nuovi?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile di un'imputata condannata per furto in abitazione. La sentenza sottolinea un principio fondamentale: non è possibile sollevare in Cassazione motivi di impugnazione non presentati in appello. Il caso in esame riguardava questioni sulla prescrizione legata alla recidiva, sulla valutazione delle prove e sul diniego di una pena sostitutiva. La Corte ha respinto ogni doglianza, confermando le decisioni dei giudici di merito e ribadendo i limiti del giudizio di legittimità.
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Ricorso per cassazione avvocato: quando è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione ribadisce il principio fondamentale secondo cui il ricorso per cassazione, per essere valido, deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, a pena di inammissibilità. Una semplice delega al deposito non è sufficiente, essendo necessaria una procura speciale.
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Calcolo della pena: l’errore che annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per diversi reati, tra cui tentata estorsione, a causa di un errore nel calcolo della pena. La Corte ha chiarito il metodo corretto per applicare le circostanze aggravanti e la diminuente per il tentativo. Inoltre, ha dichiarato l'improcedibilità di un altro reato a seguito di una successione di leggi penali, applicando la norma più favorevole all'imputato.
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Riqualificazione reato: via le pene accessorie
Un dipendente di una società di gestione rifiuti, condannato per furto aggravato di carrellati per la raccolta differenziata, si è visto annullare la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. La Cassazione ha stabilito che la riqualificazione del reato da 'reato proprio' (come il peculato inizialmente contestato) a 'reato comune' (furto) fa venir meno i presupposti per tali sanzioni aggiuntive, pur confermando la condanna principale.
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Ricorso inammissibile: furto e motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di biciclette. La decisione si fonda sul principio che non è possibile presentare motivi di impugnazione per la prima volta in Cassazione se non sono stati sollevati in appello. La Corte ha ritenuto le argomentazioni tardive o manifestamente infondate, confermando la condanna. Il caso evidenzia l'importanza della strategia difensiva nei gradi di merito e i limiti del giudizio di legittimità, rendendo il ricorso inammissibile.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione chiarisce che l'impugnazione è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo e non per motivi di merito, considerati rinunciati dalle parti.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'accordo sulla pena limita la possibilità di impugnazione, poiché implica la rinuncia ai motivi di appello, inclusa la contestazione sulla mancata motivazione per un proscioglimento nel merito.
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Motivi di ricorso: quando sono inammissibili?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. La decisione si fonda sul principio che i motivi di ricorso non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione se non sono stati precedentemente sollevati nel giudizio di appello. La Corte ha respinto le censure relative sia all'identificazione del conducente sia alla prova dello stato di alterazione, considerandole argomentazioni nuove e quindi proceduralmente precluse.
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