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Sorveglianza Speciale Di Pubblica Sicurezza

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172 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Carta precettiva: quando scatta il reato ex art. 650
La Cassazione conferma la condanna per il reato ex art. 650 c.p. a carico di un sorvegliato speciale che non ha esibito la carta precettiva. Anche la semplice dimenticanza integra il reato, senza che sia applicabile la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti penali dell'imputato.
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Pericolosità sociale: misura di prevenzione valida
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro la misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale può basarsi non solo su condanne definitive, ma anche su procedimenti pendenti e gravi indizi di appartenenza a un'associazione mafiosa, ritenendo tali elementi sufficienti a dimostrare un'attuale propensione al crimine, nonostante la ricorrente svolgesse un'attività lavorativa.
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Pericolosità sociale: Cassazione annulla misura
Un uomo, sottoposto a sorveglianza speciale, ha impugnato la decisione che riattivava la misura dopo un periodo di detenzione. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, evidenziando che il giudice d'appello non aveva adeguatamente motivato l'attuale pericolosità sociale del soggetto, concentrandosi in modo retrospettivo sui fatti passati. Il caso è stato rinviato per una nuova e più approfondita valutazione della situazione presente.
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Sorveglianza speciale: detenzione e corsi di recupero
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, chiarendo principi fondamentali. Ha stabilito che la custodia cautelare in corso non attenua la pericolosità sociale, anzi la conferma, a differenza della detenzione in esecuzione di pena. Inoltre, ha qualificato l'obbligo di partecipare a corsi di recupero sulla violenza di genere non come trattamento sanitario coattivo, ma come una prescrizione rieducativa. Infine, ha ribadito che anche le prescrizioni standard devono essere motivate caso per caso, respingendo dubbi di costituzionalità.
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Sorveglianza speciale: l’abitualità dei contatti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato che per configurare il reato non bastano incontri sporadici con pregiudicati, ma è necessaria un'abitualità dei contatti, valutata sulla base del numero, della frequenza e delle circostanze specifiche degli incontri, ritenendo corretta la valutazione dei giudici di merito.
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Ricorso misure di prevenzione: i limiti al sindacato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una misura di sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione misure di prevenzione è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la logicità della motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. Nel caso specifico, la motivazione era fondata su concreti elementi di pericolosità sociale legati al traffico di stupefacenti.
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Pericolosità sociale e misure di prevenzione
La Corte di Cassazione ha confermato una misura di prevenzione di sorveglianza speciale nei confronti di un individuo, ritenendo infondato il suo ricorso. La decisione si basa sulla valutazione della sua pericolosità sociale, desunta dal suo curriculum criminale e dalla netta sproporzione tra i redditi leciti dichiarati e l'effettivo tenore di vita, caratterizzato dall'acquisto di immobili e auto. Secondo la Corte, questa discrepanza dimostra che l'individuo trae sostentamento da attività illecite, giustificando così l'applicazione della misura.
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Recidiva e personalità: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro il riconoscimento della recidiva. L'ordinanza sottolinea che la valutazione della recidiva non può basarsi solo sulle precedenti condanne, ma deve considerare la personalità complessiva del soggetto, la sua propensione a delinquere e la violazione di misure di prevenzione, come la sorveglianza speciale. Il ricorso è stato ritenuto una mera riproposizione di censure già respinte in appello.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e le sue regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso l'applicazione di una misura di prevenzione personale. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e criticavano in modo non consentito la motivazione della corte di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16742/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che il giudice di merito non è tenuto a considerare ogni singolo elemento favorevole, ma può negare il beneficio basando la sua decisione su fattori ritenuti decisivi, come i numerosi precedenti penali e il fatto che il reato sia stato commesso durante un periodo di sorveglianza speciale.
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Notifica misura di prevenzione: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale, che lamentava un vizio nella notifica della misura di prevenzione. Secondo la Corte, il ricorrente non ha specificato in modo adeguato le proprie ragioni né ha dimostrato di aver subito un pregiudizio concreto, rendendo l'eccezione procedurale irrilevante ai fini della decisione.
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Valutazione pericolosità sociale: obbligo di attualità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17440/2024, annulla un decreto che applicava la sorveglianza speciale, poiché i giudici non avevano considerato il comportamento esemplare del soggetto durante la detenzione. La corretta valutazione pericolosità sociale deve essere attuale e non basarsi solo sui precedenti penali, ma anche sui cambiamenti di vita recenti.
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Pericolosità sociale: Cassazione e misure di prevenzione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione, confermando la sorveglianza speciale e la confisca. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivata la valutazione sulla pericolosità sociale del soggetto, basata su un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi leciti e su una progressiva carriera criminale.
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Omesso versamento cauzione: la prova dell’indigenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per omesso versamento cauzione imposta nell'ambito della sorveglianza speciale. La mera affermazione dello stato di indigenza, non supportata da prove concrete, non è sufficiente a giustificare l'inadempimento, che resta penalmente rilevante.
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Appartenenza mafiosa: assoluzione penale non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva la revoca della sorveglianza speciale. Nonostante una precedente assoluzione dal reato di associazione mafiosa, la Corte ha confermato la misura di prevenzione, distinguendo tra la 'partecipazione' al reato e l' 'appartenenza mafiosa', che giustifica la pericolosità sociale. La decisione si fonda sulla reciproca indipendenza tra giudizio penale e procedimento di prevenzione.
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Elemento soggettivo del reato: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per violazione della sorveglianza speciale. La decisione è fondata sulla totale assenza di motivazione da parte della Corte d'Appello riguardo all'elemento soggettivo del reato. L'imputato sosteneva di essere caduto in errore sulla vigenza della misura, ma i giudici di secondo grado avevano omesso di valutare tale specifica doglianza, limitandosi a sintetizzarla.
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Pericolosità generica: quando è legittima la misura
Un soggetto è stato sottoposto a sorveglianza speciale per 'pericolosità generica'. In sede di ricorso, la difesa ha sostenuto che i fatti alla base della misura fossero stati travisati o non penalmente rilevanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando il principio di autonomia del giudizio di prevenzione rispetto a quello penale. Per valutare la pericolosità generica, il giudice può considerare l'intera condotta di un individuo, inclusi fatti emersi in processi penali conclusi con assoluzione o prescrizione, purché indicativi di un'attuale tendenza a delinquere.
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Sorveglianza speciale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale per atti persecutori e maltrattamenti. La sentenza sottolinea che il ricorso contro tali misure è limitato alla sola violazione di legge, escludendo una nuova valutazione nel merito della pericolosità sociale, qualora la motivazione del giudice precedente sia logica e coerente.
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Omesso versamento cauzione: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per l'omesso versamento della cauzione imposta con la sorveglianza speciale. La Corte sottolinea che la semplice affermazione di trovarsi in stato di indigenza non è sufficiente a provare l'impossibilità di pagare. Per questo tipo di reato contravvenzionale, inoltre, è sufficiente la colpa, non essendo necessario dimostrare l'intenzione di non adempiere.
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Pericolosità generica: requisiti per la sorveglianza
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sorveglianza speciale, chiarendo i requisiti per la pericolosità generica. Due condanne non definitive per spaccio, distanziate nel tempo, non bastano a provare l'abitualità nel vivere di proventi illeciti, specialmente senza un'analisi del tenore di vita. La Corte ha censurato la motivazione della Corte d'Appello, ritenendola carente sia sulla prova dell'abitualità dei reati-fonte di reddito, sia sulla concreta idoneità delle condotte a minacciare la sicurezza pubblica.
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