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Spaccio Di Lieve Entità

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518 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Spaccio lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La sentenza conferma che le valutazioni di merito, come l'attendibilità di un testimone, non possono essere riesaminate in sede di legittimità se la motivazione della corte d'appello è logica e coerente. Vengono inoltre chiariti i criteri per negare la particolare tenuità del fatto e le attenuanti generiche in presenza di precedenti specifici e di modalità della condotta che indicano una certa professionalità criminale.
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Spaccio di lieve entità: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per spaccio di stupefacenti perché i giudici d'appello, in sede di rinvio, non hanno spiegato perché non fosse applicabile l'ipotesi di spaccio di lieve entità. La ricorrente, accusata di aver partecipato alla cessione di 18 dosi di droga, aveva chiesto la riqualificazione del fatto. La Suprema Corte ha ribadito che la mancanza di motivazione su un punto specifico sollevato dalla difesa costituisce un vizio della sentenza che ne determina l'annullamento.
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Spaccio di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La difesa chiedeva il riconoscimento dell'ipotesi di spaccio di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. È stato ribadito che per qualificare un fatto come di lieve entità, il giudice deve compiere una valutazione complessiva di tutti gli elementi: mezzi, modalità dell'azione, quantità e qualità della sostanza. La presenza di aspetti indicativi di professionalità nell'attività di spaccio è sufficiente a escludere la minima offensività del reato e, di conseguenza, l'applicazione della fattispecie attenuata.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di spaccio di lieve entità è stata respinta, poiché la valutazione deve essere complessiva e anche un solo elemento, come la professionalità dell'attività, è sufficiente a escludere il beneficio.
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Spaccio di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per detenzione e spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta poiché le modalità del fatto, la quantità di droga e la professionalità dimostrata non erano compatibili con la minima offensività. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito anche sulla recidiva e sulla determinazione della pena, ritenendole correttamente motivate e non arbitrarie.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21265/2025, ha confermato la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità. La decisione si basa su una valutazione complessiva che ha tenuto conto della notevole quantità di droga (oltre 100 grammi di cocaina), del contesto organizzato dell'attività e della professionalità dimostrata dall'imputato. La Corte ha ribadito che anche un solo elemento di particolare gravità è sufficiente per negare la qualificazione del reato come di lieve entità.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due individui condannati per spaccio. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta poiché la presenza di un sistema di videosorveglianza, bilancini di precisione e altro materiale per il confezionamento indicava un'attività ben organizzata e abituale, incompatibile con la fattispecie di minor gravità.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso dalla Corte?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio. Viene negata l'ipotesi di spaccio di lieve entità a causa dell'ingente numero di dosi ricavabili (quasi 200 totali) e della modalità professionale dell'attività, che includeva l'uso di una ricetrasmittente in una nota piazza di spaccio.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per spaccio. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta a causa della stabile organizzazione dell'attività, che trasformava l'abitazione in una base operativa per il confezionamento e la consegna della droga, rendendo il dato quantitativo non decisivo.
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Spaccio di lieve entità: quando viene escluso?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità. Nonostante un quantitativo non elevato di cocaina (8,57 grammi), le modalità della condotta, come la suddivisione in 39 dosi, la presenza di un bilancino e l'organizzazione dell'attività, sono state ritenute indicative di una professionalità incompatibile con la fattispecie attenuata.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
Un uomo condannato per spaccio di cocaina ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del reato di spaccio di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. La sentenza sottolinea che per valutare la lieve entità non basta considerare la modesta quantità di droga ceduta in una singola occasione, ma è necessaria una valutazione globale che include la sistematicità, la frequenza e l'organizzazione dell'attività illecita. La non occasionalità dello spaccio è un elemento decisivo che esclude l'applicazione della norma più favorevole.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per spaccio. La Corte ha escluso lo spaccio di lieve entità data la continuità e sistematicità dell'attività, anche in assenza di sequestro di droga. La valutazione complessiva delle condotte è decisiva.
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Spaccio di lieve entità: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due congiunti condannati per spaccio di stupefacenti. Gli imputati chiedevano la riqualificazione del reato in spaccio di lieve entità, sostenendo la scarsa quantità di droga e il ruolo marginale di uno di essi. La Corte ha respinto la richiesta, sottolineando che l'esistenza di un'organizzazione sistematica e continuativa, con una chiara ripartizione dei ruoli, esclude la configurabilità del fatto di lieve entità, rendendo irrilevanti il mero dato quantitativo o il singolo ruolo.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31253/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre individui condannati per spaccio. La Corte ha ribadito che per configurare lo spaccio di lieve entità è necessaria una valutazione complessiva che escluda attività professionali e reiterate. In questo caso, la continuità e l'organizzazione dell'attività criminale, che includeva anche droghe pesanti, hanno impedito l'applicazione dell'ipotesi attenuata del reato.
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Spaccio di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10922/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro imputati condannati per spaccio di stupefacenti. I ricorrenti contestavano la qualificazione del reato, il calcolo della pena e il mancato riconoscimento di attenuanti. La Corte ha ribadito la vasta discrezionalità del giudice di merito nel valutare la gravità del fatto, inclusa la configurabilità dello spaccio di lieve entità, che deve essere analizzata singolarmente per ogni concorrente nel reato. La decisione del giudice sulla pena è insindacabile in Cassazione se motivata in modo logico e non arbitrario.
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Spaccio di lieve entità: Cassazione lo esclude per 10kg
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 10 kg di marijuana. La difesa chiedeva il riconoscimento dello spaccio di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'enorme quantità di droga, il suo valore, il possesso di altre sostanze e di ingenti somme di denaro sono elementi incompatibili con una fattispecie di minore gravità.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si conferma la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità a causa del carattere ripetitivo delle cessioni e dell'organizzazione di un punto vendita stabile.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina, escludendo la qualificazione del reato come spaccio di lieve entità. La decisione si fonda sulla notevole quantità di droga (circa 140 dosi), le modalità organizzate dell'attività e i precedenti penali del soggetto, confermando la necessità di una valutazione globale di tutti gli elementi del caso.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha confermato che per escludere lo spaccio di lieve entità non basta il solo peso della droga, ma si deve valutare l'offensività complessiva della condotta, inclusa l'organizzazione, i mezzi usati e i precedenti specifici, che indicavano un'attività stabile e non occasionale.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
Due soggetti condannati per traffico di stupefacenti ricorrono in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in spaccio di lieve entità. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili, confermando che l'ingente quantitativo di droga (1 kg di eroina) e l'inserimento in una rete criminale organizzata sono elementi decisivi che escludono la possibilità di applicare l'ipotesi meno grave, a prescindere dal ruolo specifico del singolo concorrente.
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