La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una succursale italiana di una società finanziaria estera sottoposta a liquidazione coatta amministrativa. Il commissario liquidatore aveva contestato alcuni pagamenti effettuati a favore di un privato, chiedendone l'inefficacia. Dopo una condanna in appello al pagamento di due milioni di euro, gli eredi del soggetto coinvolto hanno presentato ricorso. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, la cui efficacia è però subordinata all'autorizzazione della Banca d'Italia. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per permettere il perfezionamento dell'accordo, sospendendo temporaneamente la decisione sul complesso coordinamento tra procedure liquidatorie nazionali ed europee.
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