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Ristoro Monetario

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Somma di denaro liquidata dallo Stato come indennizzo per compensare un danno o un pregiudizio subito durante la detenzione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risarcimento per detenzione disumana: sì al ricalcolo della somma
Il Detenuto ha presentato reclamo lamentando condizioni igieniche inadeguate nella propria cella e richiedendo il risarcimento per detenzione disumana. Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto parzialmente la richiesta, ma ha commesso un errore nel calcolo dei giorni di detenzione effettiva, non considerando che la pena era terminata prima dell'emissione del provvedimento. La Corte di Cassazione ha rigettato le lamentele generiche sulla mancanza della porta del bagno, in quanto non sollevate tempestivamente. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul calcolo del risarcimento economico, annullando la decisione limitatamente alla quantificazione della somma e rinviando il caso al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo conteggio preciso.
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Rimedio risarcitorio per detenzione inumana: nessun limite di tempo
Il Detenuto ha richiesto il rimedio risarcitorio per detenzione inumana subito durante la custodia cautelare tra il 2010 e il 2013. Il Tribunale di Sorveglianza ha dichiarato inammissibile la richiesta per decorrenza del termine di sei mesi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Detenuto, stabilendo che per la custodia cautelare sofferta nel medesimo procedimento della pena in esecuzione si applica la riduzione della pena (rimedio in forma specifica) senza alcun termine di decadenza. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Detenzione Inumana: Niente Sconto di Pena su una Nuova Condanna
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di risarcimento per detenzione inumana. Un detenuto, che aveva subito condizioni degradanti durante una precedente carcerazione ormai conclusa, non può ottenere uno sconto di pena sulla nuova condanna che sta attualmente scontando. Se esiste una discontinuità tra i due periodi di detenzione, non collegati tra loro, l'unico rimedio possibile per il danno passato è il risarcimento monetario. Non è ammesso 'trasferire' il diritto allo sconto di pena da una condanna esaurita a una nuova e distinta. La richiesta del detenuto è stata quindi respinta.
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Risarcimento detenzione inumana: no sconto pena su nuova condanna
Un detenuto aveva già ottenuto un risarcimento economico per aver subito una detenzione in condizioni degradanti. Una volta terminata quella pena, e durante una nuova e separata detenzione, ha chiesto di convertire quel risarcimento economico (non ancora ricevuto) in uno sconto sulla nuova pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Il principio stabilito è che il risarcimento per detenzione inumana sotto forma di sconto di pena è possibile solo per la pena in corso di esecuzione al momento del trattamento degradante. Se la pena è già stata scontata interamente, l'unica forma di ristoro ammessa è quella monetaria, che non può essere 'trasferita' a una detenzione successiva e non collegata.
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Crediti di pena: no alla riduzione per pene espiate
La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto non può ottenere una riduzione della pena attuale come risarcimento per la detenzione inumana subita durante un periodo di carcerazione precedente e già concluso. Anche se i reati sono stati successivamente unificati con il vincolo della continuazione, la cesura temporale tra le due detenzioni impedisce il cumulo. La Corte ha ribadito il divieto dei cosiddetti "crediti di pena", specificando che per le pene già espiate l'unico rimedio possibile è il ristoro monetario.
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