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Usura

361 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chi si fa dare o promettere interessi o altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usura Interessi di Mora nel Leasing: La Cassazione chiarisce i limiti
L'Utilizzatrice di un contratto di leasing immobiliare ha contestato la nullità del contratto per presunta usura interessi di mora. La Banca aveva risolto il contratto per inadempimento dell'Utilizzatrice. La Corte di Cassazione ha confermato che la disciplina antiusura si applica anche agli interessi moratori, ma ha ribadito un metodo di calcolo specifico per la soglia di usura per tali interessi. Nel caso specifico, il tasso moratorio, sebbene superiore al tasso corrispettivo, non superava la soglia di usura calcolata con la formula corretta. Il ricorso dell'Utilizzatrice è stato rigettato.
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Nullità Commissione Massimo Scoperto: La Cassazione Conferma i Limiti Bancari
Una Società si è opposta a un decreto ingiuntivo di una Banca per un saldo debitore. I giudici di merito hanno rilevato interessi usurari e la **nullità commissione massimo scoperto** per indeterminatezza. La Banca ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'interpretazione dei tassi e la validità della CMS. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando che la clausola sulla commissione di massimo scoperto deve indicare chiaramente i criteri di calcolo, non solo una percentuale, per essere valida. La Società ha vinto, e la Banca non ha ottenuto il pagamento delle somme contestate.
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Interessi usurari: Cassazione distingue tra moratori e corrispettivi
Un Cliente ha contestato un mutuo, sostenendo la presenza di interessi usurari. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il superamento del tasso soglia solo per gli interessi di mora, ma non per quelli corrispettivi, poiché gli interessi di mora non erano mai stati applicati. Il Cliente ha proposto ricorso in Cassazione, chiedendo che la nullità degli interessi moratori usurari si estendesse anche a quelli corrispettivi. La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la disciplina antiusura si applica agli interessi moratori, rendendo nulla la clausola usuraria. Tuttavia, ha ribadito che tale nullità non si estende agli interessi corrispettivi, soprattutto se gli interessi moratori non sono mai stati richiesti o pagati.
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Estinzione anticipata leasing: quando la compravendita prevale sul riscatto
Un Professionista, utilizzatore di un immobile in leasing, ha tentato l'estinzione anticipata del leasing e il riscatto del bene. La Società di Leasing ha proposto un prezzo. Durante la controversia sui costi, le parti hanno stipulato un nuovo contratto di compravendita per l'immobile a un prezzo superiore. Il Professionista ha chiesto la restituzione delle somme pagate in eccesso, contestando la natura usuraia degli interessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il nuovo contratto di compravendita ha sostituito il leasing. Le somme aggiuntive erano parte del prezzo liberamente pattuito nella compravendita, non interessi usurari. Il Professionista ha perso la causa.
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Ius variandi bancario: società perde ricorso, deve pagare le spese
Una società immobiliare ha chiesto a una banca la restituzione di somme, ritenute interessi usurari e frutto di capitalizzazione trimestrale. Il Tribunale le ha dato ragione, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, respingendo la richiesta della società. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La società non ha adeguatamente dimostrato di aver contestato il mancato rispetto delle condizioni per l'esercizio dello ius variandi bancario da parte della banca nei gradi precedenti. La società ha perso e deve pagare le spese legali.
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Interessi usurari bancari: la Cassazione frena il ricalcolo retroattivo
Una Società e i suoi Garanti si opposero a un decreto ingiuntivo di una Banca, contestando la presenza di interessi usurari bancari e anatocismo in un conto corrente concluso prima del 1996. Il Tribunale diede loro ragione, ma la Corte d'Appello stabilì che la legge sull'usura (L. 108/1996) non si applica retroattivamente ai contratti già esauriti prima della sua entrata in vigore. La Cassazione ha confermato questa interpretazione, dichiarando inammissibile il ricorso della Società e dei Garanti. La sentenza ribadisce che per i rapporti bancari chiusi prima del 1996, la normativa anti-usura non può essere applicata per ricalcolare gli interessi.
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Usura bancaria: penale estinzione anticipata non è tasso usurario
Un'Azienda e i suoi Garanti hanno contestato un decreto ingiuntivo di una Banca, lamentando l'illegittima capitalizzazione degli interessi e l'applicazione di tassi usurari su mutui e un conto corrente. La Corte d'Appello aveva già escluso il superamento del tasso soglia per i finanziamenti e il conto corrente, anche dopo aver espunto le commissioni di massimo scoperto dal calcolo del TAEG. La Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso. Ha ribadito che la penale per estinzione anticipata non rientra nel calcolo del tasso di usura bancaria.
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Riscossione mutuo vittime usura: Protezione vs. Obbligo di Restituzione
Una vittima di usura aveva ricevuto un mutuo agevolato da un ente pubblico, ma non ha restituito le rate. L'ente ha avviato la riscossione tramite cartella di pagamento e iscrizione a ruolo. La vittima ha contestato questa modalità, sostenendo che la riscossione mutuo vittime usura con tali strumenti fosse incompatibile con la sua protezione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'ente può utilizzare la riscossione coattiva, poiché la protezione delle vittime (concessione di mutui) è distinta dall'obbligo di restituire le somme in caso di inadempimento, come previsto nell'atto di concessione. La sentenza ha quindi dato ragione all'ente.
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Fideiussione Omnibus: Ricorsi Inammissibili per Genericità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale che quello incidentale in una controversia bancaria. La vicenda vedeva alcuni fideiussori, ex soci di una società estinta, contestare un decreto ingiuntivo della banca. Essi lamentavano l'applicazione di interessi usurari, anatocismo e la commissione di massimo scoperto, oltre a difetti di documentazione. La Corte d'Appello aveva già respinto gran parte delle loro doglianze per genericità o mancanza di prove. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità dei ricorsi, rilevando che le censure erano troppo generiche e non specificavano adeguatamente i motivi di appello, impedendo una valutazione nel merito. Il principio della fideiussione omnibus, benché contestato, è stato ritenuto valido dalla Corte d'Appello. Le spese sono state compensate.
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Dichiarazione di fallimento: l’Azienda perde contro la Banca sull’usura
Un'Azienda è stata dichiarata fallita su richiesta di una Banca. L'Azienda ha contestato la Dichiarazione di fallimento, sostenendo che il credito della Banca derivava da tassi usurari su conto corrente e mutui, e che essa vantava un controcredito superiore. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, ritenendo insufficienti le prove dell'Azienda. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che per la Dichiarazione di fallimento è sufficiente un accertamento incidentale del credito e che le perizie di parte sull'usura non hanno valore probatorio autonomo. Il ricorso dell'Azienda è stato rigettato.
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Contratto bancario senza firma e usura: la Cassazione rigetta il ricorso
Un'Azienda ha contestato un saldo debitorio su un conto corrente, sostenendo la nullità del contratto per la mancata firma della Banca e l'illegittimità degli interessi, compresa l'usura bancaria dovuta al calcolo errato delle commissioni di massimo scoperto (c.m.s.). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che la mancata sottoscrizione della Banca non invalida il contratto se la volontà di avvalersene è dimostrata da comportamenti concludenti. Inoltre, per contestare l'usura bancaria legata alle c.m.s., è necessario dimostrare in modo specifico l'effettivo superamento della soglia usuraria, un onere che l'Azienda non ha assolto.
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Onere della prova correntista: il cliente deve dimostrare i pagamenti
Un correntista ha citato in giudizio una Banca per la restituzione di somme, sostenendo l'applicazione di interessi usurari e anatocistici. Il Tribunale gli ha dato ragione, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, affermando che il correntista aveva l'onere della prova di ricostruire l'intero rapporto bancario tramite tutti gli estratti conto. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, dichiarando inammissibile il ricorso del correntista. Ha ribadito che l'onere della prova correntista ricade sul cliente che chiede la ripetizione dell'indebito, il quale deve produrre la documentazione completa del conto.
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Intervento adesivo dipendente: quando l’aiuto non basta per appellare
Un'azienda ha citato in giudizio una Banca per presunti interessi anatocistici e usurari. Durante il processo, l'azienda è fallita. Un ex amministratore e fideiussore dell'azienda (Il Fideiussore) è intervenuto nella causa. Il Tribunale ha dichiarato il processo estinto per mancata riassunzione tempestiva e ha ritenuto l'intervento del Fideiussore inefficace. La Corte d'Appello ha confermato, negando al Fideiussore la legittimazione ad appellare, poiché il suo intervento era di tipo 'intervento adesivo dipendente'. La Corte di Cassazione ha ribadito che l'interveniente adesivo dipendente non ha un autonomo potere di impugnazione, a meno che la sentenza non riguardi direttamente la qualificazione del suo intervento o le spese. Il ricorso del Fideiussore è stato dichiarato inammissibile.
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Opposizione Esecutiva: Sospensione Feriale dei Termini non si Applica
Un Debitore ha contestato il diritto di una Banca a procedere con un'esecuzione forzata basata su un contratto di mutuo, sostenendo l'usura dei tassi di interesse e vizi del titolo esecutivo. I giudici di merito hanno respinto le sue richieste. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Debitore inammissibile. La Corte ha stabilito che il ricorso era stato presentato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza d'appello. Ha ribadito che la `sospensione feriale dei termini` non si applica ai giudizi di opposizione all'esecuzione, anche quando sono presenti domande connesse come l'accertamento dell'usura.
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Usura interessi leasing: Moratori nulli, Corrispettivi validi? La Cassazione
L'Utilizzatrice di un contratto di leasing ha contestato la validità di una clausola sugli interessi moratori, ritenendola usuraria. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità di questa clausola ma ha mantenuto valido il contratto per gli interessi corrispettivi. La Cassazione, con la sentenza 21973/2022, ha confermato che l'usura interessi leasing, se riguarda solo gli interessi moratori, non rende nulli anche quelli corrispettivi. Questi ultimi, che rappresentano il costo del finanziamento, restano dovuti. Il ricorso principale è stato rigettato, e quello incidentale dichiarato inammissibile, confermando la decisione precedente.
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Nullità Fideiussione: Quando la Cassazione dichiara il ricorso inammissibile
Alcuni fideiussori hanno presentato ricorso in Cassazione contro una banca, contestando la validità delle fideiussioni per presunta usura e intese anticoncorrenziali. Essi chiedevano l'annullamento di un decreto ingiuntivo che li obbligava a pagare un debito di quasi un milione di euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi addotti, come la nullità fideiussione per usura o intese illecite, sono stati ritenuti non sufficientemente specifici o sollevati tardivamente, essendo coperti da giudicato. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese legali e a una somma aggiuntiva per lite temeraria.
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Confisca beni illeciti: l’onere della prova sui redditi non dichiarati
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca beni illeciti di immobili appartenenti a due soggetti condannati per usura. I ricorrenti lamentavano un cambio di base normativa per la confisca e l'errata valutazione delle loro capacità reddituali, incluse quelle derivanti da evasione IVA. La Corte ha ribadito che la confisca era sempre stata di tipo "allargato" e che spettava ai condannati dimostrare la legittima provenienza dei fondi, anche se non dichiarati al fisco, con elementi concreti e specifici. Non avendo fornito prove sufficienti, i ricorsi sono stati rigettati, confermando la confisca.
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Usura: Cassazione conferma condanna e nullità contratto fittizio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di usura inflitta a un individuo, rigettando il suo ricorso. L'imputato era stato condannato in primo e secondo grado per aver applicato interessi eccessivi. Egli contestava l'attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa, la valutazione delle testimonianze e del contratto di compravendita immobiliare fittiziamente intestato a un terzo, oltre al calcolo della pena per la recidiva. La Suprema Corte ha ritenuto le motivazioni dei giudici precedenti logiche e coerenti, ribadendo che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito. Il ricorso è stato dichiarato infondato, con conseguente conferma della condanna e obbligo di pagare le spese processuali.
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Usura: Cassazione annulla condanna per dubbi sulle prove
Un individuo è stato condannato per usura aggravata. L'Imputato ha contestato la sentenza d'appello, sostenendo che la Corte non aveva valutato adeguatamente le prove a suo favore e aveva ignorato le incongruenze nelle dichiarazioni delle Persone Offese riguardo agli importi dei prestiti. La difesa ha evidenziato come la Corte d'Appello avesse riproposto le motivazioni del primo grado senza un confronto critico, violando il canone del ragionevole dubbio. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, rinviando il caso a un nuovo giudice d'appello per una nuova valutazione delle prove e una motivazione più coerente sul reato di usura.
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Usura: Ricorso Straordinario Inammissibile per Errore Procedurale
Un Condannato per usura ha presentato un ricorso straordinario contro una precedente decisione della Cassazione. Egli lamentava un errore di fatto: la Corte non avrebbe considerato una memoria difensiva che, in appello, sollevava una questione di nullità della sentenza di primo grado e la prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso straordinario. Ha stabilito che la memoria difensiva non aveva contestato specificamente la nullità, ma solo la prescrizione. Pertanto, la questione della nullità non era stata correttamente sollevata nei gradi precedenti, rendendo il ricorso inammissibile.
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