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Rinvio A Nuovo Ruolo — Anno 2026

146 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinvio A Nuovo Ruolo

Provvedimenti

Rinvio della causa per concordato e stop alle liti giudiziarie
Una società in liquidazione giudiziale ha chiesto la sospensione del giudizio pendente in Cassazione. La società ha motivato l'istanza con l'esistenza di una proposta di concordato avanzata da un terzo assuntore. Qualora il concordato venga approvato, la società rinnuncerà al ricorso principale. La Corte di Cassazione ha riscontrato la piena ragionevolezza della richiesta e ha disposto il rinvio della causa per concordato a nuovo ruolo, nell'attesa dell'evoluzione della procedura concorsuale.
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Modifica tabelle millesimali: stop per errori di notifica
Un condominio ha impugnato la decisione che dichiarava nulla una delibera sulla modifica tabelle millesimali approvata senza l'unanimità. Durante il giudizio in Cassazione, la Corte ha riscontrato vizi nelle notifiche del ricorso verso alcuni condomini ed eredi deceduti. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno sospeso la decisione sul merito e hanno concesso al condominio sessanta giorni per rinnovare le notifiche a tutte le parti necessarie, rinviando la causa.
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Rinvio per trattative e lo stop alla causa in Cassazione
Un Ente Pubblico e un'Amministrazione Regionale si sono affrontati davanti alla Corte di Cassazione a causa di un lungo contenzioso legale. Prima che i giudici pronunciassero la decisione finale, le parti hanno comunicato la presenza di un dialogo in corso per raggiungere un accordo stragiudiziale bonario. Entrambi i soggetti hanno quindi formulato una richiesta congiunta per ottenere un rinvio per trattative. La Suprema Corte ha accolto la domanda concordata e ha disposto la sospensione momentanea del giudizio, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questa decisione permette alle parti di proseguire i negoziati senza la pressione di una sentenza immediata.
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Estinzione associazione professionale: chi risponde dei debiti?
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato avvisi di accertamento e cartelle di pagamento a uno studio associato ormai cessato, oltre ad avvisi sui redditi ai singoli professionisti. I soci hanno impugnato gli atti contestando la notifica indirizzata a un ente estinto. La Corte di Cassazione ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sul tema dell'estinzione associazione professionale. Un orientamento attribuisce all'ente una capacita residuale per i rapporti pendenti, mentre un altro ritiene che lo scioglimento estingua l'associazione immediatamente, trasferendo i debiti a chi ha agito in suo nome. Inoltre, resta da chiarire se sussista un litisconsorzio necessario tra tutti i soci. I giudici hanno quindi rinviato la causa in pubblica udienza per stabilire un principio di diritto uniforme.
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Fisco e Litisconsorzio necessario tributario: lite da riesaminare
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a una società in nome collettivo. La Società ha impugnato l'atto contestando la notifica e chiedendo la partecipazione dei soci al processo. I giudici di merito hanno rigettato il ricorso. La Società si è rivolta alla Corte di Cassazione, invocando la necessità del litisconsorzio necessario tributario. Questo principio impone il coinvolgimento di tutti i soci quando l'accertamento riguarda le imposte dirette distribuite per trasparenza. La Suprema Corte ha evidenziato il proprio ruolo di giudice del fatto processuale. Per verificare se l'accertamento riguarda le imposte dirette o soltanto l'IVA, la Corte ha ordinato l'acquisizione dei fascicoli dei primi due gradi di giudizio e ha rinviato la decisione.
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Contratto di leasing: tra invalidita e vincoli procedurali
Un utilizzatore ha stipulato un contratto di leasing con una banca per un'imbarcazione da diporto fornita da un cantiere navale. A seguito di controversie sui canoni e sulla presunta applicazione di tassi usurari, l'utilizzatore ha promosso diverse azioni legali. I giudici di merito hanno respinto le sue richieste dichiarando l'inammissibilita delle domande per presenza di un giudicato implicito sulle precedenti decisioni. L'utilizzatore ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, accogliendo l'istanza della banca per la rimessione in termini causa mancata notifica del controricorso, ha concesso sessanta giorni per rinnovare la notifica dell'atto difensivo e ha rinviato la causa a nuovo ruolo.
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Buoni postali fruttiferi: taglio rendimenti e rinvio della Cassazione
Un risparmiatore ha ottenuto un decreto ingiuntivo per riscuotere gli interessi stampati sui propri buoni postali fruttiferi. L'ente emittente ha proposto opposizione, ottenendo in secondo grado l'applicazione dei rendimenti ridotti in base a un decreto ministeriale. Il cittadino ha impugnato la decisione in Cassazione contestando la tardività dell'opposizione per un vizio di notifica, l'erroneo scambio dei fascicoli di causa e l'applicazione retroattiva delle riduzioni di rendimento e della ritenuta fiscale. La Suprema Corte, tramite ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della decisione a nuovo ruolo per attendere la pronuncia di un'altra sezione pubblica su un caso analogo.
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Rottamazione dei debiti fiscali e sospensione del processo
La Società Debitrice ha proposto ricorso in Cassazione contro la revoca dell'omologazione del proprio piano di risanamento. La Corte d'Appello aveva infatti cancellato l'accordo con il Fisco approvato in precedenza dal Tribunale. Nelle more del giudizio di legittimità, l'impresa ha richiesto il rinvio della causa per aver presentato domanda di rottamazione dei debiti fiscali ai sensi della legge n. 199/2025, ottenendo anche la rateizzazione per i tributi esclusi. La Suprema Corte ha accolto l'istanza e rinviato la causa a nuovo ruolo. I giudici hanno chiarito che l'eventuale accoglimento della misura agevolata ridurrebbe o estinguerebbe il debito tributario, modificando l'interesse effettivo delle parti a proseguire il processo civile.
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Deducibilità dei costi infragruppo: il rinvio in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'azienda di trasporti la deducibilità dei costi infragruppo per consulenze ritenute generiche per oltre quattrocentosessantamila euro, insieme all'indetraibilità dell'IVA. Le Commissioni Tributarie Provinciale e Regionale hanno confermato l'accertamento per carenza di prova sull'inerenza e sulla certezza delle spese. La società ha proposto ricorso in Cassazione denunciando l'omessa valutazione dei documenti prodotti. La Suprema Corte ha preso atto del trasferimento di un membro del collegio giudicante e della pendenza di questioni rilevanti dinanzi alle Sezioni Unite circa l'utilizzabilità delle prove fiscali alla luce della giurisprudenza europea. Pertanto i giudici hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo.
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Riunione dei ricorsi connessi: lite in sospeso tra le parti
Una Società di Gestione Crediti ha impugnato un provvedimento del Tribunale emesso nell'ambito di un giudizio contro un Fallimento. La Corte di Cassazione ha riscontrato l'esistenza di un altro procedimento parallelo pendente tra le medesime parti o legato alle stesse questioni. Per assicurare la coerenza delle decisioni ed evitare contrasti di giudicato, la Corte ha ravvisato i presupposti per la riunione dei ricorsi connessi. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questo provvedimento sospende temporaneamente l'esame del merito per permettere la successiva trattazione congiunta dei procedimenti collegati.
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Notifica al legale rappresentante e sede societaria irreperibile
A seguito del decesso dell'avvocato di una società ricorrente, la Corte di Cassazione ha rinviato il processo per consentire la comunicazione della nuova udienza alla parte. La notifica inviata presso la sede legale della società è tuttavia fallita a causa dell'accertata irreperibilità dell'ente. Di fronte a questo ostacolo procedurale, i giudici hanno stabilito la necessità di eseguire una nuova notifica al legale rappresentante della società presso la sua persona. La Suprema Corte ha dunque ordinato alla Cancelleria di procedere con la notifica al legale rappresentante e ha rinviato il ricorso a nuovo ruolo per permettere la regolare ricostituzione del difensore.
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Notifica avviso di trattazione e termini scaduti: la causa slitta
Un contribuente propone ricorso in Cassazione difendendosi da solo contro una cartella di pagamento relativa a imposte IRPEF e IVA. Durante il giudizio di legittimità il contribuente muore. La Corte di Cassazione chiarisce che il decesso non interrompe il processo di legittimità. Tuttavia, essendo il defunto anche difensore di se stesso, la Cancelleria deve inviare la notifica avviso di trattazione agli eredi per tutelare il diritto di difesa. La notifica viene eseguita nei confronti del coniuge ma con un preavviso inferiore ai sessanta giorni previsti dalla nuova Riforma del processo civile. I giudici dispongono quindi il rinvio della causa a nuovo ruolo per permettere la rinnovo della notifica avviso di trattazione nel rispetto dei termini di legge.
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Omessa dichiarazione dei redditi: la Cassazione blocca il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'omessa dichiarazione dei redditi per l'anno 2008, richiedendo il pagamento di Ires, Irap e Iva con sanzioni e interessi. La società si è difesa sostenendo la decadenza dei termini, vizi di notifica e il mancato riconoscimento di costi deducibili. Dopo che il giudice d'appello ha dato ragione al Fisco, la società ha proposto ricorso in Cassazione denunciando il travisamento delle prove da parte dei giudici di merito. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, ordinando di acquisire i fascicoli d'ufficio dei gradi precedenti per verificare la correttezza dei documenti valutati.
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Rottamazione delle cartelle e sospensione della causa fiscale
Un Contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento davanti ai giudici tributari contestando l'omessa notifica delle cartelle esattoriali e la prescrizione dei crediti pretesi dal Fisco. Dopo decisioni contrastanti nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del processo, il debitore ha presentato domanda di rottamazione delle cartelle prevista dalla legge e ha chiesto la sospensione del processo. La Corte di Cassazione ha rilevato che la presentazione dell'istanza sospende di diritto il giudizio in attesa del pagamento della prima rata. I giudici hanno quindi disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, precisando che l'estinzione definitiva del processo si realizzerà soltanto con il versamento tempestivo della prima rata della sanatoria.
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Giudicato penale nel processo tributario: lite sospesa
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a una società un avviso di accertamento per presunti ricavi non dichiarati derivanti dalla vendita di immobili. Il fisco ha basato la pretesa sulle somme riportate nei contratti preliminari rispetto ai prezzi inferiori indicati negli atti pubblici. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto le ragioni del fisco. La società ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha evidenziato che il legale rappresentante della società era stato assolto in sede penale perché il fatto non sussiste. Questa circostanza riapre il tema centrale dell'impatto del giudicato penale nel processo tributario, disciplinato dall'articolo 21-bis del D.Lgs. n. 74/2000. Poiché l'argomento è stato già rimesso all'esame delle Sezioni Unite, la Cassazione ha rinviato la causa a nuovo ruolo in attesa della decisione coordinata.
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Fideiussione omnibus: la Cassazione sospende la decisione
Un garante impugna una cartella esattoriale notificata per un debito societario, eccependo la nullità della fideiussione omnibus sottoscritta. Il fideiussore evidenzia che il contratto riproduce clausole dello schema ABI dichiarate illecite per violazione delle norme antitrust sulla concorrenza. Il garante sostiene inoltre che l'istituto di credito è decaduto dal diritto di escutere la garanzia per non aver agito tempestivamente nei confronti del debitore principale. La Corte di Cassazione sospende la decisione e rinvia la causa a nuovo ruolo. I giudici attendono la pronuncia delle Sezioni Unite, interpellate per chiarire la portata della nullità antitrust sulle clausole di deroga ai termini di legge e le relative conseguenze per il creditore.
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Clausola sociale nel cambio appalto: la Cassazione apre il dibattito
Alcune lavoratrici di un magazzino logistico hanno impugnato la mancata assunzione da parte della società subentrante nella gestione del servizio. La vicenda scaturisce da una complessa riorganizzazione aziendale, caratterizzata da cessioni di rami d'azienda e stipulazione di nuovi contratti. I giudici territoriali avevano negato il diritto all'assunzione escludendo l'operatività delle tutele contrattuali. Le dipendenti hanno quindi proposto ricorso in Cassazione rivendicando l'efficacia della clausola sociale nel cambio appalto prevista dal contratto collettivo di settore. La Suprema Corte ha rilevato la particolare delicatezza della controversia, che investe il confine tra riassetto organizzativo e tutela della continuità occupazionale. Per questa ragione, il Collegio ha disposto la trattazione del ricorso in pubblica udienza per stabilire l'esatta portata applicativa delle garanzie di categoria.
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Diritto di precedenza nell’assunzione: conversione o nuovo posto
Un dipendente con contratto a tempo determinato svolge mansioni di sorveglianza per un'azienda fino alla scadenza naturale dell'incarico. L'uomo manifesta formalmente la volontà di far valere il proprio diritto di precedenza nell'assunzione a tempo indeterminato. Successivamente, la società stabilizza altri dipendenti a termine per le medesime mansioni senza richiamare l'ex lavoratore. Il tribunale e la corte d'appello respingono le richieste del ricorrente. I giudici di merito ritengono che la tutela valga solo per nuovi contratti e non per la semplice trasformazione di rapporti già in essere. La Corte di Cassazione sospende la decisione ordinaria e rimette gli atti a una pubblica udienza. La Suprema Corte riconosce infatti l'assoluta novità e il rilievo normativo del problema, demandando la risoluzione a un approfondito esame collegiale.
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Locazione ad uso non abitativo o vendita: l’accordo salva l’area
Una società privata occupava un'ampia area pubblica adibita a parcheggio in virtù di decreti amministrativi di messa a disposizione. Successivamente l'ente pubblico proprietario chiedeva il rilascio immediato del bene ritenendo scaduto il termine. La società avviava una causa per accertare che il rapporto configurasse una vera e propria locazione ad uso non abitativo con durata minima di sei anni. La Corte d'Appello smentiva l'esistenza di un vincolo contrattuale valido, inducendo l'impresa al ricorso per cassazione. Davanti ai giudici di legittimità le parti hanno comunicato la definizione di un accordo economico per la compravendita dell'area. La Suprema Corte ha pertanto disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per permettere il perfezionamento della transazione.
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Notifica dell’avviso di udienza errata e rinvio della causa
Una società e la sua socia hanno proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza di fallimento. Durante la causa, il difensore della parte è deceduto. La Corte ha disposto la comunicazione personale dell'avviso di udienza alla parte. La notifica si è perfezionata tramite la procedura per irreperibili dieci giorni dopo la spedizione della raccomandata. Tuttavia, la data dell'adunanza fissata non ha rispettato il termine minimo di sessanta giorni stabilito dalla legge. La Corte di Cassazione ha riscontrato il vizio procedurale. I giudici hanno quindi rinviato la causa e ordinato una nuova notifica dell'avviso di udienza per tutelare pienamente il diritto di difesa del ricorrente.
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