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Rinvio A Nuovo Ruolo — Anno 2022

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591 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinvio A Nuovo Ruolo

Provvedimenti

Imposta unica sui giochi: scontro tra fisco e bookmaker
Un operatore estero di scommesse ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno 2009 riguardante l'imposta unica sui giochi. I giudici di merito avevano ritenuto legittima la pretesa del fisco basandosi sulla solidarietà paritetica tra il bookmaker e il centro trasmissione dati (CTD). L'operatore ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'applicazione della norma tributaria e la possibilità di traslare l'imposta. La Suprema Corte, rilevando la mancanza del fascicolo dei precedenti gradi di giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari.
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Accertamento fiscale domiciliare: fisco sconfitto sulle quote
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per maggiori redditi d'impresa nei confronti di un contribuente, in seguito a un controllo della Guardia di Finanza. Il controllo era scaturito da un accertamento fiscale domiciliare autorizzato dalla Procura della Repubblica. Il contribuente ha contestato la validità dell'accesso a casa sua e l'attribuzione dell'intero maggior reddito, possedendo solo il 51% delle quote societarie (le restanti erano di moglie, figlia e cognata). La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto valido l'accesso domiciliare, ma ha ridotto l'addebito fiscale alla quota del 51%. Entrambe le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando un vizio procedurale nella formulazione della proposta di decisione semplificata, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per integrare gli atti.
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Decreto ingiuntivo opposto: la Cassazione frena sul rito rapido
Una Società ha proposto opposizione contro un decreto ingiuntivo opposto ottenuto da un Creditore. Il Tribunale ha accolto l'eccezione di incompetenza sollevata dalla Società, ma non ha dichiarato la nullità del decreto ingiuntivo opposto. La Società ha quindi fatto ricorso in Cassazione per chiedere l'annullamento parziale di questa decisione. La Corte di Cassazione ha rilevato che il ricorso non mirava a regolare la competenza, ma a contestare la validità dell'atto. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno stabilito che la causa non poteva essere decisa con rito semplificato. La Corte ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo per una corretta trattazione del caso.
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Contraddittorio endoprocedimentale: la Cassazione frena il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di pagamento e sanzioni contro un'Azienda per il mancato versamento di accise sul gas naturale. I giudici di merito hanno annullato gli atti poiché l'ufficio ha notificato il verbale e l'accertamento lo stesso giorno, violando il termine di sessanta giorni per garantire il contraddittorio endoprocedimentale. L'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il confronto preventivo non sia obbligatorio per il semplice recupero di imposte non versate. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti del processo di merito prima di decidere.
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Motivazione della cartella di pagamento: Fisco contro cessionario
L'Agenzia delle Dogane ha emesso una cartella esattoriale nei confronti di una società, ritenuta responsabile in solido come cessionaria di un ramo d'azienda di un'altra impresa. La società destinataria ha impugnato l'atto lamentando il difetto di motivazione della cartella di pagamento, poiché il documento non indicava l'atto di cessione né il debitore principale. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto il ricorso della contribuente per violazione dell'obbligo di motivazione. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la mancanza del fascicolo dei gradi di merito, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentirne l'acquisizione, senza quindi decidere ancora nel merito.
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Imposta unica sui giochi: fisco contro bookmaker, tutto rinviato
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha impugnato la decisione che annullava l'avviso di accertamento per l'Imposta unica sui giochi del 2009 emesso contro un bookmaker estero e un centro trasmissione dati. La decisione originaria si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale che escludeva la tassa per i centri trasmissione dati prima del 2011. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari. Nessuna delle parti ha ancora vinto in via definitiva.
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Definizione agevolata: stop al fisco sul credito omesso
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento nei confronti de Il Contribuente a seguito di un controllo automatizzato. Il fisco contestava l'utilizzo di un credito d'imposta indicato nel 2013 ma omesso nella dichiarazione del 2012. Il Contribuente ha impugnato la cartella e ha successivamente richiesto la definizione agevolata della controversia. L'ufficio tributario ha negato la sanatoria, ritenendo la cartella un mero atto di riscossione e non un atto impositivo. Il Contribuente ha quindi impugnato il diniego. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza del ricorso contro il diniego, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire la formulazione di una nuova proposta di accordo tra le parti.
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Risoluzione del contratto di leasing: auto sequestrata e rinvio
Un utilizzatore stipula un contratto di leasing per un'auto di lusso, ma il veicolo viene sequestrato perché acquistato da un venditore non proprietario. L'utilizzatore avvia una causa chiedendo la risoluzione del contratto di leasing per evizione. La Corte d'appello rigetta la domanda ritenendo che la questione fosse già coperta da un precedente giudicato. L'utilizzatore ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro ricorso connesso relativo alla revocazione della prima sentenza, non decide nel merito ma dispone il rinvio a nuovo ruolo della causa per valutare la riunione dei due procedimenti.
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Convalida misure limitative stranieri: stop della Cassazione
Il Giudice di Pace di Catania ha confermato la convalida misure limitative stranieri nei confronti di un cittadino straniero colpito da un decreto di espulsione. Le misure consistevano nella consegna del passaporto e nell'obbligo di firma bisettimanale. Il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro ricorso dello stesso soggetto contro il decreto di espulsione presupposto, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questa decisione consente la trattazione congiunta dei due procedimenti strettamente connessi, garantendo una valutazione unitaria e coerente della legittimità sia dell'espulsione sia delle misure limitative collegate.
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Diritto di riscatto e canoni al fallimento: la Cassazione rinvia
Il Conduttore di un immobile commerciale ha proposto opposizione al passivo del Fallimento del nuovo proprietario, chiedendo la restituzione dei canoni di locazione versati. Il Conduttore sosteneva che l'acquisto dell'immobile fosse avvenuto violando il proprio diritto di prelazione e che l'esercizio del diritto di riscatto avrebbe comportato l'obbligo di restituzione dei canoni. Il Tribunale ha respinto la domanda poiché il giudizio sulla prelazione si era concluso negativamente per il Conduttore. Tuttavia, la Corte di Cassazione, rilevando che pende un ricorso proprio sulla validità del riscatto e della prelazione, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per una trattazione congiunta, al fine di evitare decisioni contrastanti.
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Definizione agevolata: scontro tra riscossione e atto impositivo
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento per recuperare somme rimborsate per errore. Il Contribuente ha chiesto la definizione agevolata della lite pendente, ma l'ufficio ha rifiutato la domanda sostenendo che la cartella fosse un semplice atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione di diritto, ha deciso di non decidere immediatamente. Con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla pubblica udienza della quinta sezione civile per stabilire se tale tipologia di cartella possa beneficiare della definizione agevolata.
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Deduzione contributi previdenziali: scontro tra Fisco e lavoratore
Il Contribuente ha richiesto il rimborso dell'IRPEF per gli anni dal 2012 al 2014, sostenendo il diritto alla deduzione del 26,04% anche per i periodi di contribuzione figurativa. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole al contribuente, sostenendo che tale agevolazione non si applichi quando la contribuzione è interamente a carico del lavoratore. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione di diritto riguardante la deduzione contributi previdenziali, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, la causa è stata rimessa alla pubblica udienza della quinta sezione civile per una decisione definitiva, rinviando la discussione a nuovo ruolo senza ancora stabilire un vincitore finale.
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Deposito del ricorso in Cassazione: l’omissione ferma il giudizio
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non versate. Dopo la decisione sfavorevole in appello, ha notificato il ricorso all'Agenzia delle Entrate ma ha omesso il tempestivo deposito del ricorso in Cassazione presso la cancelleria della Suprema Corte. L'amministrazione finanziaria si è comunque costituita con controricorso. Entrambe le parti hanno richiesto la riunione del procedimento ad altre cause connesse, fornendo però ricostruzioni contrastanti sulle ragioni del mancato deposito dell'atto principale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, ordinando alla cancelleria di acquisire i documenti dagli altri fascicoli per fare chiarezza sulla situazione procedurale prima di emettere una decisione definitiva.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie e controlli
Un ex socio di una società di trasporti estinta impugna un avviso di accertamento per IRPEF basato su studi di settore. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente dichiara di aver aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie (condono fiscale) e deposita le ricevute di pagamento. Tuttavia, poiché i dati dei pagamenti non sembrano coincidere perfettamente con l'atto impugnato e manca la notifica formale di rinuncia alla controparte, la Suprema Corte non dichiara subito l'estinzione del processo. I giudici rinviano la causa a nuovo ruolo per chiedere chiarimenti all'Agenzia delle Entrate sull'effettivo perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: il bivio
I Soci di una società di capitali estinta impugnano un avviso di accertamento per IVA e sanzioni. Durante il giudizio di Cassazione, uno dei contribuenti dichiara di aver aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, allegando i relativi pagamenti. Tuttavia, manca la prova della notifica della rinuncia alla controparte e i dati dei pagamenti non sembrano coincidere perfettamente con l'atto impositivo. La Corte di Cassazione decide quindi di rinviare la causa a nuovo ruolo, ordinando all'Agenzia delle Entrate di fornire informazioni precise sull'effettivo perfezionamento del condono fiscale.
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Contenzioso tributario: processo fermo per un fascicolo mancante
La Società Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa per l'anno d'imposta 2002. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. La società ha eccepito la nullità della sentenza d'appello per la mancata partecipazione dell'Agente della Riscossione al secondo grado di giudizio, oltre ad aver richiesto l'applicazione della definizione agevolata. La Suprema Corte, rilevando la mancanza della documentazione sul perfezionamento della sanatoria e la necessità di esaminare gli atti dei precedenti gradi, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per l'acquisizione del fascicolo di merito. Questo passaggio è fondamentale per garantire la corretta ricostruzione del contenzioso tributario.
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Definizione agevolata: la Cassazione sospende l’estinzione
Una società e i suoi soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento emessi per ricavi non dichiarati emersi da controlli bancari. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto l'estinzione del processo presentando domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza fiscale. La Corte di Cassazione ha rilevato che la controversia rientra astrattamente tra quelle definibili. Tuttavia, per accertare l'effettivo perfezionamento della sanatoria e acquisire il parere dell'Amministrazione Finanziaria, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Il giudizio è quindi sospeso in attesa delle verifiche sul condono.
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Cartella di pagamento: la Cassazione rinvia per documenti mancanti
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa per imposte non versate negli anni 2000 e 2001. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Il Contribuente ha eccepito la nullità della sentenza d'appello poiché l'Amministrazione Finanziaria non aveva notificato il ricorso anche all'Agente della Riscossione, che era stato parte nel primo grado. Inoltre, il Contribuente aveva presentato domanda di definizione agevolata, della quale però mancava la prova del perfezionamento. La Suprema Corte, non potendo decidere senza esaminare i documenti dei precedenti gradi, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire il fascicolo di merito. La decisione finale è quindi rinviata.
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Nullità della notifica: il Fisco sbaglia l’invio e il processo si ferma
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato alcune cartelle di pagamento a due Società Coobbligate per i debiti di un'impresa fallita. Dopo che i giudici di merito hanno annullato le cartelle, l'Amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la notifica del ricorso, eseguita tramite posta presso lo studio del difensore delle società, è stata consegnata a un'impiegata senza il successivo invio della raccomandata informativa al destinatario. La Corte di Cassazione ha rilevato la nullità della notifica per la mancanza di questa comunicazione obbligatoria. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato la rinnovazione della notifica entro novanta giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Produzione documentale nel processo tributario: prove e rinvio
Nel giudizio tra Il Contribuente e L'Amministrazione Finanziaria riguardante un avviso di accertamento IVA, il ricorrente ha depositato documenti attestanti l'assenza di debiti tributari. La Corte di Cassazione ha rilevato che tali atti si riferiscono a specifiche cartelle di pagamento e non direttamente all'accertamento contestato. Per questo motivo, la Suprema Corte ha ritenuto necessaria una verifica sulla pertinenza delle prove. Con l'ordinanza in esame, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, concedendo alle parti un termine di sessanta giorni per presentare memorie scritte sulla rilevanza di tali atti. La decisione evidenzia l'importanza della corretta produzione documentale nel processo tributario per evitare l'inutilizzabilità delle prove non collegate direttamente all'atto impugnato.
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