Un uomo, detenuto ininterrottamente dal 1993, si è visto applicare la misura della sorveglianza speciale. Ha contestato la decisione, sostenendo che fosse incompatibile con il suo stato di detenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la legittimità della **sorveglianza speciale al detenuto**. La misura può essere decisa anche durante la carcerazione, ma la sua esecuzione viene sospesa. Solo al momento della scarcerazione, un giudice valuterà nuovamente se la persona è ancora socialmente pericolosa e, in caso affermativo, darà il via alla sorveglianza. Viene quindi confermata la piena compatibilità tra la decisione e lo stato di detenzione.
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