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Rinvio A Nuovo Ruolo — Anno 2022

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591 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinvio A Nuovo Ruolo

Provvedimenti

Avviso di accertamento: documenti errati bloccano la Cassazione
Il Contribuente ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che confermava la legittimità di un avviso di accertamento per IVA. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente ha depositato documenti per dimostrare l'assenza di debiti tributari. Tuttavia, la Corte ha rilevato che tali documenti si riferiscono a due cartelle di pagamento diverse e non all'avviso di accertamento oggetto della causa. Di conseguenza, la Cassazione ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo alle parti sessanta giorni per depositare memorie chiarificatrici sulla rilevanza di questi documenti.
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Definizione agevolata: senza prove di pagamento la causa continua
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per il recupero di IVA e imposte dirette. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha chiesto l'estinzione del processo dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata e di aver pagato il dovuto. Tuttavia, la documentazione allegata non provava l'effettivo pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in mancanza di prove certe sul versamento delle somme, non è possibile dichiarare l'estinzione. Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo per integrare il contraddittorio tra le parti sulla questione dei pagamenti.
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Fisco e principio di cassa: dichiarare in ritardo non evita le sanzioni
Il Professionista, un avvocato, ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per non aver registrato alcuni compensi negli anni in cui li ha effettivamente incassati. Il Professionista ha dichiarato queste somme solo in anni successivi, violando il principio di cassa. I giudici tributari hanno confermato le sanzioni perché la dichiarazione tardiva, avvenuta dopo i controlli fiscali, non cancella l'errore. La Corte di Cassazione ha temporaneamente rinviato la decisione per acquisire i documenti necessari.
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Accertamento fiscale sui professionisti: stop della Cassazione
Un avvocato ha impugnato un avviso di rettifica fiscale con cui l'Agenzia delle Entrate contestava un maggior reddito per l'anno 2006. Il fisco aveva calcolato le maggiori imposte basandosi su studi di settore, indagini bancarie e sull'acquisto di un immobile. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione al fisco, il professionista si è rivolto alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte, con l'ordinanza numero 9544 del 2022, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente. I giudici hanno ritenuto indispensabile analizzare l'intero fascicolo dei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, la Cassazione ha ordinato l'acquisizione dei documenti e ha rinviato la causa a una nuova udienza. Questo caso evidenzia la complessità di un accertamento fiscale sui professionisti basato su elementi multipli.
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Scontro col Fisco: la definizione agevolata ferma la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate e una società immobiliare, insieme ai suoi soci, si scontravano in Cassazione per un accertamento fiscale basato su movimenti bancari sospetti. Durante il processo, i contribuenti hanno chiesto l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, avendo aderito alla definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle) e pagato il dovuto. La Corte di Cassazione ha deciso di riunire i ricorsi e di rinviare la causa a nuovo ruolo. Questo rinvio serve a permettere all'Agenzia delle Entrate di verificare l'effettivo e regolare pagamento delle somme previste dalla sanatoria, prima di dichiarare ufficialmente chiuso il processo.
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Interessi su tributi: la Cassazione attende le Sezioni Unite
Una società alberghiera ha contestato un'intimazione di pagamento per IVA, sanzioni e interessi, derivante da un accertamento parzialmente ridotto in appello. Il giudice tributario di secondo grado ha confermato la debenza degli accessori. La contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando che la questione relativa al calcolo degli interessi su tributi applicati sulla base di una sentenza è stata rimessa alle Sezioni Unite con un'ordinanza del 2021, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia chiarificatrice del massimo consesso.
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Definizione agevolata ferma il fisco: Cassazione rinvia la causa
Un avvocato impugna una cartella di pagamento per IRAP, IVA e sanzioni relative agli anni 2000 e 2001. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il contribuente ricorre in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il professionista deposita una memoria documentando di aver ottenuto diversi provvedimenti di sgravio e di aver aderito, per la parte residua, alla definizione agevolata prevista dalla legge, provvedendo al pagamento delle relative rate. La Corte di Cassazione, preso atto di questi sviluppi che potrebbero portare all'estinzione del giudizio, rinvia la causa a nuovo ruolo. Dispone quindi un termine di sessanta giorni per consentire all'Agenzia delle Entrate di interloquire sui documenti presentati dal contribuente.
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Accertamento bancario: il Fisco frena davanti alla rottamazione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un accertamento bancario nei confronti di una società immobiliare e dei suoi soci, presumendo ricavi non dichiarati da movimentazioni ingiustificate su un conto cointestato. I contribuenti hanno impugnato gli atti. Nelle more del giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno chiesto l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, avendo aderito alla definizione agevolata con il versamento integrale delle somme dovute. La Corte di Cassazione ha disposto la riunione dei ricorsi e ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando all'Agenzia delle Entrate di verificare il regolare perfezionamento della sanatoria prima di dichiarare estinto il giudizio.
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Rinvio a nuovo ruolo: l’errore del giudice ferma il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società di leasing avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell'Emilia Romagna. Durante l'adunanza camerale in Cassazione, la Corte ha rilevato che la proposta formulata dal relatore e comunicata ai difensori era errata, poiché si riferiva a un oggetto del contendere totalmente estraneo alla causa. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire la corretta riformulazione della proposta, senza decidere sul merito.
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Rinvio a nuovo ruolo per errore materiale: lo scambio di nomi
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per errore materiale in una causa tributaria tra un Ente Gestore e un Contribuente. Il giudice relatore ha formulato una proposta di decisione indicando erroneamente parti diverse da quelle reali, inserendo una società di trasporti estranea al giudizio. Rilevato lo scambio di persona nei documenti comunicati ai difensori, la Suprema Corte ha sospeso la decisione. Il rinvio a nuovo ruolo per errore materiale si è reso necessario per consentire la corretta riformulazione della proposta e garantire il diritto di difesa delle parti reali.
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Scommesse: stop per l’acquisizione del fascicolo d’ufficio
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio tra una Società di Scommesse estere e l'Agenzia delle Dogane. I giudici hanno stabilito che non è possibile decidere sul ricorso senza prima disporre l'acquisizione del fascicolo d'ufficio relativo al grado di appello svoltosi dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale. Di conseguenza, la causa è stata rinviata a nuovo ruolo per permettere alla cancelleria di recuperare la documentazione mancante, essenziale per valutare la legittimità della decisione impugnata.
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Definizione agevolata: la sanatoria che ferma la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza favorevole al Contribuente. Quest'ultimo ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata dell'avviso di accertamento impugnato. La Corte di Cassazione, rilevando l'impossibilità di decidere senza conoscere l'esito di tale istanza, ha ordinato alle parti di documentare se la sanatoria sia andata a buon fine. Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, fissando un termine preciso per il deposito dei documenti.
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Fisco e cittadini: scontro sulla motivazione degli interessi
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro l'annullamento di una cartella di pagamento e di un avviso di liquidazione emessi nei confronti di un contribuente. La controversia riguarda l'obbligo di specificare la motivazione degli interessi e i relativi criteri di calcolo negli atti di riscossione. La sesta sezione civile della Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul punto, ha preso atto che la questione è stata già rimessa alle Sezioni Unite. Per questo motivo, la Corte ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, sospendendo la decisione in attesa della pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite sulla necessità di una dettagliata motivazione per il calcolo degli interessi.
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Transfer pricing: scontro Fisco-società sull’onere della prova
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato due avvisi di accertamento per operazioni di transfer pricing infragruppo. La CTR riteneva che, data la minima differenza di aliquote fiscali tra Italia e Francia, non vi fosse alcun vantaggio fiscale elusivo e che spettasse al Fisco provare l'incongruità dei prezzi. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione di diritto riguardante la natura del transfer pricing e la ripartizione dell'onere della prova, ha rimesso la causa alla pubblica udienza della Quinta Sezione Civile.
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Integrazione del contraddittorio: stop al fermo se mancano enti
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato la decisione che dichiarava inammissibile l'appello della precedente società di riscossione contro l'annullamento di un preavviso di fermo amministrativo richiesto da una società privata. Il fermo riguardava debiti tributari e non tributari verso diversi enti. La Corte di Cassazione ha rilevato che il ricorso non era stato notificato al Comune e alla Camera di Commercio interessati, qualificati come parti necessarie del giudizio. Di conseguenza, la Corte ha disposto l'integrazione del contraddittorio, ordinando alla Riscossione di notificare l'atto a entrambi gli enti entro sessanta giorni, rinviando la decisione finale.
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Esenzione accise energia elettrica: Fisco contro autoproduttori
Un consorzio per la produzione di energia pulita ottiene l'esenzione dalle accise come autoproduttore. Successivamente, l'Agenzia delle Dogane revoca retroattivamente il beneficio, chiedendo il pagamento delle imposte e negando un rimborso. La Commissione Tributaria Regionale dà ragione al consorzio, riconoscendo la natura associativa e lo scopo di autoproduzione. L'Agenzia ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, rileva la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio. Per questo motivo, rinvia la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari, sospendendo temporaneamente la decisione finale sull'esenzione accise energia elettrica.
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Estinzione delle cartelle di pagamento: stop per documenti persi
Il Contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per varie imposte, contestando la mancata notifica degli atti e la prescrizione. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando l'omessa pronuncia sull'estinzione delle cartelle di pagamento a seguito della decorrenza dei termini di legge. La Suprema Corte, rilevando l'impossibilità di reperire il fascicolo d'ufficio del procedimento, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa del suo ritrovamento.
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Richiesta di asilo politico: la Cassazione frena per contrasto
Un cittadino straniero ha presentato una richiesta di asilo politico per motivi religiosi, dichiarando di essere perseguitato nel proprio Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha rilevato un contrasto interno tra le sue sezioni proprio sulla valutazione di tali domande di protezione. Per questo motivo, i giudici hanno sospeso la decisione e hanno rinviato la causa a una nuova udienza pubblica, in attesa che si risolva il contrasto interpretativo.
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Acquisizione sanante e risarcimento: la Cassazione frena il Comune
Un cittadino ha chiesto il risarcimento dei danni a un Comune per l'occupazione d'urgenza e la trasformazione irreversibile di un suo terreno, avvenuta senza un regolare decreto di esproprio. Durante il giudizio in Cassazione, il Comune ha adottato un provvedimento di acquisizione sanante per regolarizzare la situazione. Il cittadino ha impugnato questo atto davanti al TAR. Il Comune ha quindi chiesto alla Cassazione di sospendere il processo civile. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta di sospensione formulata per la prima volta in sede di legittimità. Tuttavia, vista la parziale coincidenza tra le questioni pendenti davanti al giudice amministrativo e quelle del ricorso civile, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per attendere gli sviluppi del giudizio amministrativo.
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Procura speciale alle liti: la Cassazione frena sul foglio spillato
Lo Straniero ha proposto ricorso in Cassazione contro il provvedimento del Giudice di Pace che confermava il suo trattenimento presso un centro di permanenza per il rimpatrio. La Pubblica Amministrazione ha eccepito l'invalidità della procura speciale alle liti, poiché redatta su un foglio separato e spillato al ricorso, privo di riferimenti specifici al giudizio o al provvedimento impugnato. La Suprema Corte, rilevando un contrasto interpretativo sulla validità di tale tipologia di procura spillata al ricorso, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Il processo è temporaneamente sospeso in attesa che le Sezioni Unite chiariscano se la semplice congiunzione materiale del foglio sia sufficiente a soddisfare il requisito della specialità della procura speciale alle liti.
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