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Spaccio Di Droga

62 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spaccio di droga: Ricorsi Inammissibili, Condanne e Confisca Confermate
Due imputati sono stati condannati per spaccio di droga e reati connessi. La Corte d'Appello ha confermato le condanne. Essi hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando l'adeguatezza della motivazione sulla loro responsabilità, sull'origine del denaro sequestrato e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche per uno di loro. La Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto i ricorsi generici e volti a una rivalutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità. La Corte ha confermato la corretta motivazione dei giudici precedenti riguardo lo spaccio di droga, l'origine illecita del denaro e il diniego delle attenuanti per il Primo Imputato, dati i suoi precedenti penali. I ricorrenti devono pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Spaccio di droga: Cassazione conferma condanna, patteggiamento non è paragone
Un individuo è stato condannato per spaccio di droga, avendo detenuto e ceduto cocaina. La Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di prove tossicologiche certe, la presunta disparità di pena rispetto a un coimputato che aveva patteggiato, e vizi di motivazione sulla credibilità di un testimone e sulla determinazione della pena. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo la condanna per spaccio di droga fondata su prove solide e la motivazione della pena adeguata, considerando le diverse procedure giudiziarie.
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Spaccio di droga: Cassazione conferma condanne, no lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per spaccio di droga a carico di tre imputati. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, aveva correttamente valutato la sistematicità delle attività di spaccio, la molteplicità dei clienti e la pericolosità sociale degli imputati, negando la riqualificazione dei fatti come reato di lieve entità. In particolare, per uno degli imputati, sono stati considerati i gravi precedenti penali e i legami con la criminalità organizzata. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli imputati, ritenendo le loro contestazioni infondate e conformi ai principi di diritto. Le condanne originali rimangono valide.
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Spaccio di droga: Cassazione annulla per difetto di prova, altri ricorsi inammissibili
Tre individui sono stati condannati per spaccio di droga. La Corte d'Appello ha riqualificato alcune accuse come reati di lieve entità per uno e ha confermato le condanne per gli altri. La Cassazione ha esaminato i ricorsi. Per il Primo Accusato, la sentenza è stata annullata parzialmente per un capo d'accusa (capo 13). La Corte ha riscontrato una mancanza di motivazione e un potenziale travisamento della prova riguardo la consegna effettiva dello stupefacente. Il caso tornerà in Appello per un nuovo giudizio su questo punto. I ricorsi del Secondo e del Terzo Accusato sono stati dichiarati inammissibili, con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Spaccio di Droga: Cassazione conferma condanne e recidiva
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due imputati, Il Trafficante e Il Complice, condannati per spaccio di droga (plurime cessioni di cocaina). Il Complice aveva chiesto di derubricare il reato a un'ipotesi meno grave e di riconoscere la prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva. La Corte ha respinto entrambi i ricorsi. Ha confermato la gravità del reato, evidenziando l'ingente quantità di cocaina e l'organizzazione dello spaccio come un "supermercato" all'aperto. La sentenza ha ribadito che la recidiva reiterata impediva la prevalenza delle attenuanti generiche. Entrambi gli imputati hanno perso il ricorso e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Spaccio di Droga: Arresti Domiciliari Convalidati dalla Cassazione
Un Lavoratore è stato sottoposto agli arresti domiciliari per spaccio di droga, avendo detenuto ingenti quantità di hashish e marijuana, oltre a strumenti per il confezionamento. Il Tribunale di Venezia aveva confermato la misura, evidenziando la mancanza di collaborazione e il rischio di reiterazione del reato. Il Lavoratore ha presentato ricorso, contestando l'esistenza di gravi indizi e l'attualità delle esigenze cautelari. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la validità delle motivazioni del Tribunale e la necessità degli arresti domiciliari per prevenire ulteriori attività di spaccio di droga, pur riconoscendo il ruolo di controllo del contesto familiare.
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Spaccio di droga: Cassazione conferma condanna per detenzione e intento di vendita
Una donna è stata condannata per spaccio di droga dopo essere stata trovata in possesso di oltre 43 grammi di eroina e 2 grammi di cocaina, insieme a un bilancino di precisione, indicando l'intenzione di commercializzare le sostanze. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. La donna ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la qualificazione del fatto e il diniego delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna e l'interpretazione dei fatti da parte dei giudici precedenti in materia di spaccio di droga.
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Spaccio di droga: Cassazione conferma carcere per rischio reiterazione
Un individuo è stato arrestato per spaccio di droga (crack ed eroina) in modo continuativo tra il 2014 e il 2020. Sorpreso in flagranza, con droga e un telefono pieno di contatti di acquirenti, l'uomo era sottoposto a custodia cautelare in carcere. Il suo difensore ha impugnato la misura, sostenendo la modestia delle quantità e la possibilità di misure meno restrittive. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando i gravi indizi di colpevolezza e la necessità della detenzione per l'elevato rischio di reiterazione del reato, data la professionalità nello spaccio di droga. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Spaccio di Droga: Colto in Flagrante, Ricorso Inutile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per spaccio di droga, dichiarando inammissibile il ricorso di un imputato. L'uomo era stato colto in flagrante dagli agenti mentre tentava di consegnare una dose di cocaina in cambio di un fascio di banconote. Secondo la Corte, il ricorso era generico e si limitava a riproporre questioni di fatto già correttamente valutate nei gradi precedenti. La percezione diretta degli agenti è stata considerata prova sufficiente della destinazione della sostanza allo spaccio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.
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Spaccio di droga: vedetta sul balcone vale come condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di droga a carico di due persone. Il reato è stato provato grazie all'osservazione diretta degli agenti di polizia, che hanno visto uno degli imputati prelevare hashish da un'aiuola per venderlo, mentre il complice sorvegliava la zona dal balcone di casa. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ritenendo la motivazione della condanna logica e ben fondata. È stata inoltre confermata la decisione di non concedere le attenuanti generiche a uno degli imputati a causa dei suoi precedenti penali. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e i due sono stati obbligati a pagare le spese processuali e una multa.
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Spaccio di droga: condannato nonostante il certificato del Sert
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di droga nei confronti di un uomo, nonostante fosse iscritto al Sert (Servizio per le Dipendenze). L'imputato era stato trovato in possesso di una modica quantità di oppiacei, per cui era in cura, ma anche di un ingente quantitativo di hashish, pari a 278 dosi. Secondo i giudici, il certificato del Sert per una dipendenza da oppiacei non giustifica il possesso di una così grande quantità di un'altra sostanza. La finalità di spaccio di droga è stata dedotta dal dato ponderale (la quantità) e dalla mancata dimostrazione di una capacità economica sufficiente a sostenere un tale acquisto per solo uso personale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva.
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Spaccio di droga: la fuga dopo la vendita smentisce la truffa
Un uomo, condannato per spaccio di droga, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la sostanza venduta fosse finta e di essere stato identificato erroneamente. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, giudicandolo inammissibile. Secondo i giudici, la sua fuga immediata dopo la cessione era un comportamento incompatibile con una semplice truffa e dimostrava la sua consapevolezza di aver commesso un reato. L'identificazione da parte dell'acquirente e degli agenti è stata inoltre ritenuta attendibile. La condanna per spaccio di droga è diventata così definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Spaccio di droga: 90g di hashish e un bilancino costano l’arresto
La Corte di Cassazione ha confermato gli arresti domiciliari per un'indagata trovata in possesso di 90 grammi di hashish. Nonostante la difesa sostenesse l'uso personale, la presenza in casa di un bilancino di precisione e di materiale per confezionare le dosi è stata considerata prova schiacciante di un'attività di spaccio di droga. I giudici hanno ritenuto questi elementi 'indici tipici' della destinazione alla vendita, superando la giustificazione dell'indagata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, rendendo definitiva la misura cautelare e condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Spaccio di Droga: Fuga e Bilancino Battono la Tesi dell’Uso Personale
Un uomo viene condannato per spaccio di droga dopo essere stato visto dalla polizia cedere qualcosa a un ragazzo e fuggire. La perquisizione domiciliare rivela marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. L'imputato si difende sostenendo che la droga fosse per uso personale e in parte del fratello ospite. La Cassazione conferma la condanna, ritenendo che la fuga, il bilancino, la quantità di sostanza (pari a oltre 150 dosi) e la sua suddivisione siano prove inequivocabili dell'attività di spaccio di droga, rendendo la tesi difensiva non credibile. Il ricorso viene dichiarato inammissibile.
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Spaccio di droga: quando le modalità contano
Un uomo condannato per spaccio di droga contesta la decisione, sostenendo di essere un semplice assuntore. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che le modalità di occultamento (in una sigaretta elettronica) e il confezionamento in dosi sono prove sufficienti per dimostrare il fine di spaccio di droga, rendendo irrilevante l'assenza di denaro al momento del controllo.
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Spaccio di droga: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La condanna era fondata sul possesso di 6 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. La Corte ha stabilito che tali elementi costituiscono una prova sufficiente dell'intento di spacciare e che il ricorso, basato su censure di fatto, non poteva essere esaminato nel merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Spaccio di droga: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La Corte ha stabilito che il ricorso era una mera riproposizione di argomenti già respinti e mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La condanna per spaccio di droga è stata confermata sulla base di prove concrete come l'osservazione di cessioni, il quantitativo e il confezionamento della sostanza, e le dichiarazioni di un acquirente.
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Spaccio di droga: organizzazione e recidiva contano
Analisi della sentenza della Cassazione sullo spaccio di droga. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cannabis e cocaina. La decisione si fonda sull'organizzazione professionale dell'attività (videosorveglianza, contabilità) e sui precedenti penali, che escludono la qualificazione del fatto come illecito minore e la concessione di attenuanti.
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Spaccio di droga: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La decisione si fonda sulla grande quantità di stupefacente rinvenuto (oltre mille dosi), sulla presenza di appunti e somme di denaro sproporzionate rispetto al reddito, elementi che configurano un'attività strutturata e non un fatto di lieve entità. Sono stati rigettati anche i motivi relativi alla mancata concessione delle attenuanti generiche, a causa dei precedenti penali, e alla confisca del denaro.
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Spaccio di droga: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di droga (oltre 3 kg di hashish). I motivi, basati su presunta incostituzionalità di una norma, sulla contestazione dell'aggravante della notevole quantità e sul trattamento sanzionatorio, sono stati ritenuti manifestamente infondati e generici. La Corte ha confermato la correttezza della decisione di merito, sottolineando come l'entità della pena inflitta impedisse ex lege la concessione della sospensione condizionale.
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