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Spaccio Lieve Entità

34 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spaccio lieve entità: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 85,5 grammi di cocaina. La Corte ha escluso l'ipotesi di spaccio lieve entità a causa dell'ingente quantitativo (443 dosi) e del contesto, che suggeriva un'attività continuativa.
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Spaccio lieve entità e ruolo del pusher: la Cassazione
Un individuo, condannato per aver importato 1 kg di cocaina, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione chiedendo il riconoscimento del reato di 'spaccio lieve entità' e le attenuanti generiche. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che per definire la lieve entità non si considera solo la quantità di droga, ma il ruolo operativo del soggetto all'interno della rete criminale. L'attivismo dell'imputato nel cercare acquirenti e sollecitare pagamenti ha dimostrato una notevole capacità criminale, escludendo così la possibilità di qualificare il fatto come lieve e di concedere le attenuanti.
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Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per spaccio, confermando la decisione della Corte d'Appello di non qualificare il reato come spaccio di lieve entità. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione deve essere complessiva, considerando non solo la quantità di droga, ma anche la natura continuativa dell'attività, il numero di clienti e l'esistenza di un canale di rifornimento stabile, elementi che nel caso di specie escludevano la minore gravità del fatto.
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Spaccio lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia in carcere per spaccio di cocaina. La Corte ha ritenuto che il Tribunale non avesse motivato adeguatamente l'esclusione dell'ipotesi di spaccio lieve entità, focalizzandosi sulla professionalità dell'attività senza una valutazione complessiva di tutti gli elementi, come la quantità di droga e il numero di clienti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Spaccio lieve entità: quantità e varietà di droghe
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di stupefacenti, negando la qualificazione di spaccio lieve entità. Secondo la Corte, la notevole quantità e la varietà delle sostanze (cocaina, eroina e marijuana) sono indici di una professionalità e non occasionalità dell'attività criminale, elementi che ostacolano l'applicazione della norma più favorevole. È stata respinta anche la richiesta di applicazione di una pena sostitutiva.
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Spaccio lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato in spaccio lieve entità. La decisione si basa su elementi oggettivi come la quantità della sostanza, le attrezzature e l'incompatibilità del reddito, ritenuti incompatibili con un'ipotesi di modesta gravità. Negate anche le attenuanti generiche, poiché la richiesta costituiva un tentativo di rivalutazione del merito non consentito in sede di legittimità.
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Spaccio lieve entità: la quantità elevata lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La difesa chiedeva il riconoscimento del reato di spaccio lieve entità, ma la Corte ha ritenuto che l'elevata quantità di droga (100 dosi di cocaina e 1900 di marijuana), l'alta percentuale di principio attivo e il sequestro di 4.000 euro fossero elementi incompatibili con la fattispecie di minore gravità.
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Spaccio lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione conferma che l'ipotesi di spaccio di lieve entità può essere esclusa anche in presenza di un solo elemento negativo, come l'ingente quantitativo di droga. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione complessiva del fatto è necessaria e ha confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali dell'imputato e della gravità della condotta.
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Spaccio lieve entità: quando 960 dosi sono troppe?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La difesa sosteneva che il fatto dovesse essere qualificato come spaccio lieve entità, ma la Corte ha stabilito che il possesso di una quantità di marijuana sufficiente per confezionare 960 dosi è incompatibile con tale ipotesi, indicando un'attività di spaccio su larga scala e non un episodio minore.
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Spaccio lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata, confermando la condanna per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo di droga (249 dosi di cocaina) e di denaro (15.000 euro) rinvenuti. È stato inoltre negato il riconoscimento della continuazione con un precedente reato, poiché il lungo periodo di detenzione intercorso tra i fatti è stato ritenuto idoneo a interrompere il disegno criminoso.
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Spaccio lieve entità: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, confermando la decisione dei giudici di merito di non applicare l'ipotesi di spaccio lieve entità. La valutazione si è basata non solo sulla notevole quantità di droga detenuta (oltre 6.000 dosi), ma anche sul possesso di bilancini, denaro contante e sulle modalità di custodia, elementi ritenuti indicativi di un'attività professionale e non occasionale.
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Spaccio lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto in arresti domiciliari per spaccio di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in 'spaccio lieve entità'. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di un interesse pratico e concreto. La decisione sottolinea che la riqualificazione non avrebbe comunque comportato la revoca della misura cautelare e che la valutazione del giudice di merito sulla gravità dei fatti era immune da vizi logici o giuridici.
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Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
Un soggetto in arresti domiciliari per spaccio di 800 grammi di hashish ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in 'spaccio lieve entità'. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la misura cautelare. La decisione si fonda sulla valutazione complessiva della condotta, che include non solo la quantità ma anche la professionalità, la capacità di reperire ingenti quantitativi di droga e i precedenti specifici, elementi che escludono la configurabilità del fatto di lieve entità.
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Spaccio lieve entità: Cassazione e criteri di valutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina e hashish. La richiesta di riqualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta sulla base della quantità non modesta delle sostanze, del possesso di un bilancino di precisione e di un quaderno contabile, elementi che indicano un'attività organizzata e non occasionale, incompatibile con la fattispecie di minor gravità.
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Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di spaccio di stupefacenti, escludendo la qualificazione di 'spaccio lieve entità'. La decisione si basa sulla natura sistematica e organizzata dell'attività illecita, sui guadagni significativi e sulla circostanza che i reati fossero commessi durante un periodo di detenzione domiciliare, ritenendo tali elementi prevalenti rispetto alla prova di un'attività lavorativa.
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Spaccio lieve entità: quando il quantitativo lo esclude
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8487/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di quasi 4 kg di hashish. La Corte ha stabilito che un quantitativo così ingente, idoneo a confezionare oltre 18.000 dosi, è un elemento che di per sé dimostra una notevole potenzialità diffusiva dell'attività di spaccio, impedendo di qualificare il reato come spaccio di lieve entità, previsto dall'art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990.
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Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti, escludendo la qualifica di 'spaccio lieve entità'. La decisione si basa sulla valutazione complessiva dell'attività dell'imputato: il possesso di quasi 300 dosi di cocaina ed eroina, ingenti somme di denaro, sei telefoni cellulari, un bilancino di precisione e precedenti specifici. Questi elementi, secondo la Corte, dimostrano un'attività criminale strutturata e professionale, incompatibile con la fattispecie di lieve entità. È stata inoltre confermata la confisca dei cellulari come beni di provenienza non giustificata.
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Spaccio lieve entità: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale richiedeva il riconoscimento dell'ipotesi di spaccio di lieve entità. Il ricorso è stato giudicato generico e dilatorio, in quanto non contestava specificamente le ragioni che avevano portato i giudici di merito a escludere la lieve entità, basate sulla natura abituale dell'attività e sulla consistente disponibilità di droga. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della motivazione 'per relationem' adottata dalla Corte d'Appello.
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Spaccio lieve entità: Cassazione inammissibile ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per spaccio. La richiesta di qualificare il reato come spaccio lieve entità è stata respinta, in quanto le modalità organizzative (piazza di spaccio in casa con videosorveglianza) erano incompatibili con la minore gravità. È stata inoltre confermata la confisca del denaro, ritenuto ingiustificato dato lo stato di disoccupazione degli imputati.
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Spaccio lieve entità: la quantità non è tutto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47305/2024, ha respinto il ricorso di una donna condannata per spaccio di 30 grammi di marijuana. I giudici hanno chiarito che per qualificare lo spaccio di lieve entità non basta considerare la modesta quantità di droga. È necessaria una valutazione complessiva che tenga conto anche dell'organizzazione, come la disponibilità di più immobili e di materiale per il confezionamento (bilancini, taglierino), elementi che in questo caso indicavano una certa professionalità e premeditazione, incompatibili con la fattispecie della lieve entità.
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