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Rinvio A Nuovo Ruolo — Anno 2022

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591 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinvio A Nuovo Ruolo

Provvedimenti

Espropriazione per pubblica utilità: la Cassazione cerca le prove
Un cittadino ha impugnato la decisione relativa a una procedura di espropriazione per pubblica utilità avviata da un Comune. Durante il giudizio, sono emersi dubbi sull'effettivo oggetto della domanda a causa di possibili rinunce parziali formulate nei verbali di udienza. La Corte di Cassazione, non potendo decidere senza una chiara ricostruzione dei fatti processuali, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, i giudici hanno ordinato alla Cancelleria di acquisire il fascicolo d'ufficio della Corte d'Appello per verificare il reale contenuto delle richieste e delle rinunce, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Termine breve per impugnare: notifica alla sede o al difensore?
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per tardività. La controversia riguarda la validità della notifica della sentenza di primo grado effettuata direttamente presso la sede legale dell'ente, anziché presso il difensore domiciliatario, ai fini della decorrenza del termine breve per impugnare. La Corte di Cassazione, rilevando che sulla questione della decorrenza del termine in presenza di elezione di domicilio pende già una questione di massima importanza davanti alle Sezioni Unite, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia risolutiva.
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Termine breve di impugnazione: scontro tra fisco e cittadino
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento di oltre 84.000 euro. La Commissione Tributaria Provinciale ha accolto il ricorso. Successivamente, il contribuente ha notificato la sentenza direttamente presso la sede dell'Agente della Riscossione. L'ente pubblico ha presentato appello, ma i giudici di secondo grado lo hanno dichiarato inammissibile, ritenendo che la consegna diretta avesse fatto decorrere il termine breve di impugnazione. L'Agente della Riscossione ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la notifica dovesse essere effettuata all'avvocato difensore e non alla sede dell'ente. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto interpretativo su questo specifico punto, ha deciso di sospendere il giudizio. La causa è stata rinviata in attesa della decisione chiarificatrice delle Sezioni Unite.
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Rimborso IRAP: la Cassazione rinvia il caso per cause collegate
Un contribuente ha richiesto il rimborso IRAP per l'anno 2012. A seguito del silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, il cittadino ha proposto ricorso, respinto nei primi due gradi di giudizio. Giunto in Cassazione, i giudici hanno rilevato la presenza di altri due ricorsi simili pendenti tra le stesse parti. Per garantire coerenza ed evitare decisioni contrastanti, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per una trattazione congiunta con gli altri procedimenti collegati.
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Scissione societaria e debiti tributari: scontro sulla decadenza
A seguito di una scissione parziale, l'Agenzia delle Entrate ha notificato nel 2015 una cartella di pagamento alla società beneficiaria per debiti tributari del 2007 della società scissa. La società beneficiaria ha contestato l'atto per decorrenza dei termini. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto il ricorso, ritenendo che la notifica alla società scissa non impedisse la decadenza verso la beneficiaria, escludendo l'applicazione delle regole sull'interruzione della prescrizione nelle obbligazioni solidali. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la particolare importanza della questione di diritto riguardante la scissione societaria e debiti tributari, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rimettendo la causa alla pubblica udienza della quinta sezione civile per una decisione definitiva.
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Tassazione indennità di volo: scontro tra pensionati e Fisco
Un pilota in pensione ha richiesto il rimborso dell'IRPEF per gli anni dal 2012 al 2015, sostenendo che la sua indennità di volo dovesse essere tassata al 50% anziché al 100%. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta, ritenendo che l'agevolazione fiscale spetti solo al personale in servizio attivo e non a quello in pensione. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. La sesta sezione civile, rilevando la particolare importanza della questione di diritto riguardante la tassazione indennità di volo per il personale in quiescenza, ha deciso di non decidere immediatamente in camera di consiglio. Con l'ordinanza interlocutoria, la Corte ha rimesso la causa alla pubblica udienza della quinta sezione civile per una trattazione approfondita.
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Intimazione di pagamento: Cassazione frena e chiede i fascicoli
Una contribuente ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la decisione della Commissione Tributaria Regionale che confermava la legittimità di alcune intimazioni di pagamento per gli anni d'imposta 2007 e 2008. I giudici di secondo grado avevano ritenuto che le contestazioni della contribuente non riguardassero direttamente l'intimazione di pagamento, ma facessero riferimento a vizi di una precedente sentenza già impugnata in Cassazione. Per fare chiarezza sulla vicenda e verificare la correttezza dei passaggi procedurali, la Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questa decisione, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando alla Cancelleria di acquisire il fascicolo di merito per poter esaminare compiutamente tutti i documenti di causa prima di emettere la sentenza definitiva.
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Giudizio di ottemperanza: il fisco dimezza i rimborsi del sisma
Il Contribuente ha ottenuto il diritto al rimborso del 90% dell'IRPEF versata per gli anni 1990-1992 a seguito del sisma in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha pagato solo il 50%, sostenendo che i fondi stanziati fossero insufficienti. Il Contribuente ha quindi avviato un giudizio di ottemperanza per ottenere l'intera somma. Il giudice di merito ha ordinato il pagamento integrale, nominando un Commissario ad acta. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di una questione di legittimità costituzionale sulle norme che riducono i rimborsi, ha rinviato la causa alla pubblica udienza della quinta sezione civile, sospendendo la decisione finale.
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Rinvio per la definizione agevolata delle controversie tributarie
Una società vinicola e i suoi soci impugnano gli avvisi di accertamento emessi dal Fisco. Durante il giudizio, i contribuenti richiedono la definizione agevolata delle controversie tributarie per chiudere la lite. L'Agenzia delle Entrate nega il condono, ma i contribuenti contestano la validità della notifica di tale diniego, eccependo la decadenza del potere dell'ufficio. Poiché i contribuenti hanno presentato ricorso contro il diniego e non sono ancora scaduti i termini per consentire all'Agenzia delle Entrate di difendersi con un controricorso, la Corte di Cassazione ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo.
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Rinvio a nuovo ruolo: la Cassazione frena la riscossione
L'Agente della Riscossione ha proposto ricorso in Cassazione contro il Contribuente e un terzo coobbligato per impugnare una sentenza sfavorevole emessa dalla Corte d'Appello. Durante l'udienza programmata per la discussione, è emerso un impedimento oggettivo del Giudice Relatore designato per la causa. Di conseguenza, la Suprema Corte, tramite un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo del procedimento. Questa decisione non entra nel merito della disputa fiscale, ma rappresenta un passaggio puramente procedurale necessario per garantire la regolare costituzione del collegio giudicante e il corretto svolgimento del processo in una data successiva. Il rinvio a nuovo ruolo comporta la temporanea sospensione della decisione finale in attesa della nuova fissazione dell'udienza.
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Rinvio a nuovo ruolo: quando l’imprevisto blocca la Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in una causa civile tra una società e alcuni privati. Durante l'udienza, il giudice relatore designato ha presentato un impedimento che ne ha reso impossibile la partecipazione. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa. Questo provvedimento non entra nel merito della disputa, ma rappresenta un passaggio procedurale necessario per garantire il corretto svolgimento del giudizio. Il processo viene temporaneamente sospeso e rinviato a una data successiva, in attesa di una nuova fissazione dell'udienza con un relatore disponibile.
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Notificazione del ricorso errata blocca la divisione dei beni
La controversia nasce dalla richiesta di scioglimento della comunione e rimborso spese tra comproprietari. Dopo le sentenze di merito, I Ricorrenti Principali propongono ricorso in Cassazione. Tuttavia, emerge un vizio nella notificazione del ricorso: l'atto è stato notificato a un avvocato non risultante come difensore domiciliatario nell'ultimo grado di merito. La Corte Suprema di Cassazione, rilevando la potenziale nullità, ordina l'acquisizione del fascicolo d'ufficio e concede ai ricorrenti novanta giorni per rinnovare la notificazione del ricorso, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Regolamento Dublino: scontro tra Ministero e diritti del migrante
Il Ministero dell'interno ha proposto ricorso contro l'annullamento, deciso dal Tribunale di Firenze, del decreto di trasferimento in Austria di un cittadino straniero. L'annullamento era stato disposto a causa della violazione degli obblighi informativi previsti dal Regolamento Dublino, in particolare per la mancata consegna dell'opuscolo informativo all'interessato. La Corte di Cassazione ha rilevato che la questione della consegna dell'opuscolo è attualmente al vaglio della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Di conseguenza, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo la decisione in attesa della pronuncia europea che chiarirà la corretta applicazione delle norme sul trasferimento dei migranti.
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Accertamento tributario del socio: stop ai giudizi separati
L'ordinanza n. 12069/2022 della Corte di Cassazione affronta il ricorso di un contribuente, socio di una società di persone, contro un avviso di accertamento per maggior reddito Irpef, derivante da un accertamento di maggiori ricavi Irap e Iva in capo alla società. La Suprema Corte, rilevata la pendenza di un altro ricorso strettamente connesso riguardante la stessa società, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta dei due procedimenti. Questa decisione evidenzia l'importanza di coordinare i giudizi relativi alla società e ai singoli soci per garantire l'unitarietà dell'accertamento tributario del socio e prevenire giudicati contrastanti.
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Giudicato esterno nel processo tributario: scontro Fisco-società
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'indebita detrazione IVA per operazioni inesistenti. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla contribuente, evidenziando la mancanza di prove da parte del Fisco e l'emissione di note di credito a storno delle fatture. In Cassazione, la società ha depositato una memoria tardiva invocando una precedente sentenza favorevole riguardante una società controllante collegata. La Suprema Corte, ravvisando la necessità di valutare l'eventuale impatto di tale pronuncia come giudicato esterno nel processo tributario, ha disposto il rinvio della causa in pubblica udienza per garantire il pieno contraddittorio tra le parti.
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Cessione di ramo d’azienda: scontro tra fisco e società
Una società di telecomunicazioni ha impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate richiedeva l'imposta di registro. Il fisco aveva riqualificato una serie di operazioni societarie collegate come un'unica cessione di ramo d'azienda. I giudici di merito hanno confermato la legittimità del recupero d'imposta, ritenendo sussistente un collegamento funzionale tra i beni trasferiti. La società ha proposto ricorso in Cassazione contestando la riqualificazione e la violazione del contraddittorio. Rilevata la pendenza di un altro giudizio connesso promosso da un'altra società contro lo stesso avviso, la Suprema Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire la trattazione congiunta dei ricorsi.
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Definizione agevolata: stop al processo tra fisco e società
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello favorevole a una società e ai suoi soci in merito a un accertamento Irpef. Durante il giudizio di Cassazione, i soci hanno estinto la loro posizione tramite la definizione agevolata prevista dalla legge. La società, a sua volta, ha richiesto la sospensione del processo avendo presentato domanda di definizione agevolata per la propria posizione e pagato la prima rata. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di verificare la documentazione prodotta dalla società e garantire il contraddittorio con il fisco, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, ordinando alla società di notificare all'amministrazione finanziaria l'elenco dei documenti relativi alla sanatoria entro sessanta giorni.
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Accertamento tributario: stop della Cassazione per atti mancanti
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un accertamento tributario nei confronti di una Società di Abbigliamento per omessa registrazione di ricavi derivanti da cessioni immobiliari. Nei gradi di merito, i giudici hanno annullato l'atto per le imposte dirette ritenendo scaduti i termini, mentre hanno confermato la pretesa IVA. L'Amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, prima di decidere, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire il fascicolo di merito, al fine di verificare la presenza di eventuali vizi procedurali.
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Sospensione del processo: stop al Fisco sulle Bahamas
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per tasse non pagate in Italia da una società con sede alle Bahamas. Dopo la decisione sfavorevole dei giudici di appello, il caso è giunto in Cassazione. Nel frattempo, un altro giudizio ha revocato la sentenza d'appello impugnata. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha disposto la sospensione del processo, nella forma del rinvio della causa a nuovo ruolo, ritenendo indispensabile attendere l'esito definitivo della causa collegata. Questa decisione evita il rischio di sentenze contrastanti sullo stesso rapporto tributario.
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Esterovestizione societaria: la Cassazione congela il fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento per IRPEG e IRAP nei confronti di una società con sede legale alle Bahamas, contestando un'ipotesi di esterovestizione societaria e recuperando a tassazione in Italia i redditi non dichiarati. Il Contribuente ha impugnato l'atto, ma i giudici di merito hanno respinto il ricorso. Giunta in Cassazione, la causa è stata temporaneamente sospesa. I giudici di legittimità hanno infatti rilevato la pendenza di un altro giudizio collegato, avente a oggetto la revocazione della sentenza d'appello impugnata. Per evitare contrasti di decisioni, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa che si definisca il giudizio pregiudiziale.
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