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Art. 125 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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701 provvedimenti

Altri anni per Art. 125 Codice di Procedura Penale

Impugnazione sequestro: inammissibili i motivi nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sull'impugnazione del sequestro: i motivi di ricorso non presentati in sede di riesame non possono essere sollevati per la prima volta davanti alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato respinto poiché una delle censure era nuova, mentre l'altra, relativa alla sussistenza del reato, è stata ritenuta infondata alla luce dei gravi indizi di colpevolezza.
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Società schermo e sequestro: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società (definita 'società schermo') i cui conti correnti erano stati sottoposti a sequestro preventivo per equivalente. Il sequestro era relativo a un reato tributario commesso dagli amministratori di un'altra società, ma gestita dalla stessa persona. La Corte ha confermato che, quando una società è utilizzata come mero schermo fittizio, i suoi beni sono considerati nella piena disponibilità dell'amministratore, legittimando così il sequestro per equivalente su di essi.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e prove indiziarie
Un caso di inquinamento ambientale porta a un appello in Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che non può riesaminare le prove indiziarie già valutate dai giudici di merito. La decisione conferma la condanna per il reato ambientale e sottolinea gli errori procedurali della difesa, come la mancata richiesta tempestiva di oblazione e il tentativo di proporre una ricostruzione alternativa dei fatti, non consentito nel giudizio di legittimità.
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Falso innocuo e retrodatazione: la Cassazione decide
Un funzionario pubblico ha retrodatato il protocollo di un atto, sostenendo in sua difesa che si trattasse di un falso innocuo. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che alterare la data di un protocollo lede la fede pubblica e la funzione certificativa dell'atto, pertanto non può mai essere considerato un falso penalmente irrilevante.
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Ingente quantità stupefacenti: la Cassazione decide
Un soggetto condannato per la detenzione di oltre 63 kg di marijuana ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'applicazione dell'aggravante per ingente quantità stupefacenti. È stato ribadito che il criterio per definire l'ingente quantità è oggettivo (superamento di 2 kg di principio attivo per le droghe leggere) e non può basarsi sul confronto con altre sentenze. La Corte ha inoltre ritenuto corretto il giudizio di equivalenza tra l'aggravante e le attenuanti generiche concesse.
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Doppia conforme: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato in primo e secondo grado per detenzione di stupefacenti. La sentenza ribadisce il principio della "doppia conforme", secondo cui, in presenza di due sentenze di merito concordanti, i motivi di ricorso sono estremamente limitati. In particolare, la Corte ha respinto le censure relative al vizio di motivazione e al travisamento della prova, ritenendole infondate e non correttamente formulate per il giudizio di legittimità.
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Sequestro preventivo terzo: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro il sequestro preventivo di un'autovettura di lusso. La società, in qualità di acquirente e terzo estraneo ai fatti, non è riuscita a dimostrare la propria buona fede. Secondo la Corte, in un sequestro preventivo, il terzo ha l'onere di provare non solo la titolarità formale del bene, ma anche la totale estraneità al contesto criminale e l'assenza di negligenza, specialmente in presenza di transazioni economiche opache e anomale.
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Esigenze cautelari: il ‘tempo silente’ non basta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione di tipo mafioso e traffico di stupefacenti. La difesa sosteneva che il lungo periodo trascorso dai fatti ('tempo silente') avesse affievolito le esigenze cautelari. La Corte ha stabilito che, per reati di tale gravità, il solo passare del tempo non è sufficiente a superare la presunzione di pericolosità sociale, in assenza di prove concrete di un effettivo allontanamento dal contesto criminale.
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Occultamento scritture contabili: la pena e il dolo
Un imprenditore è stato condannato per l'occultamento delle scritture contabili. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, chiarendo che l'intento specifico di evasione si presume dall'esercizio dell'attività d'impresa. Tuttavia, ha rettificato il calcolo della pena, stabilendo che l'occultamento scritture contabili è un reato unitario, non continuato, anche se si estende per più anni, eliminando così l'aumento di pena per la continuazione.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo, respingendo i ricorsi di due amministratori di società. La sentenza chiarisce i criteri per determinare la competenza territoriale in caso di reati connessi e ribadisce che il 'periculum in mora' può essere desunto da elementi oggettivi (l'entità del profitto) e soggettivi (condotte che suggeriscono un rischio di dispersione dei beni). La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso in quanto non precedentemente sollevato, applicando il principio del divieto di 'novum' anche alle impugnazioni cautelari reali.
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Misure cautelari: il tempo non basta a escluderle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito che, in tema di misure cautelari per reati associativi, la presunzione di pericolosità sociale non può essere superata dal solo decorso del tempo. È necessario che l'indagato fornisca prove concrete della rescissione dei legami con l'ambiente criminale, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Vano accessorio: quando una SPA non è accessoria
La Corte di Cassazione ha stabilito che una vasta area wellness di oltre 3000 mc, realizzata in un hotel di lusso, non può essere classificata come "vano accessorio" esente dal computo della superficie utile. A causa delle sue dimensioni e funzionalità, tale struttura aumenta il carico urbanistico e necessita di un idoneo permesso di costruire. La Corte ha annullato la decisione precedente, che aveva negato il sequestro preventivo, sottolineando la macroscopica natura della violazione edilizia e rimandando al Tribunale del riesame per la valutazione del periculum in mora.
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Detenzione di stupefacenti: il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di stupefacenti (oltre 14 kg di marijuana) e armi. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di giudicare la corretta applicazione della legge. Ha inoltre confermato che l'ingente quantitativo di droga è un elemento decisivo che impedisce di qualificare il reato come di 'lieve entità', consolidando un importante principio di diritto.
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Contrabbando aereo: reato permanente e nuova legge
La Corte di Cassazione conferma che il contrabbando aereo per mancato pagamento dell'IVA all'importazione è un reato permanente. Di conseguenza, si applica la legge più severa entrata in vigore durante la commissione del reato, anche se la condotta era iniziata sotto una normativa più favorevole. La sentenza chiarisce che il reato si consuma non al momento dell'importazione, ma perdura fino alla regolarizzazione della posizione fiscale del bene.
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Sequestro illegittimo: no condanna alle spese legali
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna al pagamento delle spese processuali a carico di due indagati. Sebbene il loro ricorso per la restituzione di animali fosse inammissibile, il Tribunale aveva riconosciuto il sequestro illegittimo perché privo di convalida del PM. Secondo la Suprema Corte, l'accertata illegittimità dell'atto impedisce di addebitare i costi alla parte che, di fatto, non è soccombente sulla questione principale.
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Occupazione abusiva demanio: reato senza sgombero
Un commerciante ricorre contro il sequestro di un box su area demaniale, sostenendo la liceità della sua condotta a seguito dell'annullamento dell'ordine di sgombero. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, affermando che il reato di occupazione abusiva demanio si configura per la sola mancanza di un titolo valido, indipendentemente dalla legittimità di atti amministrativi successivi.
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Incompatibilità del giudice: quando va eccepita?
Un imprenditore, condannato per omessa dichiarazione dei redditi, ricorre in Cassazione lamentando, tra le altre cose, l'incompatibilità del giudice d'appello che in precedenza era stato GIP nello stesso procedimento. La Suprema Corte rigetta il motivo, chiarendo che l'eventuale incompatibilità del giudice deve essere fatta valere tempestivamente con l'istanza di ricusazione, e non può essere usata per chiedere la nullità della sentenza. La condanna viene annullata solo per la mancata motivazione sul diniego delle attenuanti generiche.
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Gravi indizi di colpevolezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione finalizzata al narcotraffico. La sentenza ribadisce che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza deve basarsi su un'analisi complessiva e convergente delle prove, non su una lettura frammentaria. Vengono inoltre confermati i criteri per la sussistenza delle esigenze cautelari, anche in presenza di presunzioni legali.
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Decriminalizzazione contrabbando: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. La decisione si fonda sulla sopravvenuta decriminalizzazione del contrabbando per quantitativi inferiori a 15 kg, introdotta dal D.Lgs. n. 141/2024. Poiché il fatto contestato (detenzione di 9,8 kg di tabacco) non è più previsto dalla legge come reato, la Corte ha applicato il principio dell'abolitio criminis, annullando la sentenza e trasmettendo gli atti all'autorità amministrativa per l'applicazione delle sanzioni pecuniarie.
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Prescrizione e proscioglimento: quando prevale il merito?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di reati tributari dichiarati estinti per prescrizione. Gli imputati avevano richiesto un proscioglimento nel merito, sostenendo la loro innocenza. La Corte ha respinto i ricorsi, affermando che il proscioglimento con formula piena può prevalere sulla prescrizione solo quando l'innocenza dell'imputato emerge in modo evidente e incontestabile dagli atti (ictu oculi), senza necessità di complesse valutazioni probatorie. Poiché nel caso di specie sarebbe stata necessaria un'analisi approfondita, la decisione di dichiarare la prescrizione è stata ritenuta corretta.
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