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Rottamazione-Ter

41 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nome comune della procedura di 'definizione agevolata' dei carichi affidati all'agente della riscossione, prevista dal D.L. n. 119/2018, che permette ai contribuenti di estinguere i debiti pagando l'importo dovuto senza sanzioni e interessi di mora.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia al giudizio tributario: la pace fiscale chiude il contenzioso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di rinuncia al giudizio tributario. Un contribuente aveva presentato ricorso contro un avviso di accertamento IRPEF. Il suo difensore ha dichiarato la rinuncia al mandato e al giudizio, motivando con l'adesione del contribuente alla "rottamazione-ter" (una definizione agevolata dei debiti fiscali). La Corte ha riconosciuto questa possibilità. Ha quindi concesso un termine al contribuente per formalizzare la rinuncia e documentare il buon esito della definizione agevolata. Questo permette di chiudere il contenzioso in modo pacifico.
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Rottamazione ter: il Fisco sospende il giudizio in attesa dei pagamenti
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IRPEF. Successivamente, ha aderito alla "Rottamazione ter", una definizione agevolata dei debiti fiscali. L'Azienda ha accolto l'appello dell'Amministrazione finanziaria, ma il Contribuente ha informato la Corte dell'adesione alla Rottamazione ter, con pagamenti rateizzati fino a novembre 2023. La Corte di Cassazione ha quindi deciso di sospendere il giudizio e rinviare la trattazione a nuovo ruolo, in attesa del completo perfezionamento della Rottamazione ter. Il caso verrà ripreso dopo la scadenza dell'ultima rata.
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Doppia imposizione fiscale: la Cassazione tutela il contribuente
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni Contribuenti che contestavano una cartella di pagamento per imposte di successione, ritenendola una duplicazione di un precedente debito già annullato. I giudici di merito avevano rigettato il ricorso, senza verificare l'effettiva sussistenza della doppia imposizione fiscale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei Contribuenti, annullando la sentenza impugnata. Ha rinviato il caso a un'altra Commissione Tributaria Regionale, affinché accerti se la cartella fosse effettivamente una duplicazione e se il credito fosse già stato riscosso o annullato. Questo principio tutela i Contribuenti da richieste di pagamento ingiustificate.
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TARSU attività stagionali: Comune decide, non è diritto automatico
Un'Azienda alberghiera contestava un avviso di accertamento del Comune per la TARSU del 2009, chiedendo la riduzione TARSU attività stagionali. L'Azienda sosteneva di avere diritto a una riduzione tariffaria per la sua attività stagionale, anche se il regolamento comunale non la prevedeva. La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto parzialmente il ricorso dell'Azienda. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune. Ha stabilito che la riduzione della TARSU per attività stagionali non è automatica per legge, ma dipende dalla discrezionalità del Comune, che deve prevederla nel proprio regolamento. La Corte ha quindi rigettato il ricorso originario dell'Azienda, condannandola al pagamento delle spese legali.
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Rottamazione cartelle esattoriali: stop al ricorso
Un socio accomandante ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per redditi societari non dichiarati. Durante il ricorso in Cassazione, la società e l'altro socio hanno chiuso le proprie pendenze fiscali con specifiche definizioni agevolate. Il contribuente ha comunicato ai giudici di aver richiesto la rottamazione cartelle esattoriali per il debito collegato all'atto, chiedendo la chiusura del processo. Il contribuente non ha però depositato le ricevute del pagamento degli importi previsti dalla sanatoria. La Suprema Corte ha chiarito che la semplice domanda non estingue la lite per cessata materia del contendere. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di lite ed escludendo sanzioni processuali a carico del ricorrente.
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Rottamazione ter: il giudizio si sospende, non si estingue subito
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento per Irpef e Iva relativi a diversi anni. L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso. Durante il processo, il Contribuente ha aderito alla 'rottamazione ter', una definizione agevolata dei debiti tributari, chiedendo l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'adesione alla rottamazione ter non comporta l'estinzione immediata del giudizio. Invece, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo, sospendendo la causa fino al completamento dei pagamenti previsti dalla definizione agevolata, fissato al 30 novembre 2023. L'estinzione avviene solo dopo il perfezionamento effettivo della definizione e la prova dei pagamenti.
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Rottamazione ter: L’estinzione del giudizio tra fisco e contribuente
Un Contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento emesse dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'Agenzia ha proposto appello, ma la Commissione Tributaria Regionale lo ha dichiarato inammissibile, poiché l'Agenzia si era fatta rappresentare da un avvocato del libero foro anziché da un funzionario o dall'Avvocatura dello Stato. Successivamente, il Contribuente ha aderito alla "Rottamazione ter", saldando il dovuto. Di conseguenza, l'Agenzia ha riconosciuto il pagamento. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, riconoscendo che la "Rottamazione ter" aveva risolto la controversia originaria, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione Giudizio Tributario: Contribuente Vince con Definizione Agevolata
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento per Ires relativi a diversi anni. Anche l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti e alla rottamazione ter per gli anni d'imposta contestati. Successivamente, ha rinunciato al giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa rinuncia e della mancata opposizione dell'Agenzia, dichiarando l'estinzione del giudizio tributario per cessata materia del contendere. Le spese processuali sono rimaste a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Rottamazione Cartelle: Quando il Contribuente Rinuncia al Ricorso in Cassazione
Un Contribuente aveva contestato una cartella di pagamento emessa dall'Ente di Riscossione. Dopo aver perso nei gradi precedenti, il Contribuente ha presentato un ricorso per Cassazione. Tuttavia, durante lo svolgimento del processo, il Contribuente ha aderito alla "Rottamazione TER", un'agevolazione per i debiti fiscali. Per questo motivo, ha deciso di rinunciare al suo ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, dato che l'Ente di Riscossione non si era difeso. La rottamazione cartelle ha quindi risolto la controversia prima della sentenza finale.
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Notaio: Illecito Disciplinare per Debiti Fiscali Personali? La Cassazione Decide
Un Notaio ha subito un illecito disciplinare per gravi e reiterate inadempienze fiscali personali, inclusi ritardi nel versamento IVA e contributi INPS. Il Consiglio Notarile Distrettuale ha avviato il procedimento, e la Corte d'Appello ha inflitto la sanzione dell'avvertimento. La Cassazione ha confermato che la condotta privata di un pubblico ufficiale, anche se non immediatamente nota al pubblico, può compromettere la dignità e la reputazione della categoria professionale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Notaio, ribadendo che l'omesso pagamento dei tributi personali rientra nell'ambito delle condotte sanzionabili.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: Rottamazione-ter Salva il Contribuente?
Un Contribuente ha presentato un ricorso contro un avviso di accertamento IRPEF. Il suo difensore ha dichiarato la rinuncia al ricorso tributario, affermando che il Contribuente aveva aderito alla definizione agevolata, nota come rottamazione-ter. La Corte di Cassazione ha concesso un termine al Contribuente per formalizzare la rinuncia al giudizio e per dimostrare l'effettiva adesione e il buon esito della rottamazione-ter. Questo assicura la corretta chiusura della controversia fiscale.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: Inammissibilità per Mancata Notifica
Un Contribuente ha presentato ricorso contro un pignoramento. Successivamente, ha aderito alla "rottamazione TER", un programma di definizione agevolata dei debiti, e ha comunicato la sua intenzione di rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso tributario perché la rinuncia non era stata notificata correttamente all'Agenzia delle Entrate Riscossione. Nonostante la mancata notifica, la Corte ha riconosciuto la volontà del Contribuente di non proseguire il giudizio, compensando le spese legali tra le parti. Questo caso evidenzia l'importanza delle procedure formali anche in presenza di una chiara volontà di rinuncia.
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Omesso versamento IVA: Rottamazione ter e crisi aziendale non scusano
Un Amministratore di una società di trasporti è stato condannato per omesso versamento IVA, non avendo pagato 343.788 euro di imposta dovuta per il 2015. L'imputato ha sostenuto di aver aderito alla 'rottamazione ter' e che una grave crisi di liquidità aziendale configurasse forza maggiore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la 'rottamazione ter' non era in fase di estinzione al momento del dibattimento e che la crisi non era imprevedibile, né giustificava la priorità di altri pagamenti rispetto all'IVA. La condanna per omesso versamento IVA è stata confermata.
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Rottamazione ter: l’ente non contesta e perde in Cassazione
Un cittadino riceve un avviso di addebito dall'ente previdenziale per contributi omessi. Per risolvere la pendenza, il debitore aderisce alla Rottamazione ter. La Corte d'Appello dichiara la cessazione della materia del contendere poiché l'ente non ha smentito l'avvenuto versamento delle rate. L'ente previdenziale ricorre in Cassazione sostenendo che la sanatoria richiede il pagamento integrale del debito e la relativa prova documentale. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso dell'ente. L'istituto ha contestato soltanto la norma in astratto, senza smentire l'accertamento di fatto sui versamenti già eseguito in appello. Vince il contribuente, mentre l'ente perde la causa ed è condannato al pagamento del doppio contributo unificato.
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Rottamazione ter: la Cassazione ferma il giudizio per il pagamento
Una società contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento relative all'IRAP. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società ha chiesto il rinvio dell'udienza per poter rinunciare al ricorso. La contribuente ha infatti aderito alla rottamazione ter per estinguere i propri debiti con il fisco. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, ricordando che la definizione agevolata sospende il giudizio e che la sua estinzione dipende dal pagamento integrale delle rate. Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a una data successiva alla scadenza dell'ultima rata, fissata al 30 novembre 2023, per consentire il deposito dei documenti di pagamento.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite con il Fisco
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRAP. Dopo aver proposto ricorso in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata della rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle rate previste. Di conseguenza, ha depositato un'istanza di rinuncia al ricorso per cassazione per sopravvenuta carenza di interesse, accettata anche dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia è un atto unilaterale recettizio che estingue il processo non appena la controparte ne viene a conoscenza prima dell'udienza. Le spese processuali sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Notifica della cartella di pagamento: l’ipoteca resta valida
Una società ha contestato un preavviso di iscrizione ipotecaria basato su vecchie cartelle esattoriali, sostenendo l'invalidità della notifica della cartella di pagamento. Le notifiche erano state eseguite prima del 2012 con il deposito presso la casa comunale, senza l'invio della raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che le notifiche effettuate prima della sentenza della Corte Costituzionale n. 258/2012 con le vecchie regole sono valide e definitive se il termine per impugnarle era già scaduto prima della pronuncia di incostituzionalità. La società perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Rottamazione-ter: il fisco tace ma la Cassazione ferma la causa
I Contribuenti hanno impugnato una sentenza tributaria sfavorevole. Nel corso del giudizio, hanno aderito alla Rottamazione-ter per estinguere agevolatamente i debiti fiscali, chiedendo la sospensione del processo. L'Amministrazione Finanziaria non ha confermato il perfezionamento della procedura. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza dei termini di pagamento prorogati dal legislatore per l'emergenza sanitaria, ha disposto la sospensione del giudizio fino al 30 novembre 2023. I Contribuenti ottengono così il tempo necessario per completare i pagamenti previsti dalla legge senza rischiare una decisione sfavorevole nel merito.
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Rottamazione-ter: no alla cessazione del contendere senza pagamenti
Un'azienda aderisce alla 'rottamazione-ter' per i suoi debiti fiscali ma non paga tutte le rate. La Commissione Tributaria dichiara erroneamente la cessazione materia del contendere, ritenendo sufficiente la sola adesione. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: per la cessazione materia del contendere non basta aderire alla definizione agevolata, ma è indispensabile fornire la prova del pagamento integrale di tutte le somme dovute. In assenza di tale prova, la rottamazione è inefficace e il processo deve continuare.
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Rottamazione-ter e stop al giudizio in Cassazione
Una società contribuente ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a Ires, Irap e Iva per gli anni 2008-2010. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha richiesto la cessazione della materia del contendere avendo aderito alla Rottamazione-ter. La Corte di Cassazione ha rilevato che l'estinzione del giudizio è subordinata al perfezionamento della definizione agevolata e alla prova dei pagamenti. Per tale motivo, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando all'Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità della procedura e la sua estensione a tutti gli atti impugnati.
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