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Spaccio Di Droga

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62 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Spaccio di droga e gravi indizi: la Cassazione
Un individuo, trovato in possesso di un ingente quantitativo di hashish, ha impugnato una misura cautelare sostenendo l'uso personale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la quantità e le modalità di confezionamento della sostanza costituiscono gravi indizi di colpevolezza per il reato di spaccio di droga e giustificano la misura applicata.
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Spaccio di droga: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La difesa sosteneva l'uso personale o, in subordine, un reato di lieve entità. La Corte ha respinto entrambe le tesi basandosi su elementi oggettivi quali la fuga dell'imputato, l'ingente quantitativo di stupefacenti (817 dosi) e il possesso di una cospicua somma di denaro, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Spaccio di droga: quando non è reato di lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di droga, evasione e detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva che il reato dovesse essere classificato come di lieve entità. La Corte ha stabilito che la notevole quantità di cocaina (sufficiente per oltre 269 dosi), il possesso di un bilancino di precisione e la modalità organizzata dell'attività escludono la possibilità di qualificare il fatto come lieve, rendendo irrilevante l'uso personale di una minima parte della sostanza. Il ricorso è stato ritenuto un tentativo di riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Spaccio di droga: quando si applica la custodia in carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per due soggetti accusati di spaccio di droga continuato. La Corte ha rigettato la richiesta di riqualificare il reato come 'fatto di lieve entità', sottolineando che l'attività prolungata nel tempo, l'organizzazione, la disponibilità di diverse sostanze e una vasta clientela sono elementi che escludono tale ipotesi. Inoltre, la mancanza di una fissa dimora è stata decisiva per ritenere la detenzione l'unica misura idonea a prevenire la reiterazione del reato.
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Spaccio di droga: quando è inammissibile il ricorso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una condanna per spaccio di droga. La Corte ha confermato la decisione di merito, la quale ha ritenuto la sostanza stupefacente destinata alla vendita basandosi sulla suddivisione in dosi, l'occultamento nel cambio dell'auto e la dichiarazione dell'imputato di non essere un assuntore. È stato inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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Spaccio di droga: quando non è fatto di lieve entità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20328/2024, ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di droga. La Corte ha stabilito che la qualificazione di un reato come 'fatto di lieve entità' non può basarsi solo sul modesto quantitativo ceduto, ma richiede una valutazione complessiva dell'attività, inclusa la sua organizzazione e il contesto criminale. Ha inoltre ribadito l'inammissibilità dei motivi di appello generici.
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Spaccio di droga: condanna anche con poche dosi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga, confermando la sentenza di merito. Nonostante la modesta quantità di stupefacente sequestrata (3,48 dosi) e l'assenza di strumenti per il confezionamento, la condanna è stata ritenuta legittima. Secondo la Corte, le modalità della condotta, come l'attesa di acquirenti in strada e le cessioni osservate, costituiscono prova sufficiente della destinazione della sostanza allo spaccio, rendendo irrilevanti gli altri elementi.
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Spaccio di droga: ricorso inammissibile per motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di droga. I giudici hanno ritenuto infondate le motivazioni dell'appellante, che sosteneva l'uso personale della sostanza e lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche. La decisione si basa su prove concrete come la suddivisione della droga in dosi, il possesso di una cospicua somma di denaro ingiustificata e i gravi precedenti penali dell'imputato, che hanno reso l'appello generico e manifestamente infondato.
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Spaccio di droga: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La difesa sosteneva l'uso personale, ma la Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito basata sull'ingente quantità di stupefacenti, la loro diversa natura e la suddivisione in dosi. Rigettate anche le richieste di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e di concessione delle attenuanti generiche, data l'elevata offensività e l'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato.
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Spaccio di droga e ricorso inammissibile: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di droga di lieve entità. L'uomo, già sottoposto a sorveglianza speciale, era stato trovato in possesso di hashish. La Corte ha ritenuto logica la ricostruzione dei giudici di merito e adeguatamente motivata sia la condanna che la pena inflitta, confermando la decisione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Spaccio di droga: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. I motivi del ricorso sono stati giudicati una mera riproduzione di argomenti già correttamente respinti in appello. La grande quantità di sostanza, il possesso di un bilancino e le condizioni economiche sono state ritenute prove sufficienti a escludere l'uso personale e la minore gravità del fatto.
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Spaccio di droga: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di droga. La decisione si fonda sul fatto che le argomentazioni del ricorrente erano mere contestazioni dei fatti, non ammesse in sede di legittimità. Gli elementi decisivi che hanno confermato l'intento di spaccio, e non di uso personale, sono stati l'ingente quantità di cocaina (25,20 grammi), l'elevata purezza (82,2%), il numero di dosi ricavabili (oltre 120), il luogo del controllo (noto per lo spaccio) e un precedente specifico.
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Spaccio di droga: quando la quantità non è per uso personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. Decisivi per la condanna non solo la quantità di cocaina (10,77 grammi), ma anche il rinvenimento di bilancini, sostanza da taglio e la condotta dell'imputato, che dimostravano un'attività destinata alla vendita e non al consumo personale.
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Spaccio di droga: no uso personale con 24 kg
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di 24 kg di marijuana. La Corte ha stabilito che l'enorme quantitativo e l'elevata percentuale di principio attivo (oltre 60.000 dosi) escludono categoricamente la possibilità di qualificare il fatto come detenzione per uso personale, rendendo irrilevanti le censure proposte e confermando la condanna per spaccio di droga.
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Spaccio di droga: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. I giudici hanno stabilito che le argomentazioni, volte a ottenere la qualifica di 'fatto lieve' e le attenuanti generiche, erano mere contestazioni sui fatti (come la detenzione di oltre 800 dosi di marijuana) e non vizi di legittimità, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Spaccio di droga: ricorso inammissibile per quantità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La difesa basata sulla particolare tenuità del fatto e sulla circostanza attenuante del danno lieve è stata respinta. La Corte ha ritenuto decisive la quantità della sostanza stupefacente, suddivisa in numerose dosi, e la confessione resa dall'imputato, che ha reso superflua ogni discussione sull'utilizzabilità di altre prove come le chat. L'esito è la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Spaccio di droga: quantità e contabilità escludono la lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per spaccio di droga. La notevole quantità e purezza della cocaina (oltre 259 dosi), unita a un block notes con la contabilità dello spaccio, sono state decisive per escludere la configurabilità del fatto di lieve entità e confermare la condanna.
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Spaccio di droga: quando è reato grave? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47499/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La Corte ha stabilito che la pluralità di cessioni, la loro sistematicità e l'uso di un luogo dedicato allo spaccio sono elementi sufficienti per configurare il reato grave, escludendo l'ipotesi di lieve entità, anche in presenza di un'organizzazione rudimentale.
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Spaccio di droga: no rilettura fatti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di droga. La sentenza sottolinea che la valutazione delle prove, come le intercettazioni con linguaggio in codice, è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere oggetto di una nuova analisi in sede di legittimità. Viene inoltre confermata l'esclusione dell'ipotesi di reato di lieve entità a causa dei consistenti volumi d'affari legati allo spaccio di droga.
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Spaccio di droga: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La sentenza sottolinea il rigore dei termini processuali per le richieste di concordato in appello e conferma i criteri utilizzati per escludere l'ipotesi di reato lieve, come la professionalità della condotta e la tipologia di sostanze cedute (cocaina ed eroina).
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