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Art. 112 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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1858 provvedimenti

Altri anni per Art. 112 Codice di Procedura Civile

Risarcimento danni da cani randagi: l’aggressione non basta
Un motociclista, aggredito da un cane randagio, ha chiesto il risarcimento danni da cani randagi al Comune e all'Azienda Sanitaria Locale. Il Tribunale ha condannato l'Azienda Sanitaria, ritenendo sufficiente la presenza dell'animale per dimostrare la colpa dell'ente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Azienda Sanitaria, chiarendo che spetta al danneggiato dimostrare la colpa della Pubblica Amministrazione. Non basta la sola aggressione: il cittadino deve provare che l'ente ha ignorato precedenti segnalazioni o ha organizzato male il servizio di prevenzione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Contributi Gestione separata: sanzioni cancellate ai professionisti
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento dei Contributi Gestione separata a diversi professionisti (architetti e ingegneri) iscritti ai rispettivi albi ma non alla cassa professionale autonoma. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di iscrizione sussiste per chi svolge attività abituale senza versare il contributo soggettivo alla propria cassa. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso di una professionista poiché il giudice d'appello ha omesso di pronunciarsi sulla prescrizione del debito. Inoltre, applicando una recente decisione della Corte Costituzionale, la Cassazione ha esonerato i professionisti dalle sanzioni civili per il periodo precedente al 6 luglio 2011. Infine, ha dichiarato estinto il processo per un lavoratore che ha aderito alla definizione agevolata.
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Autonomia del giudizio civile: stop ai blocchi per cause penali
L'Acquirente di quote societarie impugna il lodo arbitrale che aveva limitato il risarcimento escludendo l'esame della truffa commessa dal Venditore, poiché i fatti erano oggetto di un processo penale pendente. La Corte d'appello respinge l'impugnazione, ritenendo insindacabile la scelta degli arbitri. La Cassazione accoglie il ricorso dell'Acquirente, sancendo il principio dell'autonomia del giudizio civile rispetto a quello penale. Gli arbitri non possono rifiutarsi di accertare i fatti di causa solo perché pendono indagini penali sugli stessi, poiché ciò altera la domanda e viola il dovere di decidere l'intera controversia. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Revocatoria fallimentare: quando scatta l’obbligo di restituzione
Il Fallimento di una ditta di ceramiche ha promosso un'azione di revocatoria fallimentare contro una società di trasporti per recuperare i pagamenti ricevuti nell'anno precedente all'ammissione al concordato preventivo. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, confermando la sussistenza della conoscenza dello stato di insolvenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società di trasporti. I giudici hanno chiarito che la valutazione della consapevolezza dell'insolvenza è un giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità. Inoltre, in virtù del principio di consecuzione delle procedure, il periodo sospetto di un anno deve essere calcolato a ritroso dalla data di ammissione al concordato preventivo, applicando la legge vigente all'epoca dei fatti prima della riforma del 2005.
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Revocatoria fallimentare: la difesa tardiva costa caro
Una società creditrice ha impugnato la decisione che qualificava come eccezione in senso stretto l'esenzione da revocatoria fallimentare per i pagamenti effettuati nei termini d'uso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che spetta esclusivamente al creditore convenuto allegare e dimostrare tempestivamente la prassi commerciale derogatoria rispetto agli accordi scritti. Trattandosi di circostanze note solo alle parti, il giudice non può rilevarle d'ufficio. Di conseguenza, la società creditrice ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio e a pesanti sanzioni pecuniarie per aver insistito in un ricorso palesemente infondato.
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Tariffe servizi di accoglienza: la cooperativa perde la causa
Una cooperativa sociale ha chiesto al Comune il pagamento di oltre 230.000 euro per l'accoglienza di minori stranieri non accompagnati nel 2014, pretendendo una tariffa giornaliera di 76 euro. Il Comune si è opposto, applicando il limite di 45 euro al giorno previsto dalla normativa specifica. La Corte d'Appello ha confermato la tariffa ridotta. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della cooperativa, confermando che la determinazione delle tariffe servizi di accoglienza deve seguire le regole specifiche per i minori stranieri e che la cooperativa non ha fornito prove dettagliate sui singoli ospiti e sui costi. La cooperativa perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop effetti futuri
Una società di vendita auto e i suoi soci impugnano gli avvisi di accertamento per violazioni sul regime del margine e vendite non fatturate negli anni 2014 e 2015. I contribuenti sostengono che la definizione agevolata delle liti tributarie ottenuta per l'anno 2013, unita a una sentenza favorevole di primo grado, crei un precedente definitivo applicabile anche agli anni successivi. La Corte di Cassazione respinge questa tesi, chiarendo che la sanatoria estingue il processo ma non rende definitiva la sentenza precedente. Tuttavia, la Suprema Corte accoglie il ricorso dei contribuenti su due punti fondamentali: il giudice d'appello ha omesso di verificare se l'IVA fosse già inclusa nel prezzo delle auto vendute e non ha esaminato i calcoli sul regime del margine. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
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Rettifica del valore doganale: l’errore formale non cancella la verità
L'Azienda importava dagli Stati Uniti due autovetture di lusso e relativi pezzi di ricambio, dichiarando un determinato valore doganale. L'Amministrazione Doganale procedeva alla rettifica del valore doganale basandosi su documenti di esportazione americani che riportavano cifre superiori. I giudici di merito accoglievano il ricorso dell'Azienda, ritenendo provato che la differenza di valore dipendesse dall'inclusione dei dazi doganali pagati dal venditore estero (resa DDP) e che l'indicazione della clausola DAP fosse un mero errore materiale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, confermando che la valutazione dei documenti e delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. L'Azienda vince definitivamente la causa.
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Regolamento di confini: mappe catastali contro usucapione
I Proprietari del Fondo Limitrofo hanno promosso un'azione di regolamento di confini contro la Confinante, lamentando uno sbancamento abusivo e l'usurpazione di terreno. La Corte d'Appello ha confermato lo sconfinamento basandosi sulle mappe catastali e ha dichiarato inammissibile l'eccezione di usucapione sollevata dalla Confinante. Gli Eredi del Confinante hanno fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'eccezione di usucapione era ammissibile poiché la proprietà è un diritto autodeterminato e non costituisce una domanda nuova in appello. Inoltre, ha chiarito che l'uso delle mappe catastali richiede punti di ancoraggio reali e certi sul terreno. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Agevolazioni contributive: sconti negati per assunzioni sospette
L'Azienda ha richiesto all'INPS le agevolazioni contributive per aver assunto lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. L'INPS ha negato il beneficio e la Corte d'Appello ha confermato il rifiuto. I giudici hanno rilevato uno stretto collegamento societario tra l'Azienda che ha assunto e le imprese che avevano precedentemente licenziato i lavoratori. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che chi richiede un regime di favore deve dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti di legge. In particolare, l'assunzione deve rispondere a reali esigenze economiche e non a manovre elusive per ottenere sconti fiscali. L'Azienda perde la causa e non ottiene i benefici richiesti.
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Calcolo della quota di legittima: coniuge contro figli
Il Coniuge superstite ha promosso un'azione di riduzione per ottenere la propria quota di riserva sull'eredità del marito. I Figli hanno contestato la lesione e richiesto il riconoscimento di crediti per la costruzione di un immobile e per le spese funerarie. La Corte d'Appello ha ricalcolato le quote ma ha dichiarato prescritti d'ufficio i crediti dei figli. La Cassazione ha chiarito le regole sul calcolo della quota di legittima, confermando che la quota disponibile non si detrae dal relictum ma si calcola sulla massa fittizia. Ha inoltre accolto il ricorso dei Figli: il giudice non poteva rilevare d'ufficio la prescrizione del loro credito per la costruzione dell'immobile, né tralasciare le spese funerarie. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Adesione al verbale di constatazione: ricavi tassati e costi persi
Una società di rivendita moto ha presentato istanza di adesione al verbale di constatazione della Guardia di Finanza, che aveva rilevato vendite e acquisti non registrati. L'Agenzia delle Entrate ha emesso gli atti di definizione calcolando le imposte solo sui maggiori ricavi, senza dedurre i relativi costi di acquisto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che l'adesione al verbale di constatazione non obbliga l'amministrazione a riconoscere costi non documentati o non verificati dai militari, i quali avevano inserito tali cifre solo per completezza. Inoltre, la società non ha rispettato il principio di autosufficienza, omettendo di trascrivere le parti del verbale relative ai costi. Di conseguenza, la società perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Delega su conti esteri e obbligo dichiarativo quadro RW
L'Amministrazione Finanziaria ha sanzionato Il Contribuente per l'omessa compilazione del quadro RW relativa ad anni d'imposta dal 2004 al 2008. Il Contribuente disponeva di una delega a operare su conti svizzeri intestati a La Familiare Defunta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, ribadendo che l'obbligo dichiarativo quadro RW grava anche su chi ha la semplice disponibilità o delega di firma sui conti esteri. Inoltre, i giudici hanno stabilito che la difesa basata sulla buona fede e sul legittimo affidamento non può essere sollevata per la prima volta in appello, trattandosi di una domanda nuova inammissibile. La sentenza di secondo grado è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Accertamento Catastale: Cassazione conferma la validità della perizia
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'accertamento catastale di un complesso immobiliare sportivo, effettuato da una società basandosi su una perizia di stima. I giudici tributari di primo e secondo grado avevano dato ragione alla società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando la decisione precedente. La Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare l'applicazione della legge. La perizia di stima della società è stata ritenuta attendibile e ben motivata.
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Credito IVA non riconosciuto: la Cassazione annulla per motivazione insufficiente
Una società ha ricevuto una cartella di pagamento IVA per irregolarità nella dichiarazione 2009, con un credito IVA non riconosciuto. La società contestava l'ammontare, sostenendo errori nella dichiarazione e un minor debito. Dopo il rigetto nei primi due gradi, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. La Suprema Corte ha annullato la sentenza precedente, ritenendola priva di adeguata motivazione e perplessa sulla valutazione delle prove. Ha rinviato il caso alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame, ribadendo l'importanza di una motivazione chiara e del principio di neutralità dell'IVA.
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Donazioni e Lesione di Legittima: Cassazione Limita Condanne agli Eredi Appellanti
La Corte Suprema ha esaminato un caso di lesione di legittima riguardante le donazioni di una madre defunta ai figli. Un figlio aveva ricevuto donazioni indirette e dirette, riducendo la quota ereditaria degli altri fratelli. Il Tribunale aveva accolto la domanda di riduzione. La Corte d'Appello aveva ricalcolato l'asse ereditario, aumentando l'importo dovuto dal figlio beneficiario. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso del figlio beneficiario sulla questione di un giudicato interno. Ha accolto parzialmente il ricorso riguardo al divieto di reformatio in peius, stabilendo che la Corte d'Appello non poteva condannare il figlio a favore dei fratelli che non avevano proposto appello, ma ha confermato le condanne per le quote spettanti come eredi di una sorella che aveva appellato.
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Azione revocatoria trust: beni aggredibili anche se nel trust
Un creditore ha agito in giudizio per rendere inefficace un trust istituito da un debitore, sostenendo che l'atto aveva sottratto beni al patrimonio aggredibile. Il debitore ha contestato l'azione, affermando che l'atto istitutivo del trust non era revocabile di per sé e che il trasferimento dei beni era un atto dovuto derivante da accordi di divorzio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del debitore. Ha ribadito che l'azione revocatoria trust può colpire l'atto istitutivo se esso include anche il trasferimento dei beni. Ha inoltre escluso che il trust fosse un atto oneroso, confermando l'inefficacia dell'atto e la possibilità per il creditore di aggredire i beni.
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Contratto PA vs. Privato: la Revocazione sentenza non sana l’errore di diritto
Un laboratorio privato ha chiesto il pagamento di servizi a un'Azienda Sanitaria Locale. L'Azienda ha contestato, sostenendo la mancanza di un contratto scritto. La Corte d'Appello ha revocato l'ordine di pagamento, confermando l'assenza del contratto. Il laboratorio ha promosso una `revocazione sentenza`, lamentando un errore di fatto nella valutazione della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di `revocazione sentenza`, chiarendo che la Corte d'Appello aveva correttamente valutato la mancanza del contratto scritto e che l'errore lamentato era di diritto, non di fatto. Il laboratorio ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Onere della prova nel contratto d’appalto: l’Azienda non dimostra
Un'Azienda Appaltatrice ha chiesto il pagamento per servizi di manutenzione e forniture informatiche a un Ente Pubblico. Dopo il rigetto in primo grado e un parziale accoglimento in appello, l'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'Azienda non ha fornito la prova scritta del contenuto del contratto d'appalto, in particolare il capitolato tecnico. Questo ha impedito di dimostrare l'effettivo oggetto delle prestazioni. La sentenza sottolinea l'importanza dell'onere della prova nel contratto d'appalto, confermando che spetta a chi chiede il pagamento dimostrare l'esistenza e l'esecuzione degli accordi.
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Testamento Olografo Conteso: La Cassazione Chiarisce la Contestazione
Una Beneficiaria ha agito per petizione ereditaria, basandosi su un testamento olografo che la istituiva erede universale. L'Ente e gli Eredi del Defunto hanno contestato l'autenticità di questo testamento. Il Tribunale ha riconosciuto la Beneficiaria erede. La Corte d'Appello ha confermato, ritenendo tardiva la domanda di accertamento negativo dell'autenticità del testamento olografo proposta dalle controparti. La Cassazione ha rinviato la causa in pubblica udienza per esaminare la questione cruciale: come e quando si può introdurre una domanda di accertamento negativo per la contestazione testamento olografo da parte del convenuto.
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