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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2023

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856 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Dallo scontro all’accordo: la rinuncia al ricorso per cassazione
Un gruppo di comproprietari e una società immobiliare erano coinvolti in una controversia contro il fallimento di un imprenditore. Dopo aver proposto ricorso principale e ricorso incidentale davanti alla Corte di Cassazione, entrambe le parti hanno deciso di depositare formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Essendo le rinunce reciprocamente accettate, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese tra le parti, ponendo fine alla vicenda senza entrare nel merito della disputa.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite col fallimento
Il ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza del Tribunale di Roma relativa al fallimento di una società. Successivamente, lo stesso ricorrente ha presentato formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile. La curatela del fallimento ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sul fallimento
Alcuni creditori proponevano reclamo contro il piano di riparto parziale predisposto dal curatore di una società immobiliare fallita. Dopo il rigetto del reclamo da parte del Tribunale, i creditori presentavano ricorso in Cassazione. Successivamente, i ricorrenti depositavano un formale atto di rinuncia, sottoscritto personalmente, al quale aderiva anche la curatela fallimentare. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione, senza alcuna condanna alle spese per le parti, applicando le regole processuali vigenti.
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Accordo transattivo salva gli immobili: stop alla Cassazione
I Soci Assegnatari di una cooperativa edilizia hanno impugnato la sentenza d'appello che confermava l'inefficacia dell'assegnazione di due appartamenti e relativi garage, decisa a seguito di un'azione revocatoria promossa dal Consorzio Creditore. Nelle more del giudizio di Cassazione, le parti hanno raggiunto un'intesa di massima. I ricorrenti, d'accordo con il Consorzio Creditore, hanno quindi chiesto alla Suprema Corte il rinvio della causa per perfezionare formalmente un accordo transattivo già autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di rinunciare successivamente al ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo del procedimento.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: chi rinuncia paga le spese
In una causa di successione ereditaria, i Ricorrenti hanno impugnato la decisione d'appello che ordinava l'integrazione del contraddittorio. Successivamente, i Ricorrenti hanno depositato un formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione, chiedendo la compensazione delle spese. I Controricorrenti hanno preso atto della rinuncia ma hanno richiesto la condanna dei Ricorrenti al pagamento delle spese legali. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia e ha condannato i Ricorrenti a rimborsare le spese di difesa a ciascuna delle parti resistenti, quantificando l'importo in quattromila euro per ognuna, oltre agli accessori di legge.
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Borse di studio medici specializzandi: negato il risarcimento
Un gruppo di medici ha fatto causa allo Stato per ottenere la differenza economica tra le borse di studio percepite durante la specializzazione e il trattamento economico più elevato introdotto successivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato le richieste, confermando che l'attività degli specializzandi non è un lavoro subordinato ma un contratto di formazione. Pertanto, le borse di studio medici specializzandi originarie erano adeguate e non spetta alcun risarcimento retroattivo o adeguamento al costo della vita. Inoltre, la Corte ha condannato i medici per abuso dello strumento processuale, avendo insistito in una causa palesemente infondata a fronte di un orientamento giuridico ormai consolidato da anni.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sui crediti
Un istituto bancario ha proposto opposizione contro l'esclusione del proprio privilegio ipotecario nella procedura di liquidazione coatta amministrativa di una cooperativa. Dopo il rigetto del Tribunale, la banca ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la banca ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione tramite il proprio difensore munito di procura speciale. La cooperativa in liquidazione ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, senza alcuna pronuncia sulle spese di giudizio.
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Rinuncia al ricorso: niente doppia tassa se c’è accordo
Un istituto di credito ha proposto ricorso in Cassazione contro la procedura fallimentare di una società per contestare una revocatoria fallimentare. Prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. L'istituto di credito ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese di lite. Inoltre, i giudici hanno stabilito che, in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione tributaria colpisce infatti solo il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione, e non può essere estesa per analogia a chi decide di estinguere pacificamente la controversia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: estinzione senza spese se l’intimato tace
La Professionista, dichiarata fallita, ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello. Successivamente, la stessa ricorrente ha presentato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Poiché il Fallimento non si è costituito nel giudizio di legittimità, la Suprema Corte ha stabilito che non fosse necessaria alcuna accettazione della rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese poiché la controparte non ha svolto attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso: la banca evita il raddoppio delle tasse
Un istituto di credito ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che aveva dichiarato inefficaci, tramite revocatoria fallimentare, alcuni pagamenti per oltre un milione di euro ricevuti da una società in amministrazione straordinaria. Prima della decisione della Suprema Corte, la banca ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, stabilendo che in questo caso non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto la norma che lo prevede non riguarda i casi di estinzione del giudizio.
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Frode in commercio: l’accordo cancella il ricorso in Cassazione
L'Acquirente ha presentato ricorso contro l'assoluzione dei venditori dal reato di frode in commercio, contestato per la fornitura di filati con una percentuale di cashmere inferiore a quella pattuita. La difesa sosteneva la responsabilità degli amministratori in assenza di deleghe specifiche. Tuttavia, prima della decisione della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole. Di conseguenza, l'Acquirente ha formalizzato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, condannando la ricorrente al solo pagamento delle spese processuali, escludendo la sanzione pecuniaria per l'assenza di colpa nella presentazione dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: il ripensamento costa caro
L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione contro una sentenza del Giudice per le indagini preliminari, lamentando la mancanza dei presupposti per il proscioglimento immediato. Successivamente, l'imputato ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevata la rinuncia e l'inammissibilità originaria del motivo di ricorso, ha deciso il caso con procedura de plano (senza formalità). Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso e hanno condannato l'imputato al pagamento delle spese del procedimento, oltre al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Un fallimento immobiliare ha impugnato un decreto del Tribunale riguardante un mutuo fondiario che superava il limite di finanziabilità. In attesa della decisione delle Sezioni Unite su questo tema, il fallimento ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalle controparti con richiesta di compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Inoltre, i giudici hanno stabilito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione si applica infatti solo se il ricorso viene respinto, dichiarato inammissibile o improcedibile, e non può essere estesa per analogia a chi decide di abbandonare spontaneamente la causa.
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Definizione agevolata: l’azienda rinuncia e azzera le spese
Un'azienda attiva nel commercio di tartufi ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IVA e alle sanzioni per l'anno 2011. La contestazione riguardava l'indetraibilità dell'imposta sugli acquisti da raccoglitori occasionali. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla legge, presentando formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza. La Suprema Corte ha preso atto della rinuncia rituale, dichiarando l'estinzione del giudizio e disponendo la compensazione delle spese tra le parti, escludendo inoltre il pagamento del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: la pace fiscale estingue la lite sull’IVA
Una società commerciale impugna un avviso di accertamento IVA relativo all'acquisto di tartufi da raccoglitori occasionali, contestando il meccanismo di autofatturazione che impediva la detrazione dell'imposta. Dopo aver presentato ricorso per cassazione, la società decide di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. Di conseguenza, la contribuente presenta formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso e dispone la compensazione delle spese di lite tra le parti, escludendo inoltre l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso tributario: la pace fiscale estingue la lite
Un'azienda attiva nel commercio di tartufi ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo ad acquisti da raccoglitori occasionali. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione contestando l'indetraibilità dell'imposta, la società ha deciso di aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. Di conseguenza, ha depositato una formale rinuncia al ricorso tributario prima dell'udienza. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della contribuente e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: l’azienda chiude la lite sui tartufi
Un'azienda attiva nel commercio di tartufi ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo ad acquisti da raccoglitori occasionali privi di partita IVA. La normativa nazionale prevedeva l'indetraibilità dell'imposta tramite autofatturazione. Durante la causa, la società ha deciso di aderire alla definizione agevolata e ha presentato formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, compensando le spese tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale sui tartufi
Un'azienda attiva nel settore del commercio di tartufi riceveva un avviso di accertamento IVA relativo ad acquisti da raccoglitori occasionali. Dopo aver impugnato l'atto nei vari gradi di giudizio, la società decideva di aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali. Di conseguenza, presentava formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese di lite, escludendo l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato. Il processo si chiude così senza una decisione sul merito della contestazione originaria, grazie alla definizione agevolata che estingue la controversia pendente con l'amministrazione finanziaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si evita il doppio contributo
Nel corso di una controversia civile tra un privato e una società, la parte ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione fiscale si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Trattandosi di una norma eccezionale e punitiva, non può essere estesa per analogia alla rinuncia, che invece estingue il processo in modo consensuale senza una decisione di merito. Di conseguenza, il giudizio si è concluso senza ulteriori spese fiscali per le parti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: si estingue la lite sul debito
Una banca ha notificato un precetto di pagamento a due debitori sulla base di un vecchio decreto ingiuntivo. I debitori hanno proposto opposizione e la Corte d'appello ha dato loro ragione, dichiarando l'inesistenza del diritto della banca di procedere con l'esecuzione forzata. La banca ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio, il credito è stato ceduto a una nuova società finanziaria. Quest'ultima ha deciso di depositare una formale rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dai debitori che hanno rinunciato al loro controricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione del processo, senza alcuna condanna alle spese giudiziarie.
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