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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2023

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856 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: effetti sulla condanna finale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta da un'imputata condannata per furto aggravato di bottiglie di pregio all'interno di un centro commerciale. Nonostante i motivi di ricorso vertessero sulla contestazione delle aggravanti e sull'entità della pena, la decisione è scaturita dalla sopravvenuta rinuncia al ricorso presentata dalla difesa. Tale atto ha determinato l'estinzione del rapporto processuale e il conseguente passaggio in giudicato della sentenza di condanna emessa in appello, con contestuale condanna della ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: guida a spese e procedure
Una società operante nel settore dei trasporti ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione relativo a una controversia sul riconoscimento dell'anzianità di servizio per i periodi di apprendistato. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la società al pagamento delle spese legali in favore del lavoratore, poiché quest'ultimo non aveva accettato formalmente la rinuncia. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non applicabile all'abbandono volontario della causa.
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Tassazione separata: rinuncia al ricorso e costi
Un contribuente ha impugnato i dinieghi dell'Amministrazione finanziaria relativi a istanze di rimborso per maggiori somme IRPEF trattenute su compensi corrisposti con ritardo. Il cuore della controversia riguardava l'applicabilità della tassazione separata anziché di quella ordinaria per gli anni dal 2013 al 2017. Dopo che i giudici di merito hanno accolto le ragioni del contribuente, l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Cassazione, per poi depositare un atto di rinuncia accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non applicabile in caso di abbandono volontario della causa.
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Rinuncia al ricorso: guida agli effetti in Cassazione
Una società immobiliare ha presentato opposizione a un decreto ingiuntivo per provvigioni di intermediazione. Dopo i gradi di merito, ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha successivamente depositato atto di rinuncia al ricorso. La controparte ha aderito a tale rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia in sede di legittimità è un atto unilaterale recettizio che determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Grazie all'adesione della controparte, non è stata disposta alcuna condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: quando l’interesse svanisce
Un indagato ha presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza del Tribunale del Riesame relativa a una misura cautelare per reati contro la pubblica amministrazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il Giudice per le indagini preliminari ha revocato la misura degli arresti domiciliari. La difesa ha quindi depositato una formale rinuncia al ricorso, rendendo superflua la decisione della Corte. La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse, escludendo però la condanna alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, poiché la scelta è dipesa da fatti nuovi non imputabili a colpa della parte.
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Rinuncia al ricorso: costi e conseguenze legali
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante la rinuncia al ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale del Riesame. Inizialmente, il Tribunale aveva dichiarato inammissibile l'istanza per carenza di interesse, poiché la misura cautelare del divieto di dimora era stata revocata. Successivamente, il ricorrente ha presentato formale atto di rinuncia tramite i propri legali muniti di procura speciale. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, come previsto dalla normativa vigente in assenza di giustificazioni specifiche.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Una parte privata, dopo aver impugnato una sentenza di rigetto relativa a un'opposizione a precetto, ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che tale atto produce effetti immediati indipendentemente dall'accettazione della controparte. La decisione chiarisce inoltre che la rinuncia al ricorso non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica esclusivamente ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Definizione agevolata: stop ai processi tributari
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale. Durante il procedimento, il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, depositando la documentazione che attestava l'azzeramento del debito. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che l'adesione alla sanatoria implica una rinuncia implicita al ricorso. Inoltre, è stato stabilito che in caso di estinzione per definizione agevolata non si applica il raddoppio del contributo unificato, data la natura sanzionatoria di tale misura.
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Rinuncia al ricorso: le sanzioni in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un sequestro preventivo confermato in sede di riesame. Il ricorrente, attraverso i propri difensori, ha presentato una formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso proprio a causa della rinuncia al ricorso, ma ha applicato rigorosamente l'art. 616 cod. proc. pen. Questo ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro, confermando che la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità ai fini della sanzione.
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Rinuncia al ricorso: guida agli effetti legali
Il caso esaminato riguarda un indagato per associazione a delinquere e ricettazione che ha presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza di custodia cautelare. La difesa contestava la sussistenza delle esigenze cautelari e la gravità indiziaria, evidenziando la cessazione dei rapporti lavorativi con i coindagati. Tuttavia, prima della decisione di merito, il difensore ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, confermando l'obbligo di condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende, come previsto dal codice di procedura penale in caso di rinuncia volontaria.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
Un imputato, condannato per furto in abitazione e porto abusivo di armi, ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, ha manifestato personalmente la propria rinuncia al ricorso presso l'ufficio matricola del carcere dove era ristretto. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione a causa della rinuncia al ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese processuali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato in appello per il reato di minaccia, dichiarato poi estinto per prescrizione, ma con conferma delle statuizioni civili. Nonostante la successiva Rinuncia al ricorso presentata dalla difesa, la Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. Tale decisione ha comportato la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali, di una sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende e della rifusione delle spese legali in favore della parte civile, a causa della mancata comunicazione tempestiva della rinuncia a quest'ultima.
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Rinuncia al ricorso: sanzioni e costi processuali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per i reati di danneggiamento e lesioni aggravate. Dopo aver presentato ricorso contestando la motivazione della sentenza di appello, il difensore, munito di procura speciale, ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, sottolineando che la rinuncia al ricorso non esonera il ricorrente dal pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, in quanto la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate ha presentato una formale **rinuncia al ricorso** in un complesso contenzioso tributario contro una società immobiliare. La disputa riguardava presunti fenomeni di abuso del diritto e partecipazione a una frode carosello legati a imposte dirette e IVA. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo quadro stragiudiziale per definire la lite. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà della ricorrente e ha dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
Una società ha impugnato la sentenza che dichiarava inefficace la vendita di beni strumentali a favore di una curatela fallimentare. Tuttavia, prima dell'udienza, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, senza provvedere sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società in liquidazione ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che confermava la sua dichiarazione di fallimento, richiesta dall'ente di riscossione. Durante il procedimento in Cassazione, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente notificata alle controparti. Poiché la curatela fallimentare e il creditore istante hanno aderito a tale atto, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la volontà delle parti di abbandonare la lite prevale sulla prosecuzione del processo.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un uomo condannato per tentato omicidio a seguito di una violenta lite familiare avvenuta durante un pranzo festivo. Nonostante l'iniziale presentazione di un ricorso basato sulla legittima difesa e sulla richiesta di riqualificazione del reato in lesioni colpose, la difesa ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese in favore della parte civile, la quale non era stata tempestivamente informata della decisione di desistere dal giudizio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e accordo bonario
La controversia trae origine da un contratto preliminare di compravendita immobiliare, risolto in sede di merito per grave inadempimento dei promissari acquirenti. Dopo una complessa vicenda giudiziaria che ha visto anche una precedente cassazione con rinvio, le parti hanno raggiunto una composizione bonaria della lite. In sede di legittimità, è stata presentata una formale rinuncia al ricorso sottoscritta da entrambi i difensori e dalle parti. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna statuizione sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: effetti ed estinzione
Un ricorrente ha presentato istanza per regolamento di competenza contro un'ordinanza del Tribunale che dichiarava l'incompetenza territoriale. Successivamente, il medesimo soggetto ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, segnalando l'abbandono reciproco della causa di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace e determinare il passaggio in giudicato della decisione impugnata.
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Rinuncia al ricorso: effetti e sanzioni pecuniarie
Un imputato, sottoposto a custodia cautelare presso una comunità, ha presentato una dichiarazione di rinuncia al ricorso precedentemente depositato contro una sentenza della Corte d'Assise d'Appello. La Suprema Corte, verificata la validità della sottoscrizione personale e della trasmissione dell'atto, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. Tale decisione ha comportato non solo il pagamento delle spese processuali, ma anche una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, poiché la rinuncia al ricorso non esclude la responsabilità del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità.
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