LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 117 Costituzione — Anno 2024

Pagina 4 di 34

680 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Assegno di natalità: sì anche senza lungo soggiorno
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto di un cittadino straniero a ricevere l'assegno di natalità. La decisione si basa sul principio di parità di trattamento stabilito dalla normativa europea e su una precedente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la norma che richiedeva il possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo, estendendo il beneficio a tutti i cittadini stranieri legalmente autorizzati a lavorare in Italia.
Continua »
Perquisizione illegittima non invalida il sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di stupefacenti, stabilendo che un'eventuale perquisizione illegittima da parte della polizia giudiziaria non comporta l'inutilizzabilità del corpo del reato sequestrato. La Corte distingue nettamente tra i vizi di nullità, che possono inficiare atti successivi, e l'inutilizzabilità, che non si estende automaticamente, salvaguardando così la validità della prova raccolta.
Continua »
Impugnabilità estratto di ruolo: quando è lecita?
Un contribuente impugna un estratto di ruolo relativo a una cartella di pagamento mai notificata. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa, dichiara il ricorso inammissibile. La Corte chiarisce che l'impugnabilità dell'estratto di ruolo è eccezionale e richiede la prova di un pregiudizio concreto e preesistente al giudizio, escludendo quello derivante dalla liquidazione delle spese legali della causa stessa.
Continua »
Sostituzione guida taxi: obbligo di comunicazione
Un titolare di licenza taxi è stato sanzionato per non aver comunicato preventivamente la sostituzione alla guida. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11398/2024, ha stabilito la legittimità del regolamento comunale che impone tale obbligo. La Corte ha chiarito che il potere del Comune di richiedere la comunicazione per la sostituzione guida taxi non è in contrasto con la normativa nazionale, essendo finalizzato a garantire un controllo costante sulla professionalità e moralità degli operatori del servizio pubblico.
Continua »
Equa riparazione durata processo: no indennizzo se pagati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un creditore, integralmente soddisfatto nel corso di una procedura fallimentare entro un termine ragionevole, non ha diritto all'indennizzo per l'eccessiva durata del processo (legge Pinto). La Corte ha chiarito che, ai fini dell'equa riparazione durata processo, il termine finale per il calcolo si ferma al momento del pagamento completo. Poiché il creditore era stato pagato in cinque anni, non ha subito alcun pregiudizio indennizzabile, nonostante la procedura si sia protratta per oltre vent'anni.
Continua »
Trasferimento d’azienda: deroghe e tutele del lavoro
Una lavoratrice ha citato in giudizio una nuova compagnia aerea per non essere stata assunta dopo che questa aveva acquisito le attività del suo ex datore di lavoro insolvente. La lavoratrice ha invocato le norme sul trasferimento d'azienda (art. 2112 c.c.). La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando che nelle procedure di insolvenza finalizzate alla liquidazione sono ammissibili deroghe alle norme di salvaguardia del posto di lavoro. La Corte ha inoltre accertato l'assenza di continuità aziendale tra le due società, requisito fondamentale per l'applicazione della tutela.
Continua »
Furto aggravato energia elettrica: quando è procedibile
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere, stabilendo che il furto aggravato di energia elettrica è procedibile d'ufficio se il bene è destinato a pubblica utilità. Il Tribunale aveva erroneamente richiesto la querela della persona offesa, ignorando l'aggravante specifica (art. 625 n. 7 c.p.) già contestata nel capo d'imputazione, che rende il reato perseguibile automaticamente dallo Stato anche a seguito della Riforma Cartabia.
Continua »
Contestazione suppletiva: come salva il processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'imputazione può essere modificata tramite contestazione suppletiva anche dopo la maturazione di una causa di improcedibilità come la mancanza di querela. Nel caso di furto di energia elettrica, la Corte ha chiarito che il Pubblico Ministero può aggiungere un'aggravante per rendere il reato procedibile d'ufficio, annullando la decisione del tribunale che aveva dichiarato il non doversi procedere. La sentenza sottolinea che la semplice descrizione del furto tramite allaccio alla rete pubblica integra già, di fatto, l'aggravante della destinazione a pubblico servizio.
Continua »
Estinzione del giudizio: l’accordo tra le parti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un caso complesso di violazione delle distanze tra costruzioni. A seguito di un ricorso basato su nove motivi, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando alla rinuncia del ricorso e alla sua accettazione. La decisione evidenzia come la volontà delle parti possa porre fine a una controversia in qualsiasi fase del processo, anche davanti alla Suprema Corte.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio una causa per la restituzione di contributi previdenziali, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a seguito di una giurisprudenza sfavorevole consolidatasi nel frattempo, ha optato per la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento di cui era venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica originale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12163/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla recente normativa che vieta l'impugnazione dell'estratto di ruolo, consentendo l'azione diretta contro il ruolo o la cartella non notificata solo in casi specifici in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto, come l'esclusione da appalti pubblici. La Corte ha confermato che tale principio si applica anche ai processi in corso.
Continua »
Custodia Cautelare: Cassazione su Omicidio Aggravato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, condannato in primo grado all'ergastolo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere, contro l'ordinanza che confermava la sua custodia cautelare in carcere. La Corte ha stabilito che, per reati di tale gravità, la presunzione di pericolosità non può essere superata da elementi generici come il tempo trascorso, la giovane età o un percorso risocializzante non adeguatamente documentato. La sentenza di condanna, sebbene non definitiva, costituisce un parametro fondamentale per valutare la persistenza delle esigenze cautelari.
Continua »
Lesioni colpose caccia: la Cassazione conferma
Un cacciatore, condannato per lesioni colpose caccia ai danni di un altro cacciatore, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", che limita il riesame dei fatti in sede di legittimità, e sulla logicità delle motivazioni dei giudici di merito, che avevano ritenuto provata la responsabilità dell'imputato oltre ogni ragionevole dubbio senza necessità di ulteriori perizie tecniche.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibile se firmato da te
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19422/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché proposto personalmente dall'imputato e non da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione conferma la rigorosa applicazione dell'art. 613 c.p.p., che impone il patrocinio di un avvocato cassazionista a pena di inammissibilità. L'appellante, condannato per tentato furto, è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in Appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha stabilito che la richiesta di sanzioni sostitutive deve essere parte dell'accordo e che i motivi di ricorso sono limitati, confermando la legittimità costituzionale della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici in quanto legata alla discrezionalità del giudice sulla pena principale.
Continua »
Privilegio tributi regionali: la Cassazione si esprime
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13714/2024, ha stabilito che i crediti delle Regioni per le tasse automobilistiche non pagate devono essere considerati privilegiati in caso di fallimento del debitore. Superando un'interpretazione letterale dell'art. 2752 c.c., la Corte ha applicato un'interpretazione estensiva, equiparando le Regioni agli altri enti territoriali come Comuni e Province. La decisione riconosce il 'privilegio tributi regionali' basandosi sulla necessità di assicurare a tutti gli enti territoriali le risorse per svolgere le loro funzioni istituzionali.
Continua »
Risarcimento contratti a termine: la Cassazione decide
Un lavoratore ha citato in giudizio un consorzio pubblico per l'uso abusivo di 17 contratti a tempo determinato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al risarcimento contratti a termine nel pubblico impiego non è limitato al superamento dei 36 mesi di servizio, ma deriva da qualsiasi violazione di norme imperative, in linea con il diritto europeo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Diniego autotutela: quando l’impugnazione è tardiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente che aveva impugnato tardivamente un diniego di autotutela. La sentenza stabilisce che, una volta emesso un primo provvedimento di rigetto a un'istanza di sgravio, eventuali successivi dinieghi sono meramente confermativi e non riaprono i termini per l'impugnazione. La Corte ha inoltre ribadito i limiti alla possibilità di impugnare l'estratto di ruolo, confermando che il rapporto tributario era ormai divenuto definitivo.
Continua »
Imposta unica scommesse: Cassazione e anni pre-2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17594/2024, ha annullato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2009. Il caso riguardava il titolare di un centro scommesse che operava per conto di un bookmaker senza concessione. La Corte ha stabilito che, per i periodi d'imposta anteriori al 2011, il soggetto passivo del tributo è unicamente il bookmaker e non il ricevitore (CTD). Questa decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità dell'applicazione retroattiva della norma che estendeva l'obbligo fiscale anche ai ricevitori, per violazione del principio di capacità contributiva.
Continua »
Equo indennizzo: il valore è il credito ammesso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17583/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di equo indennizzo per eccessiva durata dei processi. In una procedura fallimentare, il valore della causa, su cui si calcola l'indennizzo, non è l'importo finale liquidato al creditore, bensì l'ammontare del credito originariamente ammesso al passivo. La Corte ha ritenuto irrazionale e priva di base normativa la prassi di ridurre l'indennizzo in base al risultato della distribuzione finale.
Continua »