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Art. 109 TUIR — Anno 2025

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306 provvedimenti

Altri anni per Art. 109 TUIR

Deducibilità spese sponsorizzazione: la presunzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17546/2025, ha riaffermato il principio della presunzione legale assoluta sulla deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche, entro il limite di 200.000 euro. Il caso riguardava una società a cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato tali costi. La Corte ha stabilito che, se sussistono le condizioni previste dalla legge (art. 90, L. 289/2002), l'amministrazione finanziaria non può sindacare la congruità o l'economicità della spesa, annullando la decisione di merito che ne aveva ridotto l'importo deducibile.
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Deduzione forfettaria costi: novità da Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15982/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali basati su indagini bancarie. Un imprenditore individuale, titolare di un'attività di raccolta di veicoli fuori uso, aveva subito un accertamento per maggiori ricavi derivanti da prelevamenti non giustificati. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su un punto cruciale: anche in caso di accertamento analitico-induttivo, deve essere riconosciuta una deduzione forfettaria dei costi relativi ai ricavi presunti. Questa decisione, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2023, sancisce che non è possibile tassare i ricavi presunti senza considerare i costi, anch'essi presunti, necessari per produrli.
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Robin Tax e conferimento d’azienda: i ricavi altrui
Una società, dopo aver ricevuto un ramo d'azienda tramite conferimento, chiedeva il rimborso della 'Robin Tax' sostenendo di non aver superato le soglie di ricavi nel periodo d'imposta precedente. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso, imponendo di sommare anche i ricavi realizzati dal ramo d'azienda quando era gestito dalla società conferente. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che per la Robin Tax e conferimento d'azienda si devono considerare solo i ricavi propri del soggetto obbligato, poiché una circolare ministeriale non può estendere l'applicazione di una norma fiscale oltre il suo tenore letterale.
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Deduzione costi figli: non ammessa per professionisti
Un professionista, a seguito di un accertamento fiscale per omessa dichiarazione dei redditi, si era visto riconoscere dal giudice di merito il diritto a dedurre dal reddito il 50% delle spese per il mantenimento dei figli. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la deduzione costi figli non è ammissibile per i redditi da lavoro autonomo. Queste spese, infatti, sono di natura personale e non rispettano il principio di inerenza all'attività professionale, requisito fondamentale per la deducibilità di un costo. La Corte ha distinto nettamente tra deduzione di un costo e detrazione per carichi di famiglia.
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Contraddittorio endoprocedimentale: obbligatorio per ogni anno
Una società in liquidazione ha ricevuto un avviso di accertamento IVA per l'anno 2015, basato su indagini relative al 2014, senza che l'Agenzia delle Entrate avviasse una nuova procedura di confronto per il 2015. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento dell'atto, stabilendo che il diritto al contraddittorio endoprocedimentale è un principio fondamentale che deve essere garantito per ogni singolo periodo d'imposta e per ogni atto impositivo autonomo, anche se le questioni fiscali sono connesse. La decisione ribadisce che la violazione di tale diritto rende l'atto illegittimo se il contribuente dimostra che avrebbe avuto argomenti validi da presentare.
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Costi presunti: sì alla deduzione forfettaria
Una società e i suoi soci hanno impugnato avvisi di accertamento fondati su indagini finanziarie. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso, ha stabilito un principio fondamentale in materia di costi presunti. In caso di accertamento basato su prelevamenti bancari non giustificati, considerati ricavi occulti, il contribuente ha il diritto di vedersi riconosciuta una deduzione forfettaria dei costi di produzione. La Corte ha cassato la sentenza di merito che negava tale possibilità, rinviando il caso per una nuova determinazione del reddito imponibile.
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Giudicato esterno e fusione: la Cassazione decide
Una società, nata da una fusione, contesta un accertamento fiscale sostenendo l'esistenza di un precedente giudicato esterno favorevole, formatosi su una causa identica che coinvolgeva una delle società incorporate. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza della questione sull'estensione degli effetti del giudicato esterno in caso di fusione societaria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Onere della prova: Cassazione su costi e IVA
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribaltato la decisione di una corte tributaria regionale, riaffermando un principio fondamentale: l'onere della prova per la deducibilità dei costi e la detrazione dell'IVA spetta interamente al contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare non solo la certezza della spesa, ma anche la sua diretta connessione (inerenza) con l'attività d'impresa. La semplice mancata contestazione dell'esistenza di una fattura da parte dell'amministrazione finanziaria non è considerata una prova sufficiente.
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Onere della prova costi: la Cassazione decide
L'appello di una società immobiliare per la deduzione di costi documentati da una fattura generica è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova costi ricade sul contribuente, il quale deve dimostrarne l'inerenza e la certezza non solo con una fattura, ma con prove dettagliate a supporto. Una fattura generica per "servizi di segreteria" da una società non autorizzata a fornirli è stata ritenuta insufficiente.
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Detrazione contributi partiti: la Cassazione chiarisce
La Cassazione, con Ordinanza n. 18407/2025, ha chiarito la differenza tra deducibilità e detrazione per i contributi ai partiti politici. Una società di trasporti aveva dedotto l'importo come costo, ma la Corte ha specificato che la legge prevede solo una detrazione d'imposta del 19%, accogliendo il ricorso dell'Agenzia Fiscale su questo punto e cassando la sentenza d'appello.
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Giudicato penale assolutorio: effetti sul Fisco
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato alle Sezioni Unite una questione cruciale sul rapporto tra processo penale e tributario. Il caso riguarda un'azienda soggetta a un accertamento fiscale per operazioni ritenute inesistenti. Durante il giudizio, è entrata in vigore una nuova legge (art. 21-bis, D.Lgs. 74/2000) che attribuisce efficacia di giudicato nel processo tributario alla sentenza penale irrevocabile di assoluzione "perché il fatto non sussiste". Data la complessità interpretativa della nuova norma, in particolare sulla sua applicazione retroattiva e sull'ampiezza dei suoi effetti, la Corte ha ritenuto necessario un pronunciamento delle Sezioni Unite per garantire l'uniforme interpretazione del diritto.
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Deducibilità spese trasferta: quando è integrale?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità delle spese di trasferta rimborsate da un'associazione professionale ai propri soci per l'uso delle loro auto personali è integrale e non limitata al 40%. La Corte ha chiarito che il limite previsto dall'art. 164 del TUIR si applica solo ai veicoli di proprietà o strumentali all'associazione stessa, mentre i rimborsi per le auto dei soci rientrano nel principio generale di inerenza e sono pienamente deducibili se strettamente legati all'attività professionale.
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Responsabilità liquidatore società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un ex liquidatore ritenuto responsabile per i debiti fiscali di una società cancellata dal registro delle imprese. La Corte ha chiarito che la responsabilità del liquidatore di una società estinta non è una successione nel debito tributario, ma una responsabilità civile *iure proprio*, che sorge per la violazione degli obblighi di corretta gestione della liquidazione. Non è necessaria la preventiva iscrizione a ruolo del debito della società. La Corte ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia su alcuni motivi, rinviando la causa per un nuovo esame sui fatti.
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Giudicato penale: efficacia nel processo tributario
Una società di servizi, dopo aver subito un accertamento fiscale per operazioni inesistenti, ottiene l'assoluzione penale per il proprio legale rappresentante. La Corte di Cassazione, di fronte a una nuova legge che sancisce l'efficacia del giudicato penale nel processo tributario, si trova di fronte a complessi dubbi interpretativi. L'ordinanza interlocutoria in esame sospende la decisione e rimette la questione di massima importanza alle Sezioni Unite, al fine di chiarire l'ambito e i limiti di applicabilità della nuova normativa.
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Deducibilità spese sponsorizzazione: la Cassazione
Una società si è vista negare la deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva dilettantistica, poiché l'Agenzia delle Entrate le riteneva antieconomiche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, ribadendo che l'art. 90 della L. 289/2002 stabilisce una presunzione legale assoluta sulla natura pubblicitaria di tali costi. Questa presunzione copre sia l'inerenza sia la congruità della spesa, impedendo al Fisco di contestarla sulla base di una presunta antieconomicità, a patto che siano rispettate determinate condizioni.
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Divieto dei nova: Cassazione chiarisce i limiti
Una società immobiliare si vede contestare la deducibilità di alcuni costi. In appello, la Commissione Tributaria Regionale dichiara inammissibile un motivo dell'Agenzia delle Entrate applicando il divieto dei nova. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che tale divieto si applica principalmente al contribuente. L'Amministrazione Finanziaria non può introdurre nuove pretese, ma può approfondire le difese già contenute nell'atto di accertamento. La sentenza di merito viene cassata anche per motivazione apparente, in quanto generica e priva di un'analisi effettiva delle prove.
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Sale and lease back: la plusvalenza si tassa per competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17947/2025, ha stabilito che la plusvalenza generata da un'operazione di sale and lease back non deve essere tassata interamente nell'anno di realizzo, ma va ripartita per competenza lungo la durata del contratto di leasing. La Corte ha sottolineato che il sale and lease back è un'operazione con causa finanziaria, finalizzata a fornire liquidità all'impresa, e non una semplice compravendita. Pertanto, prevale il principio della sostanza sulla forma, e la disciplina civilistica (art. 2425 bis c.c.) deroga a quella fiscale generale sulle plusvalenze (art. 86 TUIR).
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Termine ripresa notifica: quando l’appello è tardivo
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate per tardività. Dopo una prima notifica fallita per errore dell'indirizzo, l'ente non ha rispettato il termine per la ripresa della notifica, fissato dalla giurisprudenza nella metà del tempo previsto per l'impugnazione. La mancata tempestività ha reso l'appello definitivo.
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Presunzione prelevamenti: costi deducibili sempre
Un imprenditore nel settore della demolizione veicoli è stato oggetto di un accertamento fiscale basato su prelevamenti bancari non giustificati. La Corte di Cassazione ha confermato che la presunzione legale che tali prelevamenti costituiscano ricavi si applica a tutti gli imprenditori, ma, in una svolta significativa, ha stabilito che deve essere sempre riconosciuta una deduzione forfettaria dei costi correlati, anche in assenza di documentazione specifica. Questa decisione, basata su un recente intervento della Corte Costituzionale, cambia le regole per la difesa del contribuente.
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Ricorso inammissibile per errore nel deposito atti
Una società di trasporti ha visto il suo ricorso contro un accertamento fiscale dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La decisione non è entrata nel merito della deducibilità dei costi carburante, ma si è basata su un errore procedurale fatale: il mancato deposito della sentenza d'appello impugnata, requisito essenziale per la procedibilità del ricorso.
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