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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Indennità chilometrica: si applica il CCNL privato?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto all'indennità chilometrica per un operaio forestale di un'agenzia regionale, stabilendo che al rapporto di lavoro, pur essendo pubblico, si applica la contrattazione collettiva del settore privato. La Corte ha respinto il ricorso dell'ente, che contestava l'applicabilità del CCNL idraulico-forestale, ribadendo che specifiche leggi nazionali e regionali prevedono questa deroga per la categoria. La decisione si fonda sull'esigenza di tutelare il trattamento economico dei lavoratori, incluso il rimborso per gli spostamenti dal centro di raccolta più vicino alla residenza.
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Indennità chilometrica: si applica il CCNL privato
Un dipendente di un'agenzia regionale pubblica ha ottenuto il riconoscimento dell'indennità chilometrica prevista dal contratto collettivo privato di settore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, stabilendo che la normativa speciale per gli operai idraulico-forestali permette l'applicazione della contrattazione collettiva privata per gli aspetti economici, anche se il datore di lavoro è un ente pubblico non economico. La decisione si fonda su una consolidata tradizione legislativa, sia nazionale che regionale, che riconosce la specificità di questo settore lavorativo.
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Contratto collettivo lavoro pubblico: quando si applica?
La Corte di Cassazione conferma che il contratto collettivo del settore privato può applicarsi a dipendenti di un ente pubblico non economico, se previsto da una normativa speciale. Nel caso specifico, un'agenzia regionale per le attività irrigue e forestali è stata condannata a pagare un'indennità chilometrica a un dipendente sulla base di un CCNL privato, in virtù della legislazione speciale che disciplina il contratto collettivo nel lavoro pubblico del settore idraulico-forestale.
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Diritto di critica sindacale: i limiti per il lavoratore
La Cassazione conferma l'annullamento di una sanzione disciplinare, ribadendo l'ampia portata del diritto di critica sindacale per il rappresentante dei lavoratori. Le sue dichiarazioni, anche se aspre, sono legittime se funzionali alla tutela di interessi collettivi e non travalicano i limiti della correttezza formale, distinguendosi dal diritto di critica del singolo lavoratore.
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Prescrizione benefici amianto: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore in pensione che chiedeva la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La domanda era stata presentata oltre il termine decennale di prescrizione. La Corte ha stabilito che, sebbene il dies a quo della prescrizione benefici amianto non coincida automaticamente con la data del pensionamento, spetta al ricorrente dimostrare la non conoscibilità del diritto in quel momento. In assenza di prove specifiche, la decisione della Corte d'Appello, che aveva individuato la decorrenza dalla data di pensionamento basandosi su elementi presuntivi, è stata confermata.
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Indennità chilometrica: sì agli operai forestali
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un operaio forestale, dipendente di un'agenzia regionale, a ricevere l'indennità chilometrica per gli spostamenti casa-lavoro. La Corte ha stabilito che, nonostante la natura pubblica del datore di lavoro, al rapporto si applica il contratto collettivo del settore privato in virtù di una specifica previsione normativa. È stato respinto il ricorso dell'ente, che sosteneva l'inapplicabilità di contratti privati al pubblico impiego e invocava i vincoli di spesa pubblica.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto perché la richiesta era stata presentata oltre il termine di prescrizione decennale, calcolato dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il termine per la prescrizione rivalutazione contributiva non decorre automaticamente dalla pensione, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza del proprio diritto, ovvero dell'avvenuta esposizione nociva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Onere della prova prelievi fraudolenti: la Cassazione
Una correntista subiva prelievi fraudolenti e citava in giudizio la propria banca. I tribunali di merito respingevano la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Con l'ordinanza n. 23683/2024, la Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: in caso di prelievi non autorizzati, l'onere della prova spetta alla banca, che deve dimostrare la colpa grave del cliente per essere esonerata da responsabilità.
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Imposta unica scommesse: chi paga tra CTD e bookmaker?
Una società estera di scommesse ha contestato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa a giocate raccolte in Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il bookmaker estero è il soggetto passivo d'imposta per le scommesse gestite sul territorio nazionale tramite i suoi centri di trasmissione dati (CTD). La Corte ha chiarito che l'obbligo fiscale sussiste indipendentemente dal possesso di una concessione statale e che la normativa italiana non viola i principi UE di non discriminazione, poiché la tassa si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse in Italia.
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Spese lite appello: la Cassazione chiarisce il principio
Un imprenditore del settore carrozzeria ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. Dopo la sconfitta nei primi due gradi di giudizio, ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, cogliendo l'occasione per enunciare un importante principio di diritto sulle spese lite appello. Ha stabilito che il principio della soccombenza va applicato unitariamente all'esito finale della lite, includendo implicitamente le spese del primo grado nella richiesta di condanna in appello.
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Litisconsorte necessario: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza relativa a un'opposizione agli atti esecutivi perché il debitore originario, considerato litisconsorte necessario, non aveva partecipato al giudizio. Un Comune, in qualità di terzo pignorato, si era opposto a un'ordinanza di assegnazione di somme. Tuttavia, non aveva coinvolto nel procedimento di opposizione il debitore esecutato. La Suprema Corte ha rilevato d'ufficio questo vizio procedurale, invalidando l'intero processo di merito e rinviando la causa al giudice di primo grado per una nuova trattazione nel rispetto del contraddittorio.
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Beneficiario effettivo: la guida della Cassazione
Una holding olandese ha richiesto il rimborso della ritenuta sui dividendi ricevuti dalla sua controllata italiana, sostenendo di essere il 'beneficiario effettivo' ai sensi della direttiva UE. Le commissioni tributarie avevano respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la loro decisione. La Corte ha chiarito che lo status di beneficiario effettivo non richiede necessariamente un pagamento in contanti, ma va valutato attraverso test specifici che analizzano la sostanza economica dell'operazione, come il 'dominion test' e il 'business purpose test', criticando i giudici di merito per non aver esaminato adeguatamente le prove fornite dalla società.
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Prescrizione benefici amianto: quando inizia a decorrere?
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decorrenza della prescrizione benefici amianto dalla data del pensionamento, ritenendo che a quel momento il lavoratore avesse già consapevolezza del proprio diritto. La domanda, presentata dopo oltre dieci anni, è stata considerata tardiva.
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Lavoro straordinario sanità: pagamento anche senza ok
Un operatore sanitario ha svolto ore di lavoro extra per un servizio di dialisi estiva. L'azienda sanitaria ha negato il pagamento sostenendo la mancanza dei requisiti formali per le 'prestazioni aggiuntive'. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in assenza di tali requisiti, le ore prestate con il consenso del datore di lavoro costituiscono lavoro straordinario e devono essere retribuite, proteggendo il diritto del lavoratore alla giusta retribuzione.
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Assoluzione penale: effetti vincolanti nel Fisco
Un imprenditore, accusato di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti e per questo raggiunto da un avviso di accertamento, ottiene l'annullamento del debito fiscale. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge, ha stabilito che l'assoluzione penale definitiva con la formula 'perché il fatto non sussiste' è vincolante anche nel processo tributario, dimostrando l'inesistenza dei fatti contestati dal Fisco.
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Accertamento sintetico: la prova contro il Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23580/2024, si è pronunciata su un caso di accertamento sintetico del reddito. Un contribuente, a fronte di una contestazione del Fisco per un reddito superiore a quello dichiarato, si era difeso provando la disponibilità di somme non imponibili derivanti da disinvestimenti. La Suprema Corte ha stabilito che la mera dimostrazione del possesso di tali somme non è sufficiente. È necessario fornire anche la prova di circostanze sintomatiche che ne denotino l'effettivo utilizzo per coprire le spese contestate. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando con rinvio la precedente decisione per una nuova valutazione.
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Efficacia sentenza penale: assoluzione e ius superveniens
Un contribuente, accusato di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti, viene assolto in sede penale perché 'il fatto non sussiste'. Grazie a una nuova legge (ius superveniens), la Corte di Cassazione stabilisce l'efficacia della sentenza penale nel giudizio tributario, annullando gli avvisi di accertamento. La decisione sottolinea come l'assoluzione penale con formula piena sui medesimi fatti impedisca all'Amministrazione Finanziaria di procedere con la pretesa fiscale.
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Fondo Garanzia TFR: no pagamento se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo Garanzia TFR non interviene per pagare il trattamento di fine rapporto maturato con un'azienda cedente, se quest'ultima diventa insolvente ma il rapporto di lavoro del dipendente prosegue senza interruzioni con la nuova società acquirente. Il diritto al TFR, e la conseguente tutela del Fondo, scattano solo al momento della cessazione definitiva del rapporto di lavoro, e l'obbligato principale è il datore di lavoro in quel momento.
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Sanzioni omesso versamento: la Cassazione rinvia
Una società, a seguito di un accertamento per operazioni inesistenti, ha impugnato le sanzioni per omesso versamento di ritenute. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato una questione di diritto inedita e di particolare importanza: l'effettiva abrogazione della sanzione per omesso versamento a seguito della riforma del 2015. Data la rilevanza nomofilattica, la Corte ha deciso di rimettere la causa alla pubblica udienza della sezione tributaria per una decisione definitiva, senza pronunciarsi nel merito.
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Sanzione omesso versamento: la Cassazione fa chiarezza
Una società metalmeccanica contesta un avviso di accertamento per operazioni inesistenti e le relative sanzioni. La Corte di Cassazione, di fronte a una nuova questione giuridica sulla "sanzione omesso versamento" delle ritenute alla luce della riforma del 2015, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, rinviando la causa a una pubblica udienza per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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