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Art. 109 TUIR — Anno 2025

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306 provvedimenti

Altri anni per Art. 109 TUIR

Operazioni inesistenti: come difendersi dall’Agenzia
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società a responsabilità limitata e del suo socio contro un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. I ricorrenti sostenevano la litispendenza, dato che un precedente accertamento era stato annullato in autotutela. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'emissione di un nuovo avviso di accertamento non genera litispendenza. Inoltre, ha ribadito che in caso di contestazione di operazioni inesistenti, l'onere di provare l'effettività delle transazioni commerciali ricade sul contribuente, che non può limitarsi a produrre la sola documentazione contabile.
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Decadenza accertamento elusione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, in tema di decadenza accertamento elusione, ha chiarito che il termine per l'accertamento di un'operazione elusiva con effetti pluriennali decorre dall'anno in cui si manifesta il vantaggio fiscale e non dall'anno in cui l'atto è stato compiuto. Nel caso specifico, pur accogliendo in astratto questo principio a favore del Fisco, la Corte ha rigettato il ricorso perché la valutazione sulla non abusività della fusione contestata, operata dal giudice di merito, costituiva un insindacabile accertamento di fatto.
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Onere prova deduzione costi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1466/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia fiscale: l'onere della prova per la deduzione dei costi spetta interamente al contribuente. Il caso riguardava una società a cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deduzione di costi per prestazioni di servizi, ritenendoli non inerenti e pagati in contanti. Dopo due sentenze favorevoli al contribuente nei gradi di merito, la Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello. La Corte ha stabilito che il giudice di secondo grado aveva errato nel confermare la prima sentenza con una motivazione apparente, senza analizzare le specifiche contestazioni dell'Agenzia. È stato affermato che il contribuente deve dimostrare attivamente l'inerenza, la certezza e la determinabilità dei costi, non potendo limitarsi a una generica contestazione dell'operato dell'Ufficio.
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Accertamento tributario e onere della prova: la Cassazione
Una società contesta un accertamento tributario per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, annullando l'accertamento sull'IRAP per l'inapplicabilità del raddoppio dei termini e affermando che l'Agenzia delle Entrate non può richiedere documenti di cui è già in possesso, invertendo così l'onere della prova.
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Sopravvenienze attive: la tassazione per competenza
Un'azienda non aveva tassato delle sopravvenienze attive, qualificandole come straordinarie non imponibili. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale operato, sostenendo che dovessero essere tassate nell'anno di competenza. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che le sopravvenienze attive devono essere tassate nell'esercizio in cui si acquisisce la certezza della loro esistenza, in base al principio di competenza fiscale, cassando la decisione dei giudici di merito.
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Motivazione parvente: sentenza nulla senza ragioni
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione parvente. Il caso riguardava una controversia tra l'Agenzia delle Entrate e una società in fallimento sulla deducibilità di perdite fiscali pregresse. I giudici di secondo grado si erano limitati a confermare la deduzione con una frase apodittica, senza spiegare il ragionamento logico seguito. La Suprema Corte ha stabilito che tale motivazione, essendo solo apparente e non sostanziale, rende la sentenza nulla, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Indennità di trasferta: quando è deducibile?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società di distribuzione alimentare contro un avviso di accertamento. L'ordinanza conferma l'indeducibilità dei costi per l'indennità di trasferta degli amministratori per gli spostamenti casa-lavoro e dichiara inammissibili le censure su accantonamenti IRAP e sopravvenienze passive in virtù della regola della 'doppia conforme', non essendo stati provati i presupposti per la deducibilità.
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Spese di sponsorizzazione: i limiti alla deducibilità
Una società si è vista contestare la deducibilità di costi per la sponsorizzazione di un'associazione sportiva. L'Agenzia delle Entrate sosteneva la mancanza di inerenza della spesa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha chiarito che, per la deducibilità delle spese di sponsorizzazione, è sufficiente che la spesa sia idonea a generare un ritorno economico, senza che il contribuente debba fornire la prova concreta di tale ritorno.
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Abuso del diritto: quando un contratto è elusivo
La Cassazione ha chiarito che un contratto di locazione tra una società figlia e la sua controllante, che trasferisce quasi tutti i ricavi alla controllante esentasse, costituisce abuso del diritto. Tale operazione, priva di valide ragioni economiche per la controllata, è stata ritenuta elusiva ai fini fiscali.
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Abuso del diritto: quando un contratto è antieconomico
Una società trasferiva quasi la totalità dei suoi ricavi alla controllante, un fondo immobiliare esentasse, attraverso un contratto di locazione. La Corte di Cassazione ha qualificato questa operazione come abuso del diritto, poiché priva di una valida ragione economica e finalizzata unicamente a ottenere un vantaggio fiscale indebito, ribaltando la decisione della corte d'appello.
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Efficacia sentenza penale: assoluzione blocca Fisco
Una società impugnava una serie di accertamenti fiscali. La Corte di Cassazione, pur dichiarando inammissibili gran parte dei motivi, ha accolto quello relativo all'efficacia della sentenza penale di assoluzione. In base a una recente normativa, l'assoluzione definitiva nel processo penale per insussistenza del fatto blocca la pretesa fiscale basata sugli stessi fatti, annullando l'accertamento relativo a costi ritenuti indeducibili. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello con rinvio su questo specifico punto.
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Deducibilità interessi passivi: la Cassazione decide
Una società era stata oggetto di un avviso di accertamento per aver dedotto interessi passivi relativi a un finanziamento concesso ai propri soci per l'acquisto di un immobile personale. L'Agenzia delle Entrate, riscontrando una grave irregolarità contabile (un credito verso soci indicato in bilancio per un importo inferiore a quello reale), aveva proceduto con un accertamento induttivo 'puro', rideterminando il reddito. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso della società, stabilendo che una singola, seppur grave, violazione contabile non è sufficiente a giustificare un accertamento induttivo 'puro' che ignori l'intera contabilità. Inoltre, ha chiarito i principi sulla deducibilità interessi passivi, affermando che questi sono deducibili se hanno un'inerenza generica con l'attività d'impresa nel suo complesso, cassando la sentenza d'appello che ne aveva negato la deducibilità basandosi su un'errata valutazione dell'inerenza e sull'antieconomicità dell'operazione.
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Diritto di difesa: sentenza nulla senza udienza pubblica
La Cassazione annulla una sentenza tributaria per violazione del diritto di difesa. Una società, accusata di frode carosello, si era vista negare l'udienza pubblica richiesta durante l'emergenza Covid-19. La Corte ha stabilito che il deposito di memorie scritte non costituisce rinuncia all'udienza, dichiarando la sentenza nulla e rinviando il caso per un nuovo esame nel rispetto del contraddittorio.
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Fatture false: prova della frode e oneri del contribuente
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un'azienda coinvolta in una frode carosello, confermando un accertamento fiscale per l'utilizzo di fatture false. La sentenza chiarisce che l'Amministrazione finanziaria può provare la frode tramite presunzioni, spostando sul contribuente l'onere di dimostrare la propria buona fede e la diligenza nell'operare. Viene inoltre confermata l'indeducibilità di costi per consulenze per mancata prova dell'effettiva esecuzione delle prestazioni.
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Deducibilità dei costi: la Cassazione e l’inerenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate, confermando la non deducibilità dei costi per consulenze commerciali e finanziarie. La decisione si fonda sulla mancanza del requisito di inerenza, ritenuto un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. La Corte ha sottolineato che il ricorso della società, pur formalmente basato su una violazione di legge, mirava in realtà a una inammissibile rivalutazione delle prove e dei fatti già giudicati nei gradi di merito.
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Litisconsorzio necessario: la società di fatto vince
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per evasione fiscale nei confronti di un socio di una cooperativa, riqualificata dal Fisco come società di fatto. La decisione si fonda sul principio del litisconsorzio necessario: poiché la controversia verteva sull'esistenza stessa della società, tutti i presunti soci avrebbero dovuto partecipare al processo. L'assenza anche di un solo socio ha reso nulli i giudizi di merito, con rinvio della causa al primo grado per la corretta instaurazione del contraddittorio.
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Momento impositivo permuta: quando si pagano le tasse?
La Corte di Cassazione affronta il tema del momento impositivo in una permuta immobiliare tra un terreno e appartamenti da costruire. La controversia nasce da un pagamento aggiuntivo per una porzione di immobile venuta a esistenza in un anno successivo a quello del contratto principale. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel non considerare il fatto decisivo della reale venuta ad esistenza del bene, che determina il corretto momento impositivo della permuta. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Onere della prova costi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una contribuente, stabilendo che per la deduzione dei costi non è sufficiente la loro documentazione, ma è fondamentale l'onere della prova costi a carico del contribuente, che deve dimostrarne l'inerenza all'attività svolta. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata per motivazione apparente, poiché aveva concesso una deduzione forfettaria senza una valutazione specifica del requisito dell'inerenza.
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Costi antieconomici: quando sono indeducibili?
Una società finanziaria impugna un avviso di accertamento per costi antieconomici e altre spese. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando l'indeducibilità dei costi ritenuti non inerenti e frutto di pianificazione fiscale elusiva con parti correlate, e chiarisce il valore probatorio del verbale di constatazione.
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Ricorso inammissibile: la notifica è cruciale
L'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso contro una società per questioni relative ad aliquote di ammortamento e deducibilità di costi di sponsorizzazione. Nonostante i validi motivi di merito, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della mancata prova dell'avvenuta notifica dell'atto alla controparte. La decisione sottolinea come un vizio procedurale possa precludere l'esame del caso, rendendo definitiva la sentenza di grado inferiore favorevole al contribuente.
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