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Spaccio Di Lieve Entità

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518 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Spaccio di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due individui condannati per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo di droga (300 grammi di cocaina, pari a 932 dosi), del notevole investimento economico (€14.500) e delle modalità organizzate dell'acquisto, elementi considerati incompatibili con una minima offensività della condotta.
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Spaccio di lieve entità: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha escluso la possibilità di qualificare il reato come spaccio di lieve entità, basando la decisione sulla quantità della sostanza, le modalità organizzate dell'attività illecita e la professionalità della condotta desunta anche dalla presenza di una contabilità. La sentenza impugnata è stata ritenuta immune da vizi logici e giuridici.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riqualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta sulla base dell'ingente quantitativo di droga (2341 dosi), del possesso di un bilancino di precisione e della professionalità dell'attività, elementi incompatibili con la nozione di minima offensività.
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Spaccio di lieve entità: la quantità esclude il reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, il quale richiedeva la qualificazione del fatto come spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la notevole quantità di stupefacente (100 grammi di cocaina, per 516 dosi) è un elemento di per sé sufficiente a escludere l'ipotesi meno grave, in quanto indicativo di un'attività di spaccio florida e non modesta.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta a causa degli elevati quantitativi ceduti, della natura della sostanza (prevalentemente cocaina), dell'ampia e assidua rete di clienti e della durata dell'attività criminale (circa due anni). Questi elementi, secondo la Corte, sono incompatibili con l'ipotesi di minima offensività richiesta per il reato minore.
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Spaccio di lieve entità: Cassazione limita il ricorso
La Procura Generale ha impugnato una sentenza di patteggiamento che aveva qualificato come spaccio di lieve entità plurime cessioni di droga, anche a un minore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione di un patteggiamento per errata qualificazione giuridica è consentita solo in caso di 'errore manifesto', non riscontrato nel caso di specie, nonostante i numerosi episodi di spaccio contestati.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43043/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droghe sintetiche. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità, valorizzando non solo la quantità ma anche la varietà, qualità e lesività delle sostanze. Il ricorso è stato ritenuto generico e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte conferma la decisione di merito che ha escluso la qualificazione di spaccio di lieve entità a causa della sistematicità dell'attività e della notevole potenzialità diffusiva, negando anche le attenuanti generiche per la gravità della condotta e i precedenti penali.
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Spaccio di lieve entità: no se l’attività è fiorente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per spaccio. La Corte ha escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità, confermando la decisione della Corte d'Appello, poiché l'attività era svolta in modo sistematico, su larga scala e con una consolidata clientela, elementi incompatibili con la minore gravità del fatto.
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Spaccio di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per spaccio di lieve entità. La Corte sottolinea che l'attività costante e organizzata di spaccio, provata da indizi come un soprannome e il ruolo di fornitore, impedisce una nuova valutazione del merito in sede di legittimità e l'applicazione di attenuanti.
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Spaccio lieve entità: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, confermando la decisione dei giudici di merito di non applicare l'ipotesi di spaccio lieve entità. La valutazione si è basata non solo sulla notevole quantità di droga detenuta (oltre 6.000 dosi), ma anche sul possesso di bilancini, denaro contante e sulle modalità di custodia, elementi ritenuti indicativi di un'attività professionale e non occasionale.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ribadisce che il riconoscimento dello spaccio di lieve entità richiede una valutazione globale di tutti gli elementi, e la professionalità dell'attività criminale può essere un fattore decisivo per escluderlo. Viene inoltre sottolineato il limite del giudizio di legittimità, che non consente un riesame dei fatti già valutati dai giudici di merito.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di hashish, marijuana e cocaina. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta, poiché la Corte ha ritenuto che la varietà delle sostanze, la quantità (170 grammi di hashish), le modalità professionali di trasporto e il complessivo giro d'affari indicassero un'attività criminale non modesta, incompatibile con l'ipotesi di minima offensività richiesta dalla norma.
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Spaccio di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per numerosi episodi di spaccio ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato come 'spaccio di lieve entità'. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la pluralità delle cessioni, il numero di acquirenti e l'entità delle somme scambiate non consentivano tale qualifica. La doglianza, basata su una diversa valutazione dei fatti e non su un errore di diritto, è stata rigettata, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Spaccio di lieve entità: Cassazione su inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta a causa delle numerose cessioni, della continuità dell'attività e delle importanti fonti di rifornimento, elementi incompatibili con l'ipotesi lieve.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione decide
Un giovane, trovato in possesso di 27 grammi di marijuana (equivalenti a 120 dosi), è stato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo il ricorso dell'imputato. La Corte ha stabilito che la detenzione di una quantità significativa di sostanze, unita alla condizione di disoccupazione, costituisce un forte indizio a favore dell'ipotesi di spaccio piuttosto che di uso personale. Inoltre, ha chiarito che l'attenuante del lucro di speciale tenuità non è applicabile automaticamente nei casi di spaccio di lieve entità, specialmente in presenza di cessioni multiple che aggravano la condotta.
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Spaccio di lieve entità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo infondati i motivi relativi alla qualificazione del reato, al trattamento sanzionatorio e al mancato riconoscimento di attenuanti. I giudici hanno stabilito che le censure sulla pericolosità sociale e sulla mancata applicazione di sanzioni sostitutive costituivano critiche di merito non ammissibili in sede di legittimità.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per spaccio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità a causa del numero elevato di dosi (oltre 318) e della capacità organizzativa. È stata inoltre negata l'attenuante per la collaborazione, ritenuta generica e non decisiva per le indagini.
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Spaccio di lieve entità: droga in carcere, no sconto
Una donna, condannata per aver introdotto un'ingente quantità di hashish (pari a 766 dosi) in un istituto penitenziario per il fratello detenuto, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento dello spaccio di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La motivazione si basa sul fatto che la notevole quantità di stupefacente e le specifiche modalità della condotta (occultamento e introduzione in carcere) sono elementi sufficienti per escludere l'ipotesi del reato lieve.
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Spaccio di lieve entità: quantità e Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di 502 grammi di hashish. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso tale ipotesi valorizzando come preponderante il dato quantitativo della sostanza, da cui era possibile ricavare oltre 5.000 dosi.
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